sabato 31 agosto 2013

Bilancio di fine stagione forumistica

Ebbene sì, abbiamo concluso un'altra stagione di questo topic, la nona.
Le cifre nude e cotte sono le seguenti: le pagine prodotte (dall'1/9/12 al 31/8/13) sono state 329, contro le 342 dell'annata precedente, per una diminuzione del 3,8%.
Le visualizzazioni sono state però 266.500, contro le 263.500 del 2011/12, per un aumento dell'1,1%.
In sostanza s'è scritto e discusso un po' di meno (ma non molto di meno), ma l'audience è stata uguale.
Il mese con più visite, nettamente, è stato settembre con 30.500; il meno visto quest'ultimo agosto con 13.500 (il che non stupisce). Nel complesso, l'autunno è stato pimpante (per via delle infinite polemiche che hanno opposto in particolare il qui scrivente a Mario Mazzoleni, presidente del Geas, nonché all'utente Unanotteavversa), l'inverno poco frequentato, la primavera e l'inizio estate di nuovo vivaci.
Ammesso e non concesso che le cifre sulle visite siano attendibili, ma poniamo di sì, parrebbe che la drastica diminuzione di lunghi scritti su questi schermi (ovvero le cronache del sottoscritto, ma consideriamo anche la scomparsa di personaggi di spessore quali ad esempio Kaysay; ma pure gli autorevoli Lurisi e Mascolo hanno scritto poco, quasi più nulla) non abbia influito sull'audience, vista la media di 730 "clics" al giorno nient'affatto inferiore all'anno prima, quando si scriveva 10 volte tanto. E, nella civiltà odierna, cos'altro conta se non il numero di "clics"? Tutti inseguono il "clic".

Chiaro, il gradimento è un'altra cosa. Vari utenti hanno manifestato di non gradire la scomparsa degli scritti lunghi. Sono rimasti, com'è noto, solo i titoli. Ma è un adeguamento ai "trends" contemporanei. Pare che, dei giornali, ormai si leggano solo i titoli, appunto. Quindi c'è parso geniale togliere gli articoli e lasciar solo i titoli. Che poi corrispondono alla stringata sintesi degli "status" di Facebook e dei "cinguettii" di Twitter.
Macché. In realtà avrei anche continuato a scrivere le robe torrenziali. Ma non ce n'erano più le condizioni. Quando nell'autunno 2011 ebbi a iniziare i cosiddetti bollettini "Pink Basket" e "Panorama Lombardo", avevo già iniziato il "Diario" su queste frequenze, e non mi andava di mollarlo a metà (l'avevo già spiegato a novembre, mi pare). Nell'ultimo anno tale impegno ha richiesto ancora più tempo, davvero parecchio (anche perché i collaboratori già sono dei santi e non si può chiedergli di diventare martiri per conto terzi), e in più c'erano un paio di altri lavori piuttosto pressanti, in autunno, il che ha reso necessario tagliare qualcosa, considerando che l'attività (pseudo)giornalistica era esclusivamente serale o nei weekend. E quel qualcosa è stato ciò che si faceva in libertà, cioè per conto di nessuno, e che quindi non era un lavoro ma un hobby.
Questo giusto per spiegare a chi, durante l'annata, ha chiesto perché il topic fosse diventato laconico se non muto, da prolisso e torrenziale che era.
Lo so, col tempo consumato in polemiche infinite (quelle dell'autunno scorso), ci stavano parecchie cronache; ma al di là della necessità inderogabile di rispondere alle polemiche, era questione che non poteva esserci l'impegno fisso a scrivere ogni settimana valangate di resoconti, qui sul forum.
Be', poi forse è anche normale che non si possa fare sempre le stesse cose allo stesso modo e nella stessa quantità.

E' anche una situazione difficile da interpretare, quella attuale. Intendo dire, capire a che cosa un pubblico di nicchia, ma pur sempre esistente, come quello del basket femminile, possa essere interessato.
Francamente è complicato capirlo. Non lo capiscono nemmeno i grandi quotidiani, cosa vuole il loro pubblico fatto di milioni d'utenti, figuriamoci degli umili strimpellatori di provincia che si rivolgono a poche decine. Il fatto è che, a mio avviso, con Internet sempre più totalizzante, nel senso che ormai la maggioranza della gente ci passa ore e ore al giorno, l'interesse è frammentato in mille rivoli, mille canali, mille siti, pagine e iniziative.
Per questo, sembrano ormai passati secoli da quando Superbasket è scomparso, e nessuno pare più interessato alla rinascita di una rivista "panoramica", unitaria e neutrale. Non è solo questione di costi, crisi economica eccetera.
E' questione, sempre a mio parere, che la gente è più interessata a pubblicare su Facebook la foto della pasta al sugo che ha appena mangiato, o del proprio piercing alla lingua, piuttosto che a informarsi su quella parte di mondo del basket che non lo riguarda strettamente da vicino (cioè il 99,9% rispetto al suo onesto ma piccolo 0,1%).

Nel femminile credo che in realtà sia sempre stato un po' un difetto, quello di non considerare il top del proprio settore come modello di riferimento (in poche parole, le giocatrici di tutt'Italia che guardano l'A1 donne, o almeno ne sanno qualcosa, sono una minoranza); ma col moltiplicarsi dei canali tv, delle robe che ti scarichi da Internet, dei social network eccetera, penso che il problema si sia aggravato.
Andare a vedere la partita di A2 della squadra locale o stare a casa a guardarsi il nuovo film appena scaricato e poi masturbarsi su Facebook con le 565 foto delle proprie vacanze, comprese 12 imperdibili scatti della confezione di yogurt al pistacchio mangiato una sera? Magari poi uno riesce a fare tutto, e alla partita ci va pure, ma intanto che assiste smanetta con lo smartphone per metà del tempo. E tra migliaia di immagini, video, tweets e status di cui ci s'ingozza giorno e notte, come si fa a distinguere il significativo dall'insignificante? Tutto si mescola in un calderone rutilante e indistinto.
Hai Basketinside, ad esempio, o i siti societari, che ti danno 125 foto dell'amichevole prestagionale, che puoi vedere sul sito, su Facebook, di qua e di là; ma quando t'ingozzi di lasagne ogni giorno, non rischi di restare senza più appetito quando c'è la cena di gala?
Ovvero, nella quantità di materiale "giornalistico" di cui puoi fruire gratis ogni giorno grazie a Internet, non si finisce per perdere il senso di ciò che conta tanto e ciò che conta meno, se ognuno è "perso dietro ai cazzi suoi" (diceva Vasco), cioè si trastulla con le enormi quantità di materiale che oggi ciascuno può produrre sul proprio orticello (il che da un lato è vantaggioso: altrimenti non avrei potuto scrivere 'ste troiate e qualcuno leggerle :blink: ), ma non ha più tempo né interesse per uno sguardo a 360 gradi in cui si seleziona il meglio dal peggio, l'interessante dal dimenticabile, e si cerca di individuare un filo logico tra gli eventi?
E' un po' come con la tv digitale: una volta avevi una decina di canali, e tutti seguivano quel poco che veniva trasmesso; oggi hai 300 canali, gli ascolti sono frammentati, ognuno guarda qualcosa di diverso e, appunto, cos'è significativo e cosa no?
Traducendo ciò nell'ambito del basket nostrano: l'impressione è che, ad esempio, uno preferisca leggere un articolo sulla sua rispettabile ma sportivamente non brillantissima squadra giovanile anziché uno sul team leader della propria regione, o sulle campionesse d'Italia, o sui "massimi sistemi" del "movimento imploso". Cioè le problematiche, le tavole rotonde su come salvare il basket femminile, eccetera. Quelle che qualche illustre esponente societario mi caldeggiava. Ma io gli dicevo: "Ok, ma mettimi in condizione di poterne parlare. Altrimenti io parlo delle Under 13 della tale società che mi mette in condizione di farlo". Ed è quello che è successo negli ultimi 2 anni. Ma scrivere delle Under 13 della tale o talaltra società è bello, io ringrazio di averlo potuto fare. Solo che, inevitabilmente, sono vicende che interessano solo alla ristrettissima cerchia di chi è direttamente coinvolto, oltre a pochi meritevoli fanatici che seguono tutto di tutti.
Sì, probabilmente non è una novità, questa preferenza per i fatti propri rispetto ai fatti altrui.
Ma l'indubbia novità è che, una volta, chi arrivava a essere pubblicato, cioè trattato dall'informazione giornalistica, era solo l'eccellenza, quindi il pubblico, in un certo qual modo, era costretto a occuparsene, perché era l'unica pietanza a disposizione.
Oggigiorno, chiunque può pubblicare su Internet, e quindi rendere visibile al mondo, 150 foto e 3000 righe di cronaca della partitella Under 13, con ragazze che magari faticano a palleggiare senza darsela sui piedi; e questo soddisfa il proprio fabbisogno d'informazione cestistica.

Non sono certezze le mie, ma impressioni. Che tuttavia mi paiono supportate dai fatti.
Ad esempio, per "Pink Basket" ho trovato più gente che mi chiede "si può fare una pagina in più su di noi e una in meno di panorama generale?", piuttosto che il contrario.
E in fondo la Gazzetta dello Sport è andata incontro pure lei a quest'esigenza di particolarismo, con le pagine "Milano & Lombardia", dove accanto alle realtà di vertice c'è spazio per quelle minori. Così anche il dilettantuccio di decima serie può andare sulla Gazza. Uno vuol leggere più di se stesso e meno degli altri. Anche se lui fa abbastanza pietà e l'altro è bravo. Perché la tendenza è pretendere (o almeno sperare) che gli altri clicchino "mi piace" alla foto della tua pasta al sugo che hai appena pubblicato su Facebook, anziché lasciar perdere le proprie quisquilie e cagatelle per seguire chi ha qualcosa di più interessante da proporre.

Va da sé che, probabilmente, chi vuol fare simil-giornalismo nel contesto attuale, conviene che tenga conto di questa esigenza. Sapendo, poi, che tutto può cambiare, ribaltarsi e disfarsi da un giorno all'altro. Siamo in anni in cui, un'estate, ti schiatta la Comense e ti si declassa il Geas; l'estate dopo, ti scompare Taranto, e un giorno pubblichi i progetti del presidente regionale e il giorno dopo apprendi che il presidente regionale si è dimesso. A un tiro di fionda da casa mia, hanno pure cancellato il torneo internazionale Under 17 (maschile) di Bovisio Masciago, dove era passata gente come Gallinari, Aradori, Melli e vari slavi che adesso sono in Eurolega. Doveva svolgersi, come sempre, in questi giorni. Ma han detto, così, da un giorno all'altro: "il torneo non si fa più".
E di chi scompare cosa rimane? Qualche status su Facebook, qualcuno che clicca "mi piace" alla notizia (ma che cazzo ti piace, che è crepata una società o se n'è andata una persona), qualcuno che commenta, e tutto si perde in mezzo alle foto della pasta al sugo e del piercing all'ombelico della tale giocatrice.

Ma poniamo anche che uno risolva questi dubbi filosofici. Concretamente, ci vogliono prospettive, direzioni in cui andare.
Tra parentesi, mi permetterei un monito ai giovani (e meno giovani) alfieri dell'informazione online: se offri 100 polpette gratis al giorno, ti condanni a offrirne sempre 100 se non 105, e poi 110 eccetera, e difficilmente riuscirai a farti dare un compenso per quello che abitui a ricevere gratis: già è un miracolo, nel mercato del lavoro attuale, trovare qualcuno che ti paga seriamente, figuriamoci se sei tu a esser ben lieto di produrre a compenso zero... E allora o sei ricco di famiglia o, prima o poi, ci sarà qualche complessità nell'andare avanti come prima.
Ma estendiamo il discorso alle giocatrici: abbiamo una generazione di giovani che sta venendo su bene, lo dimostrano i risultati; le contingenze poi hanno fatto in modo che molte di loro trovino spazi in A1 e A2 superiori a quelli che si davano alle giovani qualche anno fa. Insomma ci sarebbe di che essere ottimisti.
Ma c'è bisogno che il mestiere di giocatrice possa essere ancora praticato, perché senza prospettive, una persona prima o poi è costretta a mollare. O comunque non può impegnarsi a tempo pieno.
Ecco, più che agli arrovellamenti giornalistici mi piacerebbe che si trovasse una risposta a questo problema. Possiamo farci una ragione della perdita delle riviste (anche se ripassare la collezione fa una tristezza, perché pare un cimitero: Superbasket, Giganti, Assist, Magic Basket, American Superbasket, Dream Team, Black Jesus, Str8B, tutti morti e sepolti: certo, alcuni erano progetti velleitari e durarono poco, ma altre erano realtà storiche), ma perdere questa generazione di giocatrici coltivata tra mille difficoltà e ora sul punto di sbocciare, questo non potremmo sopportarlo.
Sono le giocatrici ad avere in mano la chiave della passione altrui, quella che crea interesse. E più brave sono, più passione creano, più persone portano dentro. Se tutto non annega nell'indistinta brodaglia di Internet, dove ogni giorno ti offrono 100 chili di gelato gratis, che sulle prime ti pare esaltante, ma alla lunga ti viene il mal di pancia e ti si scassano le papille gustative, così che non distingui più il meglio dalla mediocrità.
E però la sensazione è che basterà, ancora una volta, che i palloni rimbombino sul parquet, le giocatrici sgambettino e le retine si straccino (va be', a volte più che altro, i ferri s'ammacchino...) per scacciare ogni cappa depressiva.

I titoli (del 31 agosto)

Europei U18 - A Vukovar siamo sesti, risultato che non esalta né deprime

Europei U18 - Dopo il 2° posto nel girone, c'era la possibilità e la speranza di andare a medaglia

Europei U18 - Ma un'Olanda gagliarda (anche se poi finisce ultima tra le "big 4") punisce il nostro blackout nei quarti

Europei U18 - Un parzialaccio di 2-21 nel 3° periodo (simile alla finale U20) ci costa il k.o. 55-68 (Zandalasini 19, Crudo 14); poi battiamo Svezia e perdiamo con Russia

Europei U18 - Zandalasini chiude come nostra top per punti (13,9), recuperi e stoppate; prende anche 6,3 rimbalzi; ma resta sotto il 40% al tiro

Europei U18 - "Zanda" perde lo scettro europeo tra le '96 a favore della serba Crvendakic (migliori cifre e miglior piazzamento)

Europei U18 - Spagna mostruosa, fa piazza pulita anche qui (60-46 alla Francia): è poker di ori tra senior e giovanili

Europei U18 - La Serbia col suo abnorme pubblico strappa il bronzo all'Olanda con un canestro allo scadere

Giovanili - Nel bilancio complessivo dei 3 Europei siamo secondi solo alla Spagna, al pari della Francia: bravi tutti (ragazze, coach e dirigenti)

Giovanili - Se si polemizza per il 6° posto del team di Nani (ed è il peggior risultato estivo) vuol dire che siamo messi bene

Senior - Iniziati gli allenamenti (non ancora per tutti), siamo ufficialmente nel 2013/14

A1 - Sarà ancora Schio un gradino sopra tutti; ma l'importante è avere 12 squadre fino in fondo e ritrovare spazio in tv

A1 - Con 2 squadre in più e una straniera in meno, crescerà lo spazio italico

A2 - Mosse degli ultimi giorni o non ancora segnalate: Ferretti a Battipaglia, Siccardi a Brindisi, Brunelli a Selargius, Capolicchio a Muggia

Varie - Il grande dilemma d'inizio stagione: funzioneranno le pratiche sul nuovo "Fip online"?

Wnba - Si avvicinano i playoff; Chicago di Delle Donne domina ancora l'Est, testa a testa Minnesota-Los Angeles all'Ovest

Wnba - McCoughtry ancora davanti a Taurasi tra le marcatrici; per il 3° posto lottano Delle Donne, Moore e Parker

Wnba - Una stagione esaltante grazie alle "super rookies" (Delle Donne, Griner, Diggins) e alle stelle già presenti: audience tv raddoppiata

giovedì 29 agosto 2013

ll perenne piagnisteo del femminile

Intermezzo (tragi)comico: ci colleghiamo con la mitica "età dell'oro" del femminile nostrano, cioè verso la fine degli anni '80, e scopriamo cosa propone il menu di un qualsiasi numero di Superbasket del 1989.

I ritornelli hanno un che di familiare: federali ovviamente mangiasoldi e inerti, dirigenti di società ovviamente ottusi, vivai ovviamente in desertificazione, arbitri ovviamente incompetenti, eccetera.
Curiosità: tra i messi alla gogna ci sono nientemeno che l'arbitro Lamonica (viene definito "incapace": ha poi diretto una finale mondiale e una semifinale olimpica...) e Bruno Arena, il futuro comico di successo, reo di non avere il patentino (si ironizza sull'omonimia con Lello Arena, ma Bruno come comico a me è sempre parso meglio).

Morale? Il femminile, ieri come oggi, è il tempio del malcontento, della bega da cortile, del sapientone di turno che punta l'indice a destra e a mancina sapendo che sparando a zero si ottiene l'applauso facile.

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Da un Superbasket di agosto 1989:

"Inutile nascondere la realtà - ammette Porrati, presidente della Nuvenia Magenta -: il basket donne è in crisi. Tutto è basato su un castello di carta né forte né consolidato. Gli introiti sono rimasti invariati mentre la sponsorizzazione non ha superato il 30% dei costi. Soprattutto noi presidenti dobbiamo recitare il mea culpa. Ora iniziamo a piangere. La via d'uscita è un ridimensionamento. Bisogna dare più spazio alle giovani".

In altra pagina:

"Purtroppo il movimento femminile rischia davvero di lasciare il parquet e di sgretolarsi come un castello di sabbia sulla battigia".

Per la serie "il movimento è imploso", ritornello di 24 anni fa come di oggi.

venerdì 23 agosto 2013

Le medie-pubblico in A1 nel 1989/90: non meglio di adesso

Curiosità: le medie pubblico in A2 nel 1989/90. Direi che almeno al Nord non si stava meglio di adesso.



mercoledì 21 agosto 2013

I titoli (del 20 agosto)

Europei U16 - Quarte: c'eravam fatti la bocca buona ma è una medaglia di legno... pregiato

Europei U16 - Dalla Bulgaria si porta a casa il biglietto per i Mondiali U17 (seconda apparizione consecutiva): ci confermiamo potenza in un arco di 6 annate (dal '92 al '97)

Europei U16 - Terze nel girone dopo il 44-60 incassato dall'Ungheria, c'esaltiamo nei quarti con la Russia (61-55, Pan 24)

Europei U16 - Poi in semi un secco 54-73 dalla Rep. Ceca (Santucci 14; 23-46 nella ripresa) e nella finalina un nuovo k.o. con l'Ungheria (55-62 limando scarto nel finale; Pan 16, Santucci 14)

Europei U16 - Intanto la Spagna, tanto per cambiare, vince l'oro (stitico 54-49 sulla Rep. Ceca)

Europei U18 - In Croazia l'ultima giostra dell'estate, speranze ancora vive; possibile il 2° posto nel girone (Russia od Olanda nei quarti)

Europei U18 - Nella prima fase battuta 66-44 la Slovacchia (Zandalasini 21), suonate dalla Francia 55-71 (Gambarini 13; Zanda solo 6), sopravviviamo 59-58 alla Slovenia (Zanda 11)

Europei U18 - Nella seconda fase d'autorità sulla Svezia (72-49; Botteghi 13), d'emozione sulla Serbia (64-62; Zanda 21)

A1 - Zanoni torna a Parma

A2 - Mercato agostano pimpante: si segnala Genova con Elena e Martina Bestagno

A2 - Altre manovre delle settentrionali: Romagnoli a Muggia, Canova a Valmadrera, Bona a Broni, De Gianni torna a Udine

A2 - Mosse meridional-isolane: Valentina Gatti a Brindisi, Visconti a Selargius, la slovacca Letkova all'Astro Cagliari, Pieropan a Napoli, Minali a Battipaglia

Wnba - Oltre i 2 terzi di stagione regolare: sempre Chicago davanti ad Atlanta all'Est, Minnesota quasi pari con Los Angeles all'Ovest

Wnba - McCoughtry ha sorpassato Taurasi fra le bombers, Fowles sempre avanti nei rimba, Griner nelle stoppate

mercoledì 7 agosto 2013

I titoli (del 6 agosto)

Europei U16 - Dopo 4 vittorie oggi battute dalla Rep. Ceca (57-52)

Europei U16 - In precedenza sconfitti Belgio (58-37), Olanda (60-56) e Lituania (57-35) nella prima fase, Francia (63-57) nella seconda con 19 di Pan

Europei U16 - Siamo già sicuri ai quarti, mercoledì con l'Ungheria si definisce la posizione

Europei U16 - Prevedibile leadership realizzativa da Pan e Santucci, interessante contributo dalla torre del '99 Cubaj (attrazione al "Regioni" e al Join The Game)

Torneo Amicizia U15 - Terzo posto per l'Italia di Riccardi: vittoria netta con la Grecia, -12 con la Francia, onorevole -3 con la Spagna

A1 - Nelle ultime 2 settimane spicca la firma di Cinili per il Kayseri (Turchia, recente primatista di pubblico femminile in singola partita)

A1 - Attiva Orvieto: conferma Sutherland, piglia Maznichenko, Buccianti, Panella e Gaglio

A1 - Assunzioni dal piano di sotto: Ngo Ndjock a Parma, Rulli al Cus Cagliari (che ospiterà l'Opening Day)

A1 - Movimenti ce n'è, manca finora il botto: ma devono collocarsi le profughe di Taranto

A1 - Quanto è cambiato il panorama: delle 12 squadre 2013/14, solo 4 erano già in A1 nel 2007/08 (di cui Venezia è tornata quest'anno)

A2 - Si placa la protesta di Valmadrera, le 4 "conference" sono digerite da tutti

A2 - Qualche perplessità sui gironucoli da 7 (con una per volta a riposo e l'interesse frammentato in 4) per noi rimane, ma pazienza

Wnba - Superata metà stagione: a Est capeggia Chicago di Delle Donne davanti ad Atlanta; a Ovest domina Minnesota (16-3) con dietro L.A.

Wnba - Stelle vecchie & nuove: Parker mvp dell'All Star Game; Taurasi (strano...) prima realizzatrice; Delle Donne quarta nei punti, Griner prima per stoppate e % al tiro