venerdì 18 marzo 2005

Amarcord nazionale U20 del 2001

Alla domanda "Maiorano ha mai fatto parte di nazionali giovanili in competizioni ufficiali (Mondiali, Europei)?", la risposta giusta è "No".
Va segnalato, però, che nel 2001 Maiorano fece parte della nazionale under 20 (annate '82/83) che partecipò alle qualificazioni per gli Europei dell'anno successivo, centrando l'obiettivo.

Dagli archivi del Comitato abbiamo ripescato alcune informazioni:

Masha a quei tempi aveva un'altezza ufficiale di 1,75 (ora è 4 cm di più: è cresciuta a 20 anni??

Le altre componenti di quella nazionale furono: Benko, Cappuccio, Celasco, Doldi, Frantini, Molinari, Piroli, Ramon, Ress, Sciacca, Stinga, Zanoli. Sarebbe interessante valutare quante di loro giocano oggi in A1.

Il raduno iniziò a Caorle il 17 luglio, poi fecero un torneo in Germania dal 26 al 28, poi tornarono a Caorle, indi un altro torneo in Spagna dal 2 al 5 agosto e infine le qualificazioni a Lisbona dal 6 al 13 agosto. Hai capito che bel modo di girar l'Europa in vacanza??

Ci fu una catena impressionante di infortuni che, nella preparazione, mise fuori causa Carnemolla, Zerella, Savelli, Arioli, Siccardi, Favento e Ania Bergami, proprio l'attuale play di Faenza; e più avanti si fecero male pure Celasco e... la nostra Maiorano, che se abbiamo interpretato bene si infortunò alla mano appena prima della prima partita delle qualificazioni e finì per non giocare.

Nella partita decisiva segnò 23 punti Frantini, che dovrebbe essere la Michela Frantini attuale pilastro del Geas Sesto.

L'anno successivo Maiorano non fu convocata per gli Europei e le sue esperienze in nazionale finirono lì. Almeno per il momento...

Nella foto: organico e cifre dell'Italia U20 agli Europei del 2002 [con molti cambiamenti rispetto a quella dell'estate prima e tante '85 più giovani di 3 anni rispetto alla categoria].

giovedì 17 marzo 2005

Contestabile in pillole

Mi sembra che venga a proposito l'occasione di parlare un po' di Antonella Contestabile.

Ricapitoliamo le informazioni che abbiamo su di lei (è gradito l'aiuto di qualcuno che la conosce, ad esempio Sononuovo o chi altro):

Nata nell'ottobre '87, è quindi la più giovane del nostro gruppo con nemmeno 17 anni e mezzo.

Nella sua famiglia si respira basket: suo padre Daniele allena all'Ars Milano, il fratello invece, classe '89, gioca nei Cadetti d'eccellenza della Forti e Liberi Monza.

Altezza, come in tanti casi, assolutamente variabile a seconda della fonte: si passa da 1,84 a 1,86 a 1,87 o 1,88; le variazioni dipenderanno dalla compressione dei suoi dischi intervertebrali durante la notte , ma in ogni caso di fianco a Maiorano durante la partita di domenica, ci sembrava più alta di quasi 10 cm, quindi 1,87-1,88 può essere plausibile;

Carriera: ha giocato due anni al Geas da piccola, poi è passata a Vittuone dove tuttora gioca in doppio tesseramento. Ha fatto parte della selezione lombarda di Azzurrina nel suo primo anno di esistenza (2002-03).

Quest'anno sta realizzando il sogno di qualsiasi malato di basket: giocare 3 campionati in posizione di vertice in un colpo solo . Infatti Antonella, oltre ad avere sogni di scudetto con la Comense, è in testa alla B2 con Vittuone e, sempre con Vittuone, è seconda nel campionato Juniores d'eccellenza dietro al Geas. Super-stakanovismo ma ne vale la pena.
Ah, in più ha anche partecipato a tutti i raduni della nazionale under 20 tenutisi in questa stagione.

lunedì 14 marzo 2005

(A1) Comense-Rovereto

(Pruzzo):
Gara praticamente senza storia, il discorso dura solo 10'. Frohilich (22 punti + 11 rimbalzi) è l'unica a tirare la carretta a Rovereto (di Maiorano parlerò a parte) e quando anche lei inizia a perdere colpi le gialloverdi affondano. Le trentine tentano probabilmente con troppa frequenza la soluzione dalla lunga e, Masha a parte, le percentuali sono da dimenticare (2/16 da 3; e se non ricordo male entrambe le bombe, messe a segno da Pellizzari e Frohilich, arrivano a gara ormai chiusa); Bello, dolorante alla schiena, non è incisiva (2 sole conclusioni) e perde ben presto la bussola (7 palloni persi), Magaddino non è meglio (0/4 dal campo) e non perfeziona nemmeno un recupero. Pellizzari è irriconoscibile, in qualche circostanza sembra aver paura di tirare; stesso discorso per Balleggi che riesce ogni tanto a far bella figura ma non dà il solito contributo qualitativo che da lei ci si aspetta. Anche Dixon, nei 18' in cui è utilizzata, ha qualche buono spunto e fa vedere il suo enorme talento; ma è limitata, fors'anche psicologicamente, dall'infortunio che la tormenta da mesi e non è totalmente casuale se, con il suo ingresso, Como innesta il turbo.
E così, una volta fatto il break nel secondo quarto, per Como sembra tutto facile... si tocca (o quasi) anche il +30, poi spazio a tutte le giovani (forse anche troppo tardi, soprattutto per quel che riguarda la "nostra" Contestabile... ) a disposizione. Yilmaz si fa largo con profitto sia in attacco che in difesa, Macchi non "esagera" ma quando vuole dimostra di essere la miglior giocatrice italiana in circolazione, fanno bella figura persino Paparazzo e Scott. Discretamente ordinata Cirone, che "ammortizza" bene i raddoppi della difesa trentina. Mi è piaciuta molto (sono di parte, ce l'ho al fantabasket ) Kae, che a mio modo di vedere si è dimostrata una giocatrice diversa da quella tanto criticata da più parti, tornata forse ai livelli di Reggio Emilia; averla al 100% potrebbe rivelarsi molto utile per la Comense, chiamata a dover riconfermare lo scudetto che porta sulla maglia. E personalmente mi è piaciuto molto il suo arresto e tiro (fatto tra l'altro con la mano sinistra).


(Meursault:)
Basterebbe dire solo questo: due anni fa Masha Maiorano era una giocatrice di serie B. Ieri sera è partita in quintetto e ha segnato 12 punti con 4 triple in casa delle campionesse d’Italia. Un minuto di raccoglimento.

Finito il minuto. Sulla partita non c’è molto da aggiungere all’ottimo commento di Pruzzo: a parte il 1° quarto, una gara senza storia, ma più che altro sorprende il fatto che Rovereto veniva da 4 vittorie in 5 partite e la Comense da un periodo di appannamento (le vittorie con Alessandria e Bolzano non fanno testo). Invece tante roveretane sembravano svuotate di energie (ci spiace soprattutto vedere una “guerriera” come Pellizzari così poco attiva ) e la Comense, da parte sua, ha giocato decisamente bene. Boh. Ma alla fine checcefrega, l’importante era vedere in campo le “nostre” Maiorano e Contestabile.

Maiorano, come dicevamo, parte in quintetto e gioca per intero il 1° quarto. La sua intensità è subito quella giusta , ma è poco incoraggiante quando, al primo tentativo di entrata, si becca uno stoppone da Kaè, commettendo poi un fallo di frustrazione ; e sull’altro lato del campo la stessa brasiliana le piazza una sospensione in faccia (ma quanto salta quella?). Inoltre Masha fa fatica a trovare spazi contro la marcatura di Paterna. Ma si rifà presto: prima infila una bella tripla dall’angolo sinistro, con avversaria addosso, poi, dal lato opposto ma sui 45 gradi, di nuovo una tripla, stavolta “di tabella”, con dedica ai suoi fans roveretani. Poi un altro tentativo di tripla (un po’ forzato) ma va fuori. In generale potrebbe toccare qualche pallone in più, ma spesso il gioco di Rovereto è confuso, le lunghe stazionano a 7 metri (è vero che hanno un bel tiro, però così sotto canestro la Comense spadroneggia), le piccole perdono palla.
Di Masha, al riguardo, ci piace anche il fatto che, a differenza di parecchie sue compagne, gestisce bene la palla senza gettare passaggi alle ortiche, servendo, anzi, qualche bel pallone alle lunghe nel corso della partita. Ed è presente anche a rimbalzo (4 secondo le statistiche finali, forse qualcuno di più in realtà).

Il 1° quarto finisce 21-20 per la Comense. Sarà un caso, ma con Maiorano in panchina per quasi tutto il 2° quarto, la partita si spacca in favore delle padrone di casa... Abbiamo quindi un prolungato “garbage time”, visto che l’inizio di 3° quarto, con Masha peraltro in campo ma senza tirare per 5’, vede la Comense allungare ulteriormente.

Maiorano rientra poi negli ultimi 7’ di partita. Gara senza più niente da dire per il risultato, ma lei comunque non smette mai di incitare le compagne e di “sbattersi” su tutti i palloni, ne recupera qualcuno, corre avanti e indrè mostrandosi in ottima condizione; peccato, oltre a una tripla sbagliata, per un contropiede dal lato sinistro sciupato un po’ banalmente, ma ha modo di farsi perdonare, piazzando due bombe negli ultimi 2’, portando quindi il suo score a 12 punti (doppia cifra, yeah!).

Sintesi finale su Masha: nell’occasione la migliore in campo per Rovereto dopo Frohlich; al di là del tiro da 3, che può entrare e uscire, colpiscono la capacità di rendersi utile in tante cose, la personalità che “sprizza” e la voglia di dare il massimo sempre e comunque. Le cagate che commette fanno comunque intuire i suoi margini di miglioramento, così come il fatto che la penetrazione a difesa schierata sia ancora da costruire. Alla fine stiamo sempre parlando di un’esordiente, al primo anno di lavoro duro fisico-tecnico-tattico. Rispetto alle partite da noi viste in videocassetta, progressi evidenti, il prossimo obiettivo può essere la continuità partita dopo partita.

E ora passiamo a Contestabile, il cui ingresso abbiamo aspettato con ansia nell’ultimo quarto. Ma forse ha giocato poco perché stasera ha un’importante partita Juniores. Antonella gioca i 4’ finali, un po’ poco per dare una valutazione, ma già in riscaldamento suscita un’ottima impressione dal punto di vista fisico-atletico. In campo poi anche lei mostra personalità e intraprendenza, specie tenendo conto che, ahò, ha 17 anni e non 22 e mezzo come Maiorano.
Alla prima azione strappa subito un rimbalzo difensivo, facendosi però soffiare la palla da una piccola. Poco dopo si procura un fallo e realizza con sicurezza entrambi i liberi. Per un po’ è marcata proprio da Maiorano, rispetto alla quale ha parecchi centimetri in più. Prova un paio di conclusioni ma le escono, di cui un bel tiro da 5 metri, angolo destro, che gira sul ferro. Sembra comunque avere tutte le carte in regola per diventare un’ala piccola nel prossimo futuro, e con la sua statura può fare molto, molto bene...

Nella foto: Contestabile e Maiorano a contatto ravvicinato; sulla destra Frohlich.



venerdì 11 marzo 2005

Una VHS su Maiorano

Tiriamoci su di morale per un attimo.

Un amico mi ha gentilmente prestato una VIDEOCASSETTA con due partite di Maiorano trasmesse da RaiSport Satellite: il derby con Ntumba (quello di andata, non l’ultimo di mercoledì) e la prima di ritorno a Priolo.

Nella prima occasione siamo al 28 novembre al Taliercio di Mestre, il palazzetto che vide i primi passi in serie A di Claudio Coldebella. Ma ora ci sono le nostre milanesi. Peccato che le vediamo poco o niente. A Rovereto ci sono ancora entrambe le americane. Masha entra solo per due minuti alla fine del 2° quarto, chiamata freneticamente da Rota dopo un canestro-e-fallo di Dixon. Rovereto è sul –4.

Circa un minuto dopo Maiorano prova una tripla dal lato sinistro contro la zona: parabola molto alta per evitare le braccia di David, ma va fuori. Poco più tardi commette un fallo veramente deciso su Alessandra che era sola sotto canestro: “schiaffone” su braccio e palla, classico fallaccio per non far segnare, comunque molto ben eseguito, senza timori reverenziali. Subito dopo, in attacco, Rovereto gira palla a lungo, poi arriva a Masha che deve provar qualcosa, supera la prima linea della zona ma è raddoppiata e alla fine perde palla. Sull’ultimo tiro di Melain prima dell’intervallo prende il rimbalzo. Poi non entra più.

Occorre aspettare l’ultimo minuto di partita, a giochi ormai fatti per Venezia, per vedere Ntumba. Anche lei, si nota subito, non ha intenzione di fare tappezzeria: alla prima occasione si libera di un paio di avversarie con una buona virata in palleggio, si arresta a centro area e tira: sbaglia, ma la palla le ricade in mano. Nuovo tentativo e nuovo errore , che poi origina un bel contropiede di Rovereto, con passaggio alto di Pellizzari per Frohlich che segna al volo.

Salto temporale di 2 mesi. Nel frattempo Johnson si è levata dai cogl..., ehm, volevo dire: è purtroppo partita , Dixon è mezza rotta, e Maiorano ha iniziato a giocare con continuità, mettendosi in luce nel trittico di sfide con Faenza tra campionato e coppa. Siamo al 30 gennaio, a Priolo, palazzetto teatro di due storici scudetti, pubblico abbastanza numeroso.

La registrazione, purtroppo, taglia via i primi 4 minuti di partita, proprio quelli in cui Maiorano segna gli unici 3 punti della sua gara (un canestro e un tiro libero). Porc, fuck, merd. Il tempo di vederla incassare un tiro da fuori (per un’esitazione a uscire da un blocco) dall’avversaria diretta Morgan, cui rende parecchi centimetri e chili (Masha è impiegata da ala piccola), e poco dopo è in panchina, non prima di aver subito un fallo, di cui però, insieme agli altri due della sua partita, non resterà traccia sullo scout di Lega.

Rientra all’inizio del 2° quarto. Rovereto schiera il doppio play Bello-Magaddino, con Masha sempre ala piccola. La box-and-one adottata da Priolo fa sì che la milanese abbia molti metri di libertà sul perimetro. Così nei primi 5 minuti riesce a tirare due volte dai 6,25 sul lato sinistro, ma sbaglia. In compenso fa anche un paio di buone cose: una partenza in palleggio con finta di arresto e tiro, scarico per Ciech che segna da fuori; e palla vagante contesa a Bonfiglio strappando alla fine una rimessa a favore.
Il gioco è molto rapido, a volte pure frenetico, con continua ricerca del contropiede. Masha corre bene e si butta con energia a rimbalzo in attacco, è anche aggressiva in difesa sull’avversaria con la palla (forse un po’ in ritardo, invece, a palla lontana). In due occasioni viene malmenata senza complimenti: su una lotta a rimbalzo in attacco, Meneghel la sbatte per terra come un fuscello, mentre su una ricezione di Morgan a centro area, Maiorano è incollata, anche troppo, e infatti quando la robusta ala di Priolo alza il gomito per tirare, la nostra commette fallo e in più si prende una “tranvata” sul naso che la costringe a uscire per farselo tamponare...

Sarà un caso, ma appena Maiorano va in panchina (al 5’ del 2° quarto), Priolo piazza il break di 12-15 punti che manterrà fino alla fine.
Masha torna in campo all’inizio della ripresa. Su un cambio difensivo finisce a marcare quella montagna umana di Pascalau e riesce a resistere. Poi si fa una “dormitina” su rimbalzo in attacco di Morgan, che segna. Ma colpo di scena: Maiorano a terra. Si è fatta male di nuovo? No, ha perso una scarpa! I due telecronisti ridacchiano, ma noi intuiamo che alla base di questa sceneggiata c’è l’astutissimo tentativo di guadagnarsi un’inquadratura in primo piano. Perfettamente riuscito: la telecamera si ferma su di lei per alcuni secondi. Ed evidentemente il telecronista resta colpito, perché poco dopo attribuisce a Masha un canestro segnato in realtà da Pellizzari...

Momento commovente quando, partendo in palleggio, la nostra costringe al fallo un “mito” come Bonfiglio. Purtroppo, poco dopo, fa un cross su una tripla dall’angolo. Cerca di riscattarsi con un’entrata dal lato sinistro, molto decisa ma un po’ forzata: sul puntuale aiuto difensivo, è costretta ad alzare la parabola, sbagliando, e per giunta cadendo per terra con conseguente scivolata all’indietro di culo (sorry) fino a toccare i cartelloni pubblicitari... Poi un'altra tripla sbagliata e poco dopo esce definitivamente. Comunque uno spettacolo nello spettacolo!!

Impressione complessiva: non è stata la sua miglior partita in attacco, ma ci interessava soprattutto vedere se Masha fosse in grado di tenere il campo e di sembrare una giocatrice “vera” anziché una debuttante allo sbaraglio. Prova pienamente superata: “ci sta dentro” (SHE BELONGS, come dicono in America che fa più figo), di certo la paura non sa cosa sia (almeno apparentemente). Al momento forse le mancano un po’ di muscoli per fare l’ala piccola e un po’ di velocità per fare la guardia. Ma è già passato un mese e mezzo da quella partita e altri passi avanti sono stati fatti...

mercoledì 9 marzo 2005

Amarcord Maiorano/Ntumba

Il rendez-vous di stasera ci dà anche l’opportunità di un FLASHBACK sui capitoli più recenti delle carriere di Maiorano e Ntumba.
A lungo queste sono avanzate su binari paralleli: quasi coetanee (Madda classe ’81, Masha ’82), entrambe cresciute nel vivaio del Geas Sesto S. Giovanni, entrambe molto dotate dal punto di vista fisico-atletico.
A livello senior, il primo successo che colgono insieme è la promozione in A2, ovviamente con il Geas, nella primavera 2002.

Dagli archivi del Comitato abbiamo ripescato l’articolo uscito sul sito del Geas dopo la partita decisiva:

GEAS - SCHIO = 63 - 46 (20 - 17, 33 - 26, 47 - 37)

GEAS:Turri S. n.e., Maiorano L. 6,Censini 20, Colico 9, Dindo 2, Ntumba 13[B], Turri V. 11, [B]Maiorano Masha n.e., Corecha' n.e., Zanoni 2

Serie A2!!!!! La Geas si sbarazza di Schio con un perentorio 63 a 46 e festeggia il ritorno in una categoria che le e' piu' consona per blasone e storia. La gara interna contro le venete dura 20 minuti, anche se la tensione per la posta in palio non permette di festeggiare anzitempo. Nel primo quarto la tensione e' altissima, ma la voglia di vincere e' in un dato: 5 bombe su 5 tentativi (tre di Censini e una di Maiorano Laura e Colico) a dimostrazione di una determinazione fuori dal comune. Nel secondo quarto Sesto prova a scappare con Colico, un paio di buone iniziative di Ntumba e la grinta di Zanoni, chiamata ad un minutaggio maggiore rispetto al solito a causa dell'infortunio a Maiorano Masha alla caviglia. Nella ripresa la Geas prende il largo, sospinta da capitan Censini. Dieci punti di vantaggio che permettono di entrare nell'ultimo quarto abbastanza tranquille. Ma la tensione non sblocca piu' il risultato per parecchi minuti. A "cambiare" il punteggio e'un libero di Maiorano e all'improvviso la Geas si scioglie, finendo addirittura con tre bombe di Ntumba, Censini e Turri. E la festa può avere inizio. Spumante sul pubblico che finalmente è accorso numerosissimo al PalaGeas, non facendo mai mancare l'affetto e il sostegno alle ragazze. Una promozione arrivata con una giornata d'anticipo su Marghera che, forse, sara' anche stata piu' forte come squadra, ma non ha dimostrato la solidita' e compattezza del gruppo sestese. Una promozione voluta dalla dirigenza, su tutti il presidente Natalino Carzaniga e il general manager Paolo Volontieri; dal coach Maurizio Manzati che nel momento delicato della stagione ha proseguito per la sua strada senza farsi condizionare da un paio di risultati negativi; dalla classe di capitan Annalisa Censini, la volonta' di Maiorano Laura, l'estro di Roberta Colico, l'esperienza e l'umilta' di Silvia Dindo, la caparbieta' di Madalene Ntumba, la voglia di lottare sotto i tabelloni di Valentina Turri, il furore agonistico di Masha Maiorano, la potenzialita' in erba di Ilaria Zanoni e la bravura di Mary Papagno, Sofia Turri e Alessandra Corecha' ad accettare il loro ruolo di ottavo, nono e decimo giocatore senza mai creare un problema. Una promozione che arriva dopo una cavalcata entusiasmante. Se e'vero che lo sport e'soprattutto emozione, quella vissuta sabato scorso al PalaGeas restera' nella memoria storica di molti sestesi. Non e' una Coppa Campioni, ma queste ragazze hanno di certo onorato i colori di questa gloriosa societa' quanto le campionesse che le hanno precedute.


Dunque, in quella storica partita, Ntumba fu una delle migliori in campo con 13 punti, mentre Maiorano fu costretta a guardare causa infortunio. Entrambe però, nei giudizi finali, sono elogiate per la forza caratteriale (“caparbietà” dell’una, “furore agonistico” dell’altra).

Ma vorrei chiedere a chi era nel Geas a quei tempi, e quindi a Nonino: vi aspettavate che due anni dopo sarebbero state proprio loro due ad andare in A1??

Nello stesso 2002, estate dei playground milanesi, Masha è la “stellina” di viale Argonne (zona Città Studi), mentre Madda la vedemmo, una domenica pomeriggio, nello stupendo campetto di piazzale Farina, nel quartiere Mirabello, giocare insieme alla “pivottona” Angela Cardinale e a due personaggi del basket “underground” di Milano come Jack “The Ripper” Alessandrini e Maurizio “The Genius” Giorgini... Lo abbiamo già ricordato qualche mese fa ma in questi casi è bello ripetersi.

Intanto il Comitato ha ripescato anche una foto veramente “d’epoca”, roba che i collezionisti fanno a botte per averla: Masha Maiorano (a sinistra) ai tempi in cui giocava al Geas...


Che succede dopo quel momento felice? Le strade agonistiche delle due si separano. Ntumba resta a Sesto S.Giovanni dove disputa la sua prima (e finora unica) stagione di A2, con le medie più che lusinghiere di 7,7 punti e 6,2 rimbalzi in 26,9 minuti. Maiorano, invece, sceglie di (o è costretta a?) emigrare a Broni, rimanendo quindi in B. Le pavesi trionfano, con Masha protagonista assoluta nella sua seconda promozione consecutiva. Un po’ a sorpresa non rimane a Broni, ma trova comunque un posto in A2 a Ivrea, uscendo per la prima volta dalla Lombardia. Disputa un ottimo 2003/04, con 11,2 punti e 2,6 rimbalzi in 28 minuti medi di utilizzo, e si guadagna la convocazione per l’All Star Game della categoria.

Intanto Madda va ancora più lontano da casa. Nell’estate 2003 accetta l’offerta dell’università di Miami-Ohio e va a giocare nel campionato di college statunitense (NCAA) sotto la guida dell’italo-americana Maria Fantanarosa. Non trova molto spazio, ma sarebbe d’accordo per restare altri 3 anni a completare il ciclo. Arriva però l’offerta di Venezia e non è certo il caso di lasciarsela sfuggire. Anche perché in America la impiegano come lunga, ruolo che in Italia, ad alto livello, non potrebbe ricoprire. Meglio quindi tornare subito a casa e tentare la carta dell’A1.
Nel frattempo (ancora le “vite parallele”) anche per Maiorano si aprono le porte della massima serie. Nell’estate 2004 fa un provino proprio a Venezia, poi coach Rota, di scuola Geas, le offre una chance a Rovereto e a inizio luglio Masha è ufficialmente ingaggiata per la stagione 2004/05.

Come concludere il nostro “speciale”? Con una foto di Madalene Ntumba, che ci auguriamo ottenga stasera lo spazio che meriterebbe. E se non sarà stasera, sarà prima o poi. E se sarà più poi che prima, resistiiiiiiii!!!!

mercoledì 2 marzo 2005

Ma il Geas vuole salire in A1?

Visto che le prime 3 della nostra classifica provengono dal Geas di Sesto S.Giovanni (e pure Vujovic ora ne fa parte), e che il Geas è al momento la squadra dell'area milanese più in alto nel panorama nazionale (oltre ad avere forse il miglior settore giovanile d'Italia, campione in carica Juniores), vorrei parlarne un attimo.

Per chi non è di queste parti, Sesto S.Giovanni è un enorme agglomerato post-industriale (Breda, Falck, Marelli gli stabilimenti principali, se non erro), splendido esempio di quali orrori abbiano prodotto i cementificatori selvaggi nel dopoguerra. Detta "la Stalingrado d'Italia" perchè, essendo quasi tutti operai, gli abitanti votavano comunista di brutto. Popolazione attuale non molti meno di 100.000. Da Milano ci arrivi percorrendo viale Monza fino in fondo, poi senza manco un metro di campagna inizia Sesto. In sostanza è incollata a Milano e, dall'altra parte, a Monza.

Venendo al basket, sarebbe bello che il Geas tornasse in A1 e magari riportasse a casa le varie ragazze che ha lanciato nella massima serie, e in ogni caso riportasse a Milano il basket femminile di alto livello (ricordiamo che da quando è scomparsa, una decina d'anni fa, la Gemeaz Milano - o forse il nome dell'ultimo sponsor era diverso, 'un ricordo - è calato il buio pesto: il Geas era persino finito nella terza serie, dalla quale è risalito nel 2002).

Cioè, il discorso è: se non lo fa il Geas, in questo momento, chi lo farà mai?

Epperò continuo a leggere che l'obiettivo è la salvezza, "siamo quasi fuori dai playout", e frasi del genere, che a me (parlo da tifoso milanese) suonano un po' come una presa in giro.
Perché la vetta della classifica è lì a 2 punti, e non mi sembra che ci siano grandi squadre in giro, a parte forse Vicenza: cos'hanno Broni e Cavezzo che il Geas non ha? Ahò, in una stagione che più sfigata di così non si può (problemi vari di Colico, Censini, Calastri, Zanoni e forse ne ho dimenticata qualcuna... )
Questione di scaramanzia? Ma a questo punto si potrebbe anche smettere di nascondersi dietro a un dito, se non altro per farci sognare un po'. Poi se si perde e non si sale in A1, pazienza, ma almeno si è sperato.

Certo, se il discorso è economico, allora è un altro conto. Sarà colpa di un'amministrazione comunale cialtrona che non finanzia un belìn, come ha detto più volte il presidente Carzaniga (l'ultima su Superbasket) e come avevo sentito pure da Annalisa Censini, fatto sta che devo dedurre che andare in A1 sarebbe più una disgrazia che una gioia per la società??

In sostanza, mi chiedo, sia pure ingenuamente: perché in provincia di Milano, abitanti 3 milioni e mezzo, e che ti sforna 5 giocatrici da A1 in un'estate sola, non si può non dico avere, ma neanche sognare di (ri)avere una squadra in A1??

Nella foto: il Geas 2004/05.