- L’Eurobasket dell’incredibile - perché già solo la medaglia italica basterebbe a definirlo tale; oppure le due semifinali decise all’ultimo tiro con quasi identico punteggio - finisce oltre ogni soglia dell’improbabile. Il Belgio si conferma campione, e fin qui nulla di eclatante, ma lo fa dopo che la partita era tecnicamente morta e sepolta con la vittoria della Spagna, che aveva 12 punti di vantaggio a 3 minuti dalla fine. Con pieno merito, in pieno gas e con le belghe in piena depressione. Poi è successo l’insuccedibile (si dice? Boh).
- E dunque i 7.827 spettatori del Pireo (ufficiali, forse un po' meno in realtà, ma comunque una buona affluenza, dopo le magre per quarti e semifinali) e l’immensa platea televisiva mondiale, tra cui quella italica nella differita di RaiSport oltre che nelle dirette Sky e Dazn, hanno visto l’ormai certo trionfo della Spagna delle gregarie - giacché le top scorer iberiche in finale sono state tre oneste lavoratrici del parquet (senza offesa) come Ginzo, Pueyo e Ayuso - e delle giovani stars Carrera, Fam, Buenavida, tramutarsi, senza una logica comprensibile, nel trionfo del quintetto d’oro delle vallon-fiamminghe, le ormai 30-32enni che dal nulla hanno portato il Paese al top del basket femminile globale.
Immaginiamo i cronisti. Chi stava legittimamente vergando l’elogio del collettivo, della profondità, delle “peones” che diventano decisive, ha dovuto gettare via tutto e celebrare il trionfo di 5-giocatrici-5, giacché la panchina belga ha prodotto la miseria di 2 punti (contro 28), collezionando disastri. La morale, se ce n’è una in mezzo alla casualità folle degli episodi, è che quando si arriva al momento estremo in cui si decide un oro continentale, avere le fuoriclasse conta più che disporre di un’abbondanza di buone ma non ottime giocatrici.
- Sulla cronaca dei primi 35 minuti si potrebbe andare spediti, ché tanto non sono serviti a nulla. Ma almeno qualche spunto.
Nel 1° quarto equilibrio a sprazzi alterni; spicca un assist dietro la schiena da Torrens a Carrera, la star veterana e quella emergente; Fam non è scintillante come in "semi" ma si fa sentire. Meesseman e Allemand le più sul pezzo per il Belgio, mentre latitano Linskens e Vanloo; 19-18 Spagna al 10'.
Nel 2° periodo, fisiologici minuti in cui il Belgio deve giocarsi i cambi, per non asfissiare le titolari, e paga subito dazio, mentre le comprimarie iberiche, come detto, sono gagliarde. Si va sul 30-22 per la Spagna; il risveglio di Linskens aiuta il Belgio a cristallizzare il distacco ma le iberiche hanno un onesto +6 all'intermezzo (37-31).
- Terzo quarto a due fasi: dapprima 6-7 minuti del miglior Belgio, con tutto l'arsenale, dalla classe a 360° di Meesseman alle sportellate mai fini a se stesse di Linskens; da un'Allemand ancora ispirata all'unica tripla di serata di Vanloo; è sorpasso sul 43-47.
Il finale però arride alla Spagna che, dopo qualche frangente confusionario su ambo i fronti, firma il controsorpasso con un 9-2, ispirato nuovamente dalle seconde linee; spicca un'acrobazia della 2004 Buenavida: 52-49 Spagna al 30'.
- Ci si attende una nuova reazione del Belgio, più avvezzo (con questo gruppo) ai momenti in cui sale la posta; e invece nell'ultimo quarto è padrona del campo la Spagna, che sciorina la zona che ha già intortato la Francia; pure la divina Meesseman sembra irretita; è una difesa che se non la stappi da 3 ti chiude fatalmente ogni spazio. Mentre di là continua la giornata di gloria delle eroine inattese: tripla di Ayuso, conclusione di classe a una mano sola di Fam (lei, ormai, non tanto inattesa), entratona di Pueyo e si è sul 65-53 a ormai solo 3' dalla fine.
- Qui inizia un'altra partita. Il parziale di 0-14, di lì alla sirena, strapperà l'oro dal collo delle spagnole consegnandolo alle belghe.
Nella "scatola nera" del disastro, che ha mandato alle ortiche il suo capolavoro, cosa avrà rintracciato il c.t. iberico (ex scledense) Mendez? Well, al di là ovviamente degli episodi finali, è successo che le sue, dopo aver speso il massimo sforzo, hanno tirato il fiato con un attimo d'anticipo, mollando quell'intensità massima che aveva costruito il vantaggio. Fisiologico, ma se lasci un minimo spiraglio a quelle satanasse delle belghe, anche quando ormai sembrano spacciate, loro s'infilano e ti fottono. Magari non sempre, giacché hanno perso pure loro partite dolorose in volata nel passato (vedi la semifinale olimpica con la Francia), ma contro una squadra meno navigata come questa Spagna c'era forte possibilità che finisse com'è finita.
Doveva rimettere prima Torrens? Forse la veterana avrebbe fiutato in anticipo sulle compagne l'aria di pericolo e avrebbe messo tutte in guardia, ma non si può dire che la venerabile Alba avesse prodotto granché fin lì: 2 punti in una ventina di minuti. Mendez si è fidato di chi lo stava portando all'oro, purtroppo per lui sono le stesse che lo hanno affondato.
- Ma lasciamo le congetture e stiamo ai fatti. L'inversione di tendenza inizia con una tripla di Linskens e due liberi di Meesseman. Mentre l'attacco spagnolo va in apnea irreversibile. Linskens fa 1/2 in lunetta ma Meesseman guadagna una contesa a rimbalzo, con freccia pro-Belgio: e che succede? Che Allemand infila una tripla. In un amen è 65-62 a -1'25".
Poi c'è Fam che segna un gran canestro: è la firma della giovane sul titolo? No, perché il tiro è stato scoccato un attimo dopo la sirena dei 24".
Ma la sorte non vuole che la divina condanni il suo popolo. La Spagna sbaglia dalla media, poi concede con fin troppa facilità un'entrata ad Allemand (presumibilmente volendo evitare una tripla, ma così regala due punti rapidi): 65-64 a -17".
- Sarebbe, però, tutto ancora nelle mani delle biancogiallorosse. Le quali, però, combinano una frittata da quindici uova sul pressing, nemmeno troppo arcigno, delle avversarie: Ortiz tenta un malaccorto retropassaggio a Torrens che si muove intorno alla metà campo: fuori misura, non ci arriva, sbuca Delaere, già killer delle nostre, e s'invola in contropiede, depositando il clamoroso sorpasso: 65-66 a -4".
Si sprofonda poi nel caos più assoluto: la Spagna rimette frenetica, Carrera si butta in palleggio verso metà campo, tenta una specie di tiro, viene contrata, gli arbitri fischiano, non si capisce chi esulta e chi si dispera. Per un attimo sembra di capire che ci sia stato un fallo sulla spagnola e quindi tiri liberi per ribaltare tutto un'altra volta. Invece no: infrazione di passi.
Rimessa Belgio, fallo su Vanloo che, come Linskens in semifinale contro di noi, segna il primo e sbaglia ovviamente il secondo: sirena, 65-67 Belgio, secondo titolo consecutivo, Spagna nel dramma, che un conto è perdere una finale per l'oro (che già non è allegro), un conto è gettarla alle ortiche... anzi, alle Ortiz.
- Statistiche: Belgio 20/36 da 2, 6/22 da 3, 9/13 ai liberi contro 20/36, 5/16 e 10/14 della Spagna; si nota identico dato da 2, più tentativi dal campo per le belghe grazie a qualche rimbalzo offensivo in più e persa in meno.
Le bi-campionesse hanno 19 punti da Allemand (4/4 da 3, 3/7 da 3, direi mvp della finale), Linskens 17 con 7/9 (e indubbiamente la sua decisione "last minute" di venire a Eurobasket anziché stare in Wnba ha cambiato la storia di questa edizione), Meesseman 16 con 7/17 + 11 rimba (non al suo meglio ma quando lo è ti fa comunque un 16+11, il che dà l'idea), Delaere 9, Vanloo solo 4 con 1/9.
Le bi-argentate hanno 11 da Ginzo, Pueyo e Ayuso (la classe operaia va quasi in paradiso, come dicevamo), 10 da Carrera, 9 da Fam, solo 3 da Torrens.
- Premi. Quintetto ideale: Allemand, Zandalasini, Torrens, Carrera e Meesseman, la quale viene eletta mvp per la seconda volta di fila. Nel complesso del torneo, difficile eccepire. Così come è sacrosanto il premio di miglior allenatore a Capobianco.
Nel secondo quintetto han messo: Vanloo, Uzun, Geiselsoder, Ayayi e Linskens. Miglior giovane: Jocyte.
La poco slovena ma molto prolifica Shepard ha chiuso come top scorer del torneo a 22.7 di media, davanti alla svedese Lundquist, poi Meesseman, quarte a pari merito Zandalasini e McCowan (16.8).
- Pubblico: è andata sicuramente meglio della scorsa edizione ma ci voleva poco (era stato un flop micidiale). Dividere in 4 sedi ha giovato perché così si sono avuti 4 pubblici locali anziché solo due (o uno come ai vecchi tempi). La Grecia ha fatto il botto per le sue partite, clamorosi i 10.500 contro la Turchia; purtroppo però la plebe locale non era interessata a vedere le altre, sicché una volta cadute le proprie idole se n'è stata a casa. Le semifinali hanno fatto 2.495 e 4.121 spettatori ufficiali, a occhio sembravano meno ma in ogni caso il palazzone da 11.000 era sproporzionato. Forse si poteva tenersi un'alternativa: con la Grecia qualificata, ok il palazzone, altrimenti si andava in un impianto da 5-6.000, che là ci sono, mica è Milano o Roma. Amen, nulla toglie alla nostra euforia per il bronzo né all'apoteosi delle Belgian Cats che si confermano eroine sportive d'un paese.
- Collocazione in calendario. Esaurire tutto in una settimana e mezzo è un po' penalizzante per l'interesse; e in questo periodo si entra in collisione con la Wnba, che ha creato problemi alla partecipazione di alcune stars e probabilmente ne creerà ancora di più in futuro. D'altra parte che alternative ci sono? In settembre c'è ancora la Wnba, in autunno inoltrato o inverno si dovrebbero interrompere i club nostri. Eurobasket rischia di essere vaso di coccio tra vasi di ferro.
Nella foto: il trionfo del Belgio sulle prime pagine dei loro giornali.




