Alla terza stagione in A2 si presenta quanto mai forte e ambiziosa. Non ci si può nascondere (e d'altra parte il presidente-capo ultrà Mirarchi non ne ha la minima intenzione, anzi secondo lui si partiva per vincere anche gli anni scorsi), soprattutto dopo l'arrivo di Gottardi che aumenta ulteriormente un potenziale offensivo già altissimo. Micovic, Arcangeli, Fumagalli e appunto Gottardi: tutte giocatrici con 15-20 punti a partita nelle mani.
L'incognita è, ovviamente, se tanto ben di Dio, in ruoli simili possa coesistere, e forse a rischio è l'elemento meno "scafato" mentalmente, ovvero Fumagalli, grande talento (come ha dimostrato l'anno scorso a Reggio Emilia) ma che ha bisogno di condizioni adatte per esprimerlo. Da verificare anche il lato difensivo e l'attitudine della squadra a "sporcarsi le mani", ma in teoria le individualità dovrebbero bastare a vincere buona parte degli incontri. Obiettivo playoff sicuramente alla portata, se tutto fila liscio.
Cosa fondamentale è che, alla luce dell'acquisto di Gottardi, vengano definiti con esatta chiarezza i contorni del roster: come l'anno scorso Carugate ha condotto un mercato ad ampio raggio, prendendo più giocatrici di quante le servano. Obiettivamente per ragazze come Canova e Lanfredi (da Monza, B2), due guardie, sembrano esserci poche possibilità di giocare sul serio, un po' come accadde, per dirne una, a Ceppi lo scorso anno.
Al di là di nomi e cognomi di eventuali "depennabili", tuttavia, la sostanza è che va evitato di sprecare tempo come avvenne la passata stagione, in cui non abbiamo ancora capito se coach Zanardi fu colpevole o vittima della situazione (anche se chiamare moglie e sorella nella propria squadra non è facile da gestire), fatto sta che in un tourbillon di giocatrici arrivarono quasi solo sconfitte, poi la panchina fu affidata a Ennio Bianchi e le cose cambiarono. Anche se una nuova flessione finale rischiò di costare i playout, evitati solo grazie a un concomitante risultato favorevole all'ultima giornata.
Ma, da simpatizzanti per motivi di milanesità, vorremmo evitare le preoccupazioni e dire che con quest'organico si può sognare di vincere e pure di divertirsi, che non guasta. Non solo sulle ali delle "4 big" annunciate, ma anche delle reduci delle passate stagioni: è andata via la bandiera Bosio, ma rimangono le "miss concretezza" Polini e Biscari (di quest'ultima, ogni estate, si sente dire che stavolta è impossibile che trovi spazio: poi puntualmente si scopre che è una giocatrice talmente utile da rendersi indispensabile), e la giovane Filippi, annunciata in rampa di decollo ora che non ha più Salvestrini davanti; con lei, a far reparto sotto, anche il nuovo acquisto Ratti. E' chiaro però che le lunghe, rispetto alle "stellari" esterne, rischiano di essere l'anello debole della catena. Quanto a Martina Monticelli, oltre a verificare le sue condizioni fisiche dopo un anno travagliato, va detto che se da titolare non offriva il massimo delle garanzie, come cambio (ora che è arrivata Gottardi) è più che valida.
In sostanza: a prescindere da come andrà a finire, in ogni caso, è già importante che una società milanese abbia fatto un mercato così rilevante. Coach Ennio Bianchi, coadiuvato dal "cavallo di ritorno" Pino Poli (alias "Polipino", alias "Doctor Lekter" come il Cannibale, in ogni caso l'artefice della promozione in A2, 3 stagioni or sono), ha in mano una fuoriserie e confidiamo nella sua navigata abilità di pilota per guidarla agli obiettivi che la società a questo punto pretende, si spera con l'opportuna serenità. Si è letto da qualche parte che l'eliminazione dalla Coppa Italia abbia già provocato qualche ira "lassù in alto", ma le partite che contano davvero arrivano adesso...
sabato 30 settembre 2006
Le prospettive del Geas
In questo momento sta giocando la prima partita della stagione, contro la neopromossa Valtarese, senza Nadia Rovida che salvo estrema necessità non giocherà, causa un dito rotto due settimane or sono; e con un'Alessandra Calastri alle prese col mal di schiena.
Annata che segna un nuovo ciclo per il Geas, che dopo l'intensa (anche a livello giovanile) epoca-Frigerio presenta in panchina Valerio Signorini, di ritorno nel femminile dopo anni trascorsi in varie formazioni maschili di serie C.
Viene dal maschile anche l'assistente Guzzi che ha traghettato Cernusco a due salvezze in C1. Obiettivi dichiarati di classifica non ce ne sono, perchè i playoff (ovvero i primi 4 posti) non sembrano per ora nel mirino, né la squadra appare tale da rischiare di finire impantanata nella lotta per evitare i playout.
La scorsa stagione, dal punto di vista dei risultati, è stata senza infamia e senza lode. Dopo l'annata-choc della promozione persa all'ultima giornata, la partenza di due cardini come Colico e Salvestrini (ovvero l'asse play-pivot) non poteva essere indolore, e la crescita di Frantini e Arturi non è bastata a compensarla, anche perchè, occorre essere onesti, alcune giovani, nel reparto ali e lunghe, non ha reso come ci si aspettava.
Inutile dilungarsi a indagarne i motivi o dare la colpa al sistema di gioco piuttosto che alle ragazze stesse, fatto sta che alle varie Visconti, Rovida, Calastri, Contestabile (non giudicabile Vujovic che è rientrata a poche giornate dalla fine) è mancata una continuità di rendimento e quasi mai hanno giocato bene tutte insieme: di volta in volta una o due bene e le altre sottotono. E in generale sono parse condannate a un ruolo di perenni comprimarie, peccato per delle giovani tra le più quotate del panorama nazionale. Dopo una partenza da zona retrocessione, il Geas era comunque riuscito a inanellare buoni risultati, ma quando sembrava poter decollare, è arrivato l'infortunio di Arturi a lasciare la squadra senza il suo play più in forma, ma difficilmente l'esito finale della stagione sarebbe cambiato.
Sarà interessante vedere se con Signorini e i nuovi acquisti le responsabilità offensive saranno meno incentrate sulla coppia Censini-Frantini. Il "Generale Censo" e "Piccola Barkley" sono grandissime, in attacco come in difesa, ma non possono arrivare spremute a fine anno. Le premesse tuttavia sono buone. Infatti le giovani Gatti (da Albino) e Crippa (prodotto del vivaio, alla stagione del possibile lancio) sembrano garantire intraprendenza in attacco, mentre Lija Kuzmaite sotto canestro è un'arma potenzialmente molto importante. La pivot lituana, 28 anni, che in realtà è straniera solo di passaporto (vive in Italia da parecchio tempo, parla benissimo la nostra lingua e di recente ha preso casa a Barlassina, "metà strada tra Milàn e Còmm", come recita il cartello leghista all'ingresso del paese), grazie alla nuova regola sulla comunitaria in A2 ha potuto finalmente evadere dall'esilio forzato in B2. E' da verificare il suo adattamento alla categoria (non è esattamente un mostro di mobilità e può quindi soffrire i ritmi alti; inoltre sono anni che è disabituata ad affrontare avversarie di un certo livello fisico-atletico), ma in realtà potrebbe risultare ancora più efficace in A2, dove prevalgono tecnica e organizzazione, rispetto a una B2 dove il gioco è più "garibaldino" e pochi sanno sfruttare un pivot vero. Poi, come dice il saggio, due metri d'altezza non si insegnano. E poi Kuzmaite non è solo alta e grossa ma ha anche una mano morbida.
Ricordando la solita Marulli pronta a portare il suo consueto contributo alla causa, sia pure in pochi minuti; auspicando un rilancio del duo Rovida-Calastri ora che la partenza di Contestabile, Visconti e Vujovic ha ridotto il numero di giocatrici simili a loro; augurandoci di rivedere Arturi sui livelli pre-infortunio (anzi, meglio), chiudiamo con un altro nuovo acquisto, Vera Ponchiroli. Ex Rho in B1, 23 anni, è giocatrice decisamente dotata dal punto di vista atletico (ha due dei polpacci più scolpiti che abbiamo mai visto sulle gambe di una donna), ma essendo intorno all'1.80 sarà meno facile per lei giocare vicino a canestro come faceva a Rho. In sostanza un Geas con molto da scoprire, a partire dall'impatto del nuovo allenatore su un gruppo forse con meno "nomi" dell'anno scorso, ma auspicabilmente più equilibrato e con gerarchie più definite.
Nella foto: il Geas 2006/07.
Annata che segna un nuovo ciclo per il Geas, che dopo l'intensa (anche a livello giovanile) epoca-Frigerio presenta in panchina Valerio Signorini, di ritorno nel femminile dopo anni trascorsi in varie formazioni maschili di serie C.
Viene dal maschile anche l'assistente Guzzi che ha traghettato Cernusco a due salvezze in C1. Obiettivi dichiarati di classifica non ce ne sono, perchè i playoff (ovvero i primi 4 posti) non sembrano per ora nel mirino, né la squadra appare tale da rischiare di finire impantanata nella lotta per evitare i playout.
La scorsa stagione, dal punto di vista dei risultati, è stata senza infamia e senza lode. Dopo l'annata-choc della promozione persa all'ultima giornata, la partenza di due cardini come Colico e Salvestrini (ovvero l'asse play-pivot) non poteva essere indolore, e la crescita di Frantini e Arturi non è bastata a compensarla, anche perchè, occorre essere onesti, alcune giovani, nel reparto ali e lunghe, non ha reso come ci si aspettava.
Inutile dilungarsi a indagarne i motivi o dare la colpa al sistema di gioco piuttosto che alle ragazze stesse, fatto sta che alle varie Visconti, Rovida, Calastri, Contestabile (non giudicabile Vujovic che è rientrata a poche giornate dalla fine) è mancata una continuità di rendimento e quasi mai hanno giocato bene tutte insieme: di volta in volta una o due bene e le altre sottotono. E in generale sono parse condannate a un ruolo di perenni comprimarie, peccato per delle giovani tra le più quotate del panorama nazionale. Dopo una partenza da zona retrocessione, il Geas era comunque riuscito a inanellare buoni risultati, ma quando sembrava poter decollare, è arrivato l'infortunio di Arturi a lasciare la squadra senza il suo play più in forma, ma difficilmente l'esito finale della stagione sarebbe cambiato.
Sarà interessante vedere se con Signorini e i nuovi acquisti le responsabilità offensive saranno meno incentrate sulla coppia Censini-Frantini. Il "Generale Censo" e "Piccola Barkley" sono grandissime, in attacco come in difesa, ma non possono arrivare spremute a fine anno. Le premesse tuttavia sono buone. Infatti le giovani Gatti (da Albino) e Crippa (prodotto del vivaio, alla stagione del possibile lancio) sembrano garantire intraprendenza in attacco, mentre Lija Kuzmaite sotto canestro è un'arma potenzialmente molto importante. La pivot lituana, 28 anni, che in realtà è straniera solo di passaporto (vive in Italia da parecchio tempo, parla benissimo la nostra lingua e di recente ha preso casa a Barlassina, "metà strada tra Milàn e Còmm", come recita il cartello leghista all'ingresso del paese), grazie alla nuova regola sulla comunitaria in A2 ha potuto finalmente evadere dall'esilio forzato in B2. E' da verificare il suo adattamento alla categoria (non è esattamente un mostro di mobilità e può quindi soffrire i ritmi alti; inoltre sono anni che è disabituata ad affrontare avversarie di un certo livello fisico-atletico), ma in realtà potrebbe risultare ancora più efficace in A2, dove prevalgono tecnica e organizzazione, rispetto a una B2 dove il gioco è più "garibaldino" e pochi sanno sfruttare un pivot vero. Poi, come dice il saggio, due metri d'altezza non si insegnano. E poi Kuzmaite non è solo alta e grossa ma ha anche una mano morbida.
Ricordando la solita Marulli pronta a portare il suo consueto contributo alla causa, sia pure in pochi minuti; auspicando un rilancio del duo Rovida-Calastri ora che la partenza di Contestabile, Visconti e Vujovic ha ridotto il numero di giocatrici simili a loro; augurandoci di rivedere Arturi sui livelli pre-infortunio (anzi, meglio), chiudiamo con un altro nuovo acquisto, Vera Ponchiroli. Ex Rho in B1, 23 anni, è giocatrice decisamente dotata dal punto di vista atletico (ha due dei polpacci più scolpiti che abbiamo mai visto sulle gambe di una donna), ma essendo intorno all'1.80 sarà meno facile per lei giocare vicino a canestro come faceva a Rho. In sostanza un Geas con molto da scoprire, a partire dall'impatto del nuovo allenatore su un gruppo forse con meno "nomi" dell'anno scorso, ma auspicabilmente più equilibrato e con gerarchie più definite.
Nella foto: il Geas 2006/07.
martedì 19 settembre 2006
Commento su Maiorano dopo le amichevoli precampionato
La "scelta di Maiorano" di andare a Parma non è stata una scelta ma una necessità, se voleva rimanere in A1; tuttavia coincideva con i desideri della giuocatrice; peraltro è indiscutibile che giocare a Parma sia una grande opportunità. Il fatto che lei giochi bene in amichevole e si guadagni righe elogiative sui giornali locali ci fa piacere.
Ma, e sottolineo ma, non sono certo le amichevoli che possono decretare che la permanenza di Maiorano a Parma ha un senso, perché lo sanno tutti che le amichevoli d'inizio stagione, da quando le competizioni per nazionali portano via quasi tutte le straniere, sono ben poco indicative di quanto spazio una avrà realmente nel corso della stagione. Tanto più nel caso di Parma, che ha giocato contro Montichiari senza manco una straniera.
Sì, lo so, un tempo facevo valutazioni meno equilibrate ma ero giovane e impulsivo, sempre pronto a brandire la spada e a difendere la mia eroina, come un Don Chisciotte maioranesco vedevo nemici ovunque, ma alla fine si sa difendere da sola e anche meglio di chi grottescamente si erge a suo paladino, preso da fervore nei confronti di lei; fervore che se traspare troppo, rende inattendibili le affermazioni proferite, oltre a suscitare un po' di antipatia a lungo termine.
Ma, e sottolineo ma, non sono certo le amichevoli che possono decretare che la permanenza di Maiorano a Parma ha un senso, perché lo sanno tutti che le amichevoli d'inizio stagione, da quando le competizioni per nazionali portano via quasi tutte le straniere, sono ben poco indicative di quanto spazio una avrà realmente nel corso della stagione. Tanto più nel caso di Parma, che ha giocato contro Montichiari senza manco una straniera.
Sì, lo so, un tempo facevo valutazioni meno equilibrate ma ero giovane e impulsivo, sempre pronto a brandire la spada e a difendere la mia eroina, come un Don Chisciotte maioranesco vedevo nemici ovunque, ma alla fine si sa difendere da sola e anche meglio di chi grottescamente si erge a suo paladino, preso da fervore nei confronti di lei; fervore che se traspare troppo, rende inattendibili le affermazioni proferite, oltre a suscitare un po' di antipatia a lungo termine.
venerdì 1 settembre 2006
** STAGIONE #3 (2006/07) **
Una stagione di ulteriore espansione, sia degli interessi, sia della quantità di scritti, sia del seguito. Il "Peluche Challenge", sempre riservato alle giocatrici Under 22 di A2, si allarga a 10 utenti partecipanti. Moltissimo il tempo dedicato all'organizzazione del torneo, fin dalla lunga fase di preparazione (durata tutta la seconda metà di settembre) con un meccanismo di "scelte"; era ancora un'epoca in cui non era semplicissimo reperire informazioni su tutte le società e le giocatrici, anche se il sito Tuttobasket.net pubblicava molte notizie.
Nel basket "reale" viene seguita soprattutto la stagione di Carugate, rocambolesca e discussa, a tratti scintillante ma alla fine fallimentare col gruppo di stelle Milica Micovic-Arcangeli-Fumagalli-Gottardi.
In questa stagione iniziai a occuparmi parzialmente di femminile sulla Prealpina, consentendomi così di seguire più da vicino le vicende.
La partita "cult" fu il derby Geas-Carugate dell'1 novembre 2006.
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