Intervista a Lardo che ho trovato su OA Sport, a firma Federico Rossini. Interessante la risposta sulla non convocazione di Villa. E ovviamente anche la parte su Sottana. [NB: giorni dopo c'è stata una puntualizzazione via social da parte di Sottana che ha smentito quanto detto dal c.t.]
L’Italia si appresta a vivere una settimana che potrebbe regalarle la qualificazione agli Europei femminili 2023. Per farlo, a Napoli, dovrà battere in successione Svizzera e Slovacchia. Giovedì 24, domenica 27, ore 19: queste le coordinate temporali importanti. Lino Lardo, che da due anni guida il gruppo azzurro, conosce bene l’importanza dei confronti che stanno arrivando. Abbiamo raggiunto il capo allenatore dell’Italia per tracciare un bilancio di questi due anni, una prospettiva su quanto sta per accadere e non solo.
Come ha visto il gruppo azzurro finora?
“Da quando alleno la Nazionale la risposta delle ragazze è emozionante, perché ogni volta che arrivano, al di là dell’essere avversarie durante il campionato, c’è un clima di amicizia e grande aggregazione. Le ho viste bene, anche se è chiaro che venivano da una giornata di campionato e da viaggi non semplicissimi: molte giocavano fuori, alcune dalle isole. Il rientro è stato un po’ stancante, però il clima è bello, è chiaro che loro giocano in molti casi già da parecchio tempo insieme. Le ho trovate soprattutto vogliose di iniziare quest’avventura“.
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Di Ragusa c’è anche un blocco importante della Nazionale, che qui esprima Nicole Romeo e Beatrice Attura.
“Loro fanno parte, da quando io alleno la Nazionale, di questo gruppo. Diciamo che un po’ mi conoscono, e questo magari mi ha anche agevolato“.
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Si può dire che forse sia un po’ troppo un anno tra una finestra e l’altra?
“Sì, assolutamente. Manca l’approccio alla competizione, al di là dei raduni che possiamo fare con partite amichevoli. Invece è importante che, a livello di Nazionale, ci sia un’attenzione diversa. Ci ritroviamo dopo un anno esatto a dover giocare due partite importanti per i due punti, è logico che qualcosa sta cambiando anche in FIBA. Infatti penseranno anche in futuro di fare delle qualificazioni mondiali proprio per sopperire a queste pause che sicuramente non fanno bene per tutte le nazionali“.
In questo inizio di campionato Matilde Villa ha espresso una grandissima pallacanestro. Come mai è stato scelto di inserirla come atleta a disposizione in questo caso?
“Sicuramente Matilde Villa è una giocatrice che fa parte della lista molto ampia di giocatrici che seguiamo. E’ una giocatrice di indubbio talento, che seguiamo da vicino, abbiamo parlato anche con la sua attuale società e si sa benissimo che noi la seguiamo da vicino. In quel ruolo lì abbiamo parecchie scelte da fare, e lei peraltro viene da un’estate intensa con le giovanili, ora sta facendo l’EuroCup con Venezia e il campionato, e va ancora a scuola. Tutte queste valutazioni ci hanno fatto pensare che il tempo per vederla ancora in futuro c’è, perché il futuro sarà sicuramente suo. In questo momento abbiamo fatto queste scelte anche perché in quel ruolo, per fortuna, abbiamo molte opzioni, siamo ben coperti“.
E il nome principe è Costanza Verona, che si sta prendendo in mano Schio.
“Siamo contenti del suo percorso e della sua crescita, sta migliorando costantemente su tutti gli aspetti. Ed è ciò che in una squadra e in una società che le permette di crescere da tutti i punti di vista: esperienza, tecnicamente, compagne di squadra da cui può imparare molto. E ha una competizione come l’Eurolega. Sta diventando pian piano protagonista. Siamo molto contenti che lei possa fare dei passi in avanti, lei è una ragazza con molta voglia di allenarsi e crescere. Su di lei puntiamo molto“.
Ha una compagna di squadra come Jasmine Keys che sta confermando i grandissimi miglioramenti della scorsa stagione.
“Lei è ormai un punto fermo di Schio, della nostra Nazionale. Non solo i numeri confermano la sua crescita: lei in campo fa tante cose buone, non solo agli occhi di tutti, ma anche di quelle che non si vedono. Oltre a essere una brava giocatrice è anche intelligente, sa stare bene in campo e questo dimostra la fiducia del suo allenatore dall’anno scorso. Per noi Jasmine è un punto fermo, molto importante“.
Questa è una squadra che è molto ‘sbilanciata’ verso un ringiovanimento molto evidente e centrata su Cecilia Zandalasini, il cui inizio di stagione non c’è bisogno di definirlo.
“Siamo contenti perché sappiamo l’importanza che ha Cecilia per la sua squadra di club. L’anno scorso a inizio stagione ha avuto un problema al piede che l’ha penalizzata; quest’anno, invece, sta facendo molto bene e siamo solo contenti. Da lei si parte per quanto riguarda le nostre situazioni offensive, ma non solo: ha dimostrato di rendersi utile in tutte e due le parti del campo. E’ un’atleta ancora giovane. E poi in questi ultimi anni abbiamo pescato molte ragazze che vengono dalle selezioni giovanili, con le quali bisogna ricordare che siamo stati protagonisti in Europa e questo ci fa ben sperare per il futuro“.
Inevitabile citare anche il ‘ritorno’ di Lorela Cubaj.
“Ci garantisce sostanza e presenza vicino a canestro che magari in certe competizioni un po’ ci è mancata. Lorela ha i suoi trascorsi nei campionati di college americani, non ha purtroppo potuto essere costantemente con noi, in questa Nazionale, almeno da quando l’alleno io. L’ho avuta solo agli Europei. Lei ha però solo bisogno di giocare un po’ di più con queste compagne, anche se le conosce bene avendo fatto la trafila delle giovanili. E’ un ritorno solido per noi: la sua solidità è importante“.
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Questo percorso biennale cosa Le ha dato in termini di soddisfazioni e momenti difficili?
“Quando sono stato scelto dalla Federazione per allenare la Nazionale femminile per me che venivo dalla maschile è stata una grande sorpresa, ma soprattutto un grande onore e un grande orgoglio. Mi sono buttato a capofitto in questa esperienza. Tantissime soddisfazioni perché ho cercato di portare la mia mentalità all’interno della Nazionale e ci sono state grandissime risposte. Purtroppo abbiamo sbagliato una partita sola, quella di ottavi con la Svezia agli Europei, ma per il resto solo belle partite, belle vittorie, grande mentalità di queste ragazze che mi hanno emozionato per la disponibilità che hanno quando vengono in Nazionale e anche nel giocare come io proponevo. Poi purtroppo c’è stato il neo di questa partita che è stata negativa, però la strada, viste anche le scorse due partite di queste nuove qualificazioni, sia quella giusta. Il percorso è positivo, mi ci butto dentro a capofitto con tanta esperienza e concentrazione, cercando di trasmettere l’entusiasmo giusto. Le ragazze già ce l’hanno, però è vero che quando vestiamo la maglia della Nazionale bisogna trasmettere belle emozioni“.
Ci fu un episodio nel 2020, per la prima convocazione delle finestre delle bolle post-Covid. In molti notarono l’assenza di Giorgia Sottana, che poi rispose sui social. Siete mai riusciti, poi, a parlare di quella situazione?
“Io con Giorgia ho parlato personalmente prima delle convocazioni, ho chiarito con lei. Gliel’avevo anche detto quando ho deciso di fare le convocazioni. Massimo rispetto per lei, che è una giocatrice che ha dato tanto alla Nazionale e dà ancora tanto alla sua squadra. Ho fatto le mie scelte e gliele ho anche spiegate. Capisco che qualcuno possa essere rimasto un po’ sorpreso, ma gliel’ho detto con molto rispetto della giocatrice che è stata ed è tuttora. Pensavo di fare questo tipo di scelta“.
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Chicca Macchi come team manager che tipo di apporto potrà dare?
“Ho una fortuna, e lo dico tutti i giorni: quella di avere Roberto Brunamonti capodelegazione, Chicca Macchi team manager. E’ una gran fortuna per me, ma soprattutto per le ragazze. Roberto lo conoscono tutti, è una persona seria e competente. Chicca le ragazze la conoscono meglio, è un’icona della Nazionali passate, una grandissima giocatrice e una grandissima conoscitrice di basket, di grande personalità. Può solo aiutare queste ragazze in termini di esperienza. Per me la Federazione mi ha messo a disposizione due personaggi incredibile che aiuteranno me e lo staff“.
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