Ne scaturisce quanto segue:
Stefano Luigini - Questa infelice frase, che sarebbe già triste se detta anche dal primo passante per strada, è stata detta da un CONSIGLIERE FEDERALE EX GIOCATRICE in un discorso pubblico prima dell'inizio della finale di Coppa Italia!
Stefano Luigini - Per inciso, bellissima ragazza a sua volta, Mara Invernizzi. Veramente non capisco il perché di una uscita così autolesionista. Come possiamo migliorare se abbiamo complessi di inferiorità anche dove NON siamo inferiori??
Mara Invernizzi - Mi spiace intromettermi ma per prima cosa tengo a precisare che la frase non è stata scritta da me.
Io mi sono solo prestata a leggere un discorso proposto da un'associazione che si occupa di autismo e che ha chiesto il contributo della pallacanestro femminile per sostenere la loro iniziativa.
E comunque era chiaramente un riferimento provocatorio che probabilmente non è stato colto.
Quanto alla bellezza della giocatrice nella foto non ho niente da ridire, anche perché è una donna che stimo moltissimo sia come giocatrice che come persona. I complessi d'inferiorità non riguardano di certo le giocatrici di pallacanestro femminile piuttosto in chi NON le guarda. Grazie comunque per l'opportunità che mi avete dato di chiarirmi.
Stefano Luigini - Gentile Mara. Intanto la ringrazio per avermi risposto. Non si deve affatto scusare di essere intervenuta sulla questione, essendo stata tirata in causa direttamente ed essendo ogni contributo alla discussione, specialmente il Suo autorevole, assolutamente ed estremamente gradito. Purtroppo le assicuro che il riferimento provocatorio della frase che, più o meno testualmente diceva "non siamo belle come le pallavoliste, non guadagniamo quanto i calciatori, ma abbiamo un cuore grande", non si è avvertito affatto. Tanto che unanime era la perplessità che ha colto i presenti attorno a me in tribuna. D'altra parte - converrà con me - non vedrei neppure ragione per essere provocatori verso altri sport, presentando una iniziativa benefica alle finali di Coppa Italia di pallacanestro: la provocazione in sé sarebbe, comunque, una manifestazione di complesso di inferiorità. Credo, semplicemente, che il discorso che è stato scritto sia stato, sotto questo punto di vista, uno scivolone da parte di chi glielo ha proposto. Mi spiace ci sia finita di mezzo Lei che certamente, come donna del movimento, non può che apprezzare la bellezza e la femminilità delle nostre atlete. Cogliendo in questo una occasione di crescita, rivestendo Lei un ruolo importante ed essendo, per l'appunto, ex atleta e donna, approfitto, se vorrà ritenerlo utile, per suggerirle di valutare lo studio di iniziative volte alla promozione del movimento anche attraverso l'immagine di femminilità delle nostre atlete. Mi metto fin d'ora a disposizione attraverso le ragazze con cui collaboro. Cordialmente, la ringrazio e le auguro buon lavoro.
PS: quanto evidenziato in grassetto presumo che si traduca con "pigliare le più gnocche delle nostre e farle vedere in abiti adatti"...

