lunedì 30 settembre 2013

Taccuino illustrato (12)

Italia quarta ai Mondiali 3 vs 3 conclusi ieri a Giacarta (fa pure rima). Le nostre Ercoli, Penna, Zandalasini e Gambarini, dopo aver passato il primo turno perdendo solo con la Gran Bretagna, hanno stracciato l'Ucraina 14-7 nei quarti, poi però han ceduto all'Estonia in semifinale con un beffardo 13-14. A detta di Penna sul sito Fip, abbiam pagato il divario fisico specie dopo l'uscita per falli di Ercoli (ma pure le estoni ci sovrastano fisicamente?). Poi l'Estonia ha perso in finale con gli Usa mentre per noi netta sconfitta in finale 3° posto con la Spagna.

Nella foto: Ercoli contro l'Ucraina.



Taccuino illustrato (11)

La Nazionale di volley maschile ha vinto oggi l'argento agli Europei. Ma, risultati a parte, il tema dell'estate nel volley c'è parso essere quello della statura in netto aumento sia tra gli uomini che tra le donne. La Gazzetta dello Sport, mentre durante Eurobasket ha fatto uscire un editoriale-appello affinché si rastrellino lunghi sul suolo italico, per colmare l'attuale deficit di stazza, per il volley ha pubblicato diversi articoli in cui si snocciolavano i dati sulle colosse e i colossi, in gran parte giovani, che schiacciano sotto rete anziché nel canestro come, più frequentemente, avrebbero fatto un tempo.
Tra le donne, come sappiamo, siamo messi anche peggio che tra gli uomini, non avendo alcuna giocatrice nell'orbita azzurra che arrivi a 1.95, tranne Ress che ormai ha 28 anni. Lontani i tempi in cui avevamo contemporaneamente le giovanissime Dacic, Fabbri ed Eva Giauro, 6 metri in tre. E Aldo Corno lanciava la sua campagna "le vogliamo alte" (era il 2004, vedi sotto il manifesto).
In un paio di quegli articoli sulla Gazza, abbiamo letto di colossi che avevano iniziato col basket ma poi han preferito il volley. Può darsi che noi siamo diventati scarsi nel reclutamento e loro bravi; ma c'è anche un'altra ipotesi: che il gioco attuale del basket stia diventando poco adatto ai superlunghi (almeno quelli che non hanno grande mobilità, come il tipico bestione italico; lo "small ball" va forte anche nell'Nba, dove il centro è in estinzione), mentre quello del volley, al contrario, li valorizza sempre più (oggi la Russia maschile ha vinto col 2.18 x 120 chili Musersky). Un mio conoscente che se ne intende mi spiegava che, con l'introduzione del libero, gli schiacciatori non sono più coinvolti spesso nella ricezione, fondamentale che prima imbarazzava i gigantissimi. Per cui, dovendo quasi solo schiacciare, battere e murare, vanno a nozze.
Sintesi: lo "sport dei giganti" per antonomasia rischia di diventare il volley, sia maschile che femminile.



venerdì 27 settembre 2013

Taccuino illustrato (10)

E' appena entrato in vigore il nuovo sistema dei parametri con lo svincolo a 21 anni, e già s'odono vari borbottii. Di giocatrici che non riescono a trovare posto in categorie importanti (perché 3500 euro o 2000 per farle giocare in A2 o in A3 non le sborsa nessuno per loro); di società che, già a corto di pecunia, vedono paralizzate dalla tassa possibili operazioni di mercato.
E poi ci sono i paradossi: com'è noto, per le giocatrici delle annate pre-'92 (la prima a svincolarsi a 21 anni) si è deciso che il parametro spetta a chi deteneva il cartellino dell'atleta nella scorsa stagione, indipendentemente da cos'avesse fatto prima. Cioè se una ha giocato 15 anni in una squadra, ma l'anno scorso per caso
Sarebbe successo così, ad esempio, con Martina Crippa, '89, appena passata a Lucca (foto sotto): se il Geas non fosse riuscito a ritesserarla ex-novo dopo averne perduto i diritti in seguito alla rinuncia all'A1, il parametro ora spetterebbe a Taranto, che l'ha acquistata l'anno scorso, e nulla sarebbe dovuto al Geas, che l'ha cresciuta dal minibasket fino al 2012. L'altra ex-tarantina Zanoni, ora andata a Parma, formata pure lei a Sesto: questo è un caso di atleta già libera (col vecchio svincolo a 26 anni), Parma pagherà 5000 euro, chi la prenderà gli anni prossimi 5000 euro, ma neanche un euro è dovuto al Geas.



Taccuino illustrato (9)

Presentata ieri (giovedì 26) a Pessano la Castel Carugate, che a proposito di Lussana sarà la prima avversaria delle bergamasche nell'imminente campionato, testando così la nuova divisa. Nel quinto "vernissage" della gestione Gavazzi, consueta atmosfera di confortante entusiasmo (in controtendenza coi tempi) e folta partecipazione (sala esaurita e gente in piedi; in precedenza aperitivo all'aperto con temperatura ideale).
Ambizione dichiarata, far strada nei playoff. L'organico è piuttosto cambiato (via Genta, Dal Verme, Pirola, Francione; arrivate Giunzioni e le giovani Geas Mazzoleni, C. Picco, E. Bonomi e Morosini), ma il nucleo portante è rimasto quasi inalterato (Schieppati, Robustelli in recupero da infortunio, Minervino, De Cristofaro, Cagner, G. Colombo ecc.) e il gruppo appare ben assortito e in grado d'andare d'accordo, poi si vedrà se coach Mazzetto trova l'alchimia giusta. Schieppati, se ci crede, è pronta per essere protagonista assoluta, Giunzioni in A3 è quasi un lusso.



Taccuino illustrato (8)

Il caso del giorno è dunque lo scalpore creato, sia in squadra che all'esterno, dall'innovativa divisa del Lussana Bergamo (neopromossa in A3). A dire il vero non avevo capito che quello strano pigiama (ma non me n'intendo di abbigliamento) intendesse essere proprio la divisa da gioco.
Sul sito societario la novità è stata annunziata ieri (mercoledì 25) con gran pompa: "Una nuova era è cominciata", è il titolo che accompagna la rassegna fotografica della giocatrice-modella. L'operazione era stata preceduta, 3 giorni prima, da una dissertazione filosofica sul sito societario, opera del presidente Fustinoni, la quale è leggibile per intero cliccando qui, di cui riporto le prime righe:
"Perché vi voglio parlare del più importante concetto del Taosimo cinese come lo yin e lo yang? Cosa c'entra con le nostre nuove divise?
Il fatto è che le nostre nuove divise non sono solamente "diverse" dalle precedenti, ma rappresentano una vera novità nel concepire il lato esteriore del basket femminile. Un modo nuovo di approcciarsi al nostro sport che fino ad oggi era stato preso in prestito dal basket maschile senza apportare alcunché che lo caratterizzasse per la sua femminilità".

E poi il culmine:
"E veniamo a noi: voi siete donne e siete delle atlete. Il fatto di essere in palestra a correre e sudare con tenacia e determinazione mostra il vostro carattere interno, che come detto è forte, solido, determinato. Ma perché tenere nascosto il vostro carattere femminile con indumenti larghi e privi di grazia? Temete che il vostro carattere, carisma e determinazione possa andare perso? Temete di dare un'immagine diversa di quello che siete? Temete di venire confuse con delle smorfiose che pensano solo a trucco e unghie ? Non é rinunciando alla vostra femminilità esterna che potrete convincere gli altri circa il vostro vero spirito. Così facendo non troverete mai il vostro vero equilibrio". :o:
A quanto pare, se sono vere le minacce di sciopero, qualche giocatrice ha digerito a fatica il concetto. Tuttavia la risonanza è stata ampia e, senza dubbio, molti adesso sanno dell'esistenza del Lussana. Dal punto di vista della comunicazione, un'eccellente mossa. Dal punto di vista della divisa, non mi pronunzio.





giovedì 26 settembre 2013

Taccuino illustrato (7)

Mondiali 3 contro 3: da domani fino al 29 c'è la terza edizione. Nientemeno che in Indonesia. Siccome è riservata anche quest'anno alle under 18, sono state selezionate Ercoli, Gambarini, Penna e Zandalasini. Sarà sicuramente un'esperienza divertente per loro, ma dalla valenza tecnica dubbia in ottica "basket serio" e viene qualche dubbio che le stiamo stressando troppo, visto che il quartetto non è da molto che ha finito gli Europei U18 dopo che Ercoli e Penna avevano "già dato" a quelli U20, e la nuova stagione di club è alle porte. In ogni caso speriamo che se la cavino.

Nella foto: il quartetto che vinse l'argento due anni fa a Rimini con coach Visconti.



mercoledì 25 settembre 2013

Taccuino illustrato (6)

Playoff Wnba: non ha deluso le attese la sfida-playoff tra Los Angeles di Candace Parker e Phoenix di Diana Taurasi. Si è deciso tutto negli ultimi secondi di gara-3 (si gioca al meglio delle 3), quando Parker con un'entrata ha portato L.A. a +1 ma Phoenix ha replicato con un giro-e-tiro di Brittney Griner, la celebre schiacciatrice dal fisico androgino, la quale dopo una partita sottotono ha colpito quando contava. Così Phoenix sbanca L.A. 77-78 e va in finale di Conference contro Minnesota. Parker ancora fuori al 1° turno dopo il titolo di mvp della stagione e prestazioni stellari anche in questa serie.
Grossa sorpresa a Est, dove Chicago di Delle Donne (eletta rookie dell'anno) e Fowles, dopo aver dominato la stagione regolare, esce con un secco 2-0 per mano di Indiana, campione uscente, afflosciandosi in modo barbino. Indiana ora contro Atlanta.

Nella foto il jumper decisivo di Griner: va persino più in alto di Zandalasini... Considerando che la difensora è Parker che sale a livello del ferro quando salta al suo massimo.



Taccuino illustrato (5)

Approfittiamo della conclusione dell'Europeo maschile per un amarcord: nella Francia campione c'è Boris Diaw, figlio di una leggenda del basket femminile transalpone, Elisabeth Riffiod, qui nella foto in una partita contro il Geas, osservata da Mabel Bocchi. Riffiod era pivot di Clermont Ferrand, una delle squadre che insieme al Geas tentavano di scalfire l'egemonia sovietica.



martedì 17 settembre 2013

Taccuino illustrato (4)

La situazione critica al Sanga Milano dopo l'abbandono del main sponsor: articolo sulla Prealpina di lunedì 16/9.



Taccuino illustrato (3)

Le leader statistiche di fine stagione regolare in Wnba. McCoughtry difende il primato delle cannoniere da Taurasi. La rookie meraviglia Delle Donne è quarta. E l'altra matricola Griner primeggia nelle stoppate.
Chicago di Delle Donne e Fowles ha dominato l'Est con 24-10 davanti ad Atlanta e Washington con 17-17.
All'Ovest serrato duello vinto da Minnesota con 26-8 su Los Angeles con 24-10 e Phoenix con 19-15.
Ora c'è attesa soprattutto per il primo turno di playoff tra L.A. di Candace Parker e Phoenix di Taurasi.



mercoledì 11 settembre 2013

Osservazione sul numero di visualizzazioni di alcuni video

Visto che ieri si parlava di Sanga, mentre la scorsa settimana si parlava di comunicazione e informazione ai tempi di Internet: mi vien da notare che, su YouTubero, il video con le ragazze del Sanga che ballano il Gangnam Style ha raggiunto a oggi 5869 visualizzazioni, mentre il video del 4° quarto della partita Sanga-S. Martino, decisiva per salire in A1, ne ha totalizzate al momento 199. Ciò ha qualche significato oppure no? <_< Mah, onestamente possiamo anche non saperlo.

PS: l'intervista a Pegoraro dopo gara-2 ne ha 509.

Alla fine è soprattutto questione di pubblicizzare i link nelle sedi giuste.

Ma comunque di fondo c'è il discorso che tutti inseguono il clic, ma una volta che ne hai collezionati a iosa che te ne fai? 

martedì 10 settembre 2013

Taccuino illustrato (2)

Lombarde di A2: situazioni da definire a Milano e Biassono. ll Sanga ha perso lo sponsor Lops Arredi e cerca sostegno; a Biassono la scorsa settimana non era ancora stata trovata la quadra per la conferma di coach Fassina (c'è però ottimismo al riguardo) e in ogni caso per l'organico c'è una nuova rifondazione, dopo le partenze di Canova, Castorani, M. Fumagalli, Gargantini (più forse Mandelli) e il ritiro di Brioschi.

Nella foto: l'appello sul sito societario del Sanga.



domenica 8 settembre 2013

Taccuino illustrato (1)

Terribile notizia riguardante l'Uni Gyor, squadra ungherese di Eurolega (stesso girone di Schio): si è ribaltato il loro pullman e sono morti l'allenatore e un dirigente, mentre la giovane giocatrice Kovacevic ('94, ala grande serba) ha avuto una gamba amputata. S'apprende che la compagna Ivanovic, pur a sua volta ferita, l'ha salvata aiutandola a uscire dal pullman.
Fa venire in mente quanto siano rischiose, a volte, le trasferte anche delle nostre squadre dilettantistiche, che in cambio non hanno neanche i lauti compensi delle professioniste d'Eurolega. Ovviamente preghiamo Dio (o ci tocchiamo tutti i cosiddetti, per chi è meno religioso) affinché non succeda mai nulla.

Nella foto: Natasa Kovacevic.



venerdì 6 settembre 2013

Altre considerazioni sull'evoluzione della comunicazione

- Penso che la Rete sia già molto totalizzante e ancora più lo diventerà. Gli smartphone secondo me hanno segnato la svolta. Quando, pochi mesi dopo che erano sbarcati da noi, mi accorsi che un mio amico, in 5 minuti di conversazione, s'era distratto 3 volte per guardare: il meteo, le ultime notizie sulla Juve, un video con un trailer di film, ho capito che qualcosa di preoccupante stava succedendo. Non è che sia del tutto negativo, ma forse chi ha plasmato il proprio cervello in un'epoca diversa non riesce a trovarlo così naturale e inevitabile.

- La considerazione sulla necessità da parte delle società di autopromuoversi è vera, e non è una novità di oggi. La novità è che oggi ci sono molti più canali e possibilità per farlo in modo massiccio, cosa a cui difficilmente si rinuncia, col risultato però che tutto si frammenta nell'auto-abbuffata di cavoli propri, cioè ognuno è impegnato a cantarsela da solo e non ha né tempo né voglia di seguire gli altri. Ci sono anche molti lati positivi nella disponibilità di mezzi, però è l'abbuffata, l'eccesso, che mi preoccupa. E non mi piace quando non si distingue più ciò che vale davvero da ciò che è mediocre. Per me questa tendenza è simboleggiata dalla fine di Superbasket e dal fatto che nessuno si sia realmente mosso per farlo rinascere. Vero, esistono molti siti online che fanno informazione "totale" a mo' di Superbasket. Ma non possono avere lo stesso ruolo di riferimento, lo stesso peso, lo stesso valore giornalistico. O forse in realtà ce l'hanno ma io resto nostalgicamente legato al vecchio modello cartaceo, boh.
Prendo spesso in giro chi piange disgrazia come se un tempo si stesse bene e ora da cani, non vorrei scadere anch'io sul versante lagnoso. Dico solo che Internet "totalizzante" ha cambiato molte cose e questa, per quanto banale, è una realtà, visto che prima Internet non esisteva e poi c'era ma in modo più blando.

- Non vorrei fare il pessimista, mi limito anch'io a dire che la tendenza è quella. Ho sentito anche Ferruccio De Bortoli (direttore del Corriere della Sera di cui mi piace ascoltare, su YouTube sue varie riflessioni sul giornalismo attuale) notare come oggi si cerchi di semplificare tutto, di comprimere nei famosi 140 caratteri di Twitter, eccetera, e come però di tutto questo rutilante chiacchiericcio e immaginificio dei social network alla fine non si capisce cosa rimanga davvero.
Quindi presumo che sia innegabile questa realtà. La velocità, la battuta mordi e fuggi, sono inevitabili se non hai tempo di leggere un articolo perché devi pubblicare su Facebook le 158 foto della grigliata di ieri sera, se sei in chat con 3 persone da una parte e intanto ti vedi il film scaricato dalla Rete o l'"imperdibile spettacolo" del campionato burundiano su Sky. Sempre De Bortoli notava che ormai la gente legge il giornale di sera, e spesso dà solo una sfogliatina, anziché, come una volta, pigliarsi un cospicuo tempo già al mattino per leggere a fondo il quotidiano.

Tradotto questo nel basket femminile, io penso che, se questa fotografia della situazione è corretta, bisogna adeguarsi, anziché pretendere che siano gli altri ad adeguarsi alla solita pietanza che funzionava nel 2001 o dintorni. Il giornalismo del futuro, ho la sensazione (magari sbagliata) è un giornalismo fatto su misura del lettore. Cioè si parla esattamente di ciò che interessa a lui, confezionandogli la pubblicazione come se fosse un vestito su misura, anziché produrre un bubbone da 100 pagine uguale per tutti, di cui però a ciascuno interessa mezza pagina e butta via le altre 99,5.
In poche parole: "dimmi esattamente che argomenti vuoi e io ti parlo di quelli". Non sarà giornalismo da Pulitzer ma credo che si vada in quella direzione.