lunedì 4 giugno 2007

Amarcord mica (1) - Finali nazionali Juniores 2003

Lo scopo di questa rubrica a comparsa intermittente è, come suggerisce il titolo, di rievocare eventi passati del basket femminile rigorosamente non vissuti in prima persona, utilizzando quindi solo notizie di seconda o terza mano, come si conviene a un buon giornalista d’oggigiorno.
Naturalmente chi ha esperienza diretta al riguardo e vuole raccontarla, è benvenuto.
Cominciamo con un evento giovanile perchè è in tema con l’evento-clou della settimana (le finali nazionali Under 19) e perché ha per protagoniste numerose Favorite del Comitato.


LE FINALI NAZIONALI JUNIORES 2003

MESI CALDI – Inizio giugno 2003. L’Italia è da due anni sotto il tallone berlusconiano. Impegolato in una serie di processi da quei cattivoni delle toghe rosse, l’astuto Silvio sta per escogitare il cosiddetto “lodo Maccanico”, che prevede l’immunità (nel suo caso impunità) per le 5 più alte cariche dello stato. Ovviamente dichiara che lo fa per tutelare il presidente della repubblica Ciampi... :grr:
Nella primavera appena trascorsa, ha tenuto banco la guerra in Iraq, denunciata da migliaia di bandiere della Pace che pendono dai balconi di tutta Italia, ma incondizionatamente appoggiata dal premier di Arcore: a sentire le fanfare del centrodestra, l’”esportazione di democrazia” doveva essersi gloriosamente conclusa in meno di un mese (e infatti il Giornale di Berlusconi, per irridere i pacifisti, alla conquista di Bagdad pubblica in prima pagina una bandiera americana con la scritta “Pace”: davvero profetici...). :sick:
Tuttavia, il clima in Italia è rovente non solo metaforicamente: l’estate 2003 è infatti la più torrida degli ultimi 50 anni, 3 mesi ininterrotti di sole, senza nemmeno l’ombra di un temporale. Temperature folli, gente che boccheggia per strada, insetti che ti guastano i meritati panini con la salamella alle sagre estive.

PROTAGONISTE –
Per fortuna la sede scelta per le finali nazionali Juniores femminili (under 18) è Gressoney, Val d’Aosta, dove peraltro – pure lì – non s’erano mai viste temperature simili. Consueta formula a 2 gironi da 4 squadre, le prime due in semifinale.
Nel gruppo A la favorita è Biassono di Paolo Fassina. Con lo stesso gruppo è arrivata terza alle finali del 2002 ad Albenga, ha varie giocatrici già importanti in A2 dove si è salvata con onore. L’asse portante, tutto di classe ’85, vede il grande talento di Laura Fumagalli con “Lalla” Gorla come esterne, una possente pattuglia di lunghe come Elena Bratovich, Cristina Nobis e soprattutto Alessandra Calastri; c’è anche la play Elena Viganò che tra queste è l’unica ancora oggi a Biassono.
La Pilot ha vinto il titolo regionale lombardo precedendo di 2 punti il Geas e di 4 Rho, a loro volta poi qualificatesi alle finali nazionali. 13 vinte e 1 persa il record delle brianzole: unica sconfitta un 63-54 in casa del Geas con 17 di Zanoni, 16 di Arturi e con Fumagalli in campo solo 17’ (con 14 punti) per problemi fisici. (Il riferimento alla fase regionale mi permette di dire che nell’Idea Sport Milano si metteva in luce la giovane lunga, classe ’87, Dunja Vujovic). :clap:
L’altra potenza del girone A è il San Raffaele Roma di Amedeo D’Antoni, che punta sull’atletismo di Ngo Ndjock, sulla talentuosa ala Lavinia Santucci e sui play Castorani e Busso. Interessante ma acerba Pozzuoli (scudetto Cadette l’anno prima) che allinea il play classe ’86 Chiara Pastore e alcune future protagoniste della... Peluche League come l’esterna Margiò e le lunghe Scibelli e Innocente. Poche chances, sulla carta, per Rho di Ernesto Faggioli, terza classificata in Lombardia, in cui spiccano l’estrosa guardia Menapace e la grintosa ala Laura Bonetti; c’è anche Susanna Frantini, sorella della più celebre Michela, attuale stella del Geas, ma ci sono anche un paio di assenze per infortunio.

Nel girone B ci sono le campionesse in carica con l’attrazione principe di queste finali. Stiamo parlando ovviamente della Valtarese di Dubravka Dacic, il centrone di 2,01 che, al suo ultimo anno di giovanili, non ha ancora molto spazio in prima squadra ma ha già collezionato presenze con la Nazionale maggiore, e promette di diventare il pivot del futuro per il basket azzurro. Non a caso il tema principale della kermesse di Gressoney è “Dacic contro tutte”. Tra l’altro non si può dire che alla squadra di Scanzani manchi il “cast di supporto”, tra le guardie Scanzani (’86), Bini e Bianchinotti e l’ala Catellani. Già scudettate ad Albenga 2002, puntano chiaramente al bis.
Le parmensi non sembrano avere rivali serie nel girone. Pesanti infatti le assenze per infortunio che appiedano Cus Roma e Livorno. Alle romane infatti l’ala Bonafede, alle toscane la lunghissima Eva Giauro (classe ’86), la miglior risposta possibile a Dacic ma già allora alle prese con una cronica fragilità fisica. Livorno può comunque contare su giocatrici di talento come le play-guardia Carlesi e Buccianti e l’ala Mariani (tutte future “star” della Peluche League), mentre nel Cus il nome più noto è la lunga Giada Novarina (’87) – il che, secondo i maligni, è tutto dire –, ma il collettivo non è malvagio. L’occasione è comunque buona per il Geas Sesto di Maurizio Manzati, che però ha un organico composto in buona parte da giocatrici “sotto età”: tra queste il promettentissimo asse “AZ”, ovvero il play dell’87 Giulia Arturi e l’estrosa ala dell’86 Ilaria “Iaia” Zanoni. Una garanzia sotto canestro l’85 Nadia Rovida, da seguire anche Chiara Bonfanti e Alessandra Rigamonti (sì, proprio la futura “arma segreta” del Dark Side campione di Binzago nel 2005...). :

ELIMINATORIE – Partono le danze ed è sinfonia Biassono nel girone A. La Pilot Italia supera l’insidioso ostacolo Pozzuoli (71-62) con una scatenata Gorla (27), Fumagalli a 18 e Calastri a 9, mentre il San Raffaele rifila un ventello a Rho (69-49) cui non bastano i 14 di Menapace. Il calendario prevede che le due vincenti della prima giornata si affrontino nella seconda, ed è Biassono a prevalere in un serrato testa a testa (68-64, esattamente il doppio del primo tempo, 34-32) con Gorla che bissa la prova super del giorno prima e ne fa altri 27, aiutata ancora da “Fuma” (19) e “Cala” (12). Pozzuoli si sfoga sulla malmessa Rho (70-40; Menapace 12). È dunque sfida decisiva per il 2° posto tra San Raffaele e Pozzuoli e le romane assorbono bene il colpo passando il turno con un 82-65. Già qualificata, Biassono va sul velluto nel derby con le malcapitate rhodensi (75-47) dando spazio a tutte (Fumagalli e Gaverini, con 11, le migliori marcatrici; di là Bonetti con 14 e Menapace con 12).

Anche nel girone B va come da copione per il primo posto. La Valtarese soffre ma piega il Geas all’esordio (57-53) nonostante una rimonta delle milanesi dal –14 dell’intervallo. Rovida fa bella figura contro Dacic segnando 14 punti, 13 ne mette Arturi, 11 Rigamonti, un po’ in ombra Zanoni che si ferma a 7. Combattuta anche l’altra partita, che va a Livorno per 47-43 sul Cus Roma. Tutto molto più facile per Borgotaro contro le toscane (64-41) e qualificazione in saccoccia, mentre è da brividi la sfida tra Sesto S. Giovanni e Roma: il Geas si fa rimontare il 31-23 di metà gara, al 40’ è 61-61 e l’overtime sorride al Cus nonostante i 20 punti di Zanoni (Arturi 14, Rovida 13). Momento critico, dunque, per il Geas che poteva essere a 4 punti e invece si ritrova al palo; ma non è ancora detto... Infatti, dopo che la Valtarese chiude imbattuta con un 55-46 sul Cus, le milanesi scendono in campo contro Livorno sapendo di poter passare in caso di vittoria con almeno 5 punti di scarto. Missione compiuta: dopo il 29-25 dell’intervallo, il Geas allunga sul 58-50 finale (Rovida e Zanoni 17, Arturi 14) e manda a casa le toscane grazie alla classifica avulsa (Geas +4, Cus 0, Livorno –4).

SURPRISE! – Sembra dunque profilarsi una finale Valtarese-Biassono, come da pronostici iniziali. Ma le semifinali ribalteranno clamorosamente gli esiti della prima fase.
Un derby, si sa, è sempre insidioso. Tanto più per Biassono che ha tutto da perdere rispetto a un Geas che, dopo aver visto lo spettro dell’eliminazione, ha ritrovato morale con l’impresa su Livorno, mentre Biassono si è forse rilassata un po’ troppo con la passeggiata su Rho. Inoltre Biassono, tutta di ’85, sa di essere all’ultima occasione, a differenza del giovane Geas; e sulle brianzole pesa anche lo spettro di un bis dell’anno prima, quando la squadra di Fassina ha fatto 3-0 nel girone per poi farsi fregare (48-51) in semifinale dal Cus Roma. Tensione, difese ed errori la fanno da padroni in questa semifinale tutta milanese: 19-18 per Biassono lo striminzito parziale all’intervallo; non cambia la musica nella ripresa, sempre all’insegna di canestri col contagocce, con il Geas che propone un’insidiosa zona per limitare il talento individuale delle avversarie, riuscendoci in pieno: solo Fumagalli va a segno con continuità (19 punti), ne mette 9 Viganò, 8 Gorla che però non è quella scintillante delle prime due partite; tradiscono le lunghe con Calastri che si ferma a 2 e Bratovich a 3. Sesto va avanti in dirittura d’arrivo, l’ultimo tentativo disperato di Gorla non va a segno: 41-40, clamoroso al Cibali, rossonere in finale, Biassono fuori! :woot: Decisive in attacco Rovida (13 punti), che vince decisamente il duello con le rivali, e la top scorer Zanoni con 17.

Un altro shock dalla seconda semifinale. L’idea di D’Antoni per limitare Dacic è una triangolo e due: il totem parmense si ferma a 16 punti, Scanzani ne mette 14, ma le esterne sparacchiano orrendamente (0/7 per Bini, 5/17 per la stessa Scanzani, 1/17 per Bertolini). Non che dall’altra parte si tiri con molta più precisione, sicché il punteggio è appena più alto che nell’altra semifinale. A fare la differenza è Monique Ngo Ndjock che inizia a mettere la sua firma su queste finali, totalizzando 14 punti e 20 rimbalzi in faccia a “Daciciona”. Finisce 53-48 e le campionesse si devono scucire lo scudettino dal petto.

FINALI - Mentre Rho evita l’ultimo posto battendo Livorno con 23 di Menapace, le grandi deluse si sfidano per il 3° posto. Sfogano tutta la loro rabbia le due stelle principi, ovvero Dacic che ne mette 28 e Fumagalli che risponde con 32 (Gorla 12, Calastri 11). Finisce 71-64 per la Valtarese, ma è una “medaglia di bronzo” con pochi sorrisi.
Atto finale tra le due grandi sorprese. Il Geas vuole provare il miracolo-bis, ma il San Raffaele ormai è un rullo compressore e Ngo Ndjock spadroneggia in lungo e in largo. All’intervallo c’è ancora equilibrio (34-29 Roma), ma nella ripresa Sesto non vede più il canestro (13 punti in 20’) e il San Raffaele allunga fino al trionfo sul 57-42. Strepitose le cifre di Ngo Ndjock: 28 punti e 20 rimbalzi. Santucci ne segna 10, Busso 7, Castorani 6. Anche per il Geas marcature concentrate in poche giocatrici: Zanoni 13, Rovida 10, Arturi 9. La differenza ovviamente l’ha fatta tutta il ciclone Ngo Ndjock. Rovida comunque completa una settimana di grande costanza nel rendimento (sempre in doppia cifra), vincendo il duello (a distanza e non) con Calastri. Roma può festeggiare uno storico scudetto, ma il Geas impara bene come si fa... e l’anno dopo toccherà alle rossonere conquistare il tricolore, nonostante la perdita di Rovida, uscita di categoria.

E DOPO? – Finali sicuramente tra le più interessanti dal punto di vista dei colpi di scena, ma che riflettono un periodo critico per i settori giovanili in rosa. È significativo il fatto che tra le 8 finaliste ce n’è appena una che fa capo a un club di A1, quando fino a non molti anni prima le finali juniores erano terreno di sfida per le potenze del massimo campionato. Queste difficoltà in atto sono testimoniate anche dal futuro delle protagoniste delle finali 2003. Se Dacic, indiscutibilmente, ha mantenuto le promesse diventando la miglior pivot italiana (checché ne dicano i numerosi critici), nessun’altra delle protagoniste (comprese quelle assenti là per infortunio) di quelle finali si può considerare una “stella” o prossima tale: al massimo abbiamo rispettabili giocatrici, da due o tre anni nella massima serie, come Santucci, Bonafede e le ’86 Zanoni, Pastore e Giauro, quest’ultima con le carte (anzi, i centimetri) in regola per diventare davvero importante, ma di fatto bloccata da troppi infortuni (come in parte, ma per fortuna meno, è successo a Dacic). Mentre la stella più luminosa di Gressoney, Ngo Ndjock, è arrivata solo quest’anno in A1 ma è stata limitata da problemi fisici.
In particolare è dalle lombarde, Zanoni a parte, che ci si poteva aspettare qualcosa di più. Ma le cose sono andate come sappiamo: Fumagalli ha messo il naso in A1 ad Alghero ma è stata respinta senza troppa gloria; Rovida è capitata nel posto sbagliato (Alessandria in via di scioglimento) e ora pare avere altre priorità nella vita; Calastri era entrata nel giro della nazionale quando un maledetto infortunio le ha fatto perdere un anno chiave per la sua crescita; Gorla pare difficile che possa essere più di una buona giocatrice di A2.

In generale, però, va detto che le ’85, così come le annate immediatamente prima e dopo, hanno avuto la sfiga di raggiungere l’età senior proprio nell’epoca in cui le squadre di A1 spalancavano allegramente le proprie porte a straniere e naturalizzate assortite, con il risultato non solo di ridurre i posti a disposizione per le italiane, ma anche di spegnere nelle stesse società l'interesse a creare giovani giocatrici nostrane. Peccato. Dicono certi sapienti: ma quelle davvero forti, il posto lo trovano comunque. Può darsi, ma un sistema che funziona non dovrebbe permettere anche alla “classe media” di inserirsi nel massimo campionato di casa nostra, visto che si tratta pur sempre di prodotti tra i migliori dei nostri settori giovanili?

Nessun commento:

Posta un commento