martedì 16 novembre 2021

Qualificazioni Eurobasket: bilancio dopo la 2. giornata

 - Nella seconda giornata delle qualificazioni a Eurobasket, non si ripetono i risultati eclatanti della prima. Del resto non c'erano scontri diretti fra le favorite. Le due battute illustri della giornata inaugurale si sfogano: la Francia con la Lituania, il Belgio con la Turchia. Mentre le due autrici delle sorprese ai danni delle suddette non falliscono il bis: l'Ucraina in Finlandia (sia pure a fatica) con 31 di Iaià Iagupova, la Bosnia in Macedonia con Jojò Jones che stavolta si ferma ad appena 30 punti e 17 rimbalzi.

Era interessante il derby Croazia-Serbia, vinto dalle campionesse d'Europa 66-84 con 33 di Crvendakic, la quale dopo l'uscita di scena delle veterane nobili sembra aver preso il timone di leader, come aveva fatto prospettare ai tempi delle giovanili in cui rivaleggiava con Zandalasini.
La Lettonia strapazza la Svezia. Grottesco il +99 della Slovenia sull'Albania, con un parziale di 0-32 in un quarto.
Per quanto ci concerne, credo che non finiremo mai di ringraziare il sorteggio: la Slovacchia vince di 16 in Svizzera (anche se per 2 quarti erano quasi pari), quindi con le elvetiche non sarà proibitiva, diciamo così. In qualsiasi altro girone avremmo avuto almeno un'avversaria più quotata delle slovacche.

- In tempi di carestia televisiva (a meno che si sia sbloccato il famoso canale 411; io sto abbandonando le speranze), è stato grasso, o almeno... lardo che cola la diretta su Sky della partita col Lussemburgo. Così come è stata manna l'occasione offerta dal debutto di M.Villa. Probabilmente i 3 minuti più attesi e poi più celebrati nella storia del basket femminile azzurro. La pagina Facebook della Fip (Italbasket) ha seguito la giocatrice con una telecamera per tutta la giornata, producendo un video da 5 minuti che avrà sicuramente un riscontro notevole. Si vedono anche la gemella, il fratello, il padre, tutti fieri e sorridenti, specie quando Bestagno alla fine fa i complimenti per com'è la ragazza non solo come giocatrice ma anche come persona.
Il personaggio piace, lo si è visto anche dall'accoglienza del pubblico faentino. La Gazzetta le ha dedicato un articolo (persino su carta) prima e uno online dopo. Si è risolto nel frattempo il dilemma su chi fosse la detentrice dell'esordio più precoce. La Gazzetta stessa ha indicato in Marinella Draghetti (esordio nel 1978) la primatista, avendo 16 anni, 8 mesi e 23 giorni contro i 16+8+26 di Zandalasini nel 2012.

- Non capita spesso che un procuratore faccia l'editorialista, ma Luigini (LBM Italy) ha pubblicato una sua analisi sulla nazionale, simile a quelle che in questi giorni vengono partorite (sull'Italia di calcio) dai giornalisti di tutt'Italia in seguito alla drammatica (per loro) qualificazione non ancora ottenuta ai Mondiali.
Dopo aver parlato bene delle sue assistite in azzurro, Luigini così afferma:

Detto questo, raccontarci che le cose siano andate bene o che possiamo essere soddisfatti perché abbiamo recuperato per miracolo (e per la dabbenaggine altrui) una vittoria contro un avversario mediocre (la Slovacchia) o perché abbiamo giocato un quarto tempo convincente contro un Lussemburgo meno che mediocre - parliamoci chiaro - è prenderci in giro. E le pur importanti assenze non possono essere che una minima attenuante.
Il lavoro da fare per il bravo coach Lardo è ancora tantissimo, soprattutto sul fronte della necessità di dare un decente equilibrio di squadra, che l'Italia non ha da anni, figlia di solismi che vedono cambiare gli interpreti ma non il senso.
Lo abbiamo già detto e lo ribadiamo: in questo momento storico, il roster delle giocatrici a disposizione ha tutto, in ogni reparto, per puntare come un treno a quella qualificazione olimpica che manca da Atlanta.
Non andare a Parigi sarebbe uno schiaffo che ci condannerebbe ad altri lustri di anonimato.
E non fissare Parigi come un obiettivo fondamentale sarebbe un tragico errore.
Ma serve quello che latita da molti anni quando si parla di Nazionale italiana: programmazione a lungo raggio e identità di gioco.
Sono arrivati i quattro punti, ma non sottovalutiamo ancora una volta i campanelli d'allarme.


Commento. Si nota, intanto, la frase in grassetto, che sembra copiata dall'utente Nu95 (si vede che tra colleghi s'intendono, oppure sono la stessa persona). A parte questo, non credo che ci sia un problema di "solismi", né che ci sia stato in passato. Il problema è stato, ed è, di un nostro livello che non va oltre il discreto. La qualificazione olimpica deve certamente essere un obiettivo (se no che giochiamo a fare?) ma non so se abbiamo tutte 'ste risorse nel roster, da essere come un treno. D'altronde manca più di un anno e mezzo al prossimo grande appuntamento, vedremo come saranno i valori nostri e degli altri.
Se dovessimo fotografare la situazione al momento, siamo ancora tra l'ottavo e il dodicesimo posto in Europa, e non perchè ci siano le soliste. Parola che mi fa venire in mente il grande (si fa per dire) Luciano Lutring, rapinatore di banche anni '70 detto "il solista del mitra"; e mitragliette sono state le nostre azzurre in queste due partite, con oltre 30 triple tentate a partita. Contro il Lussemburgo 36 tentativi da 3 contro 29 da 2. E parliamo di un'avversaria che non poneva enormi difficoltà nell'entrare in area. Tendenza nostra che mi lascia perplesso, perché è vero che in queste due partite abbiamo trovato in una Romeo, nell'altra Madera che han fatto i botti da 3, però è l'arma più infida che ci sia, la quale tende a mollarti nella fanghiglia quando la pressione si alza. Vedi le padelle che inanellammo in giugno contro la Svezia.
Il problema di fondo è quanto tempo abbia Lardo per fare "programmazione a lungo raggio", creare "identità di gioco", come invoca Luigini. Se ci si vede solo sporadicamente, hai voglia a suonare i campanelli d'allarme.

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