Ieri sono andato con le mie bambine a vedere la presentazione della Nazionale di basket femminile. Ore 11.30 di un giorno di scuola nella piazza della regione (o come capperi si chiama). La piazza coperta più grande d'Europa, dicono.
Per vederle abbiamo saltato la scuola e con noi un altro centinaio di ragazzine che hanno mostrato un entusiasmo al di là si ogni più rosea previsione.
E' stato bello poi l'incontro con le ragazze della nazionale, la richiesta di autografi e le fotografie con le campionesse tanto ammirate e lo sguardo delle mie figlie felici per ogni autografo sulla maglietta.
Pietoso invece quello scambio di premi che sapeva tanto di "se la cantano e se la suonano"
Signori se il basket femminile e anche quello maschile è dove si trova i "meriti" sono anche di chi si premiava.
Avete ereditato il secondo campionato più bello e più forte del mondo e le mie figlie non hanno mai visto l'italia partecipare alle olimpiadi. E, non voglio fare il menagramo, non so quando potranno vederlo.
Però loro giocano, si divertono, sono felici, avevano gli occhi che brillavano per ogni foto in cui erano vicini ad una delle campionesse. Peccato che mia figlia non sapesse chi era Dino Meneghin, colpa mia così ho provveduto a dirgli che è stato per l'Italia quello che adesso è Lebron James per l'NBA. Il Giocatore.
Poi qualcuno ha fatto il discorsetto e ha detto alle bambine che ascoltavano la frase che mi ha fatto veramente incazzare.
"Se vi impegnerete diventerete come loro".
No un attimo improvvisamente la responsabilità di diventare o meno delle giocatrici di basket diventa delle bambine e non di noi addetti ai lavori?
Ma siete pazzi?
Io mi sarei aspettato un accorato "SCUSATECI" se abbiamo fatto diventare lo sport più bello del mondo questa accozzaglia di nulla cosmico che è il gioco nel nostro bel paese. Si lo so che è colpa della congiuntura sfavorevole, di mani pulite, del crollo del muro di Berlino, delle lune di saturno e degli altri, si tutti gli altri.
Ma Petrucci e compagni un chiedere scusa a quelle bambine che vi guardavano non vi è passato nemmeno per l'anticamera del cervello?
Il dire io c'ero a Sidney quando Rossi tagliò il traguardo non è un merito è una spacconata, anch'io avrei voluto esserci ma ero a casa a lavorare per mandarvi a Sidney ad esultare per Rossi.
Rispetto, ci vuole rispetto per chi paga la quota sociale per far giocare le proprie figlie a basket.
Ecco avrei voluto che ieri ci fosse una partita tra Dalmine, cinque anni di promozione femminile senza mai vincere una partita e le Alebbio Spritz che magari un paio le hanno vinte ma non è importante. La base, la vera base.
Roba da Imbecilli direte voi. Si io sono un Imbecille ed è per me vanto e soprattutto non tollero più la vostra saccenza.
Sono incazzatissimo.
giovedì 1 giugno 2017
Lo sfogo di Marco Giunco
Scatenato Marco Giunco, noto come "webmaster" di Imbecilli.it, il sito dove da un decennio abbondante Ezio Parisato & C. regalano a tutti le loro cronache sul basket lombardo (specie delle categorie più basse). Il Giunco ha due figlie gemelle che giocano in U13 a Usmate e si è recato ieri alla kermesse di presentazione della Nazionale femminile sotto il grattacielo della Regione Lombardia a Milano:
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