mercoledì 24 gennaio 2024

A1: squillo Schio su Venezia; Milano lascia in coda Battipaglia; sorpresa Faenza a SML

 - La seconda di ritorno s'imperniava sullo scontro al vertice e quello in coda. Fra le galattiche venete vince Schio, anche se porta a casa solo mezza posta, e cioè i due punti ma non la differenza-canestri (all'andata fu +10 per le lagunari). Questo per via del forcing finale della Reyer, dal massimo vantaggio scledense sul 56-41 a 7'15" dalla fine, a un 59-56 quando ormai però sul cronografo c'erano 3 secondi e la palla era in mano a Schio dopo il libero supplementare di Berkani. Sicché poi Keys ha sigillato dalla lunetta senza che la capolista avesse l'opportunità di pareggiare (60-56).

Venezia dunque perde l'occasione di mettere il sigillo definitivo sul primato in stagione regolare, ma resta altamente probabile che finirà in testa. Certo la fine della serie di 24 vittorie consecutive fa rumore, ma come dice il saggio: le strisce vincenti si applaudono quando finiscono. E questa merita applausi, seppure di per sé non valga neanche mezzo trofeo.
Guardando alla partita, la storia l'ha fatta Schio dall'inizio alla fine. Più carica, più dura in difesa, più produttiva in attacco anche se non scintillante come, ad esempio, nelle ultime due prestazioni d'Eurolega. Importante, soprattutto in prospettiva ma già domenica, il ritorno di Reisingerova.
Il 15-9 del 1° quarto incanala la disfida su binari che Venezia non riesce a far deragliare. Nel 2° si riavvicina più volte, ma tira troppo male per dare continuità agli sprazzi; all'intervallo è 33-23. Per tutto il terzo c'è l'impressione che manchi poco all'aggancio, che la spinta iniziale di Schio sia ormai esaurita. Ma l'aggancio non si verifica giammai. Il momento-chiave è a cavallo fra fine 3° e inizio 4° periodo e a innescarlo è Sottana. Quando Shepard sigla il meno 4 a -1'15" dalla penultima sirena, GioSkirt prende in mano la situazione; segna due liberi, una tripla e un jumper verso lo scader di tempo. Un 7-2 tutto personale che reindirizza il vento dalla parte di Schio (48-39 al 30').
Vento che continua a spingere le arancio, al rientro in campo, dopo un fuoco di paglia di Berkani: tocca a Penna ergersi a protagonista con due triple di fila; poi Guirantes per il 56-41 a 7'15" dal termine. E' il colpo del k.o. anche se, stranamente, proprio come successo la settimana prima a Sesto (anche se in un tipo di partita diverso), Schio stacca il piede dall'acceleratore appena dopo aver toccato il massimo vantaggio. Così Venezia reagisce con i punti del suo poker straniero; a -2' si è sul 58-51, ma il cronometro è nemico della rimonta lagunare, peraltro non troppo travolgente visto qualche errore, ancora, di troppo. Così le suddite di Brugnaro debbono, stavolta, accontentarsi di limitare i danni.
Juhasz l'mvp nel complesso per Schio, una delle poche su entrambe i fronti a tirare bene (7/11); ai 14 punti aggiunge 12 rimbalzi. Per il resto citazione già fatta per gli sprazzi cruciali di Sottana e Penna; le altre tra il 5,5 e il 6 come ipotetico voto, ma coralmente è una prova di spessore per il Famila.
Lato Venezia, il trio Berkani (16), Shepard (10+12 rimba), Kuier (10+10 rimba) è da assolvere sul piano della produzione, non del tutto su quello della qualità; le altre tra lo spento e il così-così; apprezzabile la reazione finale per salvare la differenza-canestri.

- E' un segnale che Schio torna ad essere la squadra da battere? :unsure: Well, se lo è (e può esserlo, visto anche quello che sta facendo in Eurolega) non credo che sia questa partita a dirlo, in cui era pronosticabile che Schio, soprattutto in casa, e dopo aver gettato la vittoria a Sesto, avesse più carica di una Reyer con la panza fin troppo piena.
A tal proposito va notato che il "GM Survey" (ovvero sondaggione tra i GM di A1), pubblicato nei giorni precedenti la partita, ha indicato per il 69% (ovvero 9 su 13) Venezia come favorita per vincere lo scudetto. Forse qualcuno a Schio ne ha tratto uno stimolo in più. Da notare anche che il restante 31% ha votato Schio; nessuno crede in Bologna ed è già una sconfitta, questa, per la Virtus sul piano del credito guadagnato presso gli addetti ai lavori.

- L'altro clou della giornata di A1 era agli antipodi della graduatoria. Battipaglia-Milano, in palio il penultimo posto; con la formula degli scorsi anni ci sarebbe stata un'aria da psicodramma, stavolta senza retrocessione diretta un po' meno. Ma il fattore-campo nei playout non è indifferente averlo o non averlo. E poi, quando hai vinto una partita in tutto l'anno o addirittura zero, una certa fame ti verrebbe anche se fosse un'amichevole. Se le danno di santa ragione, le duellanti, certo coi limiti palesi che se non avessero, non sarebbero là sul fondo; la partita è divertente e mai prevedibile. Scatta a martello Battipaglia, 25-14 al 10'; ma Milano sa di avere più carte dalla panchina e infatti ne ha tenute parecchie da giocare man mano; alla fine il conto clamoroso sarà di 2 punti per i cambi campani, 41 per quelli meneghini. Dato cruciale anche se poteva non bastare. Perché Batti, anche se gioca praticamente in 6, ne ha almeno quattro ispirate: la venerabile Ferrari, Johnson, Yuyù Yurkevichus che fa il possibile per farsi rimpiangere da chi l'ha mollata, e la solita Potolicchio di carattere. Più discontinua Seka. In ogni caso, Battipaglia riesce ad assorbire la contro-fiammata del Sanga, cui non bastano 30 punti nel 2° quarto per andare avanti all'intervallo (48-44).
Il resto della partita è un lungo testa-a-testa con sorpassi continui. Sinché entra in vantaggio Battipaglia nella volata finale, complice un antisportivo a Beretta. Le campanule, però, sprecano dalla lunetta dove incappano in una serie di 1/2, persino con Ferrari. Lasciano così uno spiraglio a Milano che s'infila con decisiva saldezza di nervi. Madonna, salita in cattedra nell'ultimo quarto, firma la tripla del pareggio. Anche Potolicchio non rompe la maledizione dell'1/2. Palla quindi del vantaggio per il Sanga che la gioca benissimo, con Vintsilaiou che gioca a due con Diallo mandandola a segnare sulla "rollata" a canestro (79-80). Si butta Seka in entrata ma sbaglia. Fa 2/2 Madonna, allo scadere Yurkevichus, proprio lei, tenta la tripla dell'overtime ma non va. Esulta quindi Milano, 79-82 (gran democrazia per Pinotti con 5 in doppia cifra fra i 10 e i 14 punti; tutte e 10 a segno; per Batti 19 di Ferrara, 17 Johnson, 16 Yurke).

- Prossima avversaria di Milano sarà Faenza che, proprio in questo turno, ha fatto il colpo gobbaccio a San Martino. Le romagnole non venivano certo da un gran periodo, al punto che commentavamo la scorsa settimana come il divario fra le tre di fondo e le altre sembrasse ampliato anziché ridotto da inizio stagione. Smentita immediata. Faenza, curiosamente, segna solo col quintetto ma è sufficiente a dominare a lungo, addirittura sino a +23 (26-49 a inizio 3° quarto), impensabile contro S. Martino che, tra l'altro, di solito in casa vince contro squadre più forti, altro che farsi spazzare da chi sta sotto... Non poteva durare così per 40 minuti e infatti la reazione a testa bassa di S. Martino arriva sino a meno 1, a circa 1' dalla fine, ma non si completa perchè Faenza ritrova ossigeno dalla lunetta e le Lupe pagano lo sforzo rinculando all'indietro (61-69).
D'Alie chiude con 12 punti, 14 rimbalzi e 9 assist, ma anche 5/22 al tiro e l'impressione di non aver acceso la luce della squadra come riesce a fare solitamente. Ha prodotto molto anche Kostowicz (18+12) ma le altre hanno latitato, mentre Faenza ha avuto, come detto, solo 5 a segno, ma bilanciatissime. Convincente Niemojewska all'esame di D'Alie.

Campobasso, vincendo l'anticipo a Roma, con un tignoso 46-52, conferma la sua attitudine a raggranellare successi sudati quanto notevoli per costanza. Il team della pasta fresca continua a restare appaiato a Schio e Bologna, non esattamente scontato se guardiamo agli organici. Non per amanti degli attacchi, diciamo così, l'ultimo quarto al PalaTiziano (4-9 di parziale); le molisane approfittano dell'assenza della sventurata Sventoraite (tornata in patria, speriamo solo per poco, causa motivi personali) per fare la differenza, almeno quel pizzico che è bastato in una partita così stitica, con le lunghe Kunaiyi e Dedic. E Roma, per un motivo o per l'altro, continua a non decollare. Finisse oggi, andrebbe ai playout, il che crediamo stia stretto.

- Il Geas, continuando suo nel momento d'oro di questo inizio 2024, dilaga nell'ultimo quarto a Sassari (61-81) dopo tre in equilibrio, ma comunque già comandati per la maggior parte del tempo dalla squadra di Zanotti, che adesso col ritorno di Begic ha un bel ventaglio di opzioni. Moore ancora devastante (28 di cui 19 nella ripresa). Sassari era legittimamente a corto d'energie dopo l'impegnativa trasferta d'Eurocup in Francia; vedremo se adesso senza più la coppa potrà riguadagnare terreno. Per adesso è ottava con un magro +2 su Brescia, ovvero zona-playoff sì ma non certo messa al sicuro per le conterranee della birra Ichnusa.

- Nella mattanza di Bologna sull'appena menzionata Brescia, da segnalare solo il ritorno di Dojkic che mancava dal 3 dicembre. La Virtus ovviamente auspica di non dipendere nuovamente dalla sua salute precaria, che già lo scorso anno è costata.

- In A2 Ovest Derthona supera anche l'ostacolo del fortino bronese, 72-91 sul campo finora imbattuto delle oltrepadane; pirotecnico il 46-50 del 1° tempo con le piemontesi che erano a 10/14 da 3. Stava per cadere l'altra capolista Valdarno, nel temibile "geodetico" di Selargius, ma si salva 52-54. In un'altra tensostruttura, ma sul continente, colpo di reni del pericolante Basket Roma (che ha perso Cedolini per la stagione) ai danni di Giussano con un canestro decisivo di Lucantoni.
In A2 Est la partita con più succo è stata l'89-85 di Trieste su Matelica dopo un overtime: vale il 4° posto per le giuliane, che hanno avuto 26 punti+11 rimba da Cocò Miccoli, ma forse fanno più scalpore i 22 con 5/11 da 3 della 48enne (compiuti il 5 gennaio) :woot: Sanchez, seppure in "losing effort". Importante anche, per mantenere il 3° posto, la vittoria di Alpo su Bolzano con 35 di valutazione per Frustaci (16+15 rimba).

domenica 21 gennaio 2024

Coppe europee: Schio e Bologna ambo quarte a due turni dalla fine. Venezia ai quarti, Sassari saluta

 - In Eurolega, terzultimo turno, big match perso di pochissimo per Bologna Mersin.

Parte fortissimo la Virtus, 0-10 in 2'30", ma le finaliste in carica ingranano e sono già davanti a fine 1° quarto (23-19). Il margine di stretta misura per le turche resta quasi costante nei due periodi centrali (36-32, 51-47) con un tentativo di fuga turco nel terzo, neutralizzato da un tris dall'arco di Peters, Cox e Rupert. Si segna poco nell'ultimo quarto, in cui dapprima le V nere trovano il guizzo per il sorpasso con Peters e Pasa (54-58 a 6' dalla fine), subiscono il controbreak ottomano con un 6-0, tornano avanti per l'ultima volta con una tripla di Rupert (60-61 a -1'20"), poi però non segnano più. Chi realizza il tiro più importante della disfida? Marina Mabrey, l'ammazza-Virtus per eccellenza, con un jumperuccio flautato dai 6 metri (62-61); dopo un'occasione non sfruttata da ambo le parti, Zandalasini manca il sorpasso, e la solita pestifera Mabrey sigilla dalla lunetta (64-61).
L'ex scledense chiude a quota 19, mentre le bolognesi, che non capitalizzano un eccellente 12/28 da 3, hanno 16 da Rupert e 12 da Cox, mentre incappa in una serataccia al tiro Zanda, 2 con 1/11. Da notare i 26 tiri liberi a favore di Mersin contro 4 per la Virtus: se succedesse nel maschile, specie nei duelli rusticani contro Milano, patron Zanetti farebbe fuoco, fiamme, fumo e fango. :angry:
La Virtus, nonostante il 6-6 di bilancio dopo quest'impresa mancata, è ancora in zona-qualificazione, al 4° posto, grazie agli scontri diretti a favore sulle appaiate Salamanca e Polkowice. Tutto in bilico, dunque. Occhio che nel prossimo turno Bologna va a Praga, dalla leader del girone, mentre le due rivali si affrontano fra loro, e dunque la vincente salirà a 7-6, ovvero se le felsinee non fanno il colpo, saranno fuori dalla zona-qualificazione, almeno temporaneamente.

- Vince ancora Schio: dopo il grande colpo sul Fenerbahce ecco un successo in casa di Lione, che poteva sembrare semplice solo per la classifica, falsata però dalle assenze che la compagine francese (affollata di totems locali come Johannès, Gruda, Gabby Williams) ha pagato nella prima parte di stagione, rimanendo anzitempo tagliata fuori. In realtà è stata dura e le arancio hanno mostrato nuovamente uno spirito da battaglia all'altezza della situazione, peraltro dopo la scivolata di campionato contro il Geas.
Partita ad altissimo punteggio specie nei primi tre quarti (44-49 al 20', 67-74 al 30'), in cui il Famila, che aveva toccato il +13 verso metà del terzo, si fa assorbire sino la sorpasso a metà dell'ultimo, con le triple di Johannès. Decisivo però uno 0-8 per le scledensi fra il 37' e il 39', con Parks, Guirantes e un'ottima Bestagno (83-90).
Per Lione firmano 17 punti G.Williams e 16 Johannès; per le alfiere di Cestaro sono 22 di Guirantes e 17 di "The Best" Bestagno.
Ora Schio, con un bilancio di 8-4, è curiosamente quarta come Bologna che ha due vittorie in meno; effetto del maggior squilibrio nel girone delle tricolori. Le quali hanno ora uno scontro cruciale in casa con Saragozza (appaiata ma davanti per la vittoria dell'andata): obiettivo chiudere il discorso-qualificazione per non dipendere da Valencia-Schio dell'ultima giornata.

Eurocup, ritorno ottavi. Passa Venezia, non proprio comoda comoda in gondoletta, ma quasi. Aveva da gestire il +9 dell'andata, fa +21 (80-59) su Gdynia con un break definitivo nel 3° quarto, 22-8. Shepard ne fa 18, Kuier 11, Villa 10, tutte e 12 in campo, 51% al tiro di squadra, insomma la solita Reyer pestacarne di quest'anno. Il contatore delle vittorie stagionali di fila sale a 24, se non ci siamo smarriti. Il tutto in attesa della dura prova a Schio del weekend.
Nei quarti Venezia trova il classico TTT Riga; poi c'è Lattes-Besiktas, Galatasaray-Girona, Landes-Kayseri. Quindi 3 turche e 2 francesi.

- Esce invece Sassari, e se da un lato era messo in conto, visto il ruolo da sfavorita contro Lattes-Montpellier e il meno 3 dell'andata, dall'altro lo svolgimento della tenzone di ritorno lascia parecchi rimpianti alle sarde. Le quali con due gagliardissimi si erano issate sino a +16 al 19', poi limato a +14 all'intermezzo (33-47). Poi però, non dico inevitabilmente ma più che comprensibilmente, la differente lunghezza delle panchine fa la differenza, giacché Lattes sale di tono col passare dei minuti e la Dinamo invece si scarica (gioco di parole non voluto). :wacko: A fine 3° quarto è già risicato il margine per Sassari (55-61) che poi ha solo la forza, dopo il sorpasso francese, di piazzare un colpo di coda per tornare avanti l'ultima volta (62-65 a 6' dalla sirena).
Il frangente cruciale è quando Lattes contro-sorpassa sul 68-65 ma a sua volta sembra esaurire la fiammata; a quel punto (tra il 35' e il 37' circa) Sassari ha ghiotte occasioni ma le fallisce, e a quel punto cede verticalmente la difesa, Lattes segna quasi ad ogni possesso e chiude con un ingeneroso (per le sarde) 79-69.
Mattatrici Jenkins con 24 e Badiane con 23 per le franche, le quali hanno un 52% dal campo contro 37% per Sassari, che ha ottenuto 18 da Carangelo, 16 da Hollingsworth, 13 da Raca e 12 da una tosta Toffolo, ma quasi nulla dalle altre, compresa Kaczmarczyk.

giovedì 18 gennaio 2024

A1: Geas stoppa Schio, Venezia ringrazia. Rivincita Bologna; Campobasso in alto

 Schio, d'impresa tu ferisci, d'impresa tu perisci. :blink: Le tricolori passano in 3 giorni da artefici a vittime di uno scalpo nobile. Battono il Fenerbahce campione dei campioni, ma nella prima di ritorno in A1 si fanno sgambettare da un gagliardo Geas, gettando 17 punti di vantaggio a 18 minuti dalla fine. Un risultato dal peso notevole nella storia della stagione, perché consegna a Venezia (agile nel "testa-coda" a Battipaglia) un vantaggio di 3 partite sul trio neo-formato, Schio-Bologna-Campobasso. Il che significa che quand'anche la Reyer perdesse ambo le maxi-sfide con arancioni e V nere (e non è detto che succeda), resterebbe prima a patto di non commettere passi falsi con le altre. Insomma, è probabile che nemmeno quest'anno Schio terminerà prima la "regular", il che fa notizia in quest'epoca.


- Ma che è successo a Sesto? Fino al già citato +17 per Schio a inizio 3° quarto, il copione sembrava nella norma. Bel duello iniziale, un Geas che fa vedere di giocarsela, però poi la favorita inserisce la marcia "da Eurolega", tiene a secco le avversarie per 5 minuti nel 2° periodo e svolazza a +12 con un attacco da 45 punti all'intervallo, con percentuali altissime; Parks un'iradiddio.
Le Zanottiane sembrano doversi accontentare di una sconfitta tutt'al più onorevole e del ritorno di Begic, che non calcava le scene del campionato dalla penultima giornata dello scorso anno (saltò i playoff per infortunio, ricordiamo).
E invece no, il copione viene macerato dal Geas, in un replay della rimonta con Venezia (che in quel caso non si coronò per episodi finali, ma c'andò vicino): difesa che all'improvviso sale d'intensità e diventa impenetrabile (Elena Bestagno-Panzera sulle esterne; Moore-Trucco che chiudono l'area); qualche canestruccio per iniziare a crederci, poi una marea che sale e, inaspettatamente, sommerge la portaerei Schio: da 35-52 si passa a 54-59 a fine 3° quarto e poi 65-62 col sorpassone firmato Conti-Panzera. Il tutto senza Gwathmey, in panca con 4 falli.
Poi sul 67-66 c'è la stoccata vincente, firmata da una sontuosa Moore che dopo aver tenuto lezione in area per tutta la gara sale in cattedra anche dall'arco con la tripla del 70-66. Schio prova a reagire ma ormai ha perso irrimediabilmente il filo della partita: cede 75-70.
Moore ne ha 27 (13/21 al tiro) con 8 rimbalzi; Trucco 14+6, Panzera 13 con 5/16 al tiro ma 5 recuperi e 4 assist.
Per il Geas una grande conferma dopo il colpo a Campobasso in Coppa Italia. Per Schio si potrebbe attribuire il calo alla distanza alle fatiche psicofisiche (indubbie) dell'impresa in Eurolega; però si sono ripresentati quei difetti già costati alcuni passi falsi stagionali, e cioè che in area non c'è moltissimo (almeno in attesa che torni Reisingerova, che peraltro non è il prototipo dell'animale da pitturato), e nemmeno c'è quella fuoriclasse che ti tira fuori il fuoco dalle castagne quando le cose girano male: Parks e Guirantes sono un gradino sotto quel livello, per quanto forti. In sostanza Schio è tuttora capace di prestazioni notevolissime, ma è più vulnerabile che in passato.

- Le altre partite più interessanti della giornata erano due. Rivincita immediata per Bologna su Ragusa che, appena una settimana prima, l'aveva cacciata dalla Copp'Italia, vincendo in trasferta senza Milazzo. Stavolta Ragusa era in casa, aveva Milazzo finalmente tornata (0 punti ma 5 assist), di là mancava l'eterna degente Dojkic e c'erano nelle gambe le fatiche di Eurolega (se vale lo stesso discorso per Schio). Eppure la partita va al contrario della precedente: la Virtus l'aggredisce anziché aspettare passiva che il vento giri dalla sua parte (com'era sembrato in Coppa), mette la museruola a Chidom (solo 6 punti), fa il break decisivo nel 3° quarto (+13), tiene un margine in doppia cifra per tutto l'ultimo, salvo un mini-riavvicinamento finale per le sicule (60-69). Le quali perdono terreno dal duo Geas-S. Martino nel duello per il 5° posto.

- E poi la vittoria di Campobasso Sassari. Dopo la debacle di Coppa ritorna la Magnolia versione campionato, che non spreca un'occasione contro le squadre che non siano le "top 3", e non sbaglia un colpo in volata. Le nuragiche rimontano nell'ultimo quarto da -8 a +1 con 3 triple, di cui quella del sorpasso di Carangelo a -1'45", ma Dedic, matadora assoluta (27 punti), risolve con due canestri; Togliani e Carangelo mancano il pari da 3 allo scadere (58-61). E dunque: Campobasso addirittura nel trio delle seconde (con Schio e Bologna), Sassari che deve guardarsi le spalle, giacché è ottava con appena un +2 su Brescia (da cui ha appena perso in Coppa).

Brescia che si conferma in crescita staccando nel posticipo Rai una Faenza resistente per due quarti e mezzo, ma poi sepolta di triple (16/30 totale): la zona prima sembra dare frutti, poi diventa un boomerang. Più canestri da 3 che da 2 per le bresciane, che hanno 5 in doppia cifra, comprese Tassinari e Landi, importante per non dipendere dalle solite; Zanardi 24 di valutazione con 7 rimbalzi e 6 assist, giocando con grande sobrietà per il collettivo. Tagliamento 13, compreso un canestro da dietro il tabellone sullo scadere del 2° quarto; ma sta in campo solo 19'.
S. Martino a Milano fa 39 punti nel 1° quarto, 96 totali, con 15 assist di D'Alie e 25 punti di Conte.

- Già accennato alla cavalcata di Venezia a Battipaglia (ancora apprezzabile peraltro Seka, 15+7 rimba+4 assist; ma da una parte ci sono le babies in panchina, dall'altra ti entra Shepard come cambio...), il tema di fondo è che il gap fra le ultime tre della classe e il resto dell'A1 non si è ridotto col passare dei mesi: Faenza 7 sconfitte di fila (+1 in Coppa), anche se 3 con scarti in singola cifra; Milano 11 in fila (+1 in Coppa), solo una con scarto in singola cifra (contro Faenza, peraltro); Battipaglia mai vinto e nelle ultime 5, eccetto l'onesto meno 10 a Ragusa, ha un meno 24, un meno 48, un meno 24 e un meno 30.
Adesso arrivano Battipaglia-Milano e Faenza-Milano, primi due episodi di un mini-campionato a 3 per avere il fattore-campo nei playout, anche se con questa formula (come già rilevato varie volte) non c'è l'urgenza disperata di vincere ora.

- Personalmente ho assistito a un interessante derby longobardo di A2 fra Giussano (che ha invertito i ruoli in panchina tra il venerabile Corno e il suo assistente Aramini, ora passato a capo) e Carugate; partenza forte per le ospiti con Caccialanza che spara da 3 come ai bei tempi di Crema (4/13 alla fine) ma dal 3° quarto emerge la maggior completezza delle brianzole, specie nel settore lunghe (48 rimbalzi a 33) anche se l'mvp è la sempre più rivelazione Bonadeo, play-guardia ex-Geas (2000) e sembrava destinata a un'onesta carriera in B e invece è diventata una signora giocatrice anche per l'A2.
Sempre nel girone Ovest c'è stato un frizzante 88-83 per Valdarno su Broni, che mantiene il primato per le tosche.
Nel girone Est, Alpo vince lo scontro diretto per il 3° posto a Matelica con 29 di valutazione per Frustaci.

sabato 13 gennaio 2024

Le capienze dei palazzetti di A1 (in prospettiva del minimo di 800)

Provando a fare un inventario... capienze approssimative impianti A1 attuale. Con la faccina sono indicati i non a norma con gli 800 posti.


Schio (PalaRomare) = 2.600
Bologna (Segafredo Arena) = 9.800 (in alternativa PalaDozza, 5.500)
Venezia (Taliercio) = 3.500
Sesto S.G. (PalaCarzaniga) = 500 (?) :woot:
Sassari (PalaSerradimigni) = 4.400
Campobasso (PalaSelvapiana) = 1.000 (?)
Ragusa (PalaMinardi) = 3.800
S. Martino (palazzetto) = 400 :woot:
Brescia (PalaLeonessa) = 5.200
Roma (PalaTiziano) = 3.500 (a lavori ultimati)
Faenza (PalaBubani) = 800 (una manciata di posti si potranno aggiungere, presumo)
Milano (Bocconi Sport Center) = 400 :woot:
Battipaglia (PalaZauli) = 1.200

Come si nota, la maggioranza delle attuali squadre sarebbe a posto. Qualcuno anche troppo...

Coppe europee: è grand'Italia, oro per Schio col Fener, cade solo Sassari ma può rifarsi

Settimana di gloria alla ripresa delle ostilità continentali. La Coppa Italia ha allenato bene le nostre compagini? Fatto sta che tutte hanno reso tra il benino e l'ottimo, con una metamorfosi per quanto concerne la Virtus.


- Doveroso però partire da Schio, che fattura una strepitosa vittoria sul Fenerbahce campione in carica e moloch semi-imbattibile anche quest'anno. Va precisato, semi-imbattibile nelle prime 8 giornate, cioè sino a inizio dicembre, quando non solo era a 8 vinte su 8, ma a parte un +3, per il resto aveva distribuito legnate a tutti, dal +17 in su. Poi, per motivi che sarebbe interessante capire, nelle ultime 3 giornate ha perso con Lione (che naviga nei bassifondi), ha vinto a fatica in casa su Saragozza (per quanto non facile) e appunto ora ha perso a Schio. Questo non sminuisce l'impresa scledense ma è per dire che di colpo (senza fuoriuscite di stars o infortuni) l'imbattibile non è più tale. :blink:
Restava comunque da piegare gente del calibro di Meesseman, McBride, Yvonne Anderson, Natasha Howard, la grande ex Laksa (che non ha combinato nulla) e comprimarie di lusso, mica poco.
Dopo un 1° quarto "di studio", senza breaks (15-17) e uno stallo per almeno metà del 2° (19-18 al 15'), poco prima dell'intervallo sembrava che le turche avessero preso il controllo (23-32). Ma una tripla di Keys poco prima della sirena (26-32) era il preludio alla fiammata scledense che ribaltava punteggio e stati d'animo nel 3° periodo, galvanizzando l'ambiente come mille volte abbiamo visto al PalaRomare, che a quel punto diventa caldera inespugnabile. Schio colmava il deficit con una difesa d'energia grazie alla quale si distendeva in contropiede; poi nel finale di frazione una santabarbara da 3 con Parks, Penna e Juhasz produceva l'inaspettato allungo (55-47) solo rappezzato sulla sirena da un "long two" di Anderson (55-49).
Nella corrida dell'ultimo quarto piovevano ancora triple per le arancioni, con Guirantes e Sottana (anche +10, poi 63-54). Un Fener nervoso e quasi scocciato dall'imprevisto baratro si rimboccava le maniche e risaliva a meno 2 (63-61 con 4'15" sul cronografo) e lì si poteva legittimamente temere il sorpasso della (nonostante tutto) squadra più forte. Invece era il Famila a trovare le zampate vincenti con Guirantes in giro-e-tiro e Sottana con tripla in transizione, pennellata d'autrice per il 68-61. Anche buone difese sui mostri sacri avversari corroboravano questo break decisivo, da cui il Fefè non si riprendeva più (finale 75-67).
Guirantes la più costante in attacco, 21 punti con 8/15, ai livelli già sciorinati col Portorico al Mondiale '22; Sottana seconda matadora, 14 punti in 19'; Parks 11 e Keys 10 ma anche chi ha segnato meno, come Verona, s'è fatta apprezzare in difesa.
La cifra chiave però è il 10/28 da 3, e quando la metti così dalla lunga, anche la corazzata può affondare (facendo nell'occasione 6/19).
Schio resta quarta, con 7 vinte-4 perse, mantenendo le 2 vittorie di distacco su Valencia a 3 turni dalla fine. L'obiettivo è ovviamente quello di mantenere tale divario nei prossimi due turni, in modo da non dipendere dallo scontro diretto con le spagnole all'ultimo. Obiettivo-bis, ma non da poco, è evitare il 4° posto per non finire in bocca all'ottima Praga che capeggia l'altro girone.
Da notare che Lione di Johannès, Gruda, Gabby Williams eccetera, potenziale mina vagante ora che ha svuotato l'infermeria, è fuori dai giochi avendo perso a Saragozza ed essendo quindi a 4 vittorie di distanza da Schio.

- Merita rilievo anche il successo di Bologna su Villeneuve: sia perché era scontro diretto, sia perché la Virtus era reduce dalla scialba eliminazione in Coppa Italia. Tutt'altro volto, tutt'altra storia. Questo fin dall'inizio, quando le V nere aggrediscono la partita con un 14-6 in 5', un 20-10 in 7', con "El Condor" Pasa già a 12 punti, urticante.
Prevedibile la reazione delle francofone che si rimettono pienamente in corsa, anche se quasi mai davanti, nel 2° (38-36) e nel 3° quarto (53-50).
Nell'ultima frazione è vibrante testa-a-testa. Sorpasso ospite sul 55-56 ma torna a garrire Pasa che insieme a Rupert e Peters confeziona un 6-0 di platino per il 61-56 a 5' dalla fine. Risolta? Tutt'altro, perché la Virtus s'inceppa e subisce una tripla di Zellous, poi da una coppia di liberi le francesi pescano l'asso, segnando il primo, sbagliando il secondo ma realizzando sugli sviluppi del rimbalzo offensivo: 61-62, ostrega, a 2' dal termine.
Aleggia lo spettro di varie volate finite malauguratamente per le felsinee. Ma non stavolta. Fa quasi tutto Pasa nel bene e nel male. Mette due liberi per il contro-sorpasso, poi dopo errore di Burke (l'ex Sassari) la play veneta perde palla; dopo un altro errore ospite ancora Pasa fa 2/2 per il 65-62; ancora un errore di Villeneuve e Pasa va in lunetta per il sigillo ma fa 0/2 con una manciata di secondi sul segnatempo. Bologna impedisce il tentativo da 3 mandando in lunetta le avversarie, che però sbagliano e non prendono il rimbalzo. Finisce quindi 65-62 ed è grasso che cola per le petroniane, in quanto agganciano la stessa Villeneuve e Polkowice al 3° posto (con 6 vinte-5 perse è un lusso) ad appena 2 punti dal secondo. Tutto apertissimo.
Intanto da annotare negli annali i 24 punti di Pasa con 9/11 al tiro; più silente ma presente Zanda, 15 con 7/14 anche se con 7 perse e 0 assists.

- In Eurocup c'era l'andata degli ottavi. Venezia allunga la sua incredibile serie stagionale a 22 "hurrà" di fila, battendo in trasferta Gdynia. Ossi duri le polacche, guidate dalla slovacca Wreczinski (ex Balintova: quanto mal sopporto le giocatrici che cambiano cognome quando si sposano: che lo cambi il marito, perdio. Cos'è 'sto patriarcato? :angry: ); ma la Reyer capeggia di misura alla fine di ogni quarto (50-54 al 30'), sinché nell'ultimo si gioca in vista del ritorno, per limare o allungare il più possibile il divario.
Le orogranata toccano il +14 con un brillante avvio di quarta frazione (53-67), poi però subiscono qualcosa di troppo in difesa, anche se è Kuier a piazzare l'ultima stoccata fissando il 68-77. Non bastevole a dormire sonni tranquilli al Taliercio, però un buon punto di ripartenza.
Consueto equilibrio fra i reparti per la Reyer, con Shepard regina d'area (17 punti) e Pan martello perimetrale (15 con 5/6 da 3), il tutto ben timonato da Villa (12) col condimento della fantasia di Berkani (11). Notevole il 56% dal campo di squadra, però, come detto, in difesa si poteva far meglio (47% per le polacche). Peraltro ricordiamo che lo scorso anno Venezia superò i primi 3 turni perdendo sempre in trasferta all'andata: l'Eurocup è scarsina come livello medio della prima fase, ma a livello di ottavi sono tutte valide.

- Perde invece Sassari ma non era favorita contro il quadrato Lattes-Montpellier di Badiane (20) e dell'eroina dell'oro europeo belga Linskens (16 ma con 5/17).
L'impatto per le nuragiche è traumatico, 2-10 al 3', 6-19 al 6', e sembra continuare anche peggio (21-36 al 15'), ma la Dinamo è brava a non lasciarsi smontare, lavorando nell'ottica-doppio confronto e quindi pensando dapprima a limare lo scarto. Lo fa con una ficcante Carangelo, che a suon di triple rimette in carreggiata le sue (34-43 al 20').
Poi anche meno 1 in avvio di ripresa ma le francesi riprendono il controllo (+10 a inizio ultimo quarto). Falliscono però, le ospiti, più volte il k.o. quando Sassari pare sulle ginocchia, così le danno il tempo di scuotersi e uscire dalle corde. Si gioca sul filo dei punti e nel finale arriva uno scambio di triple in cui l'ultima è di Hollingshed e vale un meno 3 che lascia pienamente in vita la Dinamo (66-69).
Carangelo termina con 23 punti (5/12 da 3) e 7 rimbalzi, Hollingshed 16; poco dalle altre italiane (0/8 per 1 punto totale da Toffolo, Crudo e Togliani) ma credo fosse messo in conto da Sassari, che probabilmente aveva invece bisogno di più da Raca (8). Il martellamento scientifico da 3 (13/37) ha prodotto frutti, però per sbancare al ritorno servirà probabilmente anche una dimensione interna.

venerdì 12 gennaio 2024

Quello che non torna nel confronto Fip-Fipav

Io non entro nel merito se il minibasket in Italia sia fatto male, se in qualsiasi altro paese lo fanno meglio (eccetera), ma la teoria secondo cui fa scappare i bambini si scontra con un dato di realtà: i corsi minibasket attualmente sono pieni di iscrizioni. Altro che scappare via.

Il problema è per il femminile, che da anni ha un numero modestissimo di praticanti. Ma non è plausibile che il minibasket fatto male (ponendo che sia vero) faccia scappare solo le femmine mentre i maschi invece continuano a venire eccome.

Allo stesso modo, quando si dice sempre "la Fipav lavora benissimo, loro sì che sono bravissimi", resterebbe da spiegare la stranezza per cui la suddetta Fipav ha avuto successo nel femminile ma nel maschile no (o molto meno), visto che nonostante le mille medaglie vinte fin dai tempi del santone Velasco, e anche recentemente con l'argento a Rio 2016, il Mondiale del 2022, l'argento europeo lo scorso anno eccetera, non ci ha mai superato come tesserati maschili, anzi il divario è sempre netto.

Allora è evidente che ci dev'essere una spiegazione diversa da quella che tende a dare meriti e colpe ai "federali" dell'una e dell'altra parte. Ci sono delle dinamiche sociali per cui uno sport in certi periodi storici piace di più o di meno ai giovanissimi, con differenze tra maschi e femmine. E in questo le federazioni c'entrano poco o nulla, anche se può sembrare deludente perché trovare capri espiatori da incolpare è più rassicurante che dire "sono fenomeni sociali, che ci possiamo fare?".

Resta comunque questa spiegazione da dare (ripeto a mo' di sintesi), che non ho mai trovato da nessuno: perché, se i nostri federali sono incapaci e quelli della Fipav bravissimi, gli effetti sul numero di praticanti si sono sentiti solo nel settore femminile, nonostante i risultati della nazionale maschile di pallavolo siano stati altrettanto brillanti, anzi migliori, della loro nazionale femminile, nonostante abbiano avuto personaggi forti pure coi maschi, eccetera?

mercoledì 10 gennaio 2024

A1, Coppa Italia: irrompono Ragusa e Geas con Venezia e Schio. A2, Valdarno e Roseto campioni d'inverno

- Spunti e spuntini di Coppa Italia. E' stato un modo piacevole di iniziare il nuovo anno solare. La nuova formula ha funzionato, a parte il problema del primo turno con troppo poco tempo per programmare le trasferte. Ha dato un'opportunità a tutte (tranne Battipaglia, ma una selezione minima era necessaria), con un equo vantaggio per le meglio piazzate. E ha partorito un perfetto equilibrio tra conferme e sorprese: 4 vittorie in casa e 4 in trasferta.


- Tra i due ribaltoni (o "upsets" per dirla col termine inglese di moda) dei quarti, il più grosso è quello di Ragusa ai danni di Bologna. Il tutto senza Milazzo, assenza che sembrava dover pesare più di quella di Dojkic. E' una Virtus insipida, che non mette mai la sua impronta sulla partita; lascia fin dall'inizio che siano le sicule a fare l'andatura; pare accontentarsi, sorniona, di star lì vicina per poi cambiare marcia al momento buono. Nel primo tempo è solo Zandalasini a produrre con continuità; orripilante Cox; abulica Rupert; si sveglia poi Peters; le altre italiane nulla di che.
Il fantomatico cambio di marcia continua a latitare finché si palesa un'evidenza preoccupante (per il pubblico casalingo disperso nell'immensità della Sega'Arena): Ragusa ha tutta l'intenzione di arrivare sino in fondo. Scivolata in doppia cifra di svantaggio, la Virtus ha effettivamente un risveglio nell'ultimo quarto, soprattutto con Peters; ma le Lardelliane rispondono bene, con azioni lucide, ben costruite, una tripla-chiave di Miccoli, giocate puntuali di Chidom dentro l'area (24 punti per lei, 10/14 al tiro, in brillante accoppiata con Thomas che spacca sul perimetro, 19). E così non c'è mai una vera occasione per Bologna di ribaltare l'esito. Zanda ha 18 punti con 7 assist ma si spegne anche lei.
Finisce 67-76 ed è strameritato da una parte, deludente dall'altra, perché una prova così incolore non è all'altezza di una squadra che sta lottando per i playoff di Eurolega. Si capirà molto presto se c'è una crisi conclamata o se è stato un episodio, che dopo il break delle feste (aveva giocato 11 giorni prima) e in un trofeo "minore" può anche capitare. Si è rivista quella Virtus vulnerabile che aveva perso con S. Martino e Sassari, non quella gagliarda che aveva espugnato Schio il 27 dicembre. Resta il problema di fondo su Dojkic: a Bologna sono molto affezionati a lei, è brava quando c'è, ma appunto: quando c'è? Lo scorso anno ha saltato 12 partite di stagione regolare, ora è fuori da un mese. :unsure:
Parlando di Ragusa, è un rilancio forte della sua candidatura a un posto fra le prime 4, che sembrava lontano durante il sofferto inizio di stagione. Invece ora è tornata su bene in campionato (pari punti col Geas, meno 4 su Campobasso e Bologna ma recuperabile, almeno sulle molisane) e ha fatto la voce grossa in Coppa. Con Milazzo ancora da reinserire.

- L'altro colpo gobbo, anche se meno eclatante, è del Geas Campobasso. La quinta che elimina la quarta non è mai clamoroso; le sestesi lo avevano fatto anche negli ultimi playoffs ai danni di Sassari. Era però legittimo dare alle molisane un favore di pronostico, per il fattore-campo, per quanto di buono fatto finora in stagione, in cui avevano perso solo con le "super 3". Ma non c'è stata partita, se non nel primo quarto e mezzo, in cui ambo le compagini faticavano a muovere il punteggio e si era sul 18-15 per Campo. La quale però, se prima segnava poco, da lì in poi ha preso a non segnare nulla. Difesa attenta, compatta, delle Zanottiane, ma onestamente Campobasso ha sbagliato anche tiri elementari da sotto oppure con ampio spazio da 3.
E il Geas senza far miracoli in attacco, ma con sprazzi di qualità (a turno Gwathmey, Trucco, Dotto, Conti, Moore, all'inizio anche Panzera), ha preso man mano il largo, sino al 30-50 a circa 7' dalla fine. Da lì Sesto ha frenato decisamente ma Campobasso non è andata oltre un tardivo dimezzamento dello scarto con Trimboli, unica a sbloccarsi (43-53 il finale).
Clamorosa prova a rimbalzo per Trucco, che ne ha rastrellati 23 al cospetto della piovra Pallas ("solo") 13, aggiungendo 12 punti.
Sono emerse le doti del Geas di continuità difensiva, che gli (= al Geas, che è maschile) -_- consentono di reggere quando l'attacco tende a bloccarsi (non a caso l'unico vero passo falso finora del team rossonero, che per il resto ha perso solo contro le prime 4, è stato a Roma, unica occasione in cui ha difeso male), e di fare breaks cospicui nei momenti in cui l'attacco s'accende, cosa che prima o poi succede perché la qualità non manca.
Dall'altro lato invece si è palesato un limite di Campobasso che era nell'aria ma finora era stato ben mimetizzato dalla capacità di vincere tante volte punto a punto: ovvero, a differenza dello scorso anno, in cui aveva una grande risolutrice come Parks, quest'anno il team del pastificio ha un collettivo molto democratico, in cui almeno 6 o 7 possono essere a turno protagoniste, ma nessuna sicurezza assoluta a cui affidarsi, specie se tutte sono in giornata storta al tiro come domenica. Di sicuro Campobasso ha fatto il massimo arrivando quarta a fine andata.

- Gli altri due matches dei quarti hanno seguito il copione: 75-44 per Venezia su Brescia, dominando "wire to wire", cioè dall'inizio alla fine (pochi frizzi nel duello Villa-Zanardi, anche se la bresciana ha chiuso con 22 di valutazione); 81-72 per Schio su Roma, ma era +19 dopo 3 quarti (Keys 19+10 rimbalzi).

- Passetto indietro al primo turno. Anche qui due partite con poca storia e due colpi esterni. Nel derby Geas fa 81-71 su Milano, ma era +21 a 5' dalla fine (positivo l'esordio di Turmel per il Sanga). Ragusa trova una Faenza malleabile, senza la tagliata Booker, senza Spinelli e non ancora col neo-acquisto Niemojewska; giocano 19' complessivi le due Ciuffoli, '06 e '07. "Un par de ciufoli", commenterebbero a Roma. :woot: Chidom fa 29 punti in 27' con 11/13.

- Addiveniamo ai due colpacci. I quali sono stati ad opera di Roma e Brescia, ovvero le due di cui si dice da inizio stagione che varrebbero più della loro classifica. Stavolta lo hanno dimostrato. L'Oxygen a S. Martino scatta forte (0-10) e riesce a stare sempre davanti, nonostante vari riavvicinamenti della Lupe; le quali sullo stesso campo, pochi giorni prima, avevano tenuto gagliardamente testa a Venezia. Stavolta invece sempre sotto. Neanche l'espulsione di Kalu cambia il vento. Roma vince 69-73 con 20 di Czukor; anche una buona Gilli.
Sassari-Brescia è stata ancora più combattuta. Sorpassi e controsorpassi, si arriva testa-a-testa sino in fondo; lì ti aspetti che le nuragiche facciano valere il maggior rodaggio (anche internazionale) in situazioni tese, e invece sono le lombarde a piazzare la zampata, prima con Skoric che da meno 4 pareggia con una tripla + fallo subito, poi con Zanardi che sul 67-67 si prende con personalità da... 18enne un arresto e tiro da 3 e lo realizza per il 67-70. Negli ultimi secondi Carangelo si procaccia con astuzia un fallo su tentativo di tripla ma sbaglia i primi due liberi; finisce 68-72 (19 di Skoric che per me è l'ago della bilancia di Brescia; 16 di Zanardi per 27 di valutazione; 14 di Carangelo con 10 assist).

- Insomma ci si è divertiti e sembra il preannunzio di un girone di ritorno in cui le carte possono rimesciarsi in modo interessante. Anche per i volti nuovi che si sono inseriti in queste settimane.
Ultima chiosa sulla Coppa: il botteghino delle F4 torinesi forse non ride, perché sperava nella giunzione fra tifo Virtus maschile e femminile (ma è sacrosanto che sul campo sia passata Ragusa); quantomeno c'è Venezia che potrebbe giovarsi del tifo per gli uomini.

- In A2 si è conchiuso il girone d'andata. All'Ovest un finale incredibile ha deciso la corsa alla Coppa Italia: Derthona ha rimontato 12 punti negli ultimi 4 minuti su Costa Masnaga e l'ha esclusa dalle top 4; fenomenale Attura nella rimonta, 11 punti in 3' trattando le avversarie come birilli. Oltre a Valdarno (campione d'inverno col brivido, vincendo in volata a Spezia) e Derthona passano Broni e la sorpresa Selargius.
All'Est è prima Roseto (che ha vinto a tavolino l'ultima per mancanza di medico a Vicenza), ed è notevole il girarrosto delle abruzzesi rispetto all'ultima piazza dello scorso anno; seconda Udine che però è orfana di Ronchi; staccate le altre, su cui hanno prevalso (su un gruppone di 4 squadre rimasto 2 punti sotto) Alpo terza e Matelica quarta.

martedì 2 gennaio 2024

Oscars dell'anno solare 2023

La scelta più difficile era quella su giocatrice italiana dell'anno e prestazione italiana dell'anno. Come prestazione ho scelto quella di Keys in semifinale di Eurolega, per la qualità abbinata all'importanza della partita; vero che non è bastato a vincere ma siccome quella di Zanda non riesco a considerarla separatamente dal cesso che è stata la partita col Montenegro, non potevo premiarla.
Invece ho messo Zanda come giocatrice italiana dell'anno perché credo che sui 12 mesi sia stata ancora lei la migliore. Tutto sommato l'unica sempre e costantamente protagonista e mai comprimaria nella sua squadra, perché Keys non di rado è gregaria (seppur di lusso) delle compagne straniere, Villa adesso è titolarissima ma nei primi mesi di stagione no, Verona ha fatto bene fino a maggio, poi meno, la venerabile Sottana fa delle partite "vintage" di livello assoluto ma anche tante anonime, eccetera.


 - Miglior partita (Italia): ex-aequo le due gare-scudetto tra Schio-Virtus Bologna (fine aprile-inizio maggio)

- Miglior partita (mondo): Cina-Giappone 73-71, finale Asia Cup (luglio)
- Miglior partita (giovanile/mondo): Usa-Spagna 69-66, finale Mondiale U19, decisa all'ultimo tiro davanti a 7.000 spettatori a Madrid col parquet super-tecnologico (luglio)
- Miglior partita (giovanile/Italia): Basket Roma-Costa 68-63 d.t.s., finale scudetto U19, vinta da Roma al supplementare dopo una gran rimonta (maggio)
- Miglior partita vista dal vivo: ex aequo Geas-Sassari, gara-2 quarti playoff A1 (aprile), e Costa-Sanga Milano, gara-2 finale A2 Nord (maggio)

- Impresa dell'anno (Italia/A1&nazionali): Schio qualificata alle F4 di Eurolega dopo 21 anni per un'italiana
- Impresa dell'anno (Italia/A2):Costa elimina l'ultrafavorita Castelnuovo in semifinale-playoff
- Impresa dell'anno (Europa/mondo): Belgio campione di Eurobasket (giugno) battendo Serbia, Francia e Spagna dai quarti alla finale
- Impresa dell'anno (giovanile/Italia): Nazionale U16 bronzo europeo
- Impresa dell'anno (giovanile/mondo): Iowa batte South Carolina (42 vittorie di fila) in semifinale Ncaa (aprile)

- Miglior giocatrice (mondo): A'ja Wilson (Las Vegas): mvp finali Wnba + primo quintetto stagione Wnba + difensore dell'anno
- Miglior giocatrice (Europa): Emma Meesseman (Fenerbahce/Belgio): vince da mvp Eurolega ed Eurobasket
- Miglior giocatrice (Italia): Cecilia Zandalasini (Virtus Bologna)
- Miglior giocatrice (giovanile/mondo): Caitlin Clark (Iowa University)
- Miglior giocatrice (giovanile/Italia): [fuori categoria Matilde Villa] Emma Giacchetti (Campobasso/Italia U16): scudetto U17 + medaglia di bronzo e quintetto ideale all'Europeo U16

- Prestazione individuale dell'anno (senior/mondo):Breanna Stewart (New York), 45 punti con 15/21 al tiro e 12 rimbalzi contro Indiana (stagione regolare Wnba)
- Prestazione individuale dell'anno (senior/Italia): Jasmine Keys (Schio), 19 punti con 6/10 dal campo, 6/6 ai liberi e 6 rimbalzi in semifinale di Eurolega contro il Fenerbahce (aprile)
- Prestazione individuale dell'anno (giovanile/mondo): Caitlin Clark (Iowa Un.), 41 punti, 8 assist, 6 rimbalzi e vittoria in semifinale Ncaa contro South Carolina (aprile)
- Prestazione individuale dell'anno (giovanile/Italia): Matilde Villa (Italia), 25 punti, 9 rimbalzi, 6 assist, 35 di valutazione nei quarti dell'Europeo U20 contro la Francia (agosto)

- Il meglio: i vari botti di pubblico (5.300 a Bologna per gara-1 finale scudetto; 2.500 a Milano per la finale di A2; 10.000 a Saragozza per la finale di Coppa di Spagna; 55.646 per l'amichevole Iowa-DePaul, (record femminile d'ogni tempo); i 9 milioni di telespettatori per la finale Ncaa Louisiana State-Iowa e la Caitlin Clark-mania; l'insaziabile voglia di vincere di Schio; il record assoluto (uomini compresi) di Sabrina Ionescu nella gara di tiro da 3 punti all'All Star Game Wnba; la tripla di Tempia che evita la retrocessione alla Nazionale U18; il ritorno dell'A1 e della Nazionale sulla Rai; la vittoria della Nazionale in Germania in novembre; le 20 vittorie su 20 partite per Venezia tra campionato ed Eurocup da ottobre a dicembre.

- Il peggio: il tracollo della Nazionale contro il Montenegro a Eurobasket; la rinuncia di 3 squadre all'A1, soprattutto Crema e Lucca che sono sparite dalle categorie superiori; la doppia sconfitta all'ultimo tiro con la Francia agli Europei U20 (quarti) e U16 (semifinale); la perdurante esclusione delle giocatrici russe dalle competizioni internazionali (per le giocatrici, non per il Paese in sé); il nostro Mondiale U19 del tutto anonimo.