sabato 19 ottobre 2019

Wnba: Washington campione

Si è concluso la scorsa settimana il campionato nordamericano di pallacanestro femminile, noto come Wnba.
Peccato che sul canale Sky non siano andate in onda le finali (problemi di diritti?), perché è stata una serie assai combattuta, con punteggioni belli alti, in cui ha prevalso la compagine capitolina di Washington per 3-2 su Connetticù.

Primo titolo per una delle giocatrici più amate sia di qua che di là dell'oceano, Elena Delle Donne, la quale ha stretto i denti contro problemi alla schiena che l'hanno costretta a uscire dopo 3 minuti in gara-2. Già in gara-3 è rientrata. In gara-5 ha segnato 21 punti ma l'mvp è andato alla belga Emma Meesseman, brillante per tutta la serie.
E' una storica prima volta per un'europea come mvp delle finali Wnba; in passato l'unica straniera era stata l'australiana Lorena Di Giacomo (Lauren Jackson).
Connecticut, squadra senza superstars conclamate, ha avuto sugli scudi a turno Courtney Williams e Jonquel Jones soprattutto.

Stagione nel complesso anomala, di transizione, con l'mvp in carica k.o. per infortunio (Breanna Stewart), un'altra delle top 5 assolute fuori per anno sabbatico (Maya Moore), altre che si son viste poco o nulla (Diana Taurasi), altre che si sono ritirate nei mesi precedenti (Whalen, Pondexter), altre che pur giocando da par loro hanno fatto notizia soprattutto per aspetti extratecnici (Brittney Griner un rissone con minaccia di andarsene dalla Lega perché si è sentita vessata dal provvedimento disciplinare; Lizzona Cambage che ha ammesso di soffrire di depressione).
Non stupisce che nel quintetto ideale della stagione, 3 su 5 erano alla loro prima volta in questo nobile consesso (Vandersloot, Gray, Howard) insieme alle più solite Delle Donne (mvp) e Griner.

Insomma un calderone che ha favorito il livellamento, ma Washington è stata la migliore per tutta la stagione, quindi ineccepibile il suo trionfo.

Nel consueto bilancio sul seguito della Lega, che è sempre in bilico tra l'accettabile e il deludente, si registra una leggera diminuzione della media-spettatori, da 6769 dello scorso anno a 6535, in gran parte dovuta alla scelta di alcune squadre, tra cui la stessa Washington, di giocare in palazzetti piccoli anziché le maxi-arene da 15-20.000. New York addirittura ha un micro-impianto da 2200 posti (roba da campionato italiano...). Los Angeles la migliore con oltre 11.000 spettatori a partita.
La percentuale di riempimento degli impianti risulta di oltre l'80%, certo non bassa. Abbastanza evidentemente la Lega non sta puntando ormai sulle grandi affluenze quanto su un miglioramento di copertura e seguito tv, e lì sembra che le notizie siano di segno discretamente positivo.

Insomma per ora la Wnba non chiude bottega... Anzi, magari, vista l'incazzatura dei cinesi con l'Nba, potrebbe sostituirsi alla controparte maschile nei cuori dei permalosi asiatici, sebbene ci sia qualche dubbio sulla fattibilità dell'operazione. Non risulta comunque che qualche esponente Wnba abbia esternato sulla ribellione di Hong Kong, o presumibilmente se l'ha fatto non se n'è accorto nessuno.

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