Dove sono ora (o dove non sono più) le ex Geas delle annate '95-96, cioè la dinastia giovanile che ha preceduto quella veneziana '98-99.
Classe '95
Beatrice Barberis - Geas (A1)
Valentina Ruisi - Milano Bk Stars (B)
Francesca Cassani - Varese (A2)
Francesca Gambarini - Carugate (A2)
Anna Minguzzi - ritirata
Mara Da Ros - ritirata
Elisa Penna - Wake Forest (Usa)
Classe '96
Martina Kacerik - Venezia (A1)
Arianna Beretta - Varese (A2)
Cecilia Zandalasini - Fenerbahce (Turchia)
Carlotta Picco - ritirata
Claudia Colli - Castelnuovo Scrivia (A2)
Quando seguivo le imprese giovanili di codesti gruppi, veneziano e sestese, immaginavo cos'avrebbero potuto fare insieme a livello senior, persino vincere lo scudetto (per la verità ai tempi della Reyer '98-99 ero già diventato scettico).
Ma in realtà ci sono troppi fattori che rendono praticamente impossibile che un gruppo stia insieme dalle giovanili all’A1. Non è solo questione di politiche societarie, ma spesso sono le stesse giocatrici che dopo un po’ di anni preferiscono cambiare aria, vuoi perché non si trovano bene con un allenatore, vuoi perché sono stufe di fare le gregarie di certe compagne (purtroppo non è che tutte si possa essere protagoniste scintillanti), vuoi perché fare un’esperienza da “professionista” altrove è più eccitante che svernare fra le quattro mura domestiche.
Senza contare chi si perde per strada causa infortuni, calo motivazionale, incapacità di migliorare i propri difetti, ecc.
giovedì 31 gennaio 2019
giovedì 24 gennaio 2019
Crac di Napoli - commento telegrafico
Tra le possibili conseguenze, anche l'arrivo sul mercato di giocatrici non da poco, come Macchi, Ress, Pastore, Gonzalez, Tagliamento, Diene.
Lotta per i playoff in A1 che diventa... selettivissima: tutte dentro tranne una.
Lotta per i playoff in A1 che diventa... selettivissima: tutte dentro tranne una.
domenica 20 gennaio 2019
Bocchetti bestia nera del Geas
C'è qualcosa di misterioso per cui Bocchetti, quando trova il Geas, gli fa sempre un paiuolo (oggi 22 punti; all'andata 20, ossia i suoi due massimi punteggi stagionali). Ovviamente è un'impressione che richiederebbe un controllo d'archivio, ma la cosa iniziò ai tempi di una finale nazionale giovanile, quando il Geas fece un comunicato in cui presentava la sfida con Napoli citando solo Orazzo come pericolo, e invece fu Bocchetti a decidere la partita.
Ecco, ho già trovato in poch'istanti il comunicato che originò tutto (anno 2010): vedi
e poi quello con la cronaca della partita, in cui Bocchetti dominò con 23 punti:vedi
Passiamo poi al 2014, semifinale di Coppa Italia A2, Bocchetti 29 punti e batte il Geas vedi
Be', il 2015/16 mi frega un po' perchè Bocchetti contro il Geas segnò solo 6 punti all'andata e 11 al ritorno, comunque 2 vittorie per lei.
In sostanza, se non mi sono perso qualcosa, la campana (nel senso geografico, anche se... rintocca forte) ha battuto 6 volte su 6 il Geas e 4 volte ha segnato più di 20 punti.
Ecco, ho già trovato in poch'istanti il comunicato che originò tutto (anno 2010): vedi
e poi quello con la cronaca della partita, in cui Bocchetti dominò con 23 punti:vedi
Passiamo poi al 2014, semifinale di Coppa Italia A2, Bocchetti 29 punti e batte il Geas vedi
Be', il 2015/16 mi frega un po' perchè Bocchetti contro il Geas segnò solo 6 punti all'andata e 11 al ritorno, comunque 2 vittorie per lei.
In sostanza, se non mi sono perso qualcosa, la campana (nel senso geografico, anche se... rintocca forte) ha battuto 6 volte su 6 il Geas e 4 volte ha segnato più di 20 punti.
domenica 13 gennaio 2019
Riassunto del weekend
Weekend non privo d'interesse.
In A1, Venezia riprende la corsa dopo lo stop a Broni, battendo Ragusa che manca ancora il decollo definitivo.
Stavolta invece è Broni a trovare disco rosso, nel derby col Geas, che pure era ancor privo di Brubrù Brunner. Dopo una rimonta pavese con pareggio a metà ultimo quarto, risolvono in volata Nicolodi, Arturi e Williams. Esito che moralmente pesa più di due semplici punti. A proposito di punti, Wojta passa dai 35 con Venezia ai 2 di oggi (complice un'uscita anticipata per colpo al naso; ma non stava incantando).
Thriller a Lucca dove S. Martino, che finora aveva stentato molto in trasferta, passa al supplementare con Fietta che ciula palla a Gatti e lancia Marshall la quale segna sulla sirena in contropiede. Da notare che anche qui, come a Sesto, la squadra con 2 straniere vince contro quella con 3. E pure in Torino-Battipaglia e Napoli-Empoli, fi'!
In A2 gli ultimi posti per la Coppa Italia vanno a Moncalieri e Faenza.
In B lombarda torna a sorpresa Silvia Gottardi e segna pure 7 punti contro la co-capolista Lodi (anche se non basta a vincere): a 40 anni e dopo praticamente un anno e mezzo di stop, mica male.
In A1, Venezia riprende la corsa dopo lo stop a Broni, battendo Ragusa che manca ancora il decollo definitivo.
Stavolta invece è Broni a trovare disco rosso, nel derby col Geas, che pure era ancor privo di Brubrù Brunner. Dopo una rimonta pavese con pareggio a metà ultimo quarto, risolvono in volata Nicolodi, Arturi e Williams. Esito che moralmente pesa più di due semplici punti. A proposito di punti, Wojta passa dai 35 con Venezia ai 2 di oggi (complice un'uscita anticipata per colpo al naso; ma non stava incantando).
Thriller a Lucca dove S. Martino, che finora aveva stentato molto in trasferta, passa al supplementare con Fietta che ciula palla a Gatti e lancia Marshall la quale segna sulla sirena in contropiede. Da notare che anche qui, come a Sesto, la squadra con 2 straniere vince contro quella con 3. E pure in Torino-Battipaglia e Napoli-Empoli, fi'!
In A2 gli ultimi posti per la Coppa Italia vanno a Moncalieri e Faenza.
In B lombarda torna a sorpresa Silvia Gottardi e segna pure 7 punti contro la co-capolista Lodi (anche se non basta a vincere): a 40 anni e dopo praticamente un anno e mezzo di stop, mica male.
martedì 8 gennaio 2019
[A1] - Resoconto di Geas-Ragusa
Domenica, per aprire il nuovo anno con le abbaglianti luci dell'A1, mi sono recato a Sesto San Giovanni ad assistere alla partita fra la locale compagine, detta Geas, e la formazione ragusana della Passalacqua.
Come note sostanziali sottolineo che il clima all'esterno era quasi primaverile, con una quindicina di gradi e una luce scintillante; che non ho potuto salutare l'utente Nonino a fine partita in quanto avevo la macchina parcheggiata male e dovevo andare al supermercato; e che i numeri di maglia di Ragusa sono ai limiti dell'indistinguibile: color verde chiaro su verde appena un po' più scuro (evidentemente usare il bianco era banale).
Discreta affluenza di pubblico, che stimo intorno alle 300 unità, anche se piuttosto silente, come del resto è signorile consuetudine a Sesto. Sarà senza dubbio più rumoroso, l'ambiente, domenica prossima per il derby con Broni; presumo più nel settore ospiti, ma anche i sestesi alzeranno i decibels, per una partita che si preannunzia più eccitante nell'andamento. Stavolta c'era onestamente poco da eccitarsi o da contestare: senza Brunner, e dopo pochi minuti anche senza Ercoli per 3 falli precoci, quindi con un'area sguarnita sia in attacco che in difesa, il Geas aveva ben poco margine per giocarsela con Ragusa, a meno che quest'ultima patisse una giornata quantomai storta al tiro da fuori e le sestesi ne vivessero una straordinaria. Considerato che le sicule hanno fatto 6/11 da 3 e le nordmilanesi 4/17, s'intuisce che nessuna delle due condizioni s'è verificata.
Le percentuali da 2 risultano piuttosto simili (22/40 Ragù, 21/44 Geas, ovvero 55% contro 48%), ma il dato è ingannevole, in quanto condizionato da un primo quarto e mezzo in cui Ragusa era un po' legnosa dopo la sosta (almeno così ha detto Recupido), tant'è che al 16' si era sul 25-24 per Sesto, e di un "garbage time" di 8 minuti circa, in cui il Geas ha lenito lo scarto da -25 al -15 conclusivo (da 37-62 a 57-72).
In mezzo ci sono stati 16 minuti di strapotere ragusano, quelli in cui le ospiti hanno approfittato del suddetto vantaggio dentro l'area, segnando a piacimento con Hamby di potenza e con Harmon di destrezza, entrambe inarginabili per un reparto-lunghe rimasto con Nicolodi, Schieppati, Barberis (Zanotti ha riproposto Ercoli a inizio 3° quarto ma ben presto ha commesso il 4° fallo e allora la si è rivista a buoi ormai scappati).
Le due straniere ragusane testè nominate, più Kuster, hanno assommato 50 punti, contro i 22 (con modeste percentuali) della coppia sestese. Quasi scientificamente, in A1, se c'è una sperequazione del genere nella produttività forestiera, le italiane non possono compensare il divario.
Si è aggiunta, oltre alla magagna in area, qualche palla persa di troppo da parte del Geas, complice un attacco che - l'ha detto Zanotti nella video-intervista di commento finale, ma l'ho sentito anche durante un timeout ("Dobbiamo muovere 'sta c... di palla") - talvolta stagnava troppo nelle mani di qualcuna, soprattutto Williams ma non solo.
E quindi è andata come doveva andare, nonostante Ragusa abbia dovuto rimandare il debutto di Romeo, che manca quindi il duello contro Giulietta (Arturi). :ride:
Sulle singole, da menzionare inoltre la precisione al tiro delle due registe Gianolla e Arturi, e l'imprecisione invece di Consolini e Cinili, peraltro ininfluente nell'esito, salvo . Mi è piaciuto il dinamismo di Ercoli, nei minuti in cui è stata in campo.
Posto che le squadre si valutano meglio in un'occasione in cui affrontano un'avversaria di pari livello e la partita è equilibrata, ho l'impressione che la catena di assenze a turno che il Geas sta scontando da inizio stagione (prima era fuori Loyd, ora Brunner, inoltre Barberis è tornata a dicembre) abbia ritardato la creazione di meccanismi consolidati di squadra, cosa che già richiederebbe un certo tempo per una neopromossa; e le sole 22 giornate di calendario non regalano tempo. L'organico è buono, però forse un po' troppo abbondante di giocatrici di livello simile, adesso come adesso. Non è semplice stabilire gerarchie fra le italiane. La regista di riferimento è Arturi o Verona? Giocano circa 20 minuti a testa. Se serve una guardia dalla panchina metti Panzera o Galbiati? Per il cambio di una lunga (o mezza lunga) c'hai Nicolodi, Barberis, Schieppati; sì, forse meglio tante alternative che nessuna. Ma devi avere il tempo di oliare tutte nel ruolo definitivo in cui tu pensi di collocarle. Se una volta devi spostarne una a coprire la pezza dell'assenza di Loyd, un'altra volta tamponi Brunner, un'altra volta ci sono tutte e quindi una passa da 20 a 3 minuti, difficile trovare continuità.
Il rischio è che la stagione sestese rimanga un po' a metà del guado, cioè senza rischio di retrocedere ma anche senza inserirsi in una zona interessante di classifica, cosa che in certi momenti (con le vittorie su S. Martino e Napoli) è sembrato poter succedere. A partire dal già citato derby con Broni, la quale ora gonfia il petto dopo aver steso Venezia (ciliegina sulla torta, peraltro, non certo un lampo isolato) ma che, se battuta domenica 13, potrebbe rappresentare un novello trampolino di lancio per le suddite di Penati.
Come note sostanziali sottolineo che il clima all'esterno era quasi primaverile, con una quindicina di gradi e una luce scintillante; che non ho potuto salutare l'utente Nonino a fine partita in quanto avevo la macchina parcheggiata male e dovevo andare al supermercato; e che i numeri di maglia di Ragusa sono ai limiti dell'indistinguibile: color verde chiaro su verde appena un po' più scuro (evidentemente usare il bianco era banale).
Discreta affluenza di pubblico, che stimo intorno alle 300 unità, anche se piuttosto silente, come del resto è signorile consuetudine a Sesto. Sarà senza dubbio più rumoroso, l'ambiente, domenica prossima per il derby con Broni; presumo più nel settore ospiti, ma anche i sestesi alzeranno i decibels, per una partita che si preannunzia più eccitante nell'andamento. Stavolta c'era onestamente poco da eccitarsi o da contestare: senza Brunner, e dopo pochi minuti anche senza Ercoli per 3 falli precoci, quindi con un'area sguarnita sia in attacco che in difesa, il Geas aveva ben poco margine per giocarsela con Ragusa, a meno che quest'ultima patisse una giornata quantomai storta al tiro da fuori e le sestesi ne vivessero una straordinaria. Considerato che le sicule hanno fatto 6/11 da 3 e le nordmilanesi 4/17, s'intuisce che nessuna delle due condizioni s'è verificata.
Le percentuali da 2 risultano piuttosto simili (22/40 Ragù, 21/44 Geas, ovvero 55% contro 48%), ma il dato è ingannevole, in quanto condizionato da un primo quarto e mezzo in cui Ragusa era un po' legnosa dopo la sosta (almeno così ha detto Recupido), tant'è che al 16' si era sul 25-24 per Sesto, e di un "garbage time" di 8 minuti circa, in cui il Geas ha lenito lo scarto da -25 al -15 conclusivo (da 37-62 a 57-72).
In mezzo ci sono stati 16 minuti di strapotere ragusano, quelli in cui le ospiti hanno approfittato del suddetto vantaggio dentro l'area, segnando a piacimento con Hamby di potenza e con Harmon di destrezza, entrambe inarginabili per un reparto-lunghe rimasto con Nicolodi, Schieppati, Barberis (Zanotti ha riproposto Ercoli a inizio 3° quarto ma ben presto ha commesso il 4° fallo e allora la si è rivista a buoi ormai scappati).
Le due straniere ragusane testè nominate, più Kuster, hanno assommato 50 punti, contro i 22 (con modeste percentuali) della coppia sestese. Quasi scientificamente, in A1, se c'è una sperequazione del genere nella produttività forestiera, le italiane non possono compensare il divario.
Si è aggiunta, oltre alla magagna in area, qualche palla persa di troppo da parte del Geas, complice un attacco che - l'ha detto Zanotti nella video-intervista di commento finale, ma l'ho sentito anche durante un timeout ("Dobbiamo muovere 'sta c... di palla") - talvolta stagnava troppo nelle mani di qualcuna, soprattutto Williams ma non solo.
E quindi è andata come doveva andare, nonostante Ragusa abbia dovuto rimandare il debutto di Romeo, che manca quindi il duello contro Giulietta (Arturi). :ride:
Sulle singole, da menzionare inoltre la precisione al tiro delle due registe Gianolla e Arturi, e l'imprecisione invece di Consolini e Cinili, peraltro ininfluente nell'esito, salvo . Mi è piaciuto il dinamismo di Ercoli, nei minuti in cui è stata in campo.
Posto che le squadre si valutano meglio in un'occasione in cui affrontano un'avversaria di pari livello e la partita è equilibrata, ho l'impressione che la catena di assenze a turno che il Geas sta scontando da inizio stagione (prima era fuori Loyd, ora Brunner, inoltre Barberis è tornata a dicembre) abbia ritardato la creazione di meccanismi consolidati di squadra, cosa che già richiederebbe un certo tempo per una neopromossa; e le sole 22 giornate di calendario non regalano tempo. L'organico è buono, però forse un po' troppo abbondante di giocatrici di livello simile, adesso come adesso. Non è semplice stabilire gerarchie fra le italiane. La regista di riferimento è Arturi o Verona? Giocano circa 20 minuti a testa. Se serve una guardia dalla panchina metti Panzera o Galbiati? Per il cambio di una lunga (o mezza lunga) c'hai Nicolodi, Barberis, Schieppati; sì, forse meglio tante alternative che nessuna. Ma devi avere il tempo di oliare tutte nel ruolo definitivo in cui tu pensi di collocarle. Se una volta devi spostarne una a coprire la pezza dell'assenza di Loyd, un'altra volta tamponi Brunner, un'altra volta ci sono tutte e quindi una passa da 20 a 3 minuti, difficile trovare continuità.
Il rischio è che la stagione sestese rimanga un po' a metà del guado, cioè senza rischio di retrocedere ma anche senza inserirsi in una zona interessante di classifica, cosa che in certi momenti (con le vittorie su S. Martino e Napoli) è sembrato poter succedere. A partire dal già citato derby con Broni, la quale ora gonfia il petto dopo aver steso Venezia (ciliegina sulla torta, peraltro, non certo un lampo isolato) ma che, se battuta domenica 13, potrebbe rappresentare un novello trampolino di lancio per le suddite di Penati.
domenica 6 gennaio 2019
Riassunto del weekend
Domenica discretamente frizzante. Broni tocca il dito con un cielo: abbatte Venezia con un 19-7 nell'ultimo quarto e 35 punti di Wojta.
Cade anche l'ultima imbattuta di A2, ovvero Campobasso, per mano d'Umbertide.
L'Athena vince il derby di Roma dopo un overtempo sull'Elite.
Per la Copp'Italia di A2, 3 qualificate con un turno d'anticipo in ciascun girone: Alpo, Costa e Crema al Nord; Campobà, Palermo e Spezia al Sud.
Per la quarta piazza duellano Castelnuovo e Moncalieri da una parte, Faenza e Bologna dall'altra; si parte da pari punti ma la prima nominata nella coppia ha lo scontro diretto a favore.
Cade anche l'ultima imbattuta di A2, ovvero Campobasso, per mano d'Umbertide.
L'Athena vince il derby di Roma dopo un overtempo sull'Elite.
Per la Copp'Italia di A2, 3 qualificate con un turno d'anticipo in ciascun girone: Alpo, Costa e Crema al Nord; Campobà, Palermo e Spezia al Sud.
Per la quarta piazza duellano Castelnuovo e Moncalieri da una parte, Faenza e Bologna dall'altra; si parte da pari punti ma la prima nominata nella coppia ha lo scontro diretto a favore.
sabato 5 gennaio 2019
Superbasket: numero speciale per i 40 anni
Prima che riprendano le ostilità sul campo (ormai imminenti), segnalo questo numero speciale di Superbasket per i 40 anni della rivista, uscito verso metà dicembre, ancora in edicola.
C'è il riepilogo, stagione per stagione, di quanto successo nel basket italiano, e meritoriamente (cioè, sarebbe doveroso ma di solito non è scontato) c'è spazio anche per il femminile.
Si ripercorrono quindi i successi di Vicenza negli anni '80, quelli della Comense nei '90, l'equilibrio degli anni 2000 e l'attuale monopolio di Schio.
Alla fine della lettura si resta con almeno un paio di domande amletiche:
1) la decadenza del basket italiano rispetto alla concorrenza europea (nei club, com'è noto, prima vincevamo sempre e adesso mai) è più dovuta al calo nostro o più alla crescita altrui? Perché prima, obiettivamente, gli altri paesi occidentali erano indietro e quelli comunisti si limitavano da soli;
2) tale decadenza nostrana è andata di pari passo (più o meno) nel maschile e nel femminile; eppure nel maschile non c'è il dramma-tesserati che ha colpito il femminile. Allora il problema della base ristretta non è così determinante?
C'è il riepilogo, stagione per stagione, di quanto successo nel basket italiano, e meritoriamente (cioè, sarebbe doveroso ma di solito non è scontato) c'è spazio anche per il femminile.
Si ripercorrono quindi i successi di Vicenza negli anni '80, quelli della Comense nei '90, l'equilibrio degli anni 2000 e l'attuale monopolio di Schio.
Alla fine della lettura si resta con almeno un paio di domande amletiche:
1) la decadenza del basket italiano rispetto alla concorrenza europea (nei club, com'è noto, prima vincevamo sempre e adesso mai) è più dovuta al calo nostro o più alla crescita altrui? Perché prima, obiettivamente, gli altri paesi occidentali erano indietro e quelli comunisti si limitavano da soli;
2) tale decadenza nostrana è andata di pari passo (più o meno) nel maschile e nel femminile; eppure nel maschile non c'è il dramma-tesserati che ha colpito il femminile. Allora il problema della base ristretta non è così determinante?
mercoledì 2 gennaio 2019
Ancora sul caso Crespi/Masciadri: Basketnet e Galanda
Il portale Basketnet.it, fra i siti cestistici leader, nella sua consueta classifica dei "top 100" personaggi del basket italiano mette Petrucci al 1° posto (vedi un po') e, nella scheda, dice fra l'altro: "Bravo anche a disinnescare l’ultima polemica in ordine di tempo, protagonista il ct della femminile Marco Crespi e Raffaella Masciadri, finita sulle prime pagine del Corriere della Sera".
In realtà lui era intervenuto nella prima parte della polemica, cioè quando era limitata al mancato utilizzo di Masciadri, rimanendo invece in silenzio dopo il focolaio innescato dalla lettera di Passaro e dal "dossier" del magazine-Gazzetta sulla violenza sulle donne.
Forse ha avuto ragione lui rispetto a quanti di noi, qui (compreso il qui scrivente), auspicavano un ulteriore e più nitido intervento in questa seconda parte della diatriba. Meglio lasciar sgasare il gas, e sfumare il fumo, anziché apparire come un bastian contrario quando i "grandi media" cavalcano un filone. A fine novembre c'era la violenza sulle donne, mo' c'è il razzismo dopo il caso Koulibaly. Se uno interviene per puntualizzare tipo "ma non è razzismo, sono solo insulti a un avversario", così come a novembre "ma non è violenza sulle donne, era solo scarsa sensibilità verso la giocatrice + eccessi di focosità verso tutte", vero o falso che sia, fa brutta figura, si piglia le bacchettate.
Mi è piaciuto, però, quel che ha scritto "Gek" Galanda, l'argento olimpico di Atene, nella sua rubrica sul numero di dicembre di Basket Magazine. Equilibrato nell'esprimere rammarico per il mancato ingresso di Masciadri senza per questo gridare al mostro e gettarlo nel calderone dei violenti sulle donne.

In realtà lui era intervenuto nella prima parte della polemica, cioè quando era limitata al mancato utilizzo di Masciadri, rimanendo invece in silenzio dopo il focolaio innescato dalla lettera di Passaro e dal "dossier" del magazine-Gazzetta sulla violenza sulle donne.
Forse ha avuto ragione lui rispetto a quanti di noi, qui (compreso il qui scrivente), auspicavano un ulteriore e più nitido intervento in questa seconda parte della diatriba. Meglio lasciar sgasare il gas, e sfumare il fumo, anziché apparire come un bastian contrario quando i "grandi media" cavalcano un filone. A fine novembre c'era la violenza sulle donne, mo' c'è il razzismo dopo il caso Koulibaly. Se uno interviene per puntualizzare tipo "ma non è razzismo, sono solo insulti a un avversario", così come a novembre "ma non è violenza sulle donne, era solo scarsa sensibilità verso la giocatrice + eccessi di focosità verso tutte", vero o falso che sia, fa brutta figura, si piglia le bacchettate.
Mi è piaciuto, però, quel che ha scritto "Gek" Galanda, l'argento olimpico di Atene, nella sua rubrica sul numero di dicembre di Basket Magazine. Equilibrato nell'esprimere rammarico per il mancato ingresso di Masciadri senza per questo gridare al mostro e gettarlo nel calderone dei violenti sulle donne.

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