mercoledì 28 marzo 2007

Spiegazione della lunga assenza di Meursault

Sono successe molte cose nel recente periodo di latitanza di chi scrive.

Circa un mese fa, il governo Meursault era andato in crisi. In una delicata votazione che doveva approvare o meno la gestione tecnica della squadra, la maggioranza era venuta improvvisamente a mancare.
Il fatto era sorprendente, visto il terzo posto in classifica (a quell'epoca) del Peluche Team, che valeva ben più dell'analogo 3° posto conquistato lo scorso anno, quando le squadre erano solo 6 anziché 10.
In realtà le cause erano ben più profonde del motivo contingente. Si erano infatti mescolati i malumori dell'ala sinistra del Comitato, delusa per la volontà di Meursault di ampliare la base di Vicenza del Comitato stesso, con il mai sopito ostruzionismo dell'ala destra, che accusava il premier di aver alzato le tasse (provvedimento in realtà necessario per coprire i buchi di bilancio lasciati dal precedente governo) e, xenofoba come sempre, rinfacciava la mal digerita apertura delle frontiere della squadra a giocatrici di razza non milanese, avvenuto come sappiamo a inizio stagione. :angry: Senza contare che la grande torta da spartire, cioè quella dei diritti d'immagine della Peluche League (moltiplicatisi dopo l'introduzione del logo con la silhouette di Masha Maiorano), scatena lotte intestine col coltello tra i denti.
Dietro tutto ciò, manovrava diabolicamente Pruzzo, gran burattinaio e imbonitore come sempre, che grazie alle sue televisioni riesce ancora ad accreditarsi come leader illuminato, facendo incredibilmente dimenticare che fino a ieri governava lui, con gli effetti disastrosi che avevamo sotto gli occhi. Ma tant'è, quando Pruzzo suona il suo piffero, moltiplicato dai suoi scherani, tanti topolini se ne lasciano incantare.
Con la consueta onestà e dignità, Meursault presentava a quel punto le dimissioni, sebbene non fosse tenuto a farlo in quanto non era stata posta la fiducia al governo per quella votazione. La strategia dell'impagabile premier ha colto in contropiede l'opposizione, che non è riuscita ad adottare una linea comune: alcuni gracchiavano che bisognava tornare alle urne, altri cianciavano di "governi di larghe intese", "sedersi intorno a un tavolo", eccetera. Lo stesso Pruzzo, pur riuscendo come al solito a girare la frittata in modo da scaricare la colpa su certi alleati, si mostrava incerto sul da farsi e cadeva in contraddizione.
Dell'impasse degli avversari (ma anche del terrore degli alleati, colti da improvvisa cagarella all'idea di un ritorno di Pruzzo al governo) ha approfittato prontamente Meursault per riprendere le redini del governo e imporre agli alleati una lista di 12 punti da seguire tassativamente d'ora in avanti. L'ultimo punto, in particolare, prevede l'instaurazione della dittatura del proletariato entro la fine della legislatura.
E così ancora una volta Pruzzo e i suoi hanno dovuto rosicare. Ma a Meursault non interessano gli umori di Pruzzo: a lui importa solo del bene del Comitato e della squadra, a differenza dei suoi gretti avversari che vorrebbero usare la Peluche League per arricchirsi e riciclare il loro denaro sporco. Grazie al loro ostruzionismo, intanto, siamo stati scavalcati da Tignuzzo, eppure loro sono arrivati al punto che stasera hanno votato contro un decreto che proponeva una maggior dotazione d'armi alle giocatrici, ovvero ciò che loro stessi avevano sempre sostenuto. Ma la maggioranza è stata compatta, una parte dell'opposizione ha votato con Meursault e così la mozione è passata e il governo Meursault ne è uscito rafforzato.

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