Non credo che c'entrino le velleità di A1 e A2 (da parte dei club) sugli abbandoni delle ragazze dei settori giovanili. Il 99% delle società sul territorio sanno benissimo che da loro non verrà mai fuori nessuna giocatrice di vertice. Che poi magari qualche allenatore o qualche club faccia giocare solo le migliori, non gestisca bene il gruppo eccetera, e quindi qualcuna smetta, è sicuramente vero ma non per ambizioni di vertice.
Penso che le tesserate calino soprattutto perché il basket femminile ha scarso appeal presso le famiglie e fare basket femminile è difficile, in quanto i primi anni quasi sempre li fai con i maschi (che ruzzano e puzzano) e in seguito spesso la società femminile più vicina è a distanze chilometriche cospicue: non tutte le famiglie possono sobbarcarsi il trasporto, per cui se la società di volley o ginnastica è sotto casa, e non c'è una gran passione per il basket, non si può neanche biasimarle se mollano il canestro per il tutù.
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In questi giorni si legge spesso il termine "prodotto": questa è prodotto mio, quella non è prodotto suo, la tal squadra vince coi suoi prodotti, la tal altra squadra ha preso i prodotti da fuori. Ma quali sono i criteri per stabilire quando una è prodotto proprio o altrui? Perché di giocatrici che partono dal minibasket e arrivano fino in U19 con la stessa società ce n'è pochissime.
Ad esempio il Geas ha scritto sul suo sito che Penna è un "puro prodotto" del Geas medesimo, sebbene abbia fatto 2 anni al College dai 15 ai 17 e in precedenza credo provenisse dal Lussana Bergamo o dintorni; ma con tal criterio, allora anche i vari importi veneziani da Pordenone o giù di lì non sono prodotti Reyer? Si stabilisca un criterio chiaro per poter etichettare una giocatrice come prodotto di qualcuno, e poi lo si applichi con coerenza.
Ad esempio il Geas ha scritto sul suo sito che Penna è un "puro prodotto" del Geas medesimo, sebbene abbia fatto 2 anni al College dai 15 ai 17 e in precedenza credo provenisse dal Lussana Bergamo o dintorni; ma con tal criterio, allora anche i vari importi veneziani da Pordenone o giù di lì non sono prodotti Reyer? Si stabilisca un criterio chiaro per poter etichettare una giocatrice come prodotto di qualcuno, e poi lo si applichi con coerenza.
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