Sabato 25 luglio: inizia la stagione Wnba e dunque torna dopo 4 mesi e mezzo il basket femminile agonistico. Il mondo riprende a girare (molto cautamente) per il verso giusto. Come per i colleghi uomini della Nba, hanno chiuso tutte le squadre, 12 in questo caso, in una bolla in Florida (ma a Bradenton, non a Disneyworld, e pare che la sistemazione sia ben più spartana); a differenza degli omaccioni, però, qui non si tratta di finire una stagione che era già a buon punto, ma di iniziarla da zero. Giocheranno solo 22 partite di regular season, con tempistiche super-compresse; la contemporaneità con l'Nba non aiuterà granché, in termini d'interesse, ma probabilmente è il minore dei problemi. Piuttosto che niente, è meglio piuttosto, dicono i saggi: in effetti dopo il rinvio a tempo indeterminato, nel pieno dell'emergenza-virus, si era paventata la cancellazione dell'annata.
Il basket femminile è precario per definizione da noi, ma lo è anche in America, fatte le debite proporzioni. Le 3 migliori giocatrici attuali sono, probabilmente, Elena Delle Donne, Maya Moore e Breanna Stewart. Ebbene, quest'ultima ritorna adesso dopo un anno e mezzo d'assenza dai campi, per infortunio avvenuto in finale d'Eurolega, dovendo lei come altre sciropparsi la doppia stagione Usa-Europa per monetizzare decentemente il proprio talento; Moore non gioca da due anni perché impegnata ad assistere legalmente un uomo che secondo lei è ingiustamente sotto processo; e Delle Donne, 10 giorni fa, ha scritto una lettera aperta in cui rendeva noto di aver paura di giocare, col virus in circolazione, perché avendo la sindrome di Lyme è costretta a prendere 64 pillole al giorno per evitare guai. Ma se non si presenta, perde l'intero ingaggio stagionale (perché non le è stato riconosciuto lo status di assente per motivi di salute). La sua posizione è in sospeso.
La lista delle assenti è poderosa e comprende, tra le più nobili, anche Liz Cambage, Kristi Toliver, Natasha Cloud (impegnata a fare attivismo politico nel "Black Lives Matter"), Tina Charles, Chiney Ogwumike. Nobile, almeno per noi, è anche Cecilia Zandalasini, la quale ha rinunciato, per scelta personale, a tornare con Minnesota dove ha giocato nel 2017 e 2018.
La novità più attesa è Sabrina Ionescu. L'americana di origini rumene s'è guadagnata l'etichetta di fenomeno al college, dove ha avuto la sfiga - lei come le altre universitarie - di perdersi il torneo Ncaa per colpa dell'irruzione del virus nello scorso marzo. E' stata scelta da New York.
Come favorita è accreditata Seattle, campione due anni fa, che oltre alla già citata Stewart ritrova la veteranissima (41 anni) Sue Bird, dopo un anno fuori per infortunio, in cui aveva svolto il ruolo di fidanzata della stella del calcio Megan Rapinoe, sugli scudi al Mondiale pedestre del 2019. Washington, campione uscente, nonostante il possibile forfait di Delle Donne è considerata seconda nel ranking di Espn. Interessante il trio Brittney Griner-Diana Taurasi-Skylar Diggins che si è formato a Phoenix con l'arrivo di quest'ultima.
In sintesi, per la Wnba è una stagione di sopravvivenza in attesa di tempi migliori. Come del resto è per tutto quanto lo sport mondiale che è ripartito o sta ripartendo dopo la tempesta.