In EuroCup purtroppo siamo già senza italiane dopo il primo turno. Forse una conferma del fatto che quest'anno dietro le nostre "big two" (le quali se la stanno ampiamente giocando, in Eurolega: terze entrambe; forse qualche piagnisteo di troppo la scorsa settimana dopo aver perso con le prime dei due gironi) il divario è netto.
giovedì 18 dicembre 2025
Coppe europee - Punto flash
In EuroCup purtroppo siamo già senza italiane dopo il primo turno. Forse una conferma del fatto che quest'anno dietro le nostre "big two" (le quali se la stanno ampiamente giocando, in Eurolega: terze entrambe; forse qualche piagnisteo di troppo la scorsa settimana dopo aver perso con le prime dei due gironi) il divario è netto.
domenica 14 dicembre 2025
A1 - Curiosità in Brixia-Roseto
Roseto ha fatto 16/41 totale da 3 di cui 7/15 nell'ultimo quarto.
giovedì 11 dicembre 2025
La sferzata di C. Garbin sulle magre europee delle nostre
Quando qualche politicante sciocco si dovesse ancora riempire la bocca come in passato con frasi come il nostro basket è in salute o in crescita, la medaglia di bronzo è lì a testimoniarlo dovremmo ricordargli che siamo invece ad un abisso dal top europeo. Come organizzazione ovviamente e nemmeno si discute su questo, ma anche sul lato tecnico-tattico-atletico. Le squadre europee hanno roster mediamente più atletici, danno grande importanza a tirare e segnare con tutte quante e generalmente le squadre non hanno 200 schemi come le nostre . Che spesso sbagliano canestri fatti o non segnano quelli da mettere, vuoi per un campionato non allenante in questo senso e vuoi per un ritmo di gioco sempre portato al ribasso da tutti. Anche dagli arbitri, che permettono spesso di menare impunemente contatti che invece andrebbero sanzionati, altrimenti non è più basket ma rugby, mentre poi lasciano andare tutte le infrazioni di sto mondo.
Potremmo aprire un dibattito, di certo in Europa si gioca e si ragiona anche in panca in maniera diversa ed il discorso vale anche per gli uomini. Quindi o ci si adatta, oppure meglio risparmiare tempo e soldi così almeno non si rischia di fare figure. Occorre un cambio di passo da parte di tutti, più mentalità europea e meno nostrana. Mi fermo qui, per ora
lunedì 8 dicembre 2025
A1 - Che pubblico per Geas-Schio
Infatti poi c'è stato un record di pubblico per il Geas, 850 ufficiali e direi che la cifra è corretta. Piena la tribuna dietro le panchine, ma era ben farcita anche quella opposta, che di solito resta semivuota o vuota del tutto. Tanti scledensi ma non solo. Ho visto almeno un cartello per la grande Mabel cui è stato dedicato un minuto di silenzio (come dappertutto ma qui era l'epicentro).
sabato 6 dicembre 2025
Valerie Still ricorda Mabel Bocchi
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Interessantissimo il post di Valerie Still in suo onore:
Rest in Peace, Mabel…Queen of Women’s Basketball ❤🏀
Molto prima di incontrare Mabel Bocchi... conoscevo Mabel Bocchi. Quando arrivai in Italia nell'autunno del 1983 per giocare nel campionato professionistico di basket femminile per il GBC Milano, Mabel Bocchi si era appena ritirata. Ma lei era il basket italiano. Indipendentemente dal genere, Mabel Bocchi era la migliore giocatrice/giocatore di basket italiano, molto prima che il termine fosse coniato. Sebbene Mabel fosse e rimanga la migliore giocatrice di basket italiana, vincendo campionati e dominando il campionato italiano e le Coppe dei Campioni, la sua personalità audace, il carisma travolgente e la bellezza mozzafiato la distinguevano da tutte le altre giocatrici. Una giocatrice irripetibile. Quando finalmente incontrai Mabel, capii che, senza vederla giocare per un minuto, ero al cospetto di una grandezza. Era più grande della vita.
In questa era moderna del basket femminile, con il crescente interesse e le maggiori opportunità per le donne, una delle cose che mi infastidisce di più è questa fissazione di incoronare certe giocatrici come le più grandi di tutti i tempi, il titolo di “GOAT”. Molto prima che gli americani ritenessero le donne degne di praticare sport o le rispettassero come atlete, l'Italia aveva una lunga tradizione di basket femminile professionistico. Era uno dei campionati più importanti al mondo. Le migliori giocatrici provenienti da tutto il mondo hanno giocato nel campionato professionistico femminile italiano dagli anni '70 agli anni '90, tra cui Cynthia Cooper, Anne Donovan, Lynette Woodard, Jennifer Gillom, Bridgette Gordon, Teresa Weatherspoon, Andrea Lloyd, Ruthie Bolton, Sue Wicks, Paula e Pam McGee e molte altre. Molto prima del 1974, quando i college americani decisero che le atlete dovevano avere l'opportunità di giocare a basket a livello universitario, molto prima che fossero offerte le prime borse di studio sportive alle giocatrici di basket... l'Italia offriva alle donne americane rispetto, dignità e l'opportunità di una carriera professionale. Mabel Bocchi ha aperto la strada... guidando la sua squadra professionistica italiana (Geas Basket) alla Coppa Europa per la prima volta nel 1974. Era l'ambasciatrice perfetta per questo sport e per le donne di tutto il mondo. Non ho mai visto Mabel giocare, ma ho visto le foto. Foto di Mabel in quelle famigerate divise “mutandine” che sono state ritirate insieme a Mabel, proprio prima del mio arrivo. Grazie a Dio! Io, insieme a tutte le altre giocatrici americane, non potevo immaginare di indossare quelle mutandine, pensando che fossero degradanti e sessiste, ma quando Mabel indossava quei “pantaloncini attillati” e scendeva in campo dominando le avversarie, segnando tantissimi canestri e strappando rimbalzi dal tabellone, stava lanciando un messaggio forte... indipendentemente da ciò che indossava, stava facendo ciò che amava e lo faceva meglio di chiunque altro!
Mabel ed io condividevamo un bellissimo rapporto di rispetto e sorellanza. Ho finito per giocare per due delle squadre femminili di pallacanestro più storiche e iconiche per cui aveva giocato anche Mabel, la GEAS Sesto San Giovanni e la GBC Milano, venendo sempre paragonata alla grande Mabel. Nel 1991, l'anno in cui ho vinto il mio primo campionato professionistico, la rivista di pallacanestro più popolare d'Italia ha pubblicato un articolo intitolato “Non Solo Donna”. L'articolo parlava dei ruoli mutevoli e diversificati che le donne ricoprivano nel basket professionistico italiano. Insieme a Barbara Bandiera (proprietaria di una squadra maschile), Laurell D'Antoni (moglie di Mike D'Antoni) e Alessandra Ferrari (giornalista sportiva), io ero presentata come giocatrice e Mabel come telecronista sportiva. L'America sta ancora cercando di recuperare terreno per quanto riguarda le donne nello sport, ma si comporta come se fosse qualcosa di cui andare fiera. Purtroppo, la maggior parte delle giocatrici di basket americane non ha mai sentito parlare di Mabel Bocchi. Né ha mai visto questa atleta alta, potente, atletica, sicura di sé, bella e intelligente. Lei era ed è tuttora una pioniera per le donne nello sport in tutto il mondo. È la regina del basket italiano e la madrina del basket professionistico femminile.
Quando oggi ho saputo della morte di Mabel, ho pianto. Una delle mie sorelle che mi ha aperto la strada per fare ciò che amavo e non ho avuto l'ultima occasione di condividere la mia gratitudine, il mio amore e il mio rispetto prima della sua dipartita con una delle sorelle che ha aperto la strada a me e alle future generazioni di donne coraggiose, audaci, potenti e belle.
Riposa in pace, Mabel.🙏
venerdì 14 novembre 2025
PlAyerZ - protagoniste in ordine alfabetico (dal 17/10 all'8/11)
Carangelo, Debora & Conte, Anastasia - Mosche bianche. Carangelo viene nominata giocatrice del mese di ottobre in A1; Conte sigla la prima vittoria di Derthona con un pregevole guizzo da centro area a Battipaglia. Entrambe sono fra le pochissime italiane in doppia cifra di media punti dopo 6 giornate: oltre a loro, solo André, Madera e Togliani, e nessuna di queste arriva a 12 di media, tant'è che nella "top 20" delle marcatrici compaiono solo due italiche... agli ultimi due posti. Dice: va be', non segnano, ma prendono rimbalzi. Mica tanto: nella "top 20" delle rimbalziste ci sono solo Cubaj (7^) e André (19^). Dice: va be', almeno la passano. Quello sì: 7 italiane fra le prime 10 negli assist. D'altronde, se l'input per le "nostrane" è: passala alle straniere, casomai se avanza qualcosa tiri tu...
Ceccarelli, Silvia - Inventa una tripla di puro talento, tutta chiusa sul lato destro, a un'unghia dalla sirena, per far vincere Selargius a Livorno, lanciando la stagione delle giallonere sarde, le quali contano 4 vittorie e una sola sconfitta al momento di scrivere. Per la verità l'ala classe '96 finora sta viaggiando a 8,6 punti di media contro i 12 tenuti nelle ultime due stagioni, ma quella pennellata vale da sola la citazione.
Cissé, Sarah - Eletta giocatrice del mese di ottobre in EuroCup. Il che non sarebbe nulla di eclatante, se non fosse che la francese, ala grande in forza al Lattes-Montpellier, è classe 2007. Discreta precocità per un alloro del genere. Ci bulliamo (giustamente) per aver sculacciato la Francia nella finale europea per il 3° posto, però loro sfornano con nonchalance una 18enne mvp del mese in una coppa.
Conde, Maria - Sa scegliere i momenti importanti. Dopo l'mvp in Supercoppa a fine settembre, aveva giocato partite anonime in campionato, ma torna a brillare nel big match contro Venezia, in cui segna 20 punti con 7/14 dal campo, 8 rimbalzi e 25 di valutazione. Giocatrice che sa fare pressoché tutto sul parquet, anche se abbiamo l'impressione che la convivenza tecnica con Zandalasini sia da perfezionare. Ovviamente sul suo valore (tenendo anche conto che viene da un brutto infortunio) non c'è il minimo dubbio.
Fitzgerald, Feyonda - Nel "mare magnum" dell'EuroCup, dove su mille partite settimanali le prestazioni statisticamente ciclopiche fioccano abbondanti, la 30enne guardia americana fa registrare lo score più eclatante: 44 punti nella sconfitta 100-113 del Panathinaikos contro Nyon (13/24 dal campo, 16/17 ai liberi). Non un lampo isolato visto che capeggia la classifica marcatrici dopo 5 turni con 25,5 di media.
Hayes, Madison - L'esterna americana di Broni è sensazionale nella vittoria contro Roseto: 29 punti con 7/14 da 2 e 4/6 da 3, soprattutto con una serie di giocate da urlo nel break decisivo del 4° periodo. Si è divertita meno nel turno successivo contro il Geas, che l'ha curata meglio (10 punti), ma comunque in 5 partite è sempre andata in doppia cifra con 17.2 di media finora. E Broni sta sorprendendo.
Haziri, Malvina - E chi è? Well, una guardia di 175 centimetri, dal Kosovo, compagna di squadra di Eleonora Villa (vedi sotto) a Washington State. Qual è la particolarità? Che risulta la giocatrice di college più giovane di tutti i tempi, essendo nata nel dicembre 2008 e quindi non avendo ancora compiuto 17 anni. Come si faccia, dal punto di vista accademico, a potersi iscrivere al college a 16 anni e mezzo, ci risulta oscuro ma forse è un genio che ha completato le superiori in anticipo.
Kuier, Awak & Smalls, Kamiah - Le ex veneziane avevano evidentemente ancora qualche conto da saldare con Schio, nonostante l'avessero già battuta all'andata: nel match di ritorno in Eurolega, in cui il Galatasaray espugna il fortino scledense, mettono il suggello alla vittoria con un'azione in cui Kuier, spietata, stoppa la tripla (forzata, ma il tempo stringeva) di Zandalasini e lancia il contropiede di Smalls che deposita a canestro per il "game, set & match". Il tutto nell'ambito di una gara che per entrambe recita 17 punti messi a referto con alte percentuali.
Manzotti, Giulia - la veterana del BCB Bolzano sigla 33 punti nell'impresa delle altoatesine a Ragusa con 8/10 da 2, 5/11 da 3, 35 di valutazione. Un'ira di dio. Peccato che i maligni abbiano subito commentato "ecco una di quelle due o tre volte all'anno in cui Manzotti sembra un fenomeno". In effetti nelle 3 partite seguenti ha fatto registrare 7, 14 e 0 punti. Ma obiettivamente non è l'unica ad avere questi sbalzi di rendimento. Succede spesso a chi tira più da 3 che da 2 (come lei nelle ultime stagioni).
Roumy, Sara - Le sue prime prestazioni al Geas sembravano denotare un drastico ridimensionamento della sua produttività rispetto allo scorso anno, quando impazzava con Faenza. In realtà aveva ragione Nonino a dire che bisognava aspettare che entrasse in condizione dopo l'infortunio prestagionale. Da quando ha ingranato, la francese è andata quasi sempre in doppia cifra, salendo a 11 punti di media sia in campionato che in EuroCup, con un "ventello" tondo nella vittoria cruciale in casa di Szekszard. Confermando le sue doti di tiratrice di striscia.
Santucci, Mariella - Ravviva uno Schio-Venezia complessivamente piatto (o perlomeno, una fotocopia di tante volte già viste) procacciandosi una squalifica per "comportamento non regolamentare, espresso in modo plateale e tendente a fomentare la reazione del pubblico, tenuto conto della circostanza attenuante dell' aver reagito ad un fatto ingiusto, quale le offese ricevute dal pubblico locale". Facendo quindi da contraltare allo show alquanto classico del patron scledense Cestaro. Peraltro Santucci ha anche giocato bene, con 10 punti e 3/5 al tiro, miglior valutazione per le sue, nel quadro di una partita in cui nessuna veneziana ha brillato.
Scott, Elizabeth - Anche la sua omonima geassina Madison sta facendo bene, ma questa è la lunga di S. Martino, la quale oltre a far registrare un inizio di stagione molto concreto (13,2 punti di media col 67% al tiro e 20 di valutazione) regala la vittoria alle Lupe con una correzione al volo, quasi sulla sirena, uccellando la difesa di Brescia che si dimentica di tagliarla fuori.
Villa, Eleonora - Scatta l'NCAA con una legione d'italiane in lizza, e non sorprende che la brianzola ex Costa Masnaga, ormai "junior" (3° anno) a Washington State, sia la più rapida a scattare dai blocchi, con 43 punti complessivi nelle prime due gare, 18/31 dal campo. I numeri nel college vanno sempre presi in modo relativo (troppo eterogenei i valori delle squadre), però son sempre 43 in due gare di Division I.
Zandalasini, Cecilia - Un po' come Santucci, fa notizia soprattutto per un'incazzatura col pubblico, in questo caso il suo, al termine della partita col Galatasaray, in cui ne dice quattro a qualcuno che contestava. Sul piano tecnico, a parte una buona prova a Campobasso, denota un calo di condizione rispetto all'estate di smalto con la Nazionale e Golden State. Poi si è fermata per problemi fisici saltando Venezia e, nei prossimi giorni, il torneo azzurro. Forse il rendimento "così così" era condizionato da questo guaio. In ogni caso, Schio può permettersi di aspettare la miglior Zanda, anche se in coppa ormai il primo posto è andato.
domenica 19 ottobre 2025
PlAyerZ - protagoniste in ordine alfabetico (dal 2 al 16/10)
- ATTURA, Beatrice: ondivaga come il Geas di cui è, inevitabilmente, un barometro (se non "il" barometro) essendole state date le chiavi della regia. Nella prima di campionato con 16 punti, molti nel finale, è decisiva nella vittoria sulla sua ex Derthona. Poi sembra bissare in coppa in casa di Szekszard, lei 12 punti, Geas a +17 nel 2° quarto, dopodiché calano le tenebre, difficile trovare una causa precisa, fatto sta che Sesto perde in Ungheria, poi perde a Roseto (Attura 2 punti con 0/5) e perde in casa con Mechelen (Attura 4 punti con 2/10). Mistero.
- CARANGELO, Debora: Sassari parte forte, in un'annata che sembrava all'insegna del ridimensionamento (chiaramente è presto per confermarlo o smentirlo), e il play ex Reyer è, come sempre, l'ago della bilancia. Contro S. Martino fa 19 punti con 3/6 sia da 2 che da 3, compresa una tripla da metà campo allo scadere del 3° quarto, vincendo il duello con D'Alie; poi fa 12 punti + 9 assist contro Derthona, e sono già due vittorie di lusso su avversarie di fascia medio-alta. Guarda caso, manca nella partita di coppa con Lattes-Montpellier e la Dinamo prende una scoppola (meno 29).
- COLLIER, Napheesa: ha parlato ancora, la "grande contestatrice", dopo l'attacco frontale a caldo contro la commissioner WNBA, Cathy Engelbert. Anche a bocce ferme ha ribadito che la leadership della boss della lega è pessima, che fa prendere salari da fame alle giocatrici, che l'ha sentita dire che Caitlin Clark dovrebbe solo ringraziare lei e la Lega se fa milioni di dollari di sponsorizzazioni perché se non giocasse in WNBA non ne vedrebbe l'ombra, eccetera. Ha ricevuto supporto da parecchie colleghe, ma, pare, anche borbottii (forse più sottobanco che dichiarati) da parte di chi non pensa che Engelbert sia così disastrosa, o comunque non trova limpide le manovre di Collier, la quale, va ricordato, è co-proprietaria della lega Unrivaled, quindi in qualche modo concorrente della "W". Giochi di potere in cui è difficile capire se ci siano buoni e cattivi. L'impressione è che Engelbert non sia il massimo nella diplomazia e nei rapporti umani, ma è una manager che viene dalla finanza e ha dimostrato di saper fare soldi alle aziende che guida. Sullo sfondo c'è anche un possibile "lockout" se non si trova l'accordo di spartizione dei proventi fra giocatrici e proprietari. Sarebbe un peccato veder guastarsi tutto proprio quando si era raggiunto il salto di qualità.
- CUBAJ, Lorela: archiviata la Supercoppa, Venezia riparte alla grande con una doppietta sia in campionato che in Eurolega, e la massiccia zampa della lunga umbro-albanese c'è eccome. Nella vittoria su Mersin in diretta Rai (troppo poco pubblico, però, 778 anime al Taliercio) non fattura molto ma mette il canestro che dà il via al parziale decisivo di 8-0 nel finale; poi nel big match a Campobasso fa 17 punti con 7/8 al tiro e 13 rimbalzi; infine altra vittoria di spessore in Eurolega, a Saragozza (5.098 spettatori: che confronto imbarazzante con Venezia), e lei fa 10 punti con 4/4 al tiro, anche se le mvp sono Holmes e Mavunga e la tripla-chiave è di Dojkic.
- DEL SOLE, Laura: il play abruzzese classe 2006, uno dei tanti talenti di Campobasso nel gruppo-dream team capeggiato da Quinonez e Giacchetti (e in cui quindi era facile finire un po' oscurata per una come lei, nonostante il cognome...), realizza con un pregevole arresto-e-tiro dal lato sinistro il canestro della vittoria per Umbertide a Rovigo. Non un lampo isolato ma la ciliegia sulla torta di una prestazione da 17 punti.
- GIACCHETTI, Emma: la Dinamo Zagabria è un nome illustre nel calcio, un po' meno del basket, e infatti Campobasso ne fa fricassea. Offrendo l'occasione al suo talentuccio del 2007 per prendersi una vetrina internazionale, visto che con i suoi 26 punti e 8 rubate (11/12 al tiro) si guadagna il quintetto ideale del 1° turno di EuroCup sul sito Fiba e, come si suol dire, mette il suo nome sulla mappa. Peccato poi che nel big match di campionato con la Reyer torni sul pianeta Terra con 0 punti in 12', ma tutto sommato ci sta.
- GIANOLLA, Carlotta: prima vittima stagionale (in A1) dell'ecatombe di crociati & affini che purtroppo temiamo di dover sorbire anche quest'anno. Le salta il ginocchio nel pur ottimo esordio di Broni a Battipaglia, in cui Diamanti porta una squadra totalmente rifatta da zero a sembrare già un collettivo con idee chiare ed esecuzioni puntuali. Solo che la figlia dell'iconico Rambo (Andrea il giocatore, non il guerrigliero interpretato da Stallone) s'accascia malamente nel 3° quarto in un contropiede contrastato da Cupido (ma forse si è fatta male prima dell'impatto con la campana). E quindi il team dell'Oltrepò perde una delle sue italiane di riferimento.
- JUHASZ, Angela: nel turbiglione di nuove straniere calate in massa nella nostra A2, la prima a produrre uno squillo possente è l'ungherese di Selargius, con un 42 di valutazione nella sconfitta, molto onorevole, contro una delle favorite come S.G. Valdarno. A dire il vero non si ripete nella seconda giornata (9+7 contro Salerno) ma rimane il biglietto da visita notevole, come a dire che il cognome Juhasz dalle nostre parti funziona (non risulta parente di Dorka, però, anche se le somiglia).
- MICCOLI, Costanza & Maria: le gemelle triestine classe '95, nella rispettiva categoria, sono partite forte. Maria è appena arrivata a Campobasso ma, come ha detto l'illustre Garbo Garbin, "sembra che sia lì da anni"; perfetto collante che fa quello che serve senza pretendere palloni ma anche senza limitarsi a fare tappezzeria come certune italiche esponenti. Costanza, giocando nella sua patria Trieste, ha iniziato con 25 punti contro Faenza, poi qualcosa meno contro Ragusa ma comunque 14 punti, anche se ha perso ambo le partite.
- MOSCARELLA, Marta: vedi alla voce "Juhasz" per la serie "biglietto da visita". La sua prima partita ufficiale in A2, con la nuova maglia di Costa Masnaga (viaggio lungo dalla Colombia a Campobasso, il suo, ma anche dal Molise al profondo Nord il passo non è breve), è un derby contro Giussano e la lunga del 2007 imperversa con 20 punti, 13 rimbalzi e 39 di valutzione in 25 minuti. Nella batteria di giovani del club masnaghese lei è, chiaramente, una senior con l'età di una junior. Peraltro nella seconda giornata incappa nella serataccia di squadra a Livorno.
- ONNELA, Lilli: Faenza è ripartita forte dopo l'auto-discesa in A2 e tra i motivi c'è questo talento finlandese classe 2006, che s'è presentato bene: 24 punti con 30 di valutazione contro Trieste, una gamma di movimenti elegante quanto efficace; poi un po' più tranquilla contro Vicenza ma comunque 15+8 rimbalzi. Una da seguire, senza dubbio.
- SABALLY, Satou: protagonista sfortunata della serie finale WNBA: la tedesca di Phoenix segna 24 punti in gara-3 (dopo averne fatti 19 e 22 nelle due precedenti, e 21, 23 e 24 nelle ultime 3 della semifinale con Minnesota, insomma era in forma pazzesca) ma rimedia una "concussion" (ovvero trauma cranico) che la costringe a stare fuori nella decisiva gara-4 in cui Las Vegas chiude i conti.
- SHEPARD, Jessica: mentre Zandalasini sembra aver bisogno di recuperare forma dopo la transizione dalla WNBA alle nostre latitudini, la slovena d'America, eliminata in semifinale piomba fresca fresca e fa 23 punti in campionato contro S. Martino (11/17 + 10 rimbalzi), anche se per la verità la sua prima partita è stata pochi giorni prima in Eurolega, meno squillante, con 10 punti nella sconfitta in casa del Galatasaray. Ma la sostanza è che l'ex veneziana, tornata da noi dopo l'anno in Turchia, sembra la solita che conoscevamo. L'incognita, però, è come s'adatterà nell'orchestra scledense dove in parecchie, come lei, vogliono la palla spesso e volentieri...
- TAGLIAMENTO, Marzia: quando un romanzo o un film finiscono bene, l'importante è l'esito, non quello che c'è nel mezzo. Chiaramente parliamo di esito cestistico (non entrando nei fatti privati, per quanto li abbia lei stessa parzialmente resi pubblici) ed è indiscutibile che per il campionato italiano ritrovare la sua miglior marcatrice dello scorso anno sia un grosso "plus". Per Brescia (disastrosa all'esordio) addirittura un miracolo. Fatto sta che la sua parentesi iberica al Jairis è durata quanto un fruscio d'ali, dato che la Marzia d'Italia s'è infortunata a una mano a fine settembre, fermandosi ai box da allora. Speriamo che duri di più la sua seconda vita bresciana.
- TAVA, Alessandra: la zampata della veterana sul big match Sanga-Valdarno della seconda giornata di A2: sul meno 1 a circa 5 secondi dalla fine, prende il centro dell'area, si trova chiusa, ne viene fuori alla grande con un passo e tiro di sinistro che s'insacca a 1" dalla sirena (poi le tosche replicheranno con Bernardi ma oltre il suono della sirena). Fin lì l'ex Geas, Bologna ecc. ecc. aveva 1/7 al tiro. In precedenza era stata protagonista a Torino con 14 punti + 9 rimbalzi. Il Sanga, nell'equilibratissimo girone A, è già primo da solo dopo due turni.
- USTBY, Alyssa: ogni anno c'è il "toto-straniere", nel senso che t'arriva 'sta valanga di nomi nuovi e cerchi di strologare chi sia un bidone e chi invece una pescata coi controfiocchi. A questa seconda categoria sembra decisamente appartenere l'ala di Roseto, classe 2002, che si è presentata con 20 punti + 13 rimbalzi contro Schio (mica un'avversaria qualunque) e ha bissato con 20 punti contro il Geas nella prima, storica vittoria delle Panthers in A1, dinnanzi a 1500 anime. Giocatrice che magari non ruba l'occhio al primo sguardo ma ha una gamma di movimenti completa ed è concretissima.
- WILSON, A'ja:se era già nella storia (e lo era), adesso è nella leggenda. Campione WNBA per la terza volta in 4 anni, bissando l'mvp di stagione regolare con quello delle Finals, marchiate a fuoco con 28,5 punti di media e il "game winner" nella cruciale gara 3: un "giro e tiro" magistralmente eseguito dal limite sinistro dell'area, che s'insacca a 3 decimi dalla fine per il 90-88 (qui il video), consegnando a Las Vegas il 3-0 su Phoenix (la quale aveva prodotto una gran rimonta) che di fatto chiude la serie. Da quest'anno la lega ha allungato a "best of 7" le finali ma ne sono bastate appena 4: dopo la mazzata in G3, Phoenix non ne ha più avuto per intralciare la marcia trionfale delle Aces. Il palmarès di A'ja, aggiornato, recita: 3 titoli; 4 mvp di stagione regolare; 2 mvp delle finali; 3 volte difensore dell'anno; 2 volte top scorer. Già, perché oltre al doppio mvp, la lunga classe '96 s'è pappata quest'anno sia il premio di miglior difensore che la corona delle realizzatrici, ovvero: la migliore su ambo i lati del campo. Far meglio è impossibile.
sabato 4 ottobre 2025
PlAyerZ - protagoniste in ordine alfabetico (dal 16/9 all'1/10)
- COLLIER, Napheesa: due settimane d'inferno. L'avevamo lasciata due settimane fa come probabile mvp della stagione Wnba e candidata al titolo con le sue Linci del Minnesota. Ebbene, è finita che il premio di mvp se lo è pappato Wilson (vedi sotto), lei si è scartavetrata una caviglia in una collisione contro Alyssa Thomas di Phoenix nell'azione decisiva di gara-3 (quella che ha provocato l'ira funesta di coach Reeve, entrata in campo per cazziare l'arbitro faccia-a-faccia e per questo squalificata e multata) e Minnesota, giocando senza di lei gara-4, è stata eliminata 1-3. C'è di peggio? Sì, che all'indomani dell'eliminazione, Collier si è prodotta in un "j'accuse" pesantissimo contro la commissioner Wnba, Engelbert, dicendo in sostanza che è la peggior manager sportiva sulla faccia della terra. Il che dà l'idea di che polveriera sia attualmente la lega, in attesa del probabile conflitto dei prossimi mesi tra proprietari e giocatrici per la spartizione dei ricavi. Purché non rompano il giocattolo un attimo dopo che aveva iniziato a funzionare...
- CONDE, Maria: mvp della nostra Supercoppa al suo primo grande evento con la maglia di Schio, e dopo che a gennaio si era fracassata un ginocchio (la Spagna sarebbe probabilmente stata d'oro a Eurobasket se l'avesse avuta). Con 21 punti in finale contro Venezia sciorina il suo repertorio completo, vicino e lontano da canestro, e la sua personalità di primo livello.
- DOJKIC, Ivana: in finale di Supercoppa stava scrivendo un copione col ruolo di protagonista assoluta e lieto fine, ovvero l'ex di turno che si vendica nel primo trofeo stagionale in palio, pigliandosi pure l'mvp, oltretutto in versione supereroe mascherato, e invece succede quello che coach Mazzon ha definito "tranquillità completamente spezzata" per le sue nel secondo tempo. Quintessenza ne è appunto la croata, che incassa una botta al naso già acciaccato (vedi sotto) ed esce da una partita che stava dominando. Finisce comunque con 22 punti, una delle sue migliori prove in Italia, ma con accenno di rissa nel dopoagara. Inizio dolceamaro per la terza tappa del suo personale giro dei top teams italici dopo Bologna e Schio.
- GERINI, Emma: e chi è? Una 2010 toscana che la scorsa settimana, al torneo internazionale U16 di Sopron, con la maglia della Futurosa Trieste, ha messo 20 punti contro Costa e 24 contro il Vasas Budapest. Trieste ha battuto anche le padrone di casa. Gerini non è stata convocata per il Torneo dell'Amicizia di quest'estate, per cui non saprei valutarla nell'ambito della nostra annata 2010, tuttavia si merita l'occasionale citazione.
- MAVUNGA, Stephanie: decisamente la più "sul pezzo" fra i nuovi arrivi della Reyer. Nei preliminari di Eurolega contro la Stella Rossa fa 16 punti all'andata (8/9 al tiro) e 15 al ritorno (5/6). In Supercoppa, nella feroce mattanza veneziana contro S. Martino, spadroneggia con 20 punti (8/11), mentre in finale con Schio cala come il resto della squadra dopo un buon inizio, ma comunque fa 11 con 5/8. Quindi su 4 partite ufficiali ha per ora un bestiale 26/34 dal campo.
- MESTDAGH, Kim & STEINBERGA, Anete: supplenti di lusso. Tengono il posto in caldo a Laksa e Shepard, impegnate in Wnba (ora la lunga è stata eliminata con Minnesota, sarà la prima a tornare fra le due), e fanno la loro egregia parte nella vittoria in Supercoppa. In finale con Venezia, per la belga (oltre alla soddisfazione di vincere un altro trofeo insieme alla partner di vita Sottana) due triple, in chiusura di 3° e apertura di 4° periodo, che contribuiscono al parzialissimo di 35-6 (se non abbiamo perso i conti) con cui la partita si ribalta più d'un calzino; per la lèttone 12 punti anche se, forse, la sua azione più incisiva è quando rifila una botta sul naso alla rovente Dojkic, mettendola momentaneamente fuori causa.
- MITCHELL, Kelsey: eroica e sfortunata. Trascina Indiana a un passo dalla qualificazione alla finale Wnba, quasi miracoloso se si considera la falcidie d'infortuni che ha tartassato le Fever per tutta la stagione (Clark in primis), ma lei stessa cade vittima di uno stiramento ed esce sul più bello di un'epica gara-5 che finisce 107-98 per Las Vegas. Sfiga micidiale ma Indiana, se raccatta i pezzi, l'anno prossimo è da titolo, e Mitchell si è consacrata stella assoluta con 20 di media in regular e 22 nei playoff.
- ORTIZ, Mariona: la sorte toglie, la sorte dà. La guardia spagnola che commise quel criminoso errore nella finale di Eurobasket (retropassaggio sconsiderato con intercetto di Delaere e canestro della vittoria belga) si rifà tre mesi dopo, con una prestazione da 26 punti (6/8 dal campo e 11/14 ai liberi) nell'impresa con cui Saragozza, dinnanzi a 5.831 spettatori, fa +23 su Brno ribaltando il -21 dell'andata del preliminare. Probabilmente Ortiz avrebbe preferito fare scambio tra i due eventi (un oro europeo gettato nel cesso non si cancella, un'Eurolega mancata sì), ma intanto è un bel riscatto per lei.
- SAMMARTINO, Ludovica: non che sia stata la migliore, nei preliminari di EuroCup che hanno qualificato Sassari, ma va apprezzata l'intraprendenza della debuttante 2005, che all'andata fa 6 punti in 16', al ritorno 4 in 19', spadellando in realtà con 1/8, e un tragico -17 di plus/minus, ma a costo di essere eretici diciamo: meglio così che fare la solita parte del pupazzo italico che smista palla alle straniere e tira una volta o due, ma solo se ha 4 metri di spazio...
- SANTUCCI, Mariella: ottima nel ritorno del preliminare di Eurolega, quando è top scorer con 17 punti in una partita tutt'altro che semplice contro l'ambiziosa Stella Rossa di coach Maljkovic e Yvonne Anderson. Poi però in Supercoppa è anonima: 2 punti in finale con 0/6 al tiro. In assenza di Villa, e senza più Berkani, il suo ruolo cresce d'importanza quest'anno (pur con l'arrivo di Pasa in regia), e deve fornire più continuità: non basta far la parte di quella che entra dalla panca e se è in serata dà un po' di gas a tutte, altrimenti si risiede e amen.
- SOTTANA, Giorgia: meriterebbe la citazione automatica, anche se non combinasse nulla, ogni volta che allarga il suo faraonico palmarès, arrivato a 28 fra scudetti, Supercoppe e Coppe Italia. Ma lei combina ancora, eccome. In finale di Supercoppa contro Venezia fa 11 punti con la solita chirurgia nei momenti importanti. Sarà probabilmente questo il suo ruolo anche quest'anno, e se oltre a rimpinzare l'appena citato palmarès italico giungesse la grande soddisfazione europea che finora manca...
- STEWART, Breanna & IONESCU, Sabrina: serpi o ignare? Le due superstars di New York, dopo l'eliminazione per mano di Phoenix già al 1° turno di playoff (nonostante, in gara-3, 30 punti di Breanna e 20 di Sabrina; evaporato il resto della squadra), e quindi la detronizzazione dopo il titolo 2024, reagiscono sdegnate, in conferenza stampa, alla domanda se fosse vero che coach Brondello stesse per essere segata con il loro assenso: "What the fuck? Noi abbiamo il suo pieno supporto e lei ha il nostro", o qualcosa del genere. Due giorni dopo: Brondello segata. E difficilmente si taglia un coach campione l'anno prima, se non c'è l'assenso delle due top players della squadra e se non c'è già qualcosa sotto da un po' di tempo...
- THOMAS, Alyssa: Phoenix sta giocando playoff sontuosi, avendo eliminato ambo le finaliste dello scorso anno, e lei (con l'ottimo supporto di Satou Sabally) è la leader massima con medie che flirtano con la tripla doppia. L'intervento in "tackle" su Collier (vedi sopra) che decide gara-3 e virtualmente anche la serie, in effetti, è un po' al limite ma dà l'idea della donna in missione che è la veterana delle Mercury. Le quali ora disputano la loro prima finale dell'era post-Taurasi (e Griner).
- WILSON, A'ja: l'altra supertop dei playoff '25, nonché l'altra finalista con la sua Las Vegas. Nel frattempo si pappa il suo quarto mvp stagionale in carriera (record) a suon di 23 punti e 10 rimbalzi di media; poi con 35 punti nell'epica gara-5 contro Indiana trascina le Aces all'approdo in finale, seppur con molta più fatica del dovuto, di fronte alle povere martoriate Fever. Lei comunque è la numero uno dell'epoca attuale, poco da discutere.
mercoledì 1 ottobre 2025
Wnba - Playoff, semifinali: Phoenix fa fuori Minnesota, Indiana sfiora ma passa Las Vegas
Per Schio cambia che invece di tornare Laksa come si pensava, torna Shepard.
sabato 20 settembre 2025
Wnba - Playoff, fine 1° turno: fuori New York. Zanda non trova il guizzo vincente
- Fuori le campionesse di New York, dopo una stagione tribolata dagl'infortuni, davvero fino all'ultimo, dato che Breanna Stewart ha giocato G3 di stanotte, persa 73-79, con una distorsione del legamento mediale collaterale, o qualcosa del genere; e come ha giocato? 30 punti. Se era a posto quanti ne faceva, 55? Il problema è che oltre a lei e a Ionescu (22) c'è stato il vuoto pneumatico. Un disastro Jonquel Jones (1/10). Quindi le Liberty scendono dal trono mentre passa Phoenix con una tripla doppia di Alyssa Thomas.
- Contro Phoenix in semifinale giocherà Minnesota, #1 della griglia, la quale ha spezzato i cuori dei 18.500 di San Francisco, esaltati e poi depressi da una gara-2 che ha visto Golden State dominare a lungo, salvo perdere di un punto con un parziale di 11-26 nell'ultima frazione. Zandalasini, proprio lei, ha avuto l'ultima chance sulla sirena, davvero difficile, un arresto-e-tiro da posizione scomoda con l'avversaria addosso. Non è andato. Sconfitta dunque 74-75, però per la bronese, a livello individuale, cosa volere di più dalla vita? 32 minuti e 14 punti con 5 rimbalzi e 3 assist, titolare in una sfida di tale importanza.
Senza dubbio l'allargamento del novero delle squadre ha dato un'opportunità in più a giocatrici come lei, forti ma inevitabilmente chiuse dai fenomeni assoluti in una Lega dai ranghi ristretti (ricordiamo che lei era proprio a Minnesota dove in ala c'è, per esempio, Napheesa Collier che è la probabile mvp di quest'anno). Opportunità che lei ha sfruttato bene in questa sua estate di grazia, a parte l'infortunio di 3 settimane ad agosto.
Golden State peraltro fa registrare una stagione oltre ogni attesa, sia per seguito di pubblico sia per risultati; è la prima squadra "d'espansione" nella storia della Lega a qualificarsi subito ai playoff.
- Nell'altra semifinale s'incocciano due compagini che hanno passato gara-3 di 1 e 2 punti. Las Vegas di A'ja Wilson ha piegato Seattle con 38 punti della sua superstar (su 74 della squadra; e da notare che Wilson ha fatto 14/25 da 2 e 0/1 da 3, ovvero mentre nel basket maschile ormai tirano da 3 anche i 2.20, nel femminile esistono ancora le giocatrici d'area pure); Indiana orfana di Clark e di parecchie altre ha fatto l'impresa in trasferta ad Atlanta, 85-87, con un canestro vincente di Boston e una palla rubata di Hull. Kelsey Mitchell trascinatrice con 24 punti. Purtroppo è stata subito troncata ogni speranza che la diva Caitlin, grazie a questa insperata qualificazione, tornasse in campo, a mo' di Lazzaro del parquet: per quest'anno non c'è proprio trippa.
Ora Vadeeva si chiama Kliundikova
Ebbene, googleggiando ho scoperto che non è altri che Maria Vadeeva, l'ex talento prodigio russo del '98 che stupì a 17 anni non ancora compiuti ad Eurobasket 2015, dopodiché era diventata giocatrice di primo piano salvo sparire nell'embargo al basket russo negli ultimi 3 anni.
Solo ora ho appreso che evidentemente s'è sposata con tal Kliundikov (usanza dei paesi slavi è ancora che le donne automaticamente prendono il cognome del marito, anche se sono dive e il marito è un signor nessuno) e ha firmato in giugno un contratto con Minnesota.
lunedì 15 settembre 2025
PlAyerZ - protagoniste in ordine alfabetico (estate '25)
- BALDASSARRE, Francesca: insieme a Hassan è la nostra stakanovista dell'estate; all'Europeo U18, quello della sua categoria, è discontinua ma con 11.9 punti di media è la miglior marcatrice italiana; spicca la sua tripla clamorosa sulla sirena della semifinale 5°-8° posto contro la Serbia (vedi qua); si trasferisce poi all'Euro U20, in mezzo a qualche perplessità fra i commentatori, per la scelta di portare lei (3 anni sotto la soglia della categoria) anziché qualcuna più scafata come Trozzola. Ma poi Baldassarre è decisiva nel tiratissimo quarto di finale contro Israele, segnando 7 punti in un amen nel penultimo minuto.
- BUECKERS, Paige - In una stagione Wnba rimasta orfana di Clark (vedi sotto), lei che per certi versi è il suo alter ego si prende la scena, debuttando nella Lega con un'annata da oltre 19 punti di media. Compreso un record "all time" per le matricole di 44 in una partita. Non riesce però a trascinare le sue Dallas Wings ai playoff, né a creare intorno a sé qualcosa di paragonabile alla Caitlin-mania del 2024. Ma quest'ultima non è certo una colpa.
- CLARK, Caitlin: il fantasma dell'Opera. La giocatrice più idolatrata e attesa del globo terracqueo salta pressoché tutta l'estate, in cui gioca solo una manciata di partite in luglio, arrendendosi poi alla catena infernale di guai fisici. Solo 13 partite in totale per lei, mentre la sua Indiana (tartassata anche da altri infortuni) ha ridimensionato i sogni di gloria di primavera, accontentandosi (salvo miracoli) di aver raggiunto il 1° turno-playoff. La speranza è che quest'annata sia solo un incidente di percorso (Michael Jordan, tanto per stare bassi coi paragoni, saltò gran parte del suo secondo anno per infortunio, poi si riprese discretamente...) anziché il segnale di una fragilità fisica cronica. Intanto vedremo le ripercussioni della sua assenza sui dati di seguito della Lega, la quale inevitabilmente trova un inciampo nella sua corsa all'espansione.
- COLLIER, Napheesa: la candidata principe al titolo di mvp della "regular" WNBA, in cui ha guidato Minnesota al primato con quasi 23 punti di media e il suo solito rendimento poco appariscente ma robotico per regolarità del fatturato (pur avendo saltato 11 partite per una scavigliatura micidiale). Non è, appunto, la più spettacolare a vedersi, né fa glamour sui social; ma oggigiorno è probabilmente lei la migliore al mondo.
- CUBAJ, Lorela: chiaro, la donna-copertina del nostro Europeo di bronzo è Zanda (vedi sotto), ma è Lorela la chiave, per i suoi miglioramenti verticali sia tecnici, sia di personalità, che ci hanno regalato una lunga di spessore europeo. La sua sequenza di gemme in post basso contro la Turchia nell'overtime dei quarti resterà memorabile.
- D'ALIE, RaeLin: merita sempre la citazione perché resta, di gran lunga, la nostra migliore ogni volta che si scende in campo nel 3x3. Il che però è anche una cattiva notizia: sembra che, in un frullatore di giocatrici che s'alternano, non riusciamo più a cavare una fuoriclasse della specialità. E la pur mirabile onda d'energia italo-americana di 1.60 (o giù di lì) ha ormai 38 anni...
- GARCIA, Gina: scegliamo lei come simbolo dell'estate dorata della Spagna (3 ori su 3 Europei) perché la guardia classe 2007 dai capelli corti si pappa: oro e quintetto ideale in U18; oro e titolo di mvp in U20 dov'era sotto età di 2 anni.
- HALL, Saniyah: mvp del Mondiale U19 in Cechia, dove guida gli USA al "solito" oro. Ala di 1.86, non appartiene forse a quella categoria di giocatrici che incanta a prima vista ma fa semplicemente di tutto: 25 punti, 9 rimbalzi e 7 assist in finale contro l'Australia; un'unghia meno di 20 punti di media nel torneo. Adesso va a USC (Southern California) a formare una coppia d'assi con JuJu Watkins, quando quest'ultima tornerà dall'infortunio.
- HASSAN, Isabel: come Baldassarre, si sciroppa il doppio impegno estivo, passando dall'Euro U18 (dove è seconda marcatrice azzurra alla pari con Giacchetti) a quello U16 in cui sarebbe con ogni probabilità stata inserita nel quintetto ideale se l'Italia avesse superato i quarti. Che purtroppo però non supera anche perché lei "toppa" la partita contro la Lettonia. Si riscatta nell'altra sfida-clou del nostro Europeo, la finale 5° posto con in palio il Mondiale, in cui segna 22 punti con 9 rimbalzi, ma la Serbia ci frega.
- MEESSEMAN, Emma: in realtà è la donna di tutte le estati e pure degli inverni, da parecchi anni a questa parte, per cui si rischia di dimenticarla per assuefazione. "Timbra il cartellino" con l'oro europeo insieme al suo ormai mitologico Belgio, con due vittorie incredibili in volata fra semifinale (purtroppo per noi) e finale. Si prende ovviamente l'mvp. Poi accorre alla corte di Stewart, Ionescu e compagne nella Grande Mela dove cercherà, pur di rincorsa, di fare il bis, sia di allori estivi suoi, sia di titoli WNBA per New York.
- OSAZUWA, Cristina: è l'mvp dell'estate giovanile azzurra visto che è l'unica nostra ad entrare in un quintetto ideale europeo quest'anno. Svetta nel gruppo U20 di bronzo con 14 punti e quasi 8 rimbalzi di media, un massimo di 31 punti ecc. ecc. Eppure lascia sempre l'idea di poter fare di più: il che in realtà la dice lunga sul potenziale che le si attribuisce. Purché questo si riveli, in futuro, reale e non solo presunto... Vedremo cosa combina nella stagione di semi-debutto in A1 col Geas ("semi" nel senso che saggiò già l'A1 ai tempi di Costa ma era una bebè).
- OVER 55: quelle del team milanese allenato dal veterano ex-A1 Tiziano Gualtieri, che vincono l'oro nel Mondiale della loro categoria in Canton Ticino. Anche le Over 45, dove avevamo più di una squadra, ci hanno dato dentro con gran lena, non solo in palestra ma anche nella comunicazione social.
- RAGAZZE DI BRONZO: meritano tutte quante la citazione collettiva, le 24 alfiere che ci hanno regalato la medaglia a Eurobasket senior e in quello U20. Naturalmente il bronzo delle grandi è di un livello superiore, semplicemente storico, mentre in U20 siamo ben abituati (medaglia giovanile numero 17 nelle ultime 16 estati agonistiche, escluse le due del Covid).
- RAVIV, Gal: la guardia israeliana del 2006, che ne sa una più di Jahvè quanto a "skills" offensive, ovvero capacità di crearsi tiri in qualunque situazione, si mette in luce al Mondiale U19 con 26 punti di media (2° quintetto ideale), poi fa i numeri anche all'Europeo U20 dove stende la Francia, sorpresa delle sorprese, negli ottavi, prima di rendere la vita difficile a un'Italia superiore.
- SILVA, Clara: il torrione portoghese di 2.01 sciorina progressi drastici sul piano della concretezza (i mezzi fisico-tecnici li aveva già fatti balenare le scorse estati) e brilla al Mondiale U19, dove trascina il Portogallo a un 7° posto che per loro è lusso vero (anche per noi lo sarebbe, peraltro); con 23 punti e quasi 10 rimbalzi di media è eletta miglior difensora della kermesse.
- TAGLIAMENTO, Marzia: inizia l'estate come team manager e d.s. di Brixia, la finisce come prossima giocatrice di Jairis, la squadra spagnola rivelazione dello scorso anno. In mezzo, vicende private nel cui merito non entriamo (ma lei stessa le ha rese parzialmente pubbliche in un post sul suo nuovo profilo Instagram: vedi). Il risultato è, in ogni caso, che il campionato italiano perde la sua miglior marcatrice dello scorso anno. Ma almeno, lei resta nel basket giocato.
- TANAKA, Kokoro: la giapponese classe 2006 propone un'esaltante riedizione di "Davide batte Golia" quando, dall'alto del suo 1.72, trascina le sue a battere la Cina della ciclopica quasi-coetanea Zhang Ziyu (vedi sotto) in semifinale dell'Asia Cup (quella senior, non giovanile): 27 punti con 5/9 da 3 per lei, non un lampo isolato visto che chiude la manifestazione a quasi 15 di media, anche se non riesce a catturare l'oro col team nipponico, battuto in finale dall'Australia.
- TOURNEBIZE, Alicia: non vince nessun oro né titolo di mvp, ramazza "solo" un quintetto ideale e un bronzo europeo U18 che peraltro è l'unico lampo discreto nell'estate tragica delle giovanili francesi. E allora perché citarla? Well, perché non si è mai vista una 18enne europea schiacciare con questa facilità (vedi). E' figlia di una che ben conosciamo dalle nostre parti, ovvero la grande Isabelle Fijalkowski che ha giocato 3 anni nella Comense vincitutto a fine '90. La mamma era più possente e tecnica, ma questa vola...
- ZANARDI, Carlotta: era fra le protagoniste più attese, al suo ultimo anno di militanza giovanile dopo aver saggiato anche l'Eurolega con Schio; non arriva nella miglior condizione all'Euro U20, il che le impedisce di dominare appieno, ma nemmeno delude, facendo la sua parte nel bronzo italiano; capeggia la classifica degli assist dell'Europeo e solo per poco non è lei ma Osazuwa la nostra rappresentante in quintetto ideale. Chiude quindi la sua carriera giovanile con due bronzi (uno più di Villa, se vogliamo far paragoni) e l'oro nel Torneo dell'Amicizia U15, col rimpianto ovviamente delle due estati saltate per Covid più una per motivi personali.
- ZHANG, Ziyu: qualsiasi cosa faccia, non passa mai inosservata. Diventa virale ogni sua partita perché qualcosa di così colossale sui campi del femminile non s'è mai visto (tranne forse Uliana Semionova, ma era un'epoca semi-preistorica). Stavolta la 2.20 cinese del 2007 si presenta sulla scena senior, contribuendo al bronzo nell'Asia Cup con 15,6 punti di media in 14 minuti. Come a livello giovanile, deve centellinare l'impiego per evidenti motivi di tenuta fisica, ma quando è in campo è pressoché ingiocabile per le avversarie, perché basta recapitarle la palla a un'altezza irraggiungibile per le altre e lei deposita l'arancia nel buco. Però, come nel Mondiale U17 dell'anno scorso, la Cina con lei non vince l'oro.
- ZANDALASINI, Cecilia: lo so, verrebbe prima di Zhang in ordine alfabetico ma la chiusura è d'obbligo con lei. Riscatta alla grandissima gli anni di delusioni azzurre che l'avevano segnata dopo il quintetto ideale del 2017; e la prima tappa verso la gloria è proprio in quella Bologna dove aveva vissuto un finale amaro con l'eliminazione nei quarti e la drastica chiusura dei battenti della Virtus. Poi sulla scena ateniese fa pentole e coperchi recitando da superstar ma sempre in armonia con il collettivo. Incamerato bronzo e quintetto ideale, riparte per gli Usa dove inanella prestazioni da protagonista (tra cui una vittoria con suo canestro allo scadere, 5 partite di fila in doppia cifra ecc.), venendo fermata solo da un infortunio al polpaccio da cui è rientrata a inizio settembre, in tempo per i playoff. Poi, senza sosta, ripartirà dall'Italia (Schio) dove speriamo riceva più affetto e meno antipatia da parte delle plebi avversarie, rispetto al suo periodo virtussino. Ci crediamo anche perché ora lei avrà una pace interiore diversa, come ha fatto ben capire il suo post su Instagram all'indomani del bronzo.
domenica 14 settembre 2025
Wnba - Iniziati i playoff: c'è anche Zanda
Indiana, orfana di Clark (e di altre infortunate, un'ecatombe) ha ramazzato un 6° posto che comunque la vede sfavorita contro Atlanta.
Col cerino in mano, cioè fuori dai playoff, è rimasta Los Angeles di Kelsey Prugna (Plum).
Solo quinta New York campione in carica, che ha avuto Stewart fuori per 13 partite, e che ora rischia nell'accoppiamento a sfavor di campo contro Phoenix.
La finale più pronosticabile è fra Minnesota di Napheesa Collier e Las Vegas di A'ja Wilson.
mercoledì 10 settembre 2025
** STAGIONE #22 (2025/26) **
All'inizio della stagione si è tentato di lanciare una nuova rubrica: "PlAyerZ - protagoniste in ordine alfabetico"; l'intento era riassumere le vicende (indicativamente ogni 2 settimane) partendo dalle giocatrici anziché dalla cronaca delle partite.
Ma dopo poche "puntate" è stato impossibile trovare il tempo per continuare.