Stasera doppio giro per osservare le due maggiori superpotenze giovanili, Venezia e Geas. Grazie al fuso orario, primo tempo di Biassono-Reyer e poi diffilato a Sesto per il secondo tempo di Geas-Ghezzano.
Nessuna delle due partite è stata mozzafiato, ma era preventivabile. Venezia era in scarico dopo la maratona vinta mercoledì con San Martino, quindi non poteva o non voleva spingere al massimo, sapendo che comunque per tenere a bada Biassono le bastava il minimo indispensabile. All'intervallo infatti era 18-26 (poi è finita 35-56). A dire il vero, a Biassono quest'anno non ho visto quasi mai nessuno giocare in maniera brillante (tranne forse Milano e Cagliari a sprazzi): vincono tutte, ma con punteggi bassi, sparacchiando. Non è un campo che favorisce il bel giuoco. A dire il vero, neanche a Milano ho visto giocar bene (cioè meglio del rispettivo potenziale), a parte Cremona. E anche Milano non è un campo facile (ferri ostici), poi lì s'aggiunge la muraglia difensiva del Sanga. Ma è un altro discorso.Parlando delle giovani (dal '92 in avanti, va'), per quel che ho visto, bene Penna con una serie di contropiedi da gazzella e un appoggio a centro area sfruttando il vantaggio di statura su Porro in un cambio difensivo (sì, non è che siano stati canestri a elevata difficoltà...), non brillante Melchiori come invece era stata 3 giorni prima (17 punti e 8 assist contro S. Martino), ancora da recuperare smalto per Carangelo e Formica, solo un cross e un mattone per Pertile.
Anche di là non è che la gioventù abbia brillato, perché Porro era acciaccata e ha fatto 0/7 nel primo tempo, Gargantini e Fumagalli qualcosina ma non di più, Mandelli non c'era.
Insomma non era l'occasione migliore per eccitarsi.
Ho anche visto, come del resto già a Milano, il motivo principale (credo) per cui spesso Venezia vince con meno scarto di quello che t'immagineresti guardando lo spaventoso roster (in tribuna c'erano 3-4 ragazze che sarebbero manna per quasi tutte le altre squadre, o perlomeno troverebbero posto fisso nelle dieci): il frullatore di cambi spezza il ritmo, c'è chi entra, segna un paio di canestri, poco dopo esce e magari quando torna ha perso il filo. Per cui la squadra alterna fasi brillanti ad altre in cui s'ingrippa.
Passando dall'altra parte, s'arrivava che il Geas era sul 40-27 all'intervallo dopo una sfuriata da 28-8 nel 1° quarto. Dopo il passo falso a Moncalieri con 36 stitici punti segnati, evidentemente la voglia di riscatto era prepotente. Ma Ghezzano ha provato a riaprirla con Giglio Tos, arrivando a -8 grazie anche ad Arturi in panchina con 4 falli. Tuttavia Gambarini realizzava una serie di "jumper" dalla media, Barberis e Cassani una bomba a testa, il Geas ripristinava il +13 a fine 3° quarto, poi nell'ultimo si vedeva un'Arturi in versione realizzatrice (veniva da un 2/10 contro Moncalieri) che stordiva la floreale avversaria (Giglio Tos) con una serie di arresto-e-tiro in faccia, chiudendo con 20 punti contro 19 della ghezzanese.
Insomma finiva come quasi tutte le partite interne del Geas di quest'anno, con uno scarto intorno ai 15-20 punti frutto di manifesta superiorità.
Un dato indicativo, però: nella parte che ho visto io, cioè il secondo tempo, il Geas ha fatto 0/7 da dentro l'area, segnando 9 canestri dalla media e 3 triple. In poche parole vuol dire che se il Geas non segna in contropiede, da sotto non fa quasi nulla. Anche se Ghezzano è bella grossa e quindi non è facile per nessuno batterla in area. Però è la scoperta dell'acqua calda che il maggior difetto del Geas è di non avere lunghe vere e proprie.
Tuttavia mancano 7 giornate e l'uscita dal purgatorio è più vicina.
L'anno prossimo, a Dio piacendo, Venezia dovrebbe essere in A1 e il Geas in A2. Probabilmente dovranno entrambe fare delle scelte sulle giocatrici (soprattutto la Reyer): hanno ammassato in questi anni una quantità di talento giovanile da paura (bisogna anche ringraziare queste società per aver investito in un'epoca di scarso interesse per i vivai, beninteso), ma ormai vanno verso i 18-19 anni tutte, se non 20, e andrà scremato chi ha le carte in regola per giocare ad alto livello da chi ne ha meno.
Il mio dubbio è se la quantità persino eccessiva di giocatrici assommate (la metà sarebbe bastata a entrambe) sia produttiva per sviluppare al massimo del potenziale le non moltissime che faranno parte del primo gruppo. Perché alla fine produrre 10 giocatrici da A1 nella stessa nidiata è impossibile. Anche se, certo, produrne 6-7 da A2 e diciamo 3 da A1 sarebbe già brillante.
Aggiungo alcuni spunti. Visto che a dicembre avevo definito Gambarini "sgangherata" (non in generale, ovviamente, ma per un suo frangente di partita contro Carugate), dico che ieri ha eseguito molto bene i tiri in sospensione dalla media; come anche varie foto visibili sul sito Geas dimostrano, ha un'elevazione notevolissima. Tuttavia al momento mi pare avere attitudini più da guardia che da play, e non so se una guardia di 1,65 possa funzionare ai piani più alti. Però se lavora bene potrebbe diventare qualcosa di simile a Carangelo, cioè un play tascabile dalle propensioni realizzative. In ogni caso il giudizio è momentaneo.
Sulla produzione di giocatrici da Geas e Venezia: il grosso problema è trovare un mercato dove valorizzare la produzione medesima. Il vecchio Geas di Carzaniga sviluppava talenti e poi li spediva in A1, tipo Maiorano, Ntumba, Colico, Zanoni. Però a quei tempi c'erano 14-16 squadre in A1 e circolava cash. Adesso che mercato c'è? E' positivo che Venezia abbia acquistato Penna, però siamo ancora dentro il medesimo circuito Geas-Reyer. Siccome, dicevamo, non tutte le ragazze prodotte da queste nidiate potranno restare nel rispettivo club in serie maggiori, è indispensabile che si trovino acquirenti per le altre, se no sarà stato un investimento in perdita. Certo, al Geas resteranno svariate coppe giovanili in bacheca, ma non so se è sufficiente.
Infine, ma forse è la cosa più interessante, ieri sera si parlava di un tentativo del Sanga per Arturi. Pare che per ora non sia andato in porto. Ma fino al 28 febbraio in teoria c'è tempo e chissà, se il Geas chiudesse in anticipo la pratica... Ovviamente sarà smentito ma la fonte è attendibile.
Sulla produzione di giocatrici da Geas e Venezia: il grosso problema è trovare un mercato dove valorizzare la produzione medesima. Il vecchio Geas di Carzaniga sviluppava talenti e poi li spediva in A1, tipo Maiorano, Ntumba, Colico, Zanoni. Però a quei tempi c'erano 14-16 squadre in A1 e circolava cash. Adesso che mercato c'è? E' positivo che Venezia abbia acquistato Penna, però siamo ancora dentro il medesimo circuito Geas-Reyer. Siccome, dicevamo, non tutte le ragazze prodotte da queste nidiate potranno restare nel rispettivo club in serie maggiori, è indispensabile che si trovino acquirenti per le altre, se no sarà stato un investimento in perdita. Certo, al Geas resteranno svariate coppe giovanili in bacheca, ma non so se è sufficiente.
Infine, ma forse è la cosa più interessante, ieri sera si parlava di un tentativo del Sanga per Arturi. Pare che per ora non sia andato in porto. Ma fino al 28 febbraio in teoria c'è tempo e chissà, se il Geas chiudesse in anticipo la pratica... Ovviamente sarà smentito ma la fonte è attendibile.
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