Guido Corti commuove scrivendo questo su Facebook:
Questa sera il raduno del Basket Como. L'unica squadra femminile della città di Como. Iniziamo una nuova avventura a Como, ma sarà diversa, diversissima..non sarà più nulla come prima..
Oggi Non Sarà più raduno della serie A, non sarà piu ..Le Giovani aggregate alla prima squadra, timide, che non vogliono farsi intervistare, che nella foto di squadra si mettono laterali e ridono imbarazzate. Quest'anno sarebbe toccato alle 96 e magari a qualche 97. Non sarà più il Pucci Con la bandiera che si piazza dietro ogni foto degno del miglior Paolini.
Non sarà più Sandro Marelli che, cronometro alla mano destra e bip test alla mano sinistra impartisce il primo pronti via per le prime gocce di sudore stagionali che scendono da pelli nere e abbronzate da ultimo sole ferragostiano.
Non sarà più il Tonino che saluta la nuova straniera pensando che sia ancora quella dell'anno passato.
Non sarà più Angelo, Carlo, Stefano che tentano di accendere le luci o magari solo metà, perchè le bollette costano e bisogna risparmia' i danè.. (utile)..
Non sarà più 22 anni di statistiche appollaiato là in alto dove si domina tutto ma non si segue niente perche impegnato in speakeraggio e nel cercare la canzone richiesta dalle giocatrici o nello scoprire chi ha fatto l'ultimo fallo.
Non sarà più il raduno del giovanile,
Non sarà più il lettino di John, Joseph o di Vladi, il pullmino del Miglia, il poster di Vivi, la fotocopia del Gildo, l'abbraccio dello psico, il video del vice allenatore, l'armadietto del capitano, lo spogliatoio del coach, la sedia di Enry, i rotoli della ginnastica, i palloni delle giovanili, il bar del kecky, la biglietteria della Silvia, il microfono del Cifi, l'abbonamento del Gino, inteso come tifoso medio, la palestra dell'atletica, la macchina Della straniera, il materasso dell'americana, l'appartamento dell'Ilvana, il posto del Peverelli, il saluto al candidato sindaco, il telecronista della Rai, la cravatta di Pisani, la radiocronaca di Bardaglio, le foto del Levrini, il tifo del Luchino, e quello della Cherubina, la sedia, rotta, del Franzi, la mega trasferta all'interzona, la foto-partenza, l'allenamento del mattino e la pizzata della sera, il gino (Sergio) che pulisce il campo, la sbarra del parcheggio, l'allarme con la password, la negretti con la Luciana, la bestemmia dell'Antonio, la fasciatura del dottore, il fallo non fischiato, il canestro non assegnato. Nulla sarà più.
Nulla mai sarà come è stato.
Rimane solo la sirena finale sulla favola più bella che la pallacanestro femminile abbia mai vissuto in Italia.
Rimane solo un pezzo di storia, un albo d'oro con in cima un solo nome "Pool Comense: 15 (sul campo ndr)", che nessuno potrà mai cancellare, ma che non verrà mai più aggiornato. Mai più.
In bocca al lupo a tutti amici e amiche di 22 anni d'avventura.
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