Ieri sera mi sono recato nelle collinari lande di Costa Masnaga, oltrepassando il sempre gradevole presepe illuminato sulla collina di Nibionno, per assistere alla partita di fine decennio tra la compagine locale e Battipaglia.
Davanti a un pubblico più abbondante di quanto pensassi (considerando il periodo festivo e l'assenza delle ragazze delle giovanili, sparpagliate in tornei per ogni dove), la tenzone ha proposto ciò che era lecito aspettarsi: tanto pathos, brutture in abbondanza ed equamente distribuite.
Hanno vinto le campane per un malaugurato fallo di Davis su Cremona, che sul 67-66 per Costa (procurato da un notevole arresto-e-tiro di Rulli a 18" dalla fine) aveva già scoccato la tripla della disperazione, sbagliandola. L'americana le è franata addosso a 2 decimi dalla fine. La guardia classe 2000 ha realizzato con notevole freddezza, bisogna dire, i primi 2 liberi, senza tremori né aiuti del ferro: 67-68.
A quel punto Big Sandro Orlando le ha urlato di sbagliare apposta il terzo. La ragazza è parsa disorientata, come se non avesse mai visto una situazione del genere, dopodiché ha scoccato una provola che non ha nemmeno toccato il ferro, e quindi regalando un'ultima chance a Costa con rimessa da metà campo. Disperazione cupa di Orlando, che nella sua carriera ha vinto scudetti, allenato in Eurolega e quant'altro: come dire "che 'mme tocca sopportà..." :woot:
Il tempo però era troppo esiguo per le padrone di casa, che han potuto solo tentare un lob verso il canestro, intercettato. Scene di giubilo, più che comprensibili, da parte delle battipagliesi, alla prima vittoria dopo 11 knockouts. Il coach locale Seletti invece esternava disappunto agli arbitri, così come più volte ha fatto durante la partita, anche se poi nelle dichiarazioni non ha cercato alibi nella direzione di gara, cui non ha fatto cenno. Giusto così, ma è giusto anche notare che nel terzo quarto una manciata di tiri liberi assegnati alle campane per falli subiti sul palleggio, lontano da canestro, sono parsi un attimino generosi, e hanno contribuito a rimettere l'inerzia della partita in direzione ospite nel momento in cui sembrava girare a favore delle locali.
La serie di episodi finali è riassunta in questo video di appena 2 minuti: clicca.
Quindi molta casualità nell'esito finale. Nondimeno vanno riconosciuti i meriti di Battipaglia. Veniva dall'ennesima settimana di triboli, con la fuga di Houser, ovvero 12 punti, 5 rimbalzi e 4 assist di media in meno per una squadra già non ricchissima di risorse. E poi l'altrettanto ennesima esternazione del patron Rossini. Han saputo, le superstiti, trasformare la disgrazia in motivazioni forti. E anche idee chiare: difesa forte in area, con raddoppi in post basso: azzerata Pavel e pochissime penetrazioni per le esterne di casa. In attacco, al contrario, tante iniziative fino al ferro, con Jarosz sempre pronta a correggere gli errori altrui (a volte anche suoi: ha chiuso con 21 rimbalzi e 23 punti che potevano essere oltre 30), e Ciabattoni che ha tranciato più volte la difesa in penetrazione, cavandone canestri e/o falli (24 punti alla fine).
I primi due break consistenti della partita, un +9 nel 1° quarto e un +8 nel secondo, sono stati frutto di questa maggiore intensità ed efficacia campana nel trovare soluzioni ad alta percentuale e negarne a Costa.
Solo che l'organico di Battipaglia è veramente all'osso. In pratica ha ruotato 6 giocatrici, più spiccioli per Sasso e Scarpato, un paio di 2000 dal pedigree non paragonabile alle giovani di Costa. Ha tamponato l'addio di Houser dando 33 minuti a Mazza, che ne aveva meno di 10 di media finora. Cremona primo e unico cambio a tutti gli effetti.
In più, né Nori né Galbiati erano in serata al tiro: han fatto 3/20 sommate, anche se riconosco loro di esser sempre state vive nella partita. Al contrario, Costa da fuori ha avuto una percentuale ottima (anche perché, come detto, la scelta di Battipaglia era di proteggere l'area): 10/21 da 3 e anche buone cose dalla media.
In sostanza quindi ci si aspettava, vista la relativa facilità con cui Costa recuperava gli svantaggi, che a un certo punto la maggior quantità di risorse per le brianzole avrebbe fatto la differenza, consentendo loro di prendere se non il largo, almeno un margine di sicurezza per non arrivare in volata. Ma non è mai stato vicino a verificarsi, tutto ciò, salvo un paio di brevi occasioni sul 40-34 in avvio di 3° quarto e un 62-58 a 2'45" dalla fine. Ma poi arrivavano nuovi errori, buchi difensivi dentro l'area, palle perse.
Sono tre le cifre che condannano Costa, fermo restando che senza il fallo di Davis allo scadere non sarebbe stata condanna ma assoluzione: 24 perse (contro 17 avversarie), 20 rimbalzi in attacco concessi (contro 12 arraffati), 17 canestri dentro l'area concessi (contro solo 8 realizzati).
Rulli decisamente positiva, non solo per quel canestro che poteva essere decisivo; ne ha fatti 17 con 7/13 al tiro. Frost bene da 3 e a rimbalzo (17), ma mi è parsa poco incisiva in lunghe fasi della partita (ha giocato tutti e 40' i minuti). Baldelli imprecisa ma nulla da rimproverarle sull'iniziativa costante. Villa non spaziale (qualche palla persa evitabile) ma una garanzia che qualcosa di buono lo fa sempre, anzi ben più di qualcosa, e fa specie dirlo vista l'età, ormai peraltro inutile da ricordare ogni volta. Giudizi, beninteso, riferiti all'attacco, giacché in difesa la squadra di casa mi è parsa nel complesso deficitaria.
Le note più negative: Pavel, come detto, annullata (dalla difesa o da se stessa o dalla squadra che non le ha costruito granché), e Davis, che chiaramente è il vero rebus. A parte il patatrac finale, che può succedere anche ai migliori, ha 6 punti con 2/10 al tiro, di cui un paio di contropiedi solitari sbagliati; ok i 6 assist ma anche 6 perse. Se guardi le sue cifre individuali da dopo la partita con Broni vedi un calo verticale (tranne quella con Empoli). Colpa più sua o della squadra che non la mette in condizione di trascinarla? :unsure: Non m'addentro nella questione, però conviene che Costa risolva il problema, per quanto non sia obbligatorio dipendere da lei. E' una squadra di concezione diversa dai canoni, che prevedono gerarchie fisse.
Di sicuro, mani che si mordono, alla fine, nel clan masnaghese, in quanto una vittoria sarebbe valso un +8 sull'ultimo posto, cioè la retrocessione diretta. Invece così è solo +4; praticamente tutto da rifare.
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