sabato 30 settembre 2006

Le prospettive del Geas

In questo momento sta giocando la prima partita della stagione, contro la neopromossa Valtarese, senza Nadia Rovida che salvo estrema necessità non giocherà, causa un dito rotto due settimane or sono; e con un'Alessandra Calastri alle prese col mal di schiena.
Annata che segna un nuovo ciclo per il Geas, che dopo l'intensa (anche a livello giovanile) epoca-Frigerio presenta in panchina Valerio Signorini, di ritorno nel femminile dopo anni trascorsi in varie formazioni maschili di serie C.
Viene dal maschile anche l'assistente Guzzi che ha traghettato Cernusco a due salvezze in C1. Obiettivi dichiarati di classifica non ce ne sono, perchè i playoff (ovvero i primi 4 posti) non sembrano per ora nel mirino, né la squadra appare tale da rischiare di finire impantanata nella lotta per evitare i playout.
La scorsa stagione, dal punto di vista dei risultati, è stata senza infamia e senza lode. Dopo l'annata-choc della promozione persa all'ultima giornata, la partenza di due cardini come Colico e Salvestrini (ovvero l'asse play-pivot) non poteva essere indolore, e la crescita di Frantini e Arturi non è bastata a compensarla, anche perchè, occorre essere onesti, alcune giovani, nel reparto ali e lunghe, non ha reso come ci si aspettava.
Inutile dilungarsi a indagarne i motivi o dare la colpa al sistema di gioco piuttosto che alle ragazze stesse, fatto sta che alle varie Visconti, Rovida, Calastri, Contestabile (non giudicabile Vujovic che è rientrata a poche giornate dalla fine) è mancata una continuità di rendimento e quasi mai hanno giocato bene tutte insieme: di volta in volta una o due bene e le altre sottotono. E in generale sono parse condannate a un ruolo di perenni comprimarie, peccato per delle giovani tra le più quotate del panorama nazionale. Dopo una partenza da zona retrocessione, il Geas era comunque riuscito a inanellare buoni risultati, ma quando sembrava poter decollare, è arrivato l'infortunio di Arturi a lasciare la squadra senza il suo play più in forma, ma difficilmente l'esito finale della stagione sarebbe cambiato.
Sarà interessante vedere se con Signorini e i nuovi acquisti le responsabilità offensive saranno meno incentrate sulla coppia Censini-Frantini. Il "Generale Censo" e "Piccola Barkley" sono grandissime, in attacco come in difesa, ma non possono arrivare spremute a fine anno. Le premesse tuttavia sono buone. Infatti le giovani Gatti (da Albino) e Crippa (prodotto del vivaio, alla stagione del possibile lancio) sembrano garantire intraprendenza in attacco, mentre Lija Kuzmaite sotto canestro è un'arma potenzialmente molto importante. La pivot lituana, 28 anni, che in realtà è straniera solo di passaporto (vive in Italia da parecchio tempo, parla benissimo la nostra lingua e di recente ha preso casa a Barlassina, "metà strada tra Milàn e Còmm", come recita il cartello leghista all'ingresso del paese), grazie alla nuova regola sulla comunitaria in A2 ha potuto finalmente evadere dall'esilio forzato in B2. E' da verificare il suo adattamento alla categoria (non è esattamente un mostro di mobilità e può quindi soffrire i ritmi alti; inoltre sono anni che è disabituata ad affrontare avversarie di un certo livello fisico-atletico), ma in realtà potrebbe risultare ancora più efficace in A2, dove prevalgono tecnica e organizzazione, rispetto a una B2 dove il gioco è più "garibaldino" e pochi sanno sfruttare un pivot vero. Poi, come dice il saggio, due metri d'altezza non si insegnano. E poi Kuzmaite non è solo alta e grossa ma ha anche una mano morbida.
Ricordando la solita Marulli pronta a portare il suo consueto contributo alla causa, sia pure in pochi minuti; auspicando un rilancio del duo Rovida-Calastri ora che la partenza di Contestabile, Visconti e Vujovic ha ridotto il numero di giocatrici simili a loro; augurandoci di rivedere Arturi sui livelli pre-infortunio (anzi, meglio), chiudiamo con un altro nuovo acquisto, Vera Ponchiroli. Ex Rho in B1, 23 anni, è giocatrice decisamente dotata dal punto di vista atletico (ha due dei polpacci più scolpiti che abbiamo mai visto sulle gambe di una donna), ma essendo intorno all'1.80 sarà meno facile per lei giocare vicino a canestro come faceva a Rho. In sostanza un Geas con molto da scoprire, a partire dall'impatto del nuovo allenatore su un gruppo forse con meno "nomi" dell'anno scorso, ma auspicabilmente più equilibrato e con gerarchie più definite.
Nella foto: il Geas 2006/07.

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