sabato 30 settembre 2006

Le prospettive di Carugate

Alla terza stagione in A2 si presenta quanto mai forte e ambiziosa. Non ci si può nascondere (e d'altra parte il presidente-capo ultrà Mirarchi non ne ha la minima intenzione, anzi secondo lui si partiva per vincere anche gli anni scorsi), soprattutto dopo l'arrivo di Gottardi che aumenta ulteriormente un potenziale offensivo già altissimo. Micovic, Arcangeli, Fumagalli e appunto Gottardi: tutte giocatrici con 15-20 punti a partita nelle mani.
L'incognita è, ovviamente, se tanto ben di Dio, in ruoli simili possa coesistere, e forse a rischio è l'elemento meno "scafato" mentalmente, ovvero Fumagalli, grande talento (come ha dimostrato l'anno scorso a Reggio Emilia) ma che ha bisogno di condizioni adatte per esprimerlo. Da verificare anche il lato difensivo e l'attitudine della squadra a "sporcarsi le mani", ma in teoria le individualità dovrebbero bastare a vincere buona parte degli incontri. Obiettivo playoff sicuramente alla portata, se tutto fila liscio.
Cosa fondamentale è che, alla luce dell'acquisto di Gottardi, vengano definiti con esatta chiarezza i contorni del roster: come l'anno scorso Carugate ha condotto un mercato ad ampio raggio, prendendo più giocatrici di quante le servano. Obiettivamente per ragazze come Canova e Lanfredi (da Monza, B2), due guardie, sembrano esserci poche possibilità di giocare sul serio, un po' come accadde, per dirne una, a Ceppi lo scorso anno.
Al di là di nomi e cognomi di eventuali "depennabili", tuttavia, la sostanza è che va evitato di sprecare tempo come avvenne la passata stagione, in cui non abbiamo ancora capito se coach Zanardi fu colpevole o vittima della situazione (anche se chiamare moglie e sorella nella propria squadra non è facile da gestire), fatto sta che in un tourbillon di giocatrici arrivarono quasi solo sconfitte, poi la panchina fu affidata a Ennio Bianchi e le cose cambiarono. Anche se una nuova flessione finale rischiò di costare i playout, evitati solo grazie a un concomitante risultato favorevole all'ultima giornata.
Ma, da simpatizzanti per motivi di milanesità, vorremmo evitare le preoccupazioni e dire che con quest'organico si può sognare di vincere e pure di divertirsi, che non guasta. Non solo sulle ali delle "4 big" annunciate, ma anche delle reduci delle passate stagioni: è andata via la bandiera Bosio, ma rimangono le "miss concretezza" Polini e Biscari (di quest'ultima, ogni estate, si sente dire che stavolta è impossibile che trovi spazio: poi puntualmente si scopre che è una giocatrice talmente utile da rendersi indispensabile), e la giovane Filippi, annunciata in rampa di decollo ora che non ha più Salvestrini davanti; con lei, a far reparto sotto, anche il nuovo acquisto Ratti. E' chiaro però che le lunghe, rispetto alle "stellari" esterne, rischiano di essere l'anello debole della catena. Quanto a Martina Monticelli, oltre a verificare le sue condizioni fisiche dopo un anno travagliato, va detto che se da titolare non offriva il massimo delle garanzie, come cambio (ora che è arrivata Gottardi) è più che valida.
In sostanza: a prescindere da come andrà a finire, in ogni caso, è già importante che una società milanese abbia fatto un mercato così rilevante. Coach Ennio Bianchi, coadiuvato dal "cavallo di ritorno" Pino Poli (alias "Polipino", alias "Doctor Lekter" come il Cannibale, in ogni caso l'artefice della promozione in A2, 3 stagioni or sono), ha in mano una fuoriserie e confidiamo nella sua navigata abilità di pilota per guidarla agli obiettivi che la società a questo punto pretende, si spera con l'opportuna serenità. Si è letto da qualche parte che l'eliminazione dalla Coppa Italia abbia già provocato qualche ira "lassù in alto", ma le partite che contano davvero arrivano adesso...

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