martedì 8 gennaio 2019

[A1] - Resoconto di Geas-Ragusa

Domenica, per aprire il nuovo anno con le abbaglianti luci dell'A1, mi sono recato a Sesto San Giovanni ad assistere alla partita fra la locale compagine, detta Geas, e la formazione ragusana della Passalacqua.
Come note sostanziali sottolineo che il clima all'esterno era quasi primaverile, con una quindicina di gradi e una luce scintillante; che non ho potuto salutare l'utente Nonino a fine partita in quanto avevo la macchina parcheggiata male e dovevo andare al supermercato; e che i numeri di maglia di Ragusa sono ai limiti dell'indistinguibile: color verde chiaro su verde appena un po' più scuro (evidentemente usare il bianco era banale).

Discreta affluenza di pubblico, che stimo intorno alle 300 unità, anche se piuttosto silente, come del resto è signorile consuetudine a Sesto. Sarà senza dubbio più rumoroso, l'ambiente, domenica prossima per il derby con Broni; presumo più nel settore ospiti, ma anche i sestesi alzeranno i decibels, per una partita che si preannunzia più eccitante nell'andamento. Stavolta c'era onestamente poco da eccitarsi o da contestare: senza Brunner, e dopo pochi minuti anche senza Ercoli per 3 falli precoci, quindi con un'area sguarnita sia in attacco che in difesa, il Geas aveva ben poco margine per giocarsela con Ragusa, a meno che quest'ultima patisse una giornata quantomai storta al tiro da fuori e le sestesi ne vivessero una straordinaria. Considerato che le sicule hanno fatto 6/11 da 3 e le nordmilanesi 4/17, s'intuisce che nessuna delle due condizioni s'è verificata.
Le percentuali da 2 risultano piuttosto simili (22/40 Ragù, 21/44 Geas, ovvero 55% contro 48%), ma il dato è ingannevole, in quanto condizionato da un primo quarto e mezzo in cui Ragusa era un po' legnosa dopo la sosta (almeno così ha detto Recupido), tant'è che al 16' si era sul 25-24 per Sesto, e di un "garbage time" di 8 minuti circa, in cui il Geas ha lenito lo scarto da -25 al -15 conclusivo (da 37-62 a 57-72).
In mezzo ci sono stati 16 minuti di strapotere ragusano, quelli in cui le ospiti hanno approfittato del suddetto vantaggio dentro l'area, segnando a piacimento con Hamby di potenza e con Harmon di destrezza, entrambe inarginabili per un reparto-lunghe rimasto con Nicolodi, Schieppati, Barberis (Zanotti ha riproposto Ercoli a inizio 3° quarto ma ben presto ha commesso il 4° fallo e allora la si è rivista a buoi ormai scappati).
Le due straniere ragusane testè nominate, più Kuster, hanno assommato 50 punti, contro i 22 (con modeste percentuali) della coppia sestese. Quasi scientificamente, in A1, se c'è una sperequazione del genere nella produttività forestiera, le italiane non possono compensare il divario.
Si è aggiunta, oltre alla magagna in area, qualche palla persa di troppo da parte del Geas, complice un attacco che - l'ha detto Zanotti nella video-intervista di commento finale, ma l'ho sentito anche durante un timeout ("Dobbiamo muovere 'sta c... di palla") - talvolta stagnava troppo nelle mani di qualcuna, soprattutto Williams ma non solo.
E quindi è andata come doveva andare, nonostante Ragusa abbia dovuto rimandare il debutto di Romeo, che manca quindi il duello contro Giulietta (Arturi). :ride:

Sulle singole, da menzionare inoltre la precisione al tiro delle due registe Gianolla e Arturi, e l'imprecisione invece di Consolini e Cinili, peraltro ininfluente nell'esito, salvo . Mi è piaciuto il dinamismo di Ercoli, nei minuti in cui è stata in campo.
Posto che le squadre si valutano meglio in un'occasione in cui affrontano un'avversaria di pari livello e la partita è equilibrata, ho l'impressione che la catena di assenze a turno che il Geas sta scontando da inizio stagione (prima era fuori Loyd, ora Brunner, inoltre Barberis è tornata a dicembre) abbia ritardato la creazione di meccanismi consolidati di squadra, cosa che già richiederebbe un certo tempo per una neopromossa; e le sole 22 giornate di calendario non regalano tempo. L'organico è buono, però forse un po' troppo abbondante di giocatrici di livello simile, adesso come adesso. Non è semplice stabilire gerarchie fra le italiane. La regista di riferimento è Arturi o Verona? Giocano circa 20 minuti a testa. Se serve una guardia dalla panchina metti Panzera o Galbiati? Per il cambio di una lunga (o mezza lunga) c'hai Nicolodi, Barberis, Schieppati; sì, forse meglio tante alternative che nessuna. Ma devi avere il tempo di oliare tutte nel ruolo definitivo in cui tu pensi di collocarle. Se una volta devi spostarne una a coprire la pezza dell'assenza di Loyd, un'altra volta tamponi Brunner, un'altra volta ci sono tutte e quindi una passa da 20 a 3 minuti, difficile trovare continuità.
Il rischio è che la stagione sestese rimanga un po' a metà del guado, cioè senza rischio di retrocedere ma anche senza inserirsi in una zona interessante di classifica, cosa che in certi momenti (con le vittorie su S. Martino e Napoli) è sembrato poter succedere. A partire dal già citato derby con Broni, la quale ora gonfia il petto dopo aver steso Venezia (ciliegina sulla torta, peraltro, non certo un lampo isolato) ma che, se battuta domenica 13, potrebbe rappresentare un novello trampolino di lancio per le suddite di Penati.

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