Mancano 5 minuti al termine della finale di Eurolega ma si può già dirlo, stravince Ekaterinburg che in questo momento è sul +30. Il record di scarto in finale nell'era moderna (cioè da quando si chiama Eurolega) è di 26.
Ekaterinburg nel decennio scorso era nota per gettare coppe dalla finestra a dispetto dei nomi colossali che ingaggiava; ultimamente non regala più nulla, ormai è alla terza Eurolega in 4 anni, quinta assoluta, numero che la pone alla pari con Vicenza, e dietro al solo Daugawa Riga del titano Semionova.
Aggiornamento a quanto sopra: finita 91-67 per Ekaterì, mvp Brittney Griner con 16 punti e 10 rimbalzi, top scorer Vandersloot con 18.
Per Kursk 20 punti di Howard e 12 di Stewart, uscita per infortunio verso metà, a partita peraltro già segnata se non decisa.
Ho l'impressione che la concorrenza sia in calo, perché Kursk è forte ma non come lo Spartak leggendario di Taurasi e Bird d'un decennio fa; le spagnole sono desaparecidas; le francesi oltre un certo limite non arrivano; le turche pagano la crisi economica della scorsa estate, come ha sottolineato anche Sottana in un'intervista uscita su internet nei giorni scorsi.
Dominio russo in semifinale: la Dynamo Kursk pialla Praga 84-67 con il feroce trio Breanna Stewart (32 punti)-Natasha Howard (22)-Sonja Petrovic (20); Ekaterinborgo fa piangere le padrone di casa di Sopron, 81-59, con 19 di Griner, 15 di Vandersloot, 13 di Torrens. Praticamente è una Wnba delocalizzata in Russia...
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