Va considerato che il passaggio dai 30 ai 24 secondi ha limitato considerevolmente le possibilità di costruire azioni ben macinate. Gli antichi schemi elefantiaci da mille tagli, ribaltamenti, blocchi, passaggi da eseguire al millesimo e al millimetro, sono ormai in disuso, in favore delle famose "letture", le quali presso alcune squadre si traducono in "appena hai mezzo metro tira, pazienza se è affrettato, intanto hai fatto volume (altra parola-cult, ndr) e tenuto alto il ritmo".
Sabato ho visto Geas-Costa e ho l'impressione che una larga fetta dei tiri di Costa, se fossimo stati negli anni '80, sarebbero valsi all'esecutrice la decapitazione da parte dell'allenatore. Dice: ma anche Galbiati del Geas tira spesso in una frazione di secondo, fuori equilibrio ecc. Vero, ma si tratta di una singola che ha uno stile particolare e anche un livello di classe superiore. Quello di Costa è proprio uno stile di gioco cui il collettivo è votato.
Stiamo parlando della squadra che ha vinto la Coppa Italia, quindi va guardato con attenzione come gioca e potrebbe fare proseliti, se non li ha già. Mi viene in mente Longoni che a un certo punto entra dalla panchina e dopo un secondo ha già sparato una tripla ricevendo da rimessa in zona d'attacco. L'ha sbagliata ma non è un'eresia nel sistema di gioco in cui s'inserisce, dove avere più quantità di esecuzioni è prioritario rispetto ad avere più qualità nelle esecuzioni medesime. Costa ha il maggior numero di tentativi da 3 a partita di tutta l'A2 (24 e rotti) e nelle ultime uscite sta estremizzando vieppiù la tendenza (sopra i 30 con una punta a quota 41). E la percentuale del 31% è superiore alla media della categoria. Ma anche il numero di tentativi da 2 è elevato.
In altre parole: una volta il tiro, come inculcavano anche nelle serie minori, era il cesellato prodotto di un paziente lavoro di costruzione, un'opera d'arte da finalizzare con cura, se sbagliavi ti sentivi un verme per come avevi rovinato il lavoro collettivo di 30 secondi; "tiro forzato" o "tiro affrettato" erano colpe da espiare con l'ergastolo.
Col basket nuovo no, lo vedi anche da chi detta legge in Nba come Golden State o ancor più esasperatamente Houston: fa niente se sparacchi una tripla dopo mezzo secondo dell'azione, fa niente se ne sparacchi due, a patto che riesci a procacciarti 10-15 tiri più degli avversari nell'arco di una partita (quindi vanno abbinati pressione forte e rimbalzi in attacco) e a patto che, ovviamente, alla lunga la quantità ti produca un numero di canestri sufficiente.
Chi ha ragione? Chi vince.
Nessun commento:
Posta un commento