martedì 31 agosto 2010

Pillole (96 - ultima)

 SPECIALE – LETTERE DEI LETTORI – 2. parte


Concludiamo qui la rassegna di risposte all’impressionante raffica di lettere che ci sono arrivate in questi giorni. Grazie, grazie davvero. Sono queste dimostrazioni d'affetto che c'incoraggiano a lasciar perd... ehm, andare avanti. :wacko:

Soliti beccamorti
E’ inutile esaltarsi per l’oretto Under 18 (…) Bel gruppo, bravo allenatore, ma davanti e dietro c’è il deserto, e poi comunque anche le ’92, non trovando spazio in A1, s’infeltriranno (…) L’esempio degli altri paesi (…) Andrebbe rifondato tutto da zero (…) siamo alla frutta (…)
Bruno Cornacchia, S. Benedetto del Tronto (Ap)

Alla frutta sarà lei, disfattista di merda.
Intanto, quest’oro, dopo l’argento di 2 anni fa, certifica che abbiamo le ’92 più forti d’Europa, o perlomeno tra le due o tre squadre più forti. Non è una garanzia ma hanno 18 anni, un’età attendibile sulle potenzialità future visto che lo sviluppo fisico è terminato e quello tecnico è a buon punto. Quindi il problema è solo come far sì che i buoni semi diano frutti ubertosi e duraturi.
L’A2 si sta dimostrando da anni un’ottima palestra per le italiane giovani, specie in tempi di crisi economica in cui, per scelta o per disperazione, molti club le devono far giocare al posto di veterane a peso d’oro. Se si riesce a far scendere le straniere di A1 a quota 3, e a riportare i club a 14 entro un paio d’anni, può aprirsi qualche spazio interessante in più anche lì, ma credo che se le ragazze valgono, un posto lo troveranno, almeno le migliori. Chiaro che poi nessuno può regalargli un ruolo da protagonista se non lo valgono. Ma c’è di che essere fiduciosi.
Il deserto davanti e dietro? A me sembra che qualcosa di buono ci sia anche nelle annate adiacenti. Il buco è stato tra l’82 e l’87 (Pastore e Ress unici prodotti attualmente da azzurro fisso; parzialmente Ramon, Santucci, Zanoni, E. Giauro, Bagnara e qualche altra: non abbastanza), quando infatti ci capitò di retrocedere, nelle giovanili.
dopo il ’92 mi pare che stia venendo su della bella gente, che con College Italia, se non altro, sappiamo che lavora in modo mirato. Certo, nessun College ti garantisce il fenomeno, ma una base solida di giocatrici d’élite, può benissimo farlo.
E smettiamola di guardare agli “altri paesi” come se la loro erba fosse sempre più verde… Quest’estate la Spagna ha vinto solo l’argentucolo U18 dietro di noi e null’altra medaglia, lo sapeva lei? Complessivamente siamo tra le prime 8 nazioni d’Europa a livello giovanile.


Just the best
Qualche mese fa aveva proposto una “top 10” di giocatrici mondiali, non ho mai capito se Penicheiro e Brunson le ha messe dentro per campanilismo o perché ci crede sul serio che siano tra le prime 10.
Gianpiersilvio Berluffoni, Macherio (Mb)

La verità? Secondo me, oggi come oggi, sono identificabili 6 giocatrici che senza dubbio fanno parte delle prime 10: Taurasi, Parker, Fowles, Jackson, Bird e Pondexter. Più probabilmente Gruda come miglior europea. Questi nomi qui li farebbe chiunque fosse interpellato al riguardo. Poi c’è un bel gruppo di grandi giocatrici, senza che si possa dire con chiarezza chi è meglio delle altre. Allora, quando ci fu da fare quell’articolo, preferii inserirne due che rappresentano qualcosa per i lettori nostrani. Quindi non è che sia convinto al 100% che siano da top 10, Brunson e Penicheiro, però non saprei trovarne 3 che sicuramente le terrebbero fuori dalla classifica, aggiunte a quelle 7 nominate prima.
Le candidate più recenti alla top 10 mi sembrano Angel McCoughtry, esterna dell’86 di Atlanta; Tina Charles, che ha appena totalizzato 15,5 punti e 11,7 rimbalzi da rookie a Connecticut; e in prospettiva il “mostro” Griner, la collegiale che schiaccia come se mangiasse una merendina. Certo non sarà facile rimpiazzare l’eccezionale generazione di giocatrici che ha tenuto banco per tutti gli anni 2000.



Tornerà a cantare il Galli?
Gliela butto lì, ma secondo me non è campata per aria... Se il Geas va male, torna Galli in panchina. Che ne pensa?
Benito Crassi, Hammamet (Tunisia)


Cioè, lei dalla Tunisia si prende la briga di scrivermi ‘na cagata del genere? A dire il vero sarebbe un’idea suggestiva, ma mi parrebbe molto molto strano. Va be’ che dopo la sorpresa delle sue dimissioni e dell’accettazione immediata delle medesime (direi il maggior “shock” del 2009/10 insieme al temporaneo ritiro di Venezia dall’A1), sarebbe quasi meno sorprendente il dietrofront... Ricordiamo comunque che in qualche modo Galli rimane legato al Geas visto che la moglie Zanotti è responsabile del settore giovanile, e la figlia Francesca gioca.
Ma non credo proprio al suo scenario. Né che il presidente Mazzoleni si faccia prendere dalla fregola di cambiare, in caso di falsa partenza, né che Galli abbia intenzione di tornare ad allenare.
Ma soprattutto, perché dobbiamo ipotizzare un esito infausto per Montini? Ha le carte in regola per far bene. Sarà interessante vedere anche come funziona l’accoppiata col neo-vice Bacchini, che viene da buone annate di A2 e ora si mette alla prova in A1. Senza dubbio sono due lavoratori sodi da palestra. L’idea è che la coppia Montini-Petitpierre era maggiormente assortita nel senso che uno era l’”hard worker” e l’altro il saggio carismatico, mentre Montini e Bacchini sono più simili, ma è un po’ lana caprina, almeno a bocce ferme.
Bisogna capire come sarà il feeling col gruppo: 3 straniere su 4 sono nuove, ci sono 9 elementi non facili da “gerarchizzare” (= non semplicissimo accontentare tutte), anche se Montini nel finale dell’anno scorso ha dimostrato di sapersela sbrogliare bene con un organico lungo.
Insomma non mettiamo i buoi davanti al carro.



Dall’Ucraina con furore
Ma questa Iagupova, che ha spadroneggiato agli Europei U18, lei l’ha vista giocare?
Tarquinio Prisco, Volterra (Pi)

Sinceramente no, quindi non saprei dirle su come gioca o come non gioca. Di certo Alina Iagupova, guardia ucraina di 1,80, classe ’92, è stata uno dei personaggi dell’estate, avendo totalizzato 32,6 punti di media a Euro U18, con più di 8 rimbalzi, e avendo avuto 17,6 punti nella rassegna U20, poche settimane prima... Di sicuro non è una timida: in 3 partite con le U18 ha tirato più di 20 volte da 3: allucinante. In totale quasi 30 tentativi dal campo a partita. Probabile che nessuna compagna si sia lamentata, dato che nelle note biografiche di Iagupova s'apprende che viene dal judo... Però ha anche medie altissime di assist: dal che deduciamo che il gioco dell’Ucraina è: palla a Iagupova che fa tutto lei.
Dalle foto sembra fisicamente una bestia, e infatti il sempre caustico Ezio Parisato, di Imbecilli.it, che era laggiù a Poprad, l’ha paragonata a Caster Semenya, la mezzofondista sudafricana al centro del noto caso di dubbia identità sessuale... A noi pare un attimino meglio, e comunque sia, l’importante è che giochi bene.
L’attendiamo al varco a livello senior. Di campionesse nuove c’è bisogno, perché l’Europa ultimamente non ne ha prodotte tantissime, almeno non da stare al passo degli Usa.



Previsioni tricolori
Chi vince lo scudetto 2011?
Mirko Finazzi, Grottaglie (Ta)

Immagino che lei tifi Taranto, ma immagino anche che concorderà su Schio come favorita d’obbligo: 3 straniere di primo livello come Cohen, McCarville e Yacoubou, le italiane sono tutte da nazionale... Certo però Taranto è l’antagonista più credibile. Rispetto a Schio ha il vantaggio di avere il gruppo più rodato. Però potrebbe anche avere la panza piena dopo 2 scudetti di fila.
Purtroppo tutte le altre sembrano molto indietro, almeno sulla carta. Il lato positivo è che la lotta dal terzo posto in giù si prospetta come una riffa selvaggia: solo Pozzuoli, Napoli e Lucca stanno chiaramente dietro (parliamo di gerarchie teoriche, s’intende), le altre 7 non riesco proprio a classificarle: tantissimi cambiamenti per tutte (con l’eccezione, ma non totale, di Faenza e Como), impossibile prevedere le rispettive “chimiche”. Sarà molto molto interessante. E non senza novità da seguire: l'ambiziosa Umbertide ma non solo.
C’è già, però, una rogna da grattare. E cioè la compressione del campionato. Già s’inizia più tardi del solito (23-24 ottobre) per via delle nazionali. Poi s’è scoperto che l’Additional round, cioè il ripescaggio per Euro 2011, comincia il 16 maggio. E vuoi non dare almeno 2 settimane di preparazione? L’ultima di stagione regolare è il 27 marzo. Bisognerà finire i playoff in un mese o poco più. Tutto sommato si può fare, certo però che una stagione che dura dai 5 mesi, 5 mesi e mezzo o massimo 6 (a seconda di quanto una squadra va avanti), non è una prospettiva da battere le mani con fragore.
Per un motivo o per l’altro, insomma, dall’A1 alla B1 sembra che si faccia di tutto per giocare il meno possibile. Capito che in tempo di crisi, meno si gioca e più si risparmia... però, sappiamo che il femminile crea interesse solo in due modi: o giocando, o con gli scandali tipo due giocatrici lesbiche che scappano. Siccome preferiamo il primo modo, sarebbe il caso di applicarlo. Invece abbiamo l’A1 da 22 giornate e la B1 addirittura, come dicevamo ieri, da 18 per alcune. Poi si dà la colpa alla mancata promozione nelle scuole, se il basket femminile non attecchisce... va bene, ma un vertice che si mostra, anzichè nascondersi, non sarebbe buona cosa altrettanto?



Piattume padano
Come sono le prospettive dei club lombardi, per la prossima stagione?
Priscilla Brambilla, Rondinella di Sesto S. Giovanni (Mi)

Diciamo la verità: c’era più entusiasmo l’anno scorso, di quest’epoca. Mi ricordo la presentazione di Geas e Sanga al “Milano in Sport” di piazza Duomo (che si farà anche quest’anno, sabato prossimo). Avevamo un Geas sulle ali dell’arrembante stagione da matricola; e un Sanga baldanzosissimo dopo la promozione coi 1000 del Palalido e sontuosi acquisti per l’A2.
Oggi abbiamo un Sanga – dopo una stagione piuttosto deludente – abbandonato dal finanziatore Brunello e messo insieme dall’encomiabile Pinotti in economia sparata: squadra anche interessante, ma il futuro è precario.
Il Geas non si può certo dire che venga da una brutta stagione, come piazzamento, e sembra aver operato bene sul mercato (in attesa di responsi dal campo, perché cambiando 3 straniere non si può dire prima); ma l’addio di Galli non è stata roba da poco; e abbiamo già sottolineato durante l’anno che il calo del pubblico è stato preoccupante; inoltre, durante l’estate, il pres. Mazzoleni ha lanciato nuovi appelli al territorio affinché si scuota dal torpore, il che argutamente ci fa dedurre che il torpore finora c’è.
Allontanandoci da Milano, non è che il quadro esalti. Forse neanche deprime, perchè 10 squadre in B1 sono tante, perchè in un contesto di moria di società qui tutte si sono barcamenate (compresa Broni che sembra in difficoltà e invece ha tirato fuori un buon organico). Però nè in A2 né in B1 si lotterà per i quartieri altissimi, salvo miracoli. Ci dovremo accontentare di stimoli secondari: Milano che torna a giocare in città; Biassono con le giovani; Crema col ritorno di Fumagalli.
In A1, sia Comense che Geas possono fare una stagione interessante, questo sì. Se tutto gira per il verso giusto, non è nemmeno da escludere un ingresso tra le prime 4, per chi se la gioca meglio tra loro. Esagero? Non direi, paragonando i roster. Como ha 6 straniere tutte dal discreto al buono. Il Geas ha 3 straniere buone, e le altre sono tutte nel giro della nazionale (compresa Twehues per la svizzera). Mi piacerebbe sentire che si rincorre fin da subito un obiettivo importante, non solo entrare ai playoff. La razionalità induce alla saggia cautela, ma io credo che per creare interesse bisogna anche mirare in alto, a costo di spararla un po’ grossa, di rischiare che poi te la rinfaccino. Giacchè, a mio avviso, è difficile suscitare nella plebe entusiasmi per il basket femminile, dalle nostre parti, se dici: “puntiamo a essere tra le prime 8 di un campionato a 12”.
Intendiamoci, arrivare sesti o settimi in A1, noi lo sappiamo che non è roba da poco. Ma non c'è da stupirsi, temo, se al di fuori dei pochi appassionati-zoccolo duro è difficile esaltarsene. L'Opening Day, se davvero si farà a Cinisello, può essere un bel trampolino promozionale, ma poi è ovvio che ci vorranno i risultati durante l'anno.
Mazzoleni, quando prese in mano il Geas, disse: vogliamo diventare il vivaio numero 1 d’Italia, e, tra qualche anno, vincere lo scudetto. Benissimo, col settore giovanile è già sulla buona strada, dopo il titolo U15 e i tanti talenti prodotti o reclutati. Serve un passo avanti anche con la prima squadra, ed è vero che servono fatti e non proclami, però secondo me, se punti in alto, intanto fai sognare un po’ la gente, che non guasta, e poi stimoli tutto l’ambiente a non accontentarsi. E il discorso vale anche per la Comense.
E’ da anni che sosteniamo, almeno nel basket, questa filosofia: meglio fallire puntando a un obiettivo ambizioso, che riuscire in uno mediocre.



La destra dei tagli
Il solito che mescola politica e basket (...) Lei fa populismo a buon mercato (...) I soldi pubblici non si buttano nel cesso (...) Papponi di sinistra (...) Viva le purghe di Brunetta e Tremonti.
Denis Mona, Chioggia (Ve)

Mi tolga una curiosità: per scrivere cazzate simili, è caduto dal seggiolone da piccolo o guarda il tg di Fede? Comunque non voglio scendere sul suo stesso livello e dirle, ad esempio, di tapparsi il buco del culo quando scrive, che le escono solo scoregge. -_-
Noi, qui, siamo signorili e soprattutto guardiamo ai fatti, senza pregiudizi. Ad esempio, se il comune di Milano risolve bene la pratica per il parquet su cui giocherà il Sanga, applaudiremo anche se è di destra.
Lei si riferisce alla polemica di qualche tempo fa sui tagli di Tremonti alle sponsorizzazioni sportive, e a quella più recente sul “bidone” di Monza (sindaco leghista) per l’organizzazione di 2 partite dell’Italia di Ticchi, questo agosto.
Sulla prima questione ci siamo già scannati in parecchi, qui sul forum. Ripeto solo che se un appassionato, o addetto ai lavori, di basket femminile applaude a qualcosa che può soffocare una parte cospicua di società del già non opulento panorama nazionale, mi sembra un po’ scemo. E non perchè in linea di principio abbia torto del tutto (è vero che è ingiusto il divario tra enti pubblici che finanziano a pioggia e altri che non erogano un euro; ed eticamente è dubbio qualsiasi finanziamento pubblico allo sport d’élite), ma perchè bisogna guardare alla realtà. La quale dice che il basket femminile, per via del limitatissimo interesse che suscita, costa molto di più di quello che ricava. Ergo, o si trova il modo di compensare questo gap tra entrate e uscite, oppure si chiude bottega laddove non si trova un fesso d’imprenditore che si dissangua di tasca sua. Se è questo che lei e altri volete, in nome d’astratti principi che renderebbero fiero un Travaglio (ma se lei è leghista, come sembra, le verrà l’orticaria a ‘sto nome) o un Robespierre, fate pure. Io non m’associo.
Così anche per la questione-Monza. Nessuno obbliga una giunta a svenarsi per avere un Italia-Belgio nel bel mezzo d’agosto; ma se ti offri, prometti e poi non mantieni, fai una brutta figura. Pare assodato che Monza prima ha detto sì a una cifra tot, poi ha proposto un decimo della somma, che non bastava neanche a sistemare il parquet (ovviamente, per essere giornalisti corretti, dovremmo sentire la versione della controparte: ma non ci pensiamo neanche).
Guarda caso, Cinisello, che è di sinistra, si sta adoperando per l’Opening Day, e non bidonerà all’ultimo momento. La destra ultimamente è fissata col risparmio di denaro pubblico, ma quando poi ci si fissa troppo, si butta via il bambino con l’acqua sporca. Vedi cos’ha combinato il neo-governatore del Piemonte Cota (ex presidente onorario della Legadue basket, tra l’altro...), leghista, che appena insediato ha fatto saltare l’accordo per le finali di Eurolega maschile a Torino... Il passo verso la desertificazione, signor mio, è breve.



L’esilio
Come ha preso la partenza di Frantini? Dica la verità.
Gianni Ferroso e Dariele Salumeri Sberla, Busto Arsizio (Va)

E come dovevo prenderla? Avevo auspicato la sua partenza dal Geas, in quanto ormai irrimediabilmente relegata (a torto o a ragione che fosse) nel ruolo di cenerentola, quindi il fatto che sia andata a Spezia s’inserisce in una logica di ritrovamento di una dimensione da protagonista che in A2 la giuocatrice può riscoprire indubbiamente con più agio che in A1.
Chiaro che era meglio se Frantini rimaneva in Lombardia, ma la situazione di mercato, per chi ha la legittima ambizione di pigliar due lire per giocare, quest’estate era deprimente, qui da noi. Pertanto non c’era nulla da fare. Infatti chi ha potuto se n’è andato (vedi anche Silva o Valentina Gatti), chi è rimasto ha accettato di giocare per due pizze e tre fichi (sto estremizzando, ma il concetto è quello), e chi già stava lontano lo è rimasto (vedi Arioli, Ntumba, Gorla, Giulia Gatti, Campisi che a sorpresa va addirittura in A1 a Pozzuoli...).
Colgo l’occasione per sottolineare nuovamente la non scontatezza dell’omaggio dedicato a Frantini dal Geas sul suo sito: ho visto bandiere ammainate senza neanche una riga di commiato, altrove... :cry:
Insomma, l’ho presa con grande filosofia e distacco emotivo, senza egoistiche pulsioni, bensì solo pensando al bene della giuocatrice.
Certo, poi è arrivato pure il colpo di grazia: Spezia nel girone Sud, quindi neanche due o tre apparizioni in terra lombarda... ovvero non vedremo manco una partita della suddetta.
Ma anche qui, ho accolto la notizia con impenetrabile freddezza: anzi, in fondo le trasferte al Sud sono turisticamente più interessanti, e a settembre e maggio si può anche fare il bagno. Buono per lei.
Come palliativi (di lusso, s’intende), seguiremo soprattutto Calastri a Carugate, Rovida a Milano e Ponchiroli-Menapace a Rho (ovvero le mie 4 alfiere all'ultimo Binzago). E Maiorano quando viene in Lombardia, of course.



Futuro del forum
Il forum è una forma declinante su internet [...] la scomparsa della Peluche League ha inficiato gli ascolti [...] cosa pensa di fare?
Gudrund Tschurtschentaler, Prato alla Drava (Bz)

Caspita, pure voi tirolesi ci seguite? Che onore. La sua lunga lettera meriterebbe una risposta più approfondita, ma si rischia di sconfinare nell’analisi sociologica, che non ci pertiene.
Vado al sodo: i numeri attestano che per il 2009/10, ossia dal 1° settembre ’09 a questa sera, le visite al topic “Basket femminile a ruota libera”, giunto alla sesta stagione, sono state 221.500 (media giornaliera pari a 607), con un aumento del 5,0% rispetto all’anno precedente (che a sua volta aveva stabilito il record assoluto). Il mese con più contatti è stato maggio (24.500), ma la cosa bizzarra è che nel periodo estivo, anche quando s’è scritto poco o nulla, i dati sono rimasti costanti, cosa che mi fa dubitare dell’attendibilità del contatore, ma sorvoliamo... In ogni caso, tanto per rispondere alla sua obiezione, il venir meno della Peluche League ha tolto poco o nulla.
Sono diminuite invece le pagine scritte: da 412 a 313, per un secco -25%.
Evidentemente c’è uno zoccolo duro di occhieggiatori del forum, ma la pratica dello scrivere è in calo.
È un dato di fatto che le forme del forum e del blog stanno passando di moda nel rutilante universo di internet. Oggi dominano i social network, segnatamente Facebook e Twitter. Che nella forma di comunicazione sono molto diversi dal blog: niente più sproloqui torrenziali, in cui buzzurri qualunque, inebriati dalla possibilità di scrivere a ruota libera e di essere letti fino in Polinesia e in Siberia, salivano sulle loro cattedre virtuali e ci inondavano con la loro visione del mondo. :huh:
Oggi la comunicazione è rapida, telegrafica, botta e risposta. Ad esempio, su Facebook, uno scrive: “Che rutto, raga!” (allegando magari la foto di una mosca stecchita dal ruttazzo), un amico commenta: “Sticazzi!”, e un altro: “;-))))” :sick:
Non è una critica, è un prendere atto della situazione. L’attività cerebrale dell’uomo del 2010 si fa vieppiù frammentaria: cerco news sul sito della Gazzetta (30 secondi), do un’occhiata se qualcuno ha scritto sul forum (45 secondi), mi guardo una rassegna fotografica di Gheddafi sul sito del Corriere (25 secondi), mi arriva un sms sul telefonino e rispondo (1 minuto), vado su Facebook e intanto che chatto con qualcuno, carico foto delle ultime vacanze (3-4 minuti) ma non senza distrarmi perché mi è venuta in mente una canzone da cercare su YouTube (1 minuto). Magari, nel frattempo, c’ho pure la tv accesa. Figuriamoci chi usa anche il Blackberry, l’I-phone, l’I-pod e l’I-pad.
Insomma, in condizioni del genere, pensare che qualcuno abbia voglia e tempo di leggere mostruosi resoconti di basket da 20.000 caratteri, è pura utopia. Del resto, i dati di audience lo confermano: sono più lette le litigate botta e risposta che gli sproloqui torrenziali.
Bisognerà dunque adeguarsi ai tempi.
Intanto mi prendo almeno un mese sabbatico dagli scritti lunghi. Tanto, a settembre, non c’è veramente una mazza da raccontare. Poi si vedrà.
Grazie per l’attenzione e a voi tutti un cordiale proseguimento.

lunedì 30 agosto 2010

Pillole (95)

 IL FATTO LOMBARDO


:lettura: Mercato: ultimi aggiornamenti
Le novità rispetto ai roster pubblicati nella puntata n° 94. Riguardano tutti la B1.

Cremona: Pedron non arriva più, ci sono invece Aschedamini (83, c, inattiva ex Montichiari) e Marulli (86, a, Sanga Milano).
Cantù: Monticelli non viene, nemmeno Frate (resta a Cucciago in B2), possibile arrivo di Dell’Orto (88, a, inattiva ex Biassono).
Usmate: via di definizione con Chiara Bonfanti.
Carugate: fumata nera per Picotti. Arriva la ’93 Lamperti dal Geas U17.
Vittuone: presa Verri dall’Idea Sport Milano.

:lettura: Prealpina: argomenti d’estate
Per chi, colpevolmente, non si fosse fatto in quattro per non perdersi la Prealpina neppure durante le ferie, riepilogo gli articoli pubblicati nella sezione basket femminile tra fine luglio e tutt’agosto, oltre agli ovvi e consueti aggiornamenti di mercato:
- 19/7) Malnate: vetrina societaria (promossa in C)
- 26/7) uscita dei gironi A2-B1: le reazioni delle società lombarde
- 26/7) pillole di torneo di Binzago dal punto di vista femminile
- 2/8) uscita dei calendari A1-A2-B1: commenti
- 9/8) Pro Patria Busto, Tumminelli Milano, Pallacanestro Milano: vetrina societaria; progetti giovanili nel comasco: Cantù & Lariorosa, Comense & Vertemate
- 16/8) pausa del giornale per Ferragosto
- 23/8) Opsa Bresso: vetrina societaria
- 30/8) bilancio dell’estate delle nazionali con intervista a Luca Visconti, vice di College Italia; Varese: piani per la nuova stagione



MONDO SPICCHIO

:lettura: Luca Visconti: bilancio dell’estate azzurra e idee sui settori giovanili [dalla Prealpina del 30/8]
La Nazionale femminile di Ticchi è rimandata al girone di ripescaggio [...] Si conclude così l’estate delle Nazionali azzurre, nobilitata dallo storico oro agli Europei Under 18, il primo dal 1994. Con le U20, dodicesime, e le U16, tredicesime, siamo andati così-così ma non malissimo.
Il brianzolo Luca Visconti ha invece guidato al 9° posto un quartetto azzurro classe ‘93 (si giocava 3 vs 3) ai Giochi mondiali giovanili. «Un’atmosfera straordinaria, eravamo sotto i riflettori come se fosse un’Olimpiade vera... Abbiamo vinto 6 partite su 7, ma per un canestro di differenza in classifica avulsa siamo rimasti fuori dai quarti», racconta.
E proprio con Visconti (ex-Biassono e Azzurrina lombarda, oggi “vice” a College Italia, il team giovanile federale che dopo l’anno di battesimo in B1 farà l’A2) tracciamo un bilancio complessivo.
Le ’92 di Lucchesi (più qualche ’93) hanno vinto 2 medaglie in 3 anni, le classi dall’81 al ‘91 neanche una: casualità o è cambiato il metodo di lavoro?
«C’è la fortuna di avere tanti talenti nello stesso gruppo, al punto da aver vinto nonostante assenze importanti. La differenza, però, è anche che oggi chi entra in una selezione giovanile segue un percorso tecnico unitario, in cui già in Azzurrina regionale le viene indicato su quali aspetti lavorare, gli stessi in tutt’Italia, e gli allenatori non cambiano troppo spesso come una volta».
Su Azzurrina e College, gli addetti ai lavori si dividono tra pro e contro...
«Per me sono la via maestra per produrre giocatrici di livello nazionale (Azzurrina) e internazionale (College), facendole lavorare con compagne alla pari, anziché dominare in contesti poco competitivi. So che qualcuno vorrebbe che i soldi spesi per il College fossero impiegati per stimolare l’attività di base, in crisi di numeri, ma i due binari non si escludono a vicenda».
Per la base, qual è la ricetta?
«Una chiave è lavorare sulla dispersione tra minibasket e basket. Io, comunque, sono fiducioso che l’oro delle U18 porti entusiasmo, aiutando a trovare nuove leve; certo però una Nazionale maggiore vincente, come nel volley, farebbe di più».
In Lombardia come siamo messi per il futuro? Tra le neo-campionesse d’Europa non c’erano elementi nostrani.
«Nell’annata ’92, in effetti, siamo poco presenti, ma il ’91 ha prodotto bene, e in College Italia, col prossimo arrivo di Elisa Penna dal Geas che si aggiunge a Bona, Mandelli, Melchiori e Meroni, la nostra regione è la più rappresentata. E tra i club, vedo che a Biassono e Costa si prospettano spazi abbondanti per le ’92-93».
Ma qual è la categoria senior più adatta a far crescere le giovani? L’A2, la B1, o magari far panchina in A1?
«L’ideale è giocare, purché a un livello che ti metta alla prova in ogni momento. A College Italia ci siamo accorti che la B1 non era ottimale a questo scopo, quindi si è optato per l’A2. In generale, conta trovare una società che abbia il coraggio di dare spazio in minuti che contano».


SPECIALE – LETTERE DEI LETTORI – 1. parte

Come annunciato l’altro giorno, abbiamo dato spazio alle lettere dei lettori del forum. Siamo stati inondati, sepolti, subissati di mail e messaggi in maniera commovente, tanto da dover spezzare la mole di corrispondenza ricevuta in due puntate. La seconda sarà pubblicata presumibilmente domani sera. Ma c’è ancora tempo se volete scrivere, amici. :tifosi:

Nazionale e critica
Non capisco perché quest’entusiasmo nei confronti della nazionale di Ticchi… alla fine non siamo qualificati, e da sesti in Europa che eravamo l’anno scorso siamo passati a non essere tra le prime 14. Un bel passo del gambero, non trova?
Ciro Pasticca, Gragnano (Na)

Mi sembra esagerato parlare di “entusiasmo”, ma le do ragione, c’è stata un’insolita concordia d’umori positivi nei confronti delle prestazioni azzurre in queste qualificazioni.
Lei ha ragione a far notare che la sostanza, cioè l’esito, è un fallimento (seppur temporaneo), visto che agli Europei non ci siamo qualificati, però, come abbiamo già fatto notare qualche giorno fa (vedi puntata 94), ci sono anche altri fattori nella valutazione: tante assenze nostre, girone difficile, valorizzazione di giocatrici nuove, carattere mostrato dalle nostre, giocandosela alla pari con tutte. E comunque Ticchi s'è guadagnato credito col 6° posto agli Europei 2009.
Due anni fa, le ricordo, fummo sì altrettanto terzi (con assenze paragonabili), ma perdendo 4 partite su 4 contro Polonia e Turchia e senza mai arrivare vicini a batterle, se non forse una volta. Stavolta siamo fuori per demeriti contro la Croazia, ma anche per sfiga, perché abbiam battuto 2 volte l’avversario sbagliato (la Lituania) e perso 2 volte con quello giusto (la Croazia).
Può darsi che ci sia un eccesso di benevolenza da parte della critica così come altre volte si peccava di severità, però contano molto anche le attese, e stavolta, obiettivamente, si temeva di prenderne un sacco e una sporta e invece, dopo le prime 2 sconfitte, la squadra è andata bene.
Chiaro che poi l’anno prossimo bisogna qualificarsi, però per il momento ci possiamo (dobbiamo) accontentare dei segnali positivi.


Ticchi e Donvito
Il suo interesse di bottega nel criticare Ticchi per aver portato Donvito anziché Arturi (...) Arturi aspetti che maturi (...) Donvito utilissima e rodata (...) Finiamola col pompaggio di gente che non ha dimostrato nulla.
Adolfo Molteni, Bulgarograsso (Co)

Ho dovuto tagliare la sua lettera perché dopo 3 righe non faceva che ripetere la stessa roba. Non capisco di quali interessi di bottega parla. Qui nessuno ha criticato Ticchi nel senso di dire che doveva assolutamente convocare questa o quella perché i risultati sarebbero cambiati. Casomai il c.t. è da biasimo per essersi appena tagliato il pizzetto... sembra un altro.
Però resta la perplessità sulla chiamata di una giocatrice ferma da un anno e mezzo, Donvito (e non parliamo di una Macchi, da chiamare anche se stesse ferma 5 anni...), quando c’erano play che venivano da una stagione con minutaggio importante.
Se Arturi la fa sospettare di partigianeria posso dirle Buccianti o magari pure Battisodo, anche se non mi pare fossero candidature sufficientemente credibili.
Donvito sarà anche utile per motivi tecnici e magari anche di buon inserimento nel gruppo, non stròlogo su questo; ma di play “razzenti” come lei avevamo già una Sottana e una Pastore, mentre una d’ordine come Arturi poteva portare qualcosa di diverso, oltre alla maggior futuribilità.
Se non ci sono motivi al di là della scelta tecnica, dei quali non sono a conoscenza, mi pare un bello sfregio preferirle Donvito, come a dire: credo talmente poco in te, che piuttosto scelgo una ferma da un anno e mezzo, e il fatto che tu venga da un campionato con più di 20’ a partita in una squadra da playoff conta nulla...
Almeno, così ci suonerebbe la cosa, fossimo noi a subirla. Per dire, 7 anni fa fui escluso dai dieci per la partita decisiva della stagione, a favore di uno che era fuori da 2 o 3 mesi per problemi fisici, e mi brucia ancora adesso. Figuriamoci a un’atleta d’alto livello, e se l’altra è fuori da 18 mesi...
Immaginiamo possa essere uno stimolo ulteriore per Arturi in vista della stagione, anche se, per quel poco che la conosciamo, è quasi impossibile che lei lo dichiari esplicitamente. <_< Comunque, già alla seconda giornata abbiamo un bel Comense-Geas...


Cosa re-ste-ràààà?
Sta per iniziare il 2010/11, ma cosa resta da salvare del 2009/10?
Telma Rodilosso, Fossano (Cn)

Non è stato un brutto anno. La finale scudetto Taranto-Schio è stata una delle più appassionanti tra le ultime. L’estate ci ha regalato uno storico oro giovanile, con le Under 18: mancava da 16 anni, ricordiamolo. In precedenza direi la semifinale di Eurolega tra Spartak e Ekaterinburg, con la prova stellare di Taurasi. Eurolega in cui le due italiane non hanno sfondato ma hanno tenuto botta dignitosamente. Perlomeno un po’ meglio di prima va. Insomma le prime 3-4 cose da salvare che mi vengono in mente sono queste. Va là, c’aggiungo le buone prove delle under 22 Sottana, Cinili e Consolini con la Nazionale: ora abbiamo un po’ meno ansia per il ricambio generazionale.
PS: ci metto pure una cosetta campanilistica: il duello Milica Micovic-Masha Maiorano al torneo di Binzago, a luglio.


Difetti muliebri
Cosa non le piace del modo di giocare delle donne?
Una delle hostess di Gheddafi, Roma

Se lei è una hostess di Gheddafi io sono Lauren Jackson... Mi faccia il piacere, va’. Comunque la domanda è interessante, anche se preferirei parlare di cosa mi piace.
Lasciando perdere il problema del gioco a livello terra, per mancanza di verticalità su cui non c’è niente da fare, abbiamo già avuto modo di sottolineare che dall’introduzione dei 24” il ritmo si è velocizzato drasticamente, portando, tra le donne (probabilmente per motivi fisici di difficoltà a mantenere il controllo a quelle velocità), le palle perse a un livello di guardia. Ci sono tante partite con 25 perse a testa o giù di lì, e sono tantissime: rendono frammentario il gioco, etichettando come fallimentari metà delle azioni o anche più.
Un’altra cosa che non va sono gli errori banali nel tiro da sotto. Sono diminuiti, secondo me, rispetto ad anni or sono, però la distanza verticale tra giocatrici e ferro fa sì che anche un appoggio da un metro non sia scontato, specie se l’avversaria ti è addosso. E soprattutto, troppe lunghe italiane danno un’idea di impeditaggine, o comunque di goffaggine, innaturalezza, legnosità, che irrita (annoso problema, direi, ad esempio mi ricordo che Pina Tufano era un tormento da veder giocare).
A livello agonistico-caratteriale, debbo dire che una tendenza spiacevole che noto, più nelle donne che negli uomini, è di cedere prematuramente quando la partita si mette male. Troppe volte chi fa il break lo porta fino in fondo perché l’altra squadra si lascia andare. Non so se dipenda dalla psiche delle donne o altri discorsi sessisti del genere, ma mi pare un dato di fatto.
Infine, ultimamente stava dilagando vieppiù l’abuso del tiro da 3, sia tra le senior che nelle giovanili. Uno dei massimi pregi del femminile è che c’è ancora molto spazio per il gioco interno e quello dalla media (quest’ultimo quasi scomparso nel maschile): ma se dilaga il tiro al piattello (fatalmente più impreciso che tra gli uomini), si perde una delle migliori peculiarità. In tal senso sono curioso di vedere l’effetto dell’allontanamento della riga dei 3 punti, che secondo gli esperti avrà più effetto tra le donne.


Il coraggio svizzero
In Isvizzera, come le ha ben spiegato coach Manfré, abbiamo ridotto a 2 le straniere. Quand’è che lo fate anche in Italia?
Guglielmo Tello, Bellinzona (Svizzera)

“In Isvizzera”? Ma come parla? Roba da cestinarla subito. Ma non vorrei che, visto il nome, mi centrasse con una freccia. :blink: Quindi le rispondo lo stesso. Anzi, ha già risposto bene l’illustre Kaysay all’altrettanto illustre Manfrè: arduo da attuare, se non altro per la questione delle coppe. Che magari sono un pretesto per non ridurre le straniere nemmeno a 3, ma in effetti imporne 2 creerebbe troppi problemi. Non solo a chi fa le coppe, peraltro, ma probabilmente a tutti, se non mente chi dice che le italiane costano di più (e il prezzo salirebbe, visto che sarebbe necessario averle per riempire i roster).
La Svizzera ha fatto una scelta coraggiosa (vediamo i risultati) ma temo anacronistica in un contesto europeo di liberalizzazione.
Detto ciò, il ritorno a 3 straniere è più che auspicabile. Così come l’eliminazione progressiva delle passaportate. Oppure si fa 3 straniere + 1 passaportata. O 2+1. Non perderebbe nulla lo spettacolo (tanto, più di 3 straniere in campo non si possono tenere, ammesso che straniere sia per forza equivalente a spettacolo), e una dozzina/quindicina/ventina di posti in più per le italiane. Si farà a breve? Boh.


Riforma
La riforma dei campionati [...] Voi dovete dirlo che è uno schifo [...] Distruggono il femminile e prendono pure i soldi del contribuente [...] Vedrete le società morire come mosche, con ‘sta roba [...] Ma vi rendete conto, 136 squadre senza promozioni e senza retrocessioni [...] In certe regioni giocheranno cagne e porce [...]
Marco Tullio Marmiffone, Arpino (Fr)

Prima cosa, converrebbe che si dia una calmata: ho dovuto censurare il 90% della sua lettera. Capisco la passione, ma lo stile è importante, veda di ricordarselo. Ma cosa crede, che in Fip ci sia gente che si alza al mattino con la volontà di fare danni al movimento? Tutti possono sbagliare ma lei non si deve permettere d’insinuare la malafede.
Le rispondo per pura carità cristiana. Cosa si può dire della riforma, ovvero, in sostanza, dell’unificazione di B d’eccellenza e B regionale prevista per il 2011/12? Una premessa: non ho sentito ancora nessuno che sia favorevole, solo contrari, e questo vorrà pur dire qualcosa, perché di solito almeno uno che la pensi diverso si trova, invece qui sono tutti d’accordo nello stroncare.
Detto ciò, debbo fare due discorsi: uno in linea di principio e uno in ottica lombarda. 1) In generale sono favorevole al maggior numero di categorie possibili e contrario all’appiattimento. Sia perché ci sono tanti gradini di valore tra le squadre, e uno dei problemi del femminile è lo squilibrio tra forti e deboli di una categoria (troppe partite in cui si sa già chi vince, e con la B a 136 sarà ancora più evidente), sia perché gran parte dell’interesse viene dato dalla lotta per salire o non scendere. Che emozioni dà, una roba in cui si rimane tutti sullo stesso livello, non si può salire (2 promozioni su 136! Ma siamo matti?) e nemmeno scendere (perché in certe regioni, sotto la B non ci sarà nulla...)? Quindi da questo punto di vista condividiamo il “no” dei club.
2) In ottica lombarda, però, dico una cosa: che un girone di B tutto lombardo, da 14, mi piace molto di più che 10 squadre spezzate in 3 gironi come quest’anno. 7 derby lombardi ogni giornata m’interessano di più che un Carugate-Valdarno o un Vittuone-Genova, sinceramente. Quindi non tutto il male verrebbe per nuocere, almeno per noi.
In ottica nazionale, c’è da rimaner perplessi su come è fallito l’allargamento da 64 a 72 per la B1 della stagione che viene. Lei saprà bene che, oggi come oggi, tra un forfait e l’altro sono rimaste 65. Che senso aveva portarle a 72, per poi rimanere con gironi monchi? Sfugge. Di certo, la B1 che si prospetta quest’anno, dove alcune squadre rischiano di giocare 18 partite in tutto (!), è uno spot a favore dell’abolizione della categoria...
C’è poi chi dice: ma se non sono riusciti a trovarne 72, come fanno a rastrellarne 136 per la B dell’anno dopo? Gireremo l’obiezione alla consigliera Angela Albini che ci risponderà a breve. La Fip assicura che questa è l’unica via per salvarsi dalla moria di società, le società (almeno quelle del nord) dicono che questa è la via per distruggerle, le società. Noi vorremmo che si trovasse un accordo, altrimenti non resterà che gestire il cambiamento e vedere chi ha ragione.