sabato 11 marzo 2023

A1: il frullatore di inizio marzo incorona (forse) la Virtus Bologna. Retrocede Brescia

- "La donna è mobile qual piuma al vento", recita un antico pregiudizio sul gentil sesso, che sarebbe, secondo codesta retrograda visione, incostante ed umorale ben più della controparte maschile. :angry: In realtà nello sport femminile i risultati sono solitamente più prevedibili, e i valori più costanti e rigidamente gerarchici, rispetto a quello degli uomini (detta così è un po' dogmatica, ma andrebbe fatta una lunga analisi, non è il caso). Diciamo che la Reyer Venezia nei due big match di campionato, disputati nel breve lasso di 4 giorni, sempre sul parquet amico, ha fatto del suo meglio per rafforzare il suddetto luogo comune: perché la compagine di Mazzon è passata con disinvoltura da un'umiliazione inaudita all'impresa sulla massima rivale.


- Domenica 5 marzo, 1923 spettatori (secondo il dato ufficiale) assistevano attoniti a un primo quarto da annali, però in negativo per la loro compagine; giacché dopo 9 minuti il punteggio recitava 0 (zero) a 30 (trenta) per la Virtus Bologna. Chi seguiva l'andamento dal livescore, senza le immagini, avrà pensato a un impazzimento del service statistico. Qualcosa che andava al di là delle normali situazioni per cui, fra due squadre di livello simile, una può partire meglio e l'altra peggio. Zero a trenta. Ma che era, tennis?
Difficile trovare una chiave singola, un dettaglio tecnico-tattico che abbia fatto la differenza più di altri, in una situazione in cui da una parte c'è stato tutto e dall'altra nulla. Però va sottolineato il ruolo di André, schierata in quintetto, su ambo i lati del campo: 3 canestri nei primi 3-4 minuti di fuoco (che hanno portato a uno 0-19 al 5', già killer per la partita) e una difesa che ha azzerato Shepard. Aggiungi pure che Venezia aveva nelle gambe e nella testa la fatica probante del ritorno di Eurocup, mentre Bologna aveva giocato un'ultima giornata di Eurolega senza più pressione. Mettici financo che, se già hai poche energie e finisci sotto di 20 in un amen, ti viene un attacco depressivo per cui molli completamente. Tutto vero, ma zero a trenta, crisbio, resta al di là di ogni spiegazione e d'ogni logica.
Fatto sta che si giungeva anche al +36 bolognese; poi Venezia ha cercato di ridurre lo scarto entro la soglia di dignità; c'è riuscita solo in parte, perché 60-85 non è proprio lusinghiero, specie in casa; ma anche se ci fosse riuscita sarebbe cambiato poco nella definizione della partita, che va cercata in parole come "mattanza" e "massacro".
Ma come dicevamo a caldo, non era il caso di processare la compagine di Mazzon (il quale saggiamente s'è fatto cacciare già dopo un quarto e mezzo; così anche Santucci una decina di minuti dopo) al di là del singolo disdicevole episodio.

E infatti ecco che nell'infrasettimanale dell'8 marzo, Venezia passa dalle stalle alle stelle, from zero to hero, dal linciaggio al trionfo. Abbatte infatti Schio che finora aveva perduto solo a Bologna. Per farla breve saltiamo subito a 4 minuti dalla fine, quando le devote di San Marco si trovavano sul +9, avendo concesso appena 6 punti in 6' alla capolista da inizio ultimo quarto.
Il forcing finale scledense, più di nerbo che di lucidità, era però veemente, aperto da due canestri di Ndour e chiuso da due triple di Howard, che procacciavano un inopinato pareggio sul 64-64 a -45 secondi. In mezzo anche tanti errori di Venezia. Addirittura Schio poteva vincerla con una tripla di Sottana, ma il ferro la ripudiava, così come il tentativo, sempre dall'arco, di M. Villa sulla sirena.
Nell'overtime il merito delle suddite del doge (Brugnaro) era quello di non rimuginare sul latte versato, cioè su quei 9 punti di margine gettati, e riprendere a menare le danze con Kuier e Shepard a canestro. S'innervosiva Howard commettendo antisportivo su Delaere; la belga realizzava i due liberi (72-66), ma poi Venezia tornava a commettere pasticci, Mabrey azzeccava un siluro da 9 metri (72-69 a -35"), poi era girandola di tiri liberi su fallo sistematico da ambo le parti; Schio si portava a meno 1 (73-72) con circa 5 secondi sul cronografo. Non era chiaro se Mabrey segnava il secondo libero volendo in realtà sbagliare, oppure se l'ordine sia stato di segnare e poi rubare palla dalla rimessa; fatto sta che la Reyer saltava agilmente il pressing e festeggiava la vittoria con i suoi 1.100 spettatori e rotti (poco più della metà di 3 giorni prima, ma era stata roba da far scappare chiunque, e poi l'infrasettimanale è meno propizio).
Tra i dati della partita, spiccano il 6/30 da 3 per Schio (più bilanciate le soluzioni veneziane), e all'inverso le 15 perse orogranata contro 8 (ma non sono costate la partita); ma soprattutto, è shock il fatto che la Reyer abbia battuto il Famila segnando con appena 4 giocatrici: Shepard (25), Kuier (20), Delaere (17) e Santucci (11), mentre di là hanno realizzato in 9. Insomma anche qui è saltata la logica.

- Lato Schio: era l'ultima partita prima dei playoff di Eurolega (avendo già giocato in anticipo il turno del weekend); non credo alla teoria del "buon viatico verso...", anzi spesso è meglio un "down" nella marcia di avvicinamento, per arrivare al top quando conta. Però l'impressione è che la sventurata Sventoraite abbia tutt'altro che coperto il buco sotto canestro dovuto al flop dell'operazione-Zahui. E farsi scippare il primato, perdendo contro una squadra che in 45 minuti segna solo con 4 giocatrici, non è "da Schio".

Nel frattempo Bologna non sciupava l'assist, regolando Ragusa con una sterzata nell'ultimo quarto (mancava Dojkic). E adesso, in questo turbinare d'eventi, la compagine felsinea si ritrova col boccino del primato in mano, a patto di non farsi sgambettare a sua volta da Campobasso e Sassari, le prossime due avversarie. Arrivare prime, lo si è già detto, significa evitare una semifinale ad alto rischio (con tutto il rispetto per Sassari o Geas o chi dovesse capitare, mentre chi giunge seconda è in linea di collisione con Venezia) oltre ad avere ovviamente il fattore-campo in finale.
Insomma una svolta non da poco. Vedremo se definitiva o solo provvisoria.

- Definitivo è già, invece, il verdetto su Brescia, che retrocede matematicamente in virtù del successo di Lucca su Moncalieri, che rende irraggiungibili le tosche per le longobarde. Le quali perdono il derby fra matricole con Crema, di 20 punti: all'andata, già lo dicemmo alla spicciolata, era scontro diretto fra due pericolanti di fondo-classifica; stavolta era sfida impari tra una squadra da zona-playoff (o male che vada, si tocchino pure, salvezza diretta) e una che non è riuscita a schiodarsi dalla palude.
Vari fattori si potrebbero analizzare per dare conto di questo divaricarsi progressivo delle sorti delle due squadre in questione (in parole povere: perché una è decollata e l'altra no); uno di questi è la stabilità d'organico e d'identità che Crema ha trovato e Brescia invece no, in un turbinio di straniere (ben 7) che si sono avvicendate senza fornire la quadratura del cerchio al sodalizio di Zanardi senior e junior, quest'ultima autrice di una stagione da 16 punti e 4 assist a partita, fatturato non semplice da mettere insieme in A1 a 18 anni, pure quando l'allenatore-patron è tuo padre... 
Anche la venuta e l'altrettanto rapida partenza di Crudo (la quale poi è riuscita a giocare solo due partite a Battipaglia) ha rappresentato un'ulteriore svolta mancata, e gran parte della stagione è trascorsa nel logorante e vano tentativo di puntellare le fragilità iniziali.
Il lato positivo? Le giovani di casa mandate in campo, non solo Carlotta (Tomasoni, Tempia, Pinardi più scampoli per altre); qualcosa che dà un senso alla stagione anche in assenza di risultati.

mercoledì 8 marzo 2023

A2, Coppa Italia: Castelnuovo spezza l'egemonia lombarda

La Lombardia, com'è noto, non sta vivendo un periodo storico di vacche grasse nel basket femminile di vertice; l'ultimo scudetto risale al 2004, con la fu Comense di Pennestrì. In compenso (molto parziale), aveva però trasformato la Coppa Italia di A2 in un suo feudo, aggiudicandosela per 8 anni di fila (Geas - Broni - Costa, poi la cinquina incredibile e irripetibile di Crema). Ora Castelnuovo Scrivia, che peraltro gioca a Voghera e quindi in Longobardia, ha interrotto questa striscia, conquistando il trofeo alla Final Eight di Battipaglia.

E certo non è una sorpresa, stante l'organico superlusso delle piemontesi (in finale sono entrate dalla panchina Bonasia, Rulli, Gatti e Smorto, cioè quattro califfe per la categoria); ma è stata un'edizione più aperta di quella scorsa, dominata in largo e in lungo da Crema. La semifinale tra Milano e Costa e la finale potevano benissimo finire all'opposto; il che promette bene per i playoff.

Poco equilibrio invece nei quarti, terminati per il secondo anno di fila con un 4-0 per il Nord; ma nel 2022, se non altro, due partite erano state incerte fino all'ultimo. Stavolta gli scarti minimi sono stati i due +10 a favore delle due lombarde. In realtà Costa ha dominato per 3 quarti con Empoli, era 39-19 all'intervallo, 55-37 al 30'; poi le tosche (testa di serie n°1 del Sud) si sono sbloccate, soprattutto con Stoichkova (24 punti), le giovani di Seletti hanno combinato qualche pasticcio di troppo (tant'è che il coach nel dopopartita era parecchio incazzato al riguardo), e sul meno 9 a più di 6'30" dalla fine c'era ancora speranza per Empoli. Rispondevano bene però E.Villa e Caloro, le due top scorers per Costa, anche se l'mvp è stata una Tibè da 14+14 rimba. Poca roba da Cvijanovic per Empoli, in rapporto al valore; 15 da Peresson ma non determinante come altre volte in passato.

La partita più interessante è stata la seconda, tra Milano Spezia. Le liguri - brillate per la loro assenza alla cerimonia inaugurale, immaginiamo per ripicca dopo il famigerato balletto della sede dell'evento - erano senza Zolfanelli e Guzzoni, e sarebbero state sfavorite anche a organico completo. Eppure per quasi 3 quarti hanno menato le danze anche con una certa autorità. Ogni volta che il Sanga si riavvicinava, loro ripartivano di slancio, prima con le triple di Templari, poi con le 2002/03 Colognesi e N'Guessan che sognavano una semifinale contro la loro "alma mater" Costa. Si era sul 38-48 per Spezia verso metà 3° quarto quando giungeva la svolta della partita. Si scatenava un tornado, Toffali, con le sue gambe al tritolo, ma anche da 3: 21 punti in una decina di minuti scarsi a cavallo fra 3° e 4° periodo; parziale di 28-5 e tutto ribaltato, +13 Sanga che da lì arrivava in porto. Toffali 25 punti, di là Colognesi 17 e Templari 15 ma un dato cruciale è il 16-0 nei punti dalla panca.

Si aveva poi la mattanza di Castelnuovo ai danni di Firenze. Le gigliate, lo scorso anno, al debutto nell'evento, erano uscite con un meno 34 da Udine; quest'anno immagino pensassero che peggio di così non poteva andare: hanno beccato meno 35. Certo pesa il fatto che la leader M.Rossini fosse convalescente; però esistono figure migliori. Marangoni 17 per "Cast".

Toccava infine alle padrone di casa contro Udine. Considerando che le friulane non arrivavano da un periodo brillante, ci poteva stare il pronostico incerto; in effetti un po' di equilibrio c'è stato, ma in sostanza si tratta di un +16 con scarto cresciuto di frazione in frazione. Battipaglia ha fatto esordire per l'occasione la paraguaiana di lunghissimo corso Ferrari, la quale ha prodotto 10 punti con 2/11 dal campo; ne hanno fatti 10 anche Castelli e la rientrante Milani; mancava Crudo e ha combinato poco la leader Potolicchio. Insomma non abbastanza per impensierire un'Udine che ha avuto 20 da Ronchi e 15 da Bovenzi, gioventù dorata ('03 e '02).

L'indomani, in telecronaca, ho sentito imbastire una disamina sul perché del divario Nord-Sud; mi pare che il discorso si sia interrotto senza addivenire a una conclusione vera e propria, però si chiamava in causa l'assenza di progetti a medio-lungo termine fra le società del Sud, che quindi non costruiscono nuclei collaudati negli anni; poi il fatto che alcune potenze del Sud sono salite in A1 in anni recenti (ma lo stesso non vale per il Nord?) e infine le panchine più corte per le meridionali, il che mi sembra il fattore più concreto, perché le top del Nord hanno almeno 8 elementi competitivi, quelle del Sud (ma nemmeno tutte, in realtà) hanno sì un quintetto forte ma i cambi non sono all'altezza. Poi ci può essere qualche fattore contingente (forse al momento è Patti la migliore al Sud, ma qui non c'era; e Battipaglia al completo magari passava il turno), però un doppio 4-0 in due anni è sentenza, non casualità.

Toccava l'indomani alla semifinale Costa-Sanga. Il problema è che la sto già facendo lunghina e 'sta partita è stata un romanzo. Tocca riassumere per sommi capi. A mio parere Costa ha giocato sopra il suo standard e Milano leggermente sotto; questo almeno per 3 quarti e mezzo, in cui l'andamento era tutto "minibreak Costa - ricuciture Sanga". All'intervallo erano già in doppia cifra E.Villa da una parte e Madonna dall'altra. Poi le difese si sono adeguate su di loro, riuscendo a limitarle (box and one di Costa, la famigerata "zona enigma" per il Sanga). Così come non erano un fattore le due centroboa, ossia Brossmann (acciaccata, risulta) e Van der Keijl. Ma sono venute fuori altre protagoniste; è stata una partita godibile al di là delle emozioni che sarebbero valse da sole il biglietto.
Costa era 53-44 al 29' e 64-58 al 35', quando Toffali è uscita per colpaccio al viso. Lì il Sanga ha saputo reagire forte anziché crollare in depressione; si è riportato a meno 1 con una tripla di Beretta. Però poco dopo E.Villa tornava a colpire con un bombazzo frontale per il 70-66 a 2' dalla fine. Poteva essere il k.o. ma, anche stavolta, Milano è mentalmente incrollabile: tripla immediata di Penz, poi tripla di Bonomi e sorpasso (70-72 a -1'20").
Infrazione di 24" di Costa, errore di Penz ma rimessa Sanga; altri secondi che passano, poi Madonna subisce fallo, mette un libero ma non la chiude sbagliando l'altro (70-73).
Costa ha una decina di secondi per salvare la ghirba. Lo fa con Fietta che inventa una tripla in acrobazia che carambola 3 volte sul ferro ed entra. Crazy. Ancora più crazy, anzi grottesco, il caos in cui si sprofondava subito dopo. Il canestro di Fietta poteva essere da 2 o da 3 (le testimonianze oculari discordano e le immagini tv non chiariscono), fatto sta che gli arbitri indicano da 2, il tabellone giustamente riporta Costa 72-Sanga 73, Milano attacca per congelare la palla credendo di essere a +1, finisce la partita, entrambe le squadre esultano (sempre più assurdo).
Dopo conciliabolo fra gli arbitri, si decide che era una tripla, quindi 73 pari, tempo scaduto e overtime. Sinceramente non ricordo un precedente del genere. :woot:

Chi reagirà meglio al turbiglione emotivo, ci si chiede? Apre l'overtime Penz con una tripla ma Costa torna al comando con un 7-0 chiuso da due canestri di fila di Tibè (80-76, 2 minuti alla fine e palla in mano).
Il Sanga riesce per l'ennesima volta a risalire (80-79), Villa sbaglia la tripla che poteva chiudere tutto, Madonna segna due liberi per il sorpasso, dopo aver subìto fallo in palleggio, mentre Fietta si fa male alla spalla ed esce.
Dopo timeout, Costa esegue male la rimessa in zona d'attacco, che Brossmann non riesce ad afferrare; Madonna va ancora in lunetta ma come al 40' fa 1/2 e lascia una chance alle avversarie; Allievi prova da 3 e non va lontanissima dal miracolo ma sbatte sul ferro. Quindi 80-82 per Milano, partita memorabile. Madonna "madre de Dios" con 20 punti e 10 rimbalzi; 15 punti Toffali; di là 18 E.Villa, 13+11 rimbalzi Allievi.
Insomma alla fine l'episodio controverso non risultava decisivo per l'esito; ma tu immagina se fosse successo nel calcio di vertice: era roba non solo da prime pagine e servizi al tiggì, ma financo da interrogazione parlamentare.

Sull'altra semifinale la fo breve, giuro; Castelnuovo più profonda rispetto a Udine dove segnano 25 Ronchi e 16 Turmel ma 13 le restanti; friulane avanti solo nel primo quarto (massimo +9), poi comandano Marangoni (15) e compagne; finisce 64-54.

E dunque finale tra le due compagini probabilmente più attese. Va riconosciuto che Battipaglia ha riempito il palazzetto nonostante giocassero due squadre lontane 800 km o poco ci manca. Stavolta Milano fa l'andatura, anziché viaggiare di rincorsa come nei due turni precedenti; s'inerpica a +9 all'inizio, poi +7 all'intervallo (27-34) e +8 a metà 3° quarto (35-43), con Castelnuovo che nei primi due quarti spacca i ferri, 8/35 dal campo, pagando la giornata storta al tiro di alcune del quintetto (Marangoni 2/12, Gianolla 1/7, Baldelli 1/5).
Arrivano infatti dalla panchina le risorse alle Scriviensi per ribaltare la partita. Bonasia dà la carica con le triple, Gatti (ex di turno) fa il suo e mette pure lei una bomba, Smorto arraffa tutti i palloni vaganti (15 rimbalzi), una dinamo. Lei e le compagne guadagnano tanti secondi e terzi tiri, segnale di un serbatoio delle energie in riserva per Milano, che subisce il supplizio di vedersi sfilare la vittoria a poca distanza dal traguardo e non avere le risorse per impedirlo. Altamente probabile che siano pesate le maggiori energie spese nei due turni precedenti; altro fattore erano i tiri liberi, 20/28 per "Cast" e un pessimo 5/16 per Milano.
In poco più di 10 minuti l'andamento è ribaltato: dal +8 Sanga si passa a +8 Castelnuovo (62-54) a -3'45". Milano non si rassegna, ci prova ma arriva al massimo a meno 4, poi Bonasia chiude dalla lunetta, 66-59, e si piglia l'mvp con 21 punti, unica in doppia cifra per le sue. Di là Madonna 19, Toffali 14 ma anche stavolta Van der Keijl ha inciso sotto il suo standard, anche per problemi di falli, guaio che hanno avuto le lunghe su entrambi i fronti.

Nota per chiudere: negli ultimi secondi della finale, la telecamera ha inquadrato la panchina di Castelnuovo, dove la g.m. Alice Pedrazzi era visibilmente commossa; il pensiero, la dedica andavano, immaginiamo senza possibilità d'errore, al marito appena scomparso. Difficile restare indifferenti, francamente.

Nota per chiudere-bis: le polemiche pre-evento sulla delocalizzazione coatta da Spezia a Battipaglia; l'intervento dell'Aiasp dopo un quarto della prima partita (!) per sottolineare errori nelle statistiche; il casino nel finale di Sanga-Costa... tutto sommato è quella quota di artigianalità che rende imprevedibile il femminile. Altro che l'asettica perfezione di certo sport di vertice robotizzato. :yes:

martedì 7 marzo 2023

Sulle differenze tra giocatrici: il caso delle Villa

Se due giocatrici militano nella stessa categoria, o a una sola categoria di distanza, è evidente che non c'è una differenza abissale come tra il giorno e la notte. Su un campione di 10 partite, ce ne saranno 3 o 4 in cui la meno quotata gioca meglio della più quotata. Ma è proprio il fatto che quelle partite siano una minoranza a determinare le scale di valori tra l'una e l'altra.

Il caso delle gemelle Villa è emblematico. Identiche nel fisico (almeno in partenza, quindi non si può dire che una fosse più precoce dell'altra nei mezzi di natura), crescono nella stessa società (quindi hanno avuto le stesse opportunità), hanno ovviamente la stessa famiglia alle spalle (casomai si volesse insinuare che contano le spinte e spintarelle dei genitori), però a un certo punto Matilde diventa più quotata di Eleonora. Lucchesi la sceglie per l'Europeo U16 del 2019 mentre lascia a casa la gemella, Costa la sceglie per lanciarla in A1 mentre fa aspettare la gemella.
Perché? Una è più carina o più simpatica dell'altra? C'è stato un complotto per favorire diabolicamente una gemella sull'altra, a mo' di esperimento tipo "prendiamo due gemelli identici, uno lo facciamo crescere bene, l'altro male e vediamo cosa succede"?
No, semplicemente sono forti entrambe ma una si è dimostrata (finora) più forte dell'altra.

Poi, che sia più divertente (almeno per chi ci razzola sopra) mettere in discussione queste banali dinamiche, posso capirlo ma è speculazione sul nulla.

domenica 5 marzo 2023

Coppe europee: Venezia in semifinale. Schio col fattore-campo

- Schio-Sopron (Eurolega, ultima giornata). Schio carica a mille, con l'ambiente caldo (quasi esaurito il palazzo), dopo una marcia di avvicinamento rivelatasi efficace, cioè giocando con le marce basse (pur vincendo) le due partite precedenti con Mechelen e Campobasso, in modo da tenere il meglio la partita che contava davvero. A dimostrazione che i discorsi del tipo "se si gioca così contro... (nome della squadra temibile da affrontare dopo), non si va da nessuna parte", lasciano il tempo che trovano, perché chi l'ha detto che la prestazione sarà la stessa?

Fatto sta che il risultato è eclatante: demolita 81-50 Sopron campione in carica. La quale certo non è la stessa dello scorso anno, che certo ha sciorinato un encefalogramma sorprendentemente piatto nel momento in cui è finita in difficoltà; però dargliene 31 di scarto resta notevole.
Primi due quarti già buoni per Schio, 36-29, segnando quasi solo con le 4 migliori di serata: Mabrey, Howard, Verona e Keys. Feroce il rientro dagli spogliatoi per il Famila, che piazzava la spallata decisiva, allungando subito a +15 con Howard e Mabrey da fuoriclasse, Verona con una tripla in transizione; Sopron accennava repliche quasi solo con Magbegor e la veterana Brooks (ex Milovanovic): l'upupa Epoupa svolazzava a vanvera in entrate senza costrutto. Entrava poi in scena anche Ndour, poi Sottana, infine pure la sventurata Sventoraite azzeccando allo scadere un tiro dal mezzo angolo che s'impennava sul ferro e ricadeva dentro: 63-44 al 30', cioè 27-15 nel terzo.
La cuccagna scledense s'intensificava ulteriormente nell'ultimo quarto, in cui le ungare non davano più segni di vita, incassando un 16-2 per il massimo scarto sul +33. Mabrey chiudeva con 23 punti (periodo di forma spaziale per lei), Howard 17, una Keys tutta sostanza 12.
Ecco, forse quello che non m'ha convinto del tutto è l'enfasi nei festeggiamenti, perché va bene l'allegria, ma non è che l'Eurolega del Famila si decidesse qui. Era solo in palio il fattore-campo nei playoff; è vero che dover giocare contro Fenerbahce o Praga col campo a sfavore era quasi una sentenza, ma sei Schio, ovvero un'eterna aspirante alle Final Four, non ci sono le russe, stavolta ci devi arrivare, finora hai fatto bene ma non hai ancora raggiunto nulla.
Comunque: secondo posto (10-4), c'è Valencia nei quarti, collettivo compatto che non ha la "stellona" tipo Mabrey (forse neanche tipo Ndour) ma ha un bel nucleo spagnolo e, se vai a vedere, ben 7 giocatrici con una media-punti fra gli 8,6 e i 10,9. Cioè non dipende da nessuna mentre Schio, questa è l'inquietudine, dipende molto dalle lune di Mabrey. Che spesso sono belle piene ma dovranno esserlo vieppiù nella serie-playoff alle porte. Negli altri accoppiamenti c'è la rivincita della finale-shock dello scorso anno, quando il Fenerbahce andò in collasso emotivo contro Sopron; poi Praga-Salamanca e Mersin-Bourges.

- Praga-Bologna 71-50 (Eurolega, ultima giornata). Qui poco o nulla da dire sulla partita, in cui la Virtus era senza Dojkic e Zandalasini. Due parole invece sul bilancio europeo delle felsinee (in allegato quello di Barberis sulla sua pagina Instagram): all'esordio nell'élite europea la dignità c'è stata, 5 vinte-9 perse, due squadre tenute dietro. Per la serie "se mio nonno aveva tre ruote era una carriola", se non c'erano le 4 sconfitte su 4, tutte in volata, contro Bourges e Valencia, forse parlavamo di una qualificazione ottenuta o almeno inseguita fino all'ultimo. Sfiga vuole poi che quest'anno non ci sia il "travaso" in Eurocup per le migliori eliminate, altrimenti l'esperienza maturata, e l'impressione di essere in crescita, potevano tradursi in qualcosa d'interessante al piano di sotto. Amen.

- Venezia-Ramla (Eurocup, ritorno quarti). Auspicavamo, dopo la sconfitta della scorsa settimana, che per la Reyer vigesse il "non c'è due senza tre"; ebbene sì, per la terza volta di fila le orogranata ribaltano il rovescio dell'andata e passano il turno.
A essere obiettivi, questo approdo in semifinale non è un'impresa stellare sul piano tecnico. Eliminare Sassari, Holon e adesso Ramla, squadre tutt'altro che trascendentali (almeno rispetto al valore della Reyer; va ricordato che il tabellone relativamente agevole è stato ottenuto grazie al ranking di n°1 della prima fase), sudandola ogni volta fino all'ultimo, è una fatica maggiore del dovuto. Altrettanto obiettivamente va riconosciuto il carattere delle suddite di Brugnaro, che tendono sì a finire nei guai ma sanno sempre come uscirne. Basterà per far fuori il Galatasaray, avversaria quella sì di primo livello? Apparentemente no, ma vale quanto detto sopra per Schio: il discorso "giocando così ecc. ecc." non è un teorema, al massimo è una sensazione.
In questo ritorno contro Ramla tornavano in blocco Santucci, Cubaj e Kuier, le prime due dopo parecchio; ma per tre quarti Venezia era molto contratta, spremendo punti a fatica e dovendo perlopiù inseguire, fino a meno 8 (22-30) che s'assommava al meno 5 dell'andata. Era soprattutto Matilde Villa, con la disinvoltura tecnica e caratteriale che qualunque 18enne può sciorinare in quarto di finale europeo (sì, certo, come no), a riportare a contatto la Reyer all'intertempo (29-31). Lei stessa siglava, con un mirabile slalom con palla dietro la schiena, il 44-44 allo scadere del 3° quarto.
Nel frattempo era capitato l'episodio che probabilmente svoltava il clima emotivo della partita: un accenno di rissa tra Austin e Shepard, dopo uno spintonamento a rimbalzo. La lunga delle israeliane, dominante all'andata e buona fin lì al ritorno, aveva la brillante idea di provocare il pubblico venexiano, fin lì (almeno a quanto si sentiva dallo streaming) piuttosto piatto, poi invece rumoroso e partecipe (900 spettatori ufficiali); e decisamente compatto nel prendere di mira Austin, la quale scompariva dalla partita.
Nell'ultimo quarto la Reyer cambiava marcia in difesa e Ramla mostrava i suoi limiti, smarrendo totalmente l'indirizzo del canestro: 2 punti nei primi 7 minuti abbondanti, con uno sparacchiamento senza costrutto da lontano. Venezia, ancora tesa, non faceva molto di più, ma andando da sotto con Kuier e Shepard, a mo' di formichina costruiva un +6 d'oro (52-46 a 3' dalla fine).
Poi il momento di Santucci - giocatrice cui il carattere non ha mai difettato - con un assist per Shepard (top scorer con 16) e una tripla da 8-9 metri allo scadere dei 24 secondi: 57-48 a -1'45". Gli ultimi 100 secondi sprofondavano in un caos di palle perse, recuperate e riperse da entrambe le parti, buon per Venezia che metteva altri due punti con Santucci dalla lunetta. 59-48 il punteggio che racconta di una partita di livello non eccelso; ma è un dettaglio.

sabato 4 marzo 2023

A2, Coppa Italia: il "giallo" della tripla di Fietta

Allora... questo è il fotogramma del momento in cui Fietta effettua il tiro. Purtroppo i piedi sono coperti ma dalla posizione direi che è da 3.

Il problema però è che nessuno dei due arbitri alza la mano per segnalare che è una tripla, per cui il tavolo, credo giustamente, segna due punti.

PS: nei secondi successivi a quel fotogramma, si vede chiaramente l'arbitro maschio indicare 2 punti, come ha già notato l'utente Azjes. Non si vede se l'arbitro femmina nel frattempo corregge o indica qualcosa; finita l'azione del Sanga, senza tirare, e scaduto quindi il tempo, c'è il conciliabolo tra i due direttori di gara e quindi la decisione di dare 3.
La domanda è: come è venuta fuori la decisione di dare 3, se nessuno dei due arbitri inizialmente l'aveva giudicato tale (forse in modo erroneo, se l'impressione mia sulla posizione di Fietta è giusta, ma purtroppo i piedi non si vedono)?



venerdì 3 marzo 2023

A2, Coppa Italia: vigilia. Come sarà l'impatto Nord-Sud?

Da domani (venerdì) a domenica la Coppa Italia di A2, che finora aveva fatto parlare per lo spostamento di sede da La Spezia a Battipaglia*, adesso per fortuna parla il campo.

Dopo 5 edizioni vinte da Crema (una serie che per me resta incredibile e inspiegabile, perché vuol dire 15 vittorie di fila contro squadre-top della categoria) si sceglie l'erede.

Nella prima giornata come sempre c'è l'incognita dell'impatto tra i due gironi. Lo scorso anno fece "en plein" il Nord, 4 su 4. Vediamo mo' come va.
Di sicuro la numero 4 del Nord (Costa) arriva lanciatissima, 11 vinte di fila, e quindi non è probabilmente la quarta come valore, al momento. Vediamo se Empoli del dinamico duo Peresson-Cvijanovic riuscirà a far rispettare il suo status di numero 1 del Sud. Potremmo dare un 50-50%.
Per me Milano favorita su La Spezia, Castelnuovo idem su Firenze anche se le tosche hanno recentemente recuperato M.Rossini mentre le piemontesi non si sa ancora bene (o non trapela) se saranno al completo o meno; inoltre vengono da un turno ai box per il lutto della g.m. Pedrazzi.
Battipaglia forse favorita su Udine perché gioca in casa e perché Udine è in flessione rispetto all'andata. Però Battipaglia nel turno scorso ne ha beccati 25 in casa da Umbertide e mancavano Crudo, Cutrupi e Seka (di cui al momento non trovo notizia se rientrano) e in più debutta per l'occasione, immagino, Paola Ferrari che va inserita al volo nei giuochi e negli equilibri.

Nella foto le capitane delle squadre alla cerimonia di presentazione di oggi.

* PS: per quanto riguarda il suddetto spostamento, posto che l'unico dato oggettivo è che l'assegnazione è stata prima data e poi revocata a La Spezia e affidata a Battipaglia, la spiegazione più plausibile, senza particolare originalità, è che nelle settimane successive all'assegnazione a Spezia siano sopraggiunte delle condizioni che rendevano particolarmente favorevole l'assegnazione a Battipaglia, condizioni che non s'erano palesate al momento della prima scelta. La Lega sperava che Spezia accettasse lo scambio con un altro evento proposto (le finali di 3x3) ma per vari motivi la società ligure non ha gradito, sicché s'è alzato il polverone.



domenica 26 febbraio 2023

Sulla polemica di Zandalasini per il diverso aereo fra nazionale maschile e femminile

Nel settore privato è giusto che ci siano differenze in base a quanto gli imprenditori decidono di spendere per le proprie società. Ma nel pubblico sarebbe "giustificata" la disparità di trattamento a livello di nazionali perché un settore femminile contribuisce meno di quello maschile? 

Allora secondo questa logica, applicata anche nell'altra direzione, al villaggio olimpico i ginnasti uomini dovrebbero dormire in una topaia mentre le femmine in suite da 5 stelle, visto che il 90% (o giù di lì) dei tesserati della ginnastica sono donne. Persino per le nazionali di pallavolo dovrebbe valere questa discriminazione: 70% tesserate donne, andando a memoria.

Ma che discorso sarebbe? Chi rappresenta l'Italia deve avere lo stesso trattamento dalla propria federazione, sia maschio o femmina. Vedrai che appena lo sosterrà qualcuno che non si chiami Zandalasini sarai d'accordo. Solo che siccome lo dice lei che ti fa venire l'orticaria, sembra uno scandalo.

Coppe europee: ancora k.o. esterno Venezia, rischio Schio

 Ramla-Venezia (Eurocup, andata quarti). Si confermano le sofferenze in trasferta per la Reyer in questi playoff; l'auspicio è che il "non c'è due senza tre" valga anche per le rimonte al ritorno. In fondo, delle 3 partite perse dalle lagunari, questa è stata la più equilibrata (con Sassari rappezzò lo scarto solo nel finale, con Holon al contrario affondò negli ultimi minuti). In un palazzetto piuttosto piccolo e rumoroso, poteva andare peggio come poteva andare meglio, perché nel 2° quarto Venezia toccava il +10 (27-37), poco dopo uno slalom in entrata di M.Villa, e all'intervallo era 31-39. Ma nel frattempo si era fatta male Kuier e la coperta, già orba (da lungo tempo) di Cubaj e Santucci, diventava corta, specie in difesa. 49 punti subiti dopo l'intervallo ribaltavano le sorti. Buona reazione veneziana al primo sorpasso (da 47-45 al 53-58 di fine 3° periodo), ma nell'ultimo, dopo un lungo testa-a-testa, prendevano il sopravvento le israeliane, non senza episodi contestati da ambo le parti (cacciata Babkina, tecnico a M.Villa, tecnico alla panchina di casa). Non bene per Venezia alcuni canestri-chiave incassati dalla media o in entrata; nell'ultimo mezzo minuto metteva qualche pezza Shepard con due liberi e un canestro su rimbalzo offensivo sulla sirena (80-75).

L'impressione è che Venezia come squadra sia superiore, nonostante le suddette assenze; Ramla si è retta sulla vena di 3 elementi, soprattutto Austin (29 punti e 16 rimbalzi; poi Baron 19, Clark 14) mentre la Reyer ha avuto 5 donne in doppia cifra ma nessuna prova eclatante, anche se quella di M.Villa, in rapporto all'età, merita una menzione d'onore.
Nel ritorno al Taliercio il meno 5 è ampiamente ribaltabile ma guardando oltre, in questo momento le altre 3 probabili semifinaliste (Galatasaray, Lione, Villeneuve) paiono più forti. Giusto però dire "al momento" perché se Venezia recupera almeno Santucci e Kuier può essere un altro discorso. Intanto c'è da arrivarci, in semifinale.

- Mechelen-Schio (Eurolega). Il mistero è come abbia fatto il Famila a rischiare di perdere, non tanto perché le belghe sono ultime in classifica, ma perché dopo il break del 3° quarto (48-62) era ancora tutto saldamente in controllo a 5-6 minuti dalla fine (+14). Poi la luce che si spegne per le arancio e la fiducia che sale per Mechelen, già ampiamente eliminata ma con l'occasione di un colpo di prestigio. Negli ultimi 6 minuti Schio segnava solo 4 punti con Mabrey. Si arrivava sul 71-72 e palla alle belghe dopo una lunga consultazione arbitrale al monitor per una rimessa contestata. Palla che però Mechelen perdeva. Non essendo in bonus, le padrone di casa perdevano secondi preziosi per spendere due falli; al terzo andava in lunetta Mabrey che falliva ambo i lanci; c'erano però solo 5 secondi per l'azione belga, e Schio tutto sommato difendeva bene impedendo che il tiro arrivasse prima della sirena.
73-74 e scivolone evitato per le suddite di Cestaro, le quali si giocheranno il fattore-campo nei playoffs all'ultima giornata con Sopron in casa, con ogni probabilità il 2° posto perché difficilmente Mersin farà harakiri in casa con la stessa Mechelen, anche se mai dire mai visto che Sopron ha appena perso in casa con Landes che è penultima.

- Bologna-Szekszard (Eurolega). Qui poco da dire, trentello senza storia, equamente suddiviso (+15 a metà gara, 89-59 alla fine). 22 di Laksa. La Virtus si conferma nettamente meglio delle ultime due della classe, col rimpianto di aver perso 4 volte in volata con Bourges e Valencia, le quali passano come terza e quarta: con la forma attuale di Bologna forse oggi si avrebbero risultati diversi. Ma ormai è andata. Sorte vuole che quest'anno non ci sia il travaso da Eurolega a Eurocup e dunque finirà al prossimo turno la stagione europea delle felsinee.

venerdì 24 febbraio 2023

Rinviata D'Alie in tv, ma ci sono le Villa sulla Gazza

Sembra che ieri sera ci sia stato un intoppo alla presenza annunciata di RaeLin D'Alie alla trasmissione di vasto consumo "I soliti ignoti". Probabilmente era stata comunicata una data inesatta, la quale risulta ora il 5 marzo. Poco male.

Intanto, un altro grande successo mediatico per il nostro basket femminile, che si dimostra disciplina che tira. Infatti sulla Gazzetta dello Sport di oggi, nell'ambito di alcune pagine speciali sulla moda sportiva, ecco le gemelle più famose al mondo (alla pari ovviamente delle Dotto e delle Togliani, così non s'offende nessuno), testimonials di Tombolini:



martedì 21 febbraio 2023

A1: Brescia nei guai; l'inutile 2° tempo di Geas-Bologna

 Domenica in A1, oltre al colpo di Crema a Ragusa (siciliane senza due straniere, Juskaite e Vitola, quest'ultima recuperabile, la prima no), che fa sognare addirittura i playoff alle longobarde di sud-est (meno 2 da S. Martino, prossima avversaria: situazione pepata), e fa venire incubi-playout a Faenza (nonostante super-Pam Pam Pallas) e Moncalieri, c'era un Campobasso-Brescia diventato quasi drammatico per le longobarde dell'est-quasi Veneto. Infatti alla vigilia le suddette apprendevano con sconforto la notizia dell'impresa di S. Gianni Valdarno su S. Martino. Il che significava scivolare a meno 2 dal penultimo posto, più scontri diretti a sfavore e con una partita in più (avendo già giocato in anticipo con Schio).

La risposta di Brescia, dal punto di vista caratteriale, è stata encomiabile, avendo lottato fino all'ultimo centimetro; la sorte però non ha sorriso (e Campobasso è talmente abbonata alle volate, quest'anno, che ormai le fa col pilota automatico); da meno 13 nel 3° quarto c'è stata una rimonta bresciana col sorpasso a 2' dalla fine, autrice una Zanardi da 24 punti, 7 rimbalzi, 6 assist, 31 di valutazione a 18 anni non ancora compiuti e in una partita "spalle al muro".

Tra parentesi, non male se pensiamo che a gennaio, quando si diffuse la notizia (vera o presunta) di un suo "burnout" con astensione temporanea dall'attività, qualche forumista qui la dipinse come irrimediabilmente guastata, o poco ci mancava. Well, se tutte fossero guastate così, avremmo un mondo migliore.
Fatto sta però che Zanardi è riuscita a fare le pentole ma non i coperchi, perché Parks ha segnato 5 punti decisivi, e l'adolescente-prodezza ha avuto 2 liberi sul meno 3 a 1 secondo e mezzo dalla fine; ovviamente ha segnato il primo e sbagliato apposta il secondo per far prendere il rimbalzo a qualche compagna, il che è in effetti successo, ma il tiro è avvenuto a tempo scaduto e in ogni caso non era entrato.

Tirar delle somme: Brescia dovrà vincere almeno 2 delle sue ultime 5 partite, il tutto ammesso e non concesso che Valdarno resti a secco. Complicato.

Tornando al duello tra S. Martino e Crema per l'8° posto, va notato come il trend della prima sia in vistoso calo e quello della seconda in ascesa verticale. Tant'è che le Lupe sono corse ai ripari sul mercato. Ma tutto può ancora cambiare in 6 giornate; non è detto che i rispettivi momenti di forma durino fino in fondo (vale anche per Faenza e Moncalieri); e poi chi non arraffa la salvezza adesso, rischia la pellaccia ai playouts.

- Personalmente mi sono recato al PalaNat di Sesto per l'appuntamento di lusso fra il Geas e la Virtus Bologna multistelle. Solo che, per cause, non potevo giungere prima dell'intervallo. Confidavo in un certo equilibrio, per quanto m'immaginassi che un vantaggio felsineo si sarebbe, presto o tardi, materializzato.
Non pensavo che la partita sarebbe già stata morta e sepolta, allorquando percorrevo gli ultimi metri dal vetusto, ma di gloria onusto, scatolone di Falck.
Peccato che il tabellone sciorinasse un 24-50, per Bologna chiaramente, che indicava un funerale anticipato a ogni speranza di vedere una partita viva. Apprendevo del bombardamento operato a tappeto soprattutto da Rupert (in maschera protettiva) e Zandalasini, autrici di 4 e 3 triple rispettivamente. In totale la Virtus aveva un bestiale 11/19 da 3 all’intervallo.

Tanto per acclimatarmi m’imbattevo nei genitori della mia antica musa Masha Maiorano, poi nel vulcanico Cristiano Garbin, il conduttore della trasmissione streaming “Passo e tiro” nonché cronista del sito All Around, al quale dicevo: “Be’, magari il Geas fa come contro Ragusa, rimontando una ventina di punti…”. Risposta: “Sì, ma questa è la Virtus Bologna”. E poi, aggiungo io, 26 punti non sono una ventina e basta.

Per non dover subito ammettere di aver sciupato benzina per nulla, con quello che costa, mi sono detto: “Va be’, se il Geas non rimonta, almeno mi godo lo spettacolo delle stelle Virtus che vorranno sciorinare delizie per 40 minuti, non solo per 20”. Macché. Chi glielo faceva fare, a babbo già morto, di dannarsi l’anima per vincere di 40 anziché di 20, tanto più che mercoledì c'è l'Eurolega? Tiri da 3 pigri che non entravano più, palle perse banali, la miseria di 21 punti in 20 minuti. Mi sono piaciute André per la concretezza e la lotta a rimbalzo in attacco, Pasa e Orsili che avevano voglia di dimostrare ancora qualcosa nei loro minuti in campo. Per il resto, poco o nulla ma ovviamente non si può giudicare il secondo tempo senza tener conto del primo.
Da parte del Geas qualche sprazzo, soprattutto di Moore e Panzera, ma nulla di sufficiente a riaprire anche solo vagamente la partita. Per cui a fine terzo quarto, nonostante la suddetta Virtus al piccolo trotto, era ancora 36-60 il punteggio. Finiva 53-71 dopo un ultimo quarto di rara insulsaggine.

E’ stato lì che ho capito l’importanza di essere zen, altrimenti lo scorno per il viaggio a vanvera avrebbe potuto indurmi al nervosismo. Invece, essendo diventato zen, ho apprezzato la vera nota lieta dell’evento, e cioè l’ambiente. Pienone notevole (400 spettatori la cifra indicata sul live score di Lega, ma secondo me si arrivava a 500) con esponenti di spicco del Geas del passato recente (Ercoli, F. Cassani, Gambarini tra quelle che ho notato) e soprattutto tante ragazzine che festose a fine partita attendevano come dive le giocatrici, di ambo le squadre, per farsi firmare autografi. 3_3
Sicché mi son detto: “Toh, vedi che anche intorno al basket femminile ci può essere quest'aria da evento”. Il problema attualmente irrisolto è come fare in modo che i 500 diventino 1000 e poi 2000, ma comunque c’era gente giovane entusiasta e contenta di essere al femminile (cioè non solo ultraquarantenni che rimpiangono i tempi andati, o gente che credeva di andare a una partita di qualche altro sport ma per sbaglio è finita al basket), l’ho vista ed essendo zen ho potuto apprezzarla. Anche grazie a Nonino, nel quale mi sono imbattuto nel dopopartita e che, commentando la polemica dopo Sanga-Broni, mi ha raccomandato serenità e distacco zen nelle diatribe forumistiche.

domenica 19 febbraio 2023

Riassunto del sabato

Risultato pesantissimo il colpo di S.G. Valdarno a S. Martino, nella corsa a scampare alla retrocessione diretta. Per le tosche ora è come un +4 sulla diretta rivale Brescia, visti gli scontri diretti a favore.

In A2 Nord colpo di Carugate su Udine, la quale si conferma in calo: quarta sconfitta su 6 giornate nel ritorno. Da notare che a Carugate mancava la regista titolare Diotti: in campo 35' la super-tascabile 2003 Usuelli, la quale nell'azione decisiva scippa palla a Ronchi che stava per andare a segnare il pareggio in contropiede. Poi sul meno 3 a pochi secondi dalla fine, stramba idea di Bacchini (se non erro, visto che lo streaming si è perso l'inquadratura) che va a tirare da 2, comunque sbagliando, anziché provare la tripla. Udine l'aveva rimessa in piedi con la zone-press nell'ultimo quarto ma non è bastato.
Milano vince un combattuto derby con Broni.
Costa risolve in volata la trasferta contro una battagliera Treviso.
Si conferma in forte risalita Alpo.

In A2 Sud vincono le bigs: Patti, Empoli, Battipaglia. Contro quest'ultima non basta una Pepo Gonzalez da 30 punti, 6 recuperi, 6 assist e 11 falli subiti. Cifra forse da record nei rimbalzi per Battipaglia: 71 totali, di cui 28 in attacco (!).

A livello giovanile, nel classico e prestigioso torneo internazionale di Sopron è sconfitta in semifinale Costa U15, per mano delle francesi di Pays de la Loire (credo sia una selezione e non un vero e proprio club).

sabato 18 febbraio 2023

In diretta: turbolenze in tribuna durante Sanga-Broni

Derby di A2 Sanga-Broni bello vivace anche in tribuna. Qui un accenno di rissa tra un Viking bronese (a sinistra) e un normale spettatore milanese; altri bronesi intervengono ad allontanare l'agitato compagno di tifo. Partita sospesa per qualche attimo.





venerdì 17 febbraio 2023

Il poco apprezzato miglioramento dai tempi del Covid

A quest'epoca lo scorso anno eravamo in pieno caos tra mille rinvii, recuperi quando capitava, classifica finale col quoziente canestri, scambi di accuse tra società che si rinfacciavano di simulare tatticamente l'indisponibilità per casi-Covid...

Ma per uno strano fenomeno antropologico, è come se il periodo della pandemia fosse stato rimosso dalla capoccia di tutti, non dico solo nello sport ma in generale. Si è ripartiti da com'era prima del Covid, contrariamente a quanti profetizzavano che "la vita normale non sarebbe mai più tornata".

martedì 14 febbraio 2023

Nazionale: perché può essere la volta buona e perché no

Premessa: “la volta buona” per quale risultato, parlando ovviamente di Eurobasket 2023? Per una medaglia o, come opzione di riserva, la qualificazione al Preolimpico 2024, che risulta essere - salvo smentita - appannaggio delle prime 5 dell’Europeo, oppure prime 6 se fra queste c’è la Francia (organizzatrice dei Giochi), com’è probabile. Non possiamo accontentarci di meno, del solito “né carne né pesce”, “abbiamo seminato per il futuro”, “tra due anni ci prendiamo la rivincita”.


Perché sì

- Non manca molto: nel 2017 siamo arrivati ai quarti, nel 2019 e '21 ci siamo fermati agli ottavi (o "barrages" che dir si voglia): abbiamo vissuto questi risultati con l'amaro in bocca ma in realtà indicano che non c'è un abisso tra noi e un risultato soddisfacente. Non è scontato qualificarsi sempre agli Europei per chi non fa parte delle "solite note" dell'elite, se guardiamo alla lista di chi rimarrà a casa. Lista di cui abbiamo spesso fatto parte nel decennio 2001-2011.

- Maturazione: il gruppo non è identico (ovviamente) a quello di due anni fa, ma è in forte continuità, a partire dal c.t.; non abbiamo dovuto ricostruire equilibri com’era avvenuto le volte precedenti. Gli elementi portanti sono nell’età giusta, non acerbe né in fase calante per invecchiamento.

Lunghe: due degli elementi più migliorati sono sotto canestro: Keys e André, quindi il nostro reparto più debole non è poi così debole. C’è l’incognita su Cubaj; se arrivasse al meglio all’appuntamento il discorso sarebbe ancora più valido.

Zandalasini: nelle sue giornate migliori, è all'altezza di chiunque in Europa; nelle sue giornate standard è comunque un riferimento.

- Motivazioni/unità di intenti: qui dovremmo essere al top, anche se lo diciamo quasi tutte le volte alla vigilia e poi finisce in lacrime perché “lo splendido gruppo” non basta. E anche se, come vogliamo vincere noi, così pure le altre, banale dirlo; però magari qualcuna ha la panza più piena e noi sicuramente no.

- Concorrenza indebolita: lo metto per ultimo ma questo per me è un punto fondamentale, anche se poi sarà da verificare sul campo. Di sicuro non c'è la Russia (che di solito arriva davanti a noi, quindi è come guadagnare automaticamente una posizione), non ci sono squadre medio-buone come Bielorussia, Lituania, Ucraina, la Bosnia se avesse avuto Jones. E le più forti sono in ribasso, come hanno mostrato i Mondiali, a meno che trovino una quadra veloce al ricambio generazionale (il che non è impossibile, soprattutto per Spagna e Francia, mentre sembra più difficile per Belgio e Serbia). Bisognerà vedere gli organici definitivi ma così a spanne, se dovessimo collocare l'Italia guardando banalmente al valore dei roster, non la vediamo sotto il quinto posto, tra le 16 qualificate.

Perché no

- Disabitudine alle alte quote: è passato talmente tanto tempo dall’ultimo grande risultato che ci manca il “know how” in materia. Anche se forse non ha senso estenderlo alle epoche precedenti questa generazione di giocatrici: il fatto che 20 anni fa o 15 anni fa siamo andati male non c’entra nulla con queste ragazze. Anche se forse l’eterno mantra di dover tornare a vincere dopo mille anni aggiunge pressione.

- Pochi test veri: questo è un elemento più concreto. Negli ultimi 2 anni, cioè dopo l’Europeo ’21, abbiamo giocato una sola vera partita punto a punto, con la Slovacchia all'andata, mentre le migliori tra le altre squadre hanno accumulato esperienza ulteriore tra Olimpiadi e Mondiali, oppure hanno avuto qualche partita più impegnativa rispetto alle nostre semi-inutili con Lussemburgo e Svizzera. Non vorrei che lo pagassimo quando, quasi di colpo, ci troveremo dentro la partita-spartiacque tra successo e fallimento e magari le gambe tremeranno e le triple non entreranno a pioggia come col Lussemburgo.

- Leader alternative: abbiamo tante giocatrici brave, questo non si discute, ma non elementi al livello di Zandalasini come leadership tecnica (non dico caratteriale), specie quando il livello si alza. Per intenderci, quello che sarebbe stata Sottana, e che forse sarà M. Villa in futuro se mantiene le promesse, ma non oggi. Non vorrei che nelle situazioni cruciali si vedesse un “palla a Zanda, pensaci tu”, cosa che porterebbe solo danni a meno di giornate di grazia assoluta della suddetta.

- Perimetro. Se il vuoto nelle lunghe si è in parte risolto, rimane un altro ruolo carente, di cui si parla solitamente poco: una guardia vera e propria, cioè una in grado sia di colpire da fuori sia in entrata, di cui Iagupova è il massimo esempio (lei peraltro non ci sarà), ma anche una Johannès, o la spagnola Conde (anche se quest’ultima forse è più ala piccola, ma comunque una perimetrale). Altrimenti succede che ci affidiamo troppo alle triple dei play. Per il tiro nel ruolo di 2-3 dovremmo avere Spreafico; non so se Penna rientrerà in qualche modo; e dubito anche su Pan, perlomeno con un ruolo determinante.

- Reazione alle avversità: il gruppo è storicamente emotivo e Lardo ha pregi, ma non quello (temo) di saper raddrizzare la barca quando le cose vanno male, a costo di attuare terapie d’urto (cioè stravolgere gerarchie, snebbiare con le cattive chi sta facendo male, eccetera), vedi la sua apparente passività durante la sciagura di 2 anni fa con la Svezia. Non so se siamo più vulnerabili sul piano mentale che su quello tecnico, ma rivedere scene come quelle di due anni fa sarebbe ben più doloroso che vederci battuti per semplice inferiorità tecnica.

lunedì 13 febbraio 2023

A2: rocambolesco finale in Udine-Costa + Nazionali: eliminate Ucraina e Lituania

Rocamboleschi gli ultimi secondi di Udine-Costa. A risultato ormai acquisito in favore di Costa, si lottava per la differenza-canestri; Udine da meno 14 riusciva con un 5-0 a tornare sotto i 10 di margine (cioè lo scarto dell'andata); Brossmann pestava la linea di fondo sull'ultima azione di Costa; fallo sistematico su Bovenzi a 1" e mezzo. La tascabile di Udine segnava il primo libero per il meno 8. 

A quel punto l'impressione è che le sia arrivata istruzione di sbagliare apposta il secondo, cosa che avrebbe tolto a Costa ogni chance di segnare (salvo un miracolo da 20 metri), ma la palla dopo 2 o 3 rimbalzi sul ferro finiva dentro. Così Costa ha potuto chiamare timeout e rimettere da metà campo. Palla ricevuta da Villarruel, finta, tripla allo scadere che entra di tabella: punteggio finale 59-69, quindi pareggiata la differenza canestri, e Costa esulta e s'abbraccia come se quel tiro fosse valso la vittoria nella partita.

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Ingiustizia di una formula che punisce Ucraina e Lituania, la cui colpa è stata solo quella di finire nel girone di ferro con la Francia, togliendosi ovviamente punti e differenza-canestri a vicenda, mentre la Slovacchia ha dovuto solo liquidare Svizzera e Lussemburgo nel girone-burla dell'Italia per qualificarsi. Così non avremo né Jocyte né Iagupova agli Europei.

Fuori anche la Bosnia che aveva vissuto un momento di gloria grazie a Jonquel Jones nella scorsa edizione.

venerdì 10 febbraio 2023

Come si formano i gruppi giovanili nelle grandi società

Le giocatrici che, nelle grosse società, partono dal mini e arrivano in fondo sono una piccola minoranza. Man mano lasciano spazio a quelle più forti prese da fuori.

Faccio un piccolo esempio allegando il confronto tra il roster del Geas 2003 quando erano Esordienti (2015) e il roster del Geas che ha fatto le ultime finali nazionali U19 (2022), quindi con limite di età 2003. Sfido a trovare un nome della lista a sinistra che faccia parte anche della lista a destra.



giovedì 2 febbraio 2023

Coppe europee: gran rimonta Venezia, big match perso Schio

EuroCup, ritorno ottavi: Venezia-Holon

Sembra evidente che se non c'è il brivido, Venezia non si diverte. Dopo essersi già complicata la vita nel turno scorso con Sassari, stavolta contro le discrete, ma nulla più, israeliane di Holon ha dovuto ribaltare il meno 15 dell'andata, impresa che già nel terzo quarto era compiuta, sostanzialmente nel giro di una dozzina di minuti di fuoco (cioè dal 26-24 di metà 2° quarto al 59-38 verso il 29'), ma che poi ha rischiato di venire vanificata in un finale rocambolesco.
Nell'ultimo quarto la Reyer navigava sempre sopra la soglia della qualificazione (65-45 al 34', 72-52 al 36' su tripla di Delaere). Poi non riusciva ad ammazzare la partita, perdendo smalto in attacco, ma comunque ribadiva il +20 a 1' dalla sirena con due liberi di Pan (76-56).
Come abbia fatto, da lì, Venezia a rischiare l'eliminazione è difficile da rendersene conto, perché non ha commesso errori clamorosi, né palle perse da mani nei capelli; dopo un rimbalzo in attacco convertito a canestro da Holon, c'è stata però la roulette dei tiri liberi in cui Shepard ha fatto 1/2 e soprattutto Kuier 0/2, con in mezzo un 2/2 israelita, sicché sul 77-60 le ospiti hanno avuto l'ultima palla e l'hanno gestita piuttosto bene, liberando Lucet per una tripla dal fronte destro. Poteva benissimo entrare (anche se Holon era 2/19 dall'arco fin lì) e sarebbe stata una beffa quasi inspiegabile per Venezia, dopo aver dominato sostanzialmente 65 minuti su 80 della doppia sfida. Ma è andata sul ferro. Legittima festa, più sollievo che trionfo, per la Reyer, ma importa la sostanza, e cioè la qualificazione ai quarti. Dove l'avversaria sarà un'altra giudea, Ramla.
Inutile dire che se ha fatto così fatica a superare due turni, la Reyer non sembra in grado di portare a casa il trofeo. Ma nulla vieta che d'ora innanzi le orogranata riprendano il passo autoritario della prima fase (quando si erano guadagnate la testa di serie n°1 del tabellone), specie una volta rientrate Santucci e Cubaj.
Intanto si ringrazia la sorte per aver fatto uscire quella tripla allo scadere, e Shepard per la prestazione da 24 punti, unica sopra le righe per la Reyer, anche se male non ha giocato nessuna; contributi piuttosto omogenei dalle altre.
Risultano 865 spettatori al Taliercio, tutto sommato non malaccio. E' una squadra divertente da seguire, quella lagunare, ma pazzerella.


Eurolega: Mersin-Schio

Schio perde (non definitivamente) la chance di primato solitario e anche la differenza canestri; all'andata aveva vinto di 4. Stavolta però Mersin è parsa avere più costrutto rispetto alle slegate individualità del confronto precedente; il trio Bonner (soprattutto: 20 punti e 10 rimbalzi)-Hayes-Gray ha preso in mano la situazione. A Schio è mancato invece proprio qualcuno sopra le righe: sprazzi di classe di Mabrey, ma discontinui; le altre non sono andate oltre un onesto contributo.
In realtà la partita è stata a lungo equilibrata, con Schio che a inizio 3° quarto ha avuto la palla del sorpasso, poi è scivolata a meno 7 ma ha ricucito di nuovo con uno sprazzo "vintage" di Sottana.
A inizio ultimo quarto però è arrivato lo strappo vincente per le turche, fino a +15; caparbia Schio nel risalire a meno 7 ma ormai il tempo scarseggiava e Mersin ha arrotondato di nuovo lo scarto con un 5-0 nel minuto finale (79-67).
Notevole presenza di pubblico e atmosfera.