mercoledì 22 agosto 2018

Wnba - playoff (1° turno): eliminazione di Zandalasini

Minnesota è partita meglio, con Moore che sembrava tornata quella spaziale degli scorsi playoff, dopo una stagione regolare sottotono rispetto ai suoi standard. Ma poi si è spenta lei e in difesa non c'è stato modo di arginare il duo di tiratrici Gray-Williams, che dal 2° quarto hanno prodotto un martellamento micidiale da fuori, bilanciato con le soluzioni ravvicinate di Ogwumike (più lei che Parker).
Fowles, imbragata all'inizio, è poi venuta fuori per Minnesota; l'anziana Whalen, alla sua ultima partita, ha messo pezze d'orgoglio; c'è stato il già citato fattore a sorpresa Fagbenle; ma la risalita da -14 tra fine 3° e inizio 4° quarto non si è completata.
Momento chiave quando Moore ha fallito due liberi per il -2, e sarà mancato un minuto e mezzo, mentre di là Los Angeles ha segnato.
C'era in generale più energia per L.A. Le armi di Minnesota constavano nella classe e nell'esperienza, ma sarebbe bastato solo se le avversarie fossero incappate in una serata scadente al tiro.
Zandalasini? Bene aver giocato 25 minuti in una partita di playoff, dove nulla è regalato, però di fatto era avulsa dalle manovre d'attacco. Tre triple sugli scarichi (solo la prima a bersaglio) e un tiro dalla media cadendo all'indietro, un po' forzato (anche se è nel suo repertorio), su cui Ogwumike ha chiuso brillantemente in aiuto, rendendole quasi impossibile segnare. Ha toccato la palla davvero poche volte; in un'occasione ha commesso uno sfondamento banale, anche se dubbio, allargando il braccio nel palleggiare.
Insomma poteva andar meglio sia individualmente sia di squadra, per quanto non sia andata da cani.

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