domenica 3 giugno 2007

[B2 lomb.] Resoconto di Mariano-S. Gabriele, gara-3

Voilà il report da Mariano-Sanga G3... intanto Varese ha battuto Lodi 62-42 in un Campus finalmente accortosi che esiste anche il femminile nella "Garden Town" (200 spettatori suppergiù) e va in finale.

Anche stavolta ci siam dovuti accontentare di metà partita a Mariano... andamento simile a gara-1, col San Gabriele abbastanza in controllo all’intervallo (28-34 stavolta, 32-39 la settimana prima) ma superato alla distanza. Però stavolta non c’è stata la volata finale, il Sanga s’è arreso prima, sebbene stavolta non sia stato falcidiato dalle uscite per falli, né da un mini-infortunio a Palacios.
E allora? Intanto Mariano ha recuperato Longoni (sebbene non al 100%) e non è poco, poi c’è Conti che sta un pochino meglio, e soprattutto c’è stata una Napoli strepitosa, roba da Lebron James di qualche sera prima. Mancavano solo le schiacciate, il resto l’ha fatto tutto: 33 punti, 7/9 da 2, 1/1 da 3, 16/19 ai liberi. Sospensioni, entrate in controtempo con fallo, contropiedi, recuperi... Il Sanga non è riuscito a trovare il modo di arginarla.

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Nadia Longoni marcata da Florencia Palacios

Più in generale, le esterne del Sanga hanno disputato una prova sottotono, non riuscendo, nel 2° tempo, praticamente più a segnare da fuori. Il momento-chiave è stato dopo il canestro di Nobis che ha aperto il 3° quarto per il +8 Sanga (tra parentesi, va notata la prestazione positiva dell’ex-Biassono, in versione “Mutombo” in difesa: abbiamo contato 4 stoppate, quindi ne avrà fatte almeno 5; :o: in attacco fa la sua parte, ma tirare più da fuori che da sotto non è il massimo per una che suoera di 10 centimetri abbondanti l’avversaria più alta...). Mariano, che veniva da un primo tempo poco convincente (14-19 al 10’, poi come detto 28-34 al 20’), con tanti errori, si è sbloccata da fuori con due triple di Ceppi e Lupo (34-36). Da lì, per qualche minuto si è segnato a singhiozzo, ma Mariano ha messo la testa avanti con un’entrata di Tavecchio con sospetti passi di partenza (40-39).

Poi è cominciato, anzi ripreso (visto che era già a 15 all’intervallo) il Napoli-show, culminato nella seguente serie: tripla un po’ culosa, palla rubata a Brusati e canestro dai 5 metri sul lato destro per il 51-43 Mariano. Il tutto mentre il Sanga colleziona palle perse e non riesce a sfruttare il mismatch Palacios-Longoni (una quindicina di centimetri, di chili non lo dico perchè sono delle signore...): l’argentina, dominante nel 1° tempo (15 punti anche per lei), non demerita nel secondo ma di fatto non riesce più a fare la differenza, anche perché, come detto, l’attacco arancione perde palloni su palloni. Giunzioni resta a secco nel 3° quarto, Brusati e Macchini segnano solo su tiro libero. Meroni con un tiro dai 6 metri fissa allo scadere il punteggio sul 53-46.

Ultimo quarto aperto ancora da Meroni con un arresto e tiro (55-46). Ci si attende una reazione del Sanga, ma c’è qualcosa di strano nelle milanesi, forse è un’impressione, ma non sembrano “energiche” come richiederebbe una gara-3, anche le ragazze in panchina sono fin troppo tranquille. (Va detto che il clima non è particolarmente “caliente”: la palestra di Mariano è stracolma, ma buona parte sono spettatori neutrali, e quelli di Mariano sono tutt’altro che ultras.)

Ma conta quello che si vede in campo, e allora diciamo che si vede Ceppi rimontare di pura grinta Giunzioni lanciata in contropiede e deviarle sul fondo la palla, impedendo due punti già fatti. Però Mariano fa rifiatare Napoli e paga dazio in attacco, non riuscendo più a penetrare e accontentandosi di tiri da fuori che non entrano. Ne approfittano Giunzioni in contropiede e Palacios trasformando due buoni assist, per confezionare uno 0-6 che riapre improvvisamente i giochi (55-52 a 7’ dalla fine). Ma il Sanga non sfrutta il momento buono, s’impalla nuovamente e per 2 minuti non segna nessuno (ancora 55-52 a –5’). Sblocca l’impasse Lupo con un triplone con avversaria in faccia (58-52), primo colpo della sequenza che ammazza la partita: Napoli penetra sulla linea di fondo e segna in controtempo col fallo (61-52), recupero Mariano e Lupo segna in contropiede: 63-52 a –2’40”.

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Ancora Nadia Longoni, qui mentre attacca in penetrazione Giulia Minervino

Fassina abbassa il quintetto con Gregori e Minervino dentro e Nobis fuori; prova inoltre una 1-3-1 o qualcosa del genere. Minervino fa quello che le sue compagne di reparto non sono riuscite a fare per tutta la ripresa, ovvero buttarsi dentro con furia: ne ricava due canestri e parecchi falli, ma fa solo 2/6 in lunetta, per cui capitalizza solo in parte il gran lavoro fatto, anche perché a –1’15” commette sfondamento in entrata sul 66-59 ed è praticamente la parola fine, mentre poco prima un fallo a rimbalzo su Palacios aveva consentito all’argentina di ridurre a –6 lo svantaggio. Ma Mariano dalla lunetta trema poco e il vantaggio torna ad allargarsi, anche perché Fassina si becca un tecnico per proteste generate da un errore del tavolo che “mangia” 7 secondi facendo andare il cronometro a gioco fermo.

Finisce 75-62 ed è fin troppo punitivo per il Sanga, ma per quello che si è visto in stagione, e in definitiva anche in questa gara-3, giusto così. Milano non era partita per salire in B1 e quindi può andare in vacanza senza troppi rimpianti, certo però che quando in una serie vai all’intervallo in vantaggio in 3 partite su 3 e ne porti a casa una sola, qualcosina hai sprecato. Però l’esperienza, raccontano, ha il suo peso in partite come queste, e di certo Mariano ne ha molta di più del Sanga: la stessa Palacios, ricordiamo, è dell’85. Ora la finale è tra due squadre retrocesse due anni fa: ma solo una, ovviamente, finirà il suo purgatorio. Varese sembra in condizioni migliori, ma Mariano è parsa in ripresa in questa gara-3, e in una partita secca e tesa come si fa a dare per battute le scafate marianensi?

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La gioia e la delusione: in primo piano Marta Ceppi, rinforzo di lusso, anche se logicamente comprimaria, per Mariano; dietro di lei Claudia Tessitore, giovane guardia del Sanga, poco utilizzata sabato.

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Ahò, si sa che è una nostra Favorita, e dunque... ancora Nadia Longoni, qui nel dopopartita con il cronista principe di Imbecilli.it, il leggendario Ezio Parisato

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