sabato 19 ottobre 2019

[A1] Resoconto di Costa-Lucca

Sono appena tornato dalla collinare località di Costa Masnaga, dove tornava la luminosa ribalta dell'A1 dopo 23 anni e mezzo. Pubblico stimabile fra le 350 e le 400 unità (non strabocchevole come nella finale-promozione di maggio, ma posti esauriti con una settantina in piedi; ingresso gratuito come ai tempi dell'A2).

Partita divertente, ed è già qualcosa; potevano starci anche le emozioni fino all'ultimo, ma dopo 3 quarti di testa a testa, nell'ultimo si è sciolta Costa almeno quanto si è scatenata Lucca, e il parzialaccio di 9-37 ha prodotto un punteggio finale di 73-97 che mal fotografa ciò ch'era stata gran parte della gara, e cioè un duello alla pari.
D'altra parte, se in una gara di corsa tu stai spalla a spalla col primo ma poi nell'ultimo chilometro cedi di schianto, vuol dire che ti manca la durata necessaria; e purtroppo bisogna giudicare il distacco finale, non quello all'intertempo.
Il problema è che Costa perde di 24 in una sera in cui ha tirato con quasi il 50% dal campo, quindi non si può dire che abbia vissuto una serata storta (almeno offensivamente parlando). Ha fatto buone, anche ottime cose.
Jori Davis ha avuto una fiammata d'onnipotenza a inizio 3° quarto in cui ha procacciato un 15-2 praticamente da sola, ribaltando da -8 a +5 il punteggio; alla fine 23 punti ma anche 9 assist.
Rulli produttiva seppur non costante; Spinelli molto concreta; dall'altra 2002 Allevi due bei lampi nel finale dei quarti. Da salto sulla sedia (se fossi stato seduto, ma ero in piedi) la bebè 2004 M. Villa, quando ha ubriacato due volte la difesa toscana, una concludendo con un'entratona di sinistro, l'altra subendo antisportivo da Jeffery. Roba che ti consolerebbe anche se perdessi di 50. Qualcuno dubitava che potesse dire la sua all'Europeo U16, per via del fisico leggero: questa dice la sua in A1, ragaz (pur con tutte le cautele e gli asterischi del caso).
Non bene invece Pavel, troppi sciupi da sotto; Frost ha fatto il suo ma il suo sembra quello di un'attrice non protagonista. Baldelli bene in un frangente (2° quarto), così-così nel resto.

Ma credo fuorviante analizzare chi bene e chi male nella circostanza; in questo momento c'è un problema collettivo in difesa per Costa, che ha incassato sempre più di 80 punti nelle 3 gare sinora giuocate; oggi addirittura 97. Ha fatto zona per tutta la partita, spesso allungata; una scommessa che poteva anche funzionare ma quando Lucca ha scaldato la mano da 3 è calata la notte, con 6 triple nell'ultimo quarto. Tutte prese con spazio dopo una buona circolazione-palla.

Inoltre Costa ha pagato dazio a rimbalzo offensivo (5 contro 11) e ha perso 19 palloni contro 5 recuperi; in poche parole ha avuto molti meno possessi, tant'è che a parità di tiri liberi (23) le lombarde hanno 57 tentativi dal campo, le ospiti 70.

Detto questo, Lucca, vincendo a Broni nel turno scorso, ha dimostrato di potersi confermare nella fascia intorno al 5°-7° posto, quindi il risultato non è certo un'onta per Costa, la quale deve battere le varie Battipaglia, Torino, Palermo, forse Vigarano (e c'è andata vicina alla prima giornata), insomma le rivali-salvezza. Solo che se ne becca 80 alla volta, si condanna a farne 85-90 per vincere, e non è detto che ci riesca.

Sul fronte toscano: Zempare una bestia d'area ma si sapeva (primo tempo 16 punti con 7/7, alla fine 24+10 rimbalzi); Jeffery a sprazzi; Jakubcova evanescente; Ravelli intelligente nel cogliere occasioni senza forzare nulla; Pastrello e Madera imprecise nelle esecuzioni ma presenti e vive nel gioco; Bonasia cresciuta alla distanza. Menzione d'onore per Orsili, che ha dato il cambio di ritmo a Lucca quando è entrata sul finire del 1° quarto e ha messo 11 punti in metà del secondo. Dopo l'estate bi-dorata è palesemente in autostima.

A fine partita spazio per un saluto finale del qui scrivente a Masha Maiorano, antica ispiratrice di questo topic, oggi team manager di Costa.

Wnba: Washington campione

Si è concluso la scorsa settimana il campionato nordamericano di pallacanestro femminile, noto come Wnba.
Peccato che sul canale Sky non siano andate in onda le finali (problemi di diritti?), perché è stata una serie assai combattuta, con punteggioni belli alti, in cui ha prevalso la compagine capitolina di Washington per 3-2 su Connetticù.

Primo titolo per una delle giocatrici più amate sia di qua che di là dell'oceano, Elena Delle Donne, la quale ha stretto i denti contro problemi alla schiena che l'hanno costretta a uscire dopo 3 minuti in gara-2. Già in gara-3 è rientrata. In gara-5 ha segnato 21 punti ma l'mvp è andato alla belga Emma Meesseman, brillante per tutta la serie.
E' una storica prima volta per un'europea come mvp delle finali Wnba; in passato l'unica straniera era stata l'australiana Lorena Di Giacomo (Lauren Jackson).
Connecticut, squadra senza superstars conclamate, ha avuto sugli scudi a turno Courtney Williams e Jonquel Jones soprattutto.

Stagione nel complesso anomala, di transizione, con l'mvp in carica k.o. per infortunio (Breanna Stewart), un'altra delle top 5 assolute fuori per anno sabbatico (Maya Moore), altre che si son viste poco o nulla (Diana Taurasi), altre che si sono ritirate nei mesi precedenti (Whalen, Pondexter), altre che pur giocando da par loro hanno fatto notizia soprattutto per aspetti extratecnici (Brittney Griner un rissone con minaccia di andarsene dalla Lega perché si è sentita vessata dal provvedimento disciplinare; Lizzona Cambage che ha ammesso di soffrire di depressione).
Non stupisce che nel quintetto ideale della stagione, 3 su 5 erano alla loro prima volta in questo nobile consesso (Vandersloot, Gray, Howard) insieme alle più solite Delle Donne (mvp) e Griner.

Insomma un calderone che ha favorito il livellamento, ma Washington è stata la migliore per tutta la stagione, quindi ineccepibile il suo trionfo.

Nel consueto bilancio sul seguito della Lega, che è sempre in bilico tra l'accettabile e il deludente, si registra una leggera diminuzione della media-spettatori, da 6769 dello scorso anno a 6535, in gran parte dovuta alla scelta di alcune squadre, tra cui la stessa Washington, di giocare in palazzetti piccoli anziché le maxi-arene da 15-20.000. New York addirittura ha un micro-impianto da 2200 posti (roba da campionato italiano...). Los Angeles la migliore con oltre 11.000 spettatori a partita.
La percentuale di riempimento degli impianti risulta di oltre l'80%, certo non bassa. Abbastanza evidentemente la Lega non sta puntando ormai sulle grandi affluenze quanto su un miglioramento di copertura e seguito tv, e lì sembra che le notizie siano di segno discretamente positivo.

Insomma per ora la Wnba non chiude bottega... Anzi, magari, vista l'incazzatura dei cinesi con l'Nba, potrebbe sostituirsi alla controparte maschile nei cuori dei permalosi asiatici, sebbene ci sia qualche dubbio sulla fattibilità dell'operazione. Non risulta comunque che qualche esponente Wnba abbia esternato sulla ribellione di Hong Kong, o presumibilmente se l'ha fatto non se n'è accorto nessuno.

domenica 13 ottobre 2019

Supercoppa italiana: vince Schio

Ragusa domina la prima semifinale di Minicoppa: 65-38 sul Geas.

Schio piega Venezia 67-63 con 22 di Gruda. Ennesima riedizione di Schio vs Ragusa.

Finale di Supercoppa: vince Schio 61-54 su Ragù. Trofeo numero mille per le scledenzi. Partita che sembrava sepolta nel primo tempo con Ragusa miserabile in attacco (30-13 al 18esimo circa), poi in qualche modo si è ravvivata.
Migliore in campo la tv: il collegamento si è interrotto solo due volte; la seconda a 6 minuti dalla fine; quando è tornata la linea c'era Schio che festeggiava la vittoria.
In generale, non so se è un problema del mio televisore ma le immagini sembrano filmati amatoriali, i movimenti delle giocatrici sembrano a scatti e goffi.

Schio ha vinto le ultime 9 Supercoppe; 7 delle ultime 10 Coppe Italia; 6 degli ultimi 7 scudetti (o 7 degli ultimi 9 se si preferisce). Questo era l'ultimo trofeo in palio nel decennio 2010-19, che non ha brillato per varietà.

domenica 6 ottobre 2019

Opening Day A1: Vigarano batte Costa

Scoppiettante Vigarano-Costa. Gioco garibaldino fra due teams con panchine farcite di giovani. La più baby di tutte, quasi mi commuovevo vedendola esordire, era la gemella-senza-gemella Matilde Villa, 15 anni non ancora compiuti. La matricola brianzola comanda a lungo, poi le ferraresi si rimettono in carreggiata con un 3° quarto da 31 punti; si decide tutto nell'ultimo minuto con un 7-0 per Viga, complici un buco difensivo su un'entrata di Attura e un rimbalzo sfuggito su tiro libero sbagliato da Bolden. In prospettiva possono essere già 2 punti-salvezza di pregio, ma con 26 giornate, a differenza degli ultimi anni, il peso della singola partita diminuisce.
Servirebbe l'aiuto del Kaysay dei bei tempi per sapere se l'esordio di Matilde Villa (14 anni, 9 mesi e 28 giorni se non erro, essendo nata il 9/12/04) è il più precoce di sempre in A1, almeno in epoca recente. (Risposta: Carangelo esordì il 8/10/06 giocando 19 minuti a 14 anni, 7 mesi e 26 gg. Ma Elena Bestagno: 14 anni, 1 mese e 15 giorni quando giocò un minuto contro Ribera nel gennaio '06.