venerdì 5 agosto 2022

Il basket femminile non è "in ginocchio"

 "In ginocchio" è un'espressione melodrammatica, come "alla frutta", "alle cozze" e altre simili.

Il basket femminile è in uno stato di stagnazione da una ventina d'anni almeno (non si può più parlare di "crisi", che è una condizione passeggera), ma sta pur sempre meglio della maggioranza degli sport italiani, per giro di soldi che muove.
Quando vedi che la maggioranza delle atlete olimpiche sono costrette a entrare nei corpi militari di Stato per potersi dedicare al loro sport senza morire di fame, tutto sommato pensi che le cestiste mediamente sono messe meglio. Se poi sei una Zandalasini o una Rupert, puoi anche viaggiare su uno stipendio a 6 cifre. Non male per uno sport presunto "in ginocchio". Credo che molte baratterebbero volentieri la "notorietà" ottenuta facendosi vedere alle Olimpiadi, in cambio del più concreto stipendio annuo da giocatrice di basket (ok, poi ci sono i casi di mancati pagamenti, eccetera, ma lasciamo perdere).

E i risultati della Nazionale non sono un disastro, semplicemente (si fa per dire) non otteniamo un risultato eclatante dal 1995. Ma negli ultimi 10 anni siamo assestati su un livello discreto (senza bisogno di citare le giovanili, che sono brillanti).
Certo, se uno pensa che dovremmo essere noi a surclassare la pallavolo, e non viceversa, oppure che dovremmo battere la Spagna e non viceversa, oppure che dovremmo avere più tesserate della ginnastica e della danza, è chiaro che resterà insoddisfatto.

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