lunedì 12 dicembre 2005

La scomparsa di Gino Chiarella (Idea Sport)

Ne avevamo già parlato l'anno scorso, ma nel momento della morte del fondatore, mi sembra giusto ricordare il valore sociale, al di là di quello sportivo, dell'opera di Chiarella e degli altri che hanno creato Idea Sport.

Senza scadere nella retorica e senza paragonare Villapizzone al Bronx, si tratta di uno dei quartieri più difficili di Milano. Nella via adiacente al palazzetto dove gioca l'Idea c'era il famoso "fortino" di via Bianchi, un casermone popolare che all'inizio degli anni '90 era stato trasformato in una roccaforte degli spacciatori di droga. Per snidarli dovette intervenire la polizia in assetto da guerra. Fu a quei tempi che nacque l'Idea Sport.

Ora le cose sono un po' migliorate, ma neanche tanto: qualche mese fa proprio lì è (o meglio hanno) bruciato l'asilo, e un paio d'anni fa mi ricordo che l'arbitro di una partita dovette correre precipitosamente fuori dalla palestra perchè gli stavano rubando la macchina: non riuscì a salvare la sua, ma almeno mise in fuga un altro ladro che ne stava fregando un'altra...

Per questo io credo che ci sia voluto del coraggio a gettarsi nell'impresa di far nascere e gestire una società sportiva che offrisse un'attività di svago, ma anche seria e impegnativa, ai giovani del quartiere (il fatto che si siano specializzati nel femminile, a mio parere, è ancora più importante, perché i maschi un modo per far sport o comunque sfogarsi in compagnia lo trovano, invece alle ragazzine pochi ci pensano) e c'è voluto un sacco di impegno da parte di Chiarella & C. per fare andare avanti le cose, pur tra i mille problemi che si incontrano a Milano-città.
Il fatto che siano la prima squadra di Milano dal punto di vista della categoria di militanza è solo uno dei tanti traguardi raggiunti dall'Idea Sport, ma non credo che questo sia mai stato il loro primo obiettivo.

Il progetto, per molti versi "incosciente", di prendersi a carico la gestione della palestra, pagando l'iradiddio al Comune (a Milano quello degli impianti è un problema che chi vive fuori manco s'immagina, e prova a chiedere ai privati di sganciare soldi e senti cosa ti rispondono), è stato davvero innovativo e segnale di grande convinzione in quello che facevano. Ora non so se siano stati risolti i problemi finanziari che quest'operazione aveva creato, spero di sì, e spero che il PalaIdea resti tale per anni e anni ancora.

Nella foto: uno dei momenti più felici dell'Idea Sport, la festa dopo lo spareggio per la promozione in B1 del maggio 2004. La squadra di Michele "Chef" De Tisi, alias "il culo di", battè Trieste. Gino Chiarella è il personaggio coi baffoni e i capelli bianchi e un po' scompigliati che si vede spuntare in mezzo alla foto. Notare con il n° 15 Dunja Vujovic, sulla destra col n°6 e il cappello verde-arancio Chiara Lestingi e all'estrema sinistra Deborah Fontanili.

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