Intermezzo (tragi)comico: ci colleghiamo con la mitica "età dell'oro" del femminile nostrano, cioè verso la fine degli anni '80, e scopriamo cosa propone il menu di un qualsiasi numero di Superbasket del 1989.
I ritornelli hanno un che di familiare: federali ovviamente mangiasoldi e inerti, dirigenti di società ovviamente ottusi, vivai ovviamente in desertificazione, arbitri ovviamente incompetenti, eccetera.
Curiosità: tra i messi alla gogna ci sono nientemeno che l'arbitro Lamonica (viene definito "incapace": ha poi diretto una finale mondiale e una semifinale olimpica...) e Bruno Arena, il futuro comico di successo, reo di non avere il patentino (si ironizza sull'omonimia con Lello Arena, ma Bruno come comico a me è sempre parso meglio).
Morale? Il femminile, ieri come oggi, è il tempio del malcontento, della bega da cortile, del sapientone di turno che punta l'indice a destra e a mancina sapendo che sparando a zero si ottiene l'applauso facile.
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Da un Superbasket di agosto 1989:
"Inutile nascondere la realtà - ammette Porrati, presidente della Nuvenia Magenta -: il basket donne è in crisi. Tutto è basato su un castello di carta né forte né consolidato. Gli introiti sono rimasti invariati mentre la sponsorizzazione non ha superato il 30% dei costi. Soprattutto noi presidenti dobbiamo recitare il mea culpa. Ora iniziamo a piangere. La via d'uscita è un ridimensionamento. Bisogna dare più spazio alle giovani".
In altra pagina:
"Purtroppo il movimento femminile rischia davvero di lasciare il parquet e di sgretolarsi come un castello di sabbia sulla battigia".
Per la serie "il movimento è imploso", ritornello di 24 anni fa come di oggi.
"Inutile nascondere la realtà - ammette Porrati, presidente della Nuvenia Magenta -: il basket donne è in crisi. Tutto è basato su un castello di carta né forte né consolidato. Gli introiti sono rimasti invariati mentre la sponsorizzazione non ha superato il 30% dei costi. Soprattutto noi presidenti dobbiamo recitare il mea culpa. Ora iniziamo a piangere. La via d'uscita è un ridimensionamento. Bisogna dare più spazio alle giovani".
In altra pagina:
"Purtroppo il movimento femminile rischia davvero di lasciare il parquet e di sgretolarsi come un castello di sabbia sulla battigia".
Per la serie "il movimento è imploso", ritornello di 24 anni fa come di oggi.
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