- Com'è noto, il Geas ha fatto due amichevoli con la Comense tra mercoledì e sabato scorsi. Dal comunicato stampa del Geas uscito oggi, Roberto Galli stilla miele per tutte: "Tillis e Twehues si sono integrate immediatamente. Finalmente ci stiamo allenando quasi al completo e questo si vede poi sul campo. [...] Machanguana oltre a giocare benissimo è da esempio per le nostre esordienti che anche grazie ai suoi consigli stanno facendo un corso accelerato di A1. Arturi ha tenuto con personalità il campo per 35’, anche se alla fine è arrivata stremata; Frantini ha fatto dei passi in avanti sia sul piano offensivo che su quello difensivo: dovrà abituarsi a marcare esterne più alte di lei. Infine Crippa e le altre ragazze stanno entrando anche loro in ritmo: Martina è un’agonista e sono sicuro che nei prossimi test saprà tirare fuori ancora di meglio».
Tutto bene, salvo che avremmo voluto un giudizio personalizzato pure su Calastri (alla fine, queste "altre ragazze" cui allude dopo Crippa chi sono, a parte lei? Le bebè Schieppati e Genta? )
- Nel medesimo comunicato, poco dopo, Galli snocciola: "Zanon si aggregherà al gruppo da lunedì, mentre aspettiamo e tifiamo per Penicheiro, impegnata nei playoff della WNBA con la sua Sacramento contro San Antonio. La serie è sull’1-1 e Ticha sta giocando alla grande: 19 punti e 7 assist nella prima gara e 12 e 9 nella seconda. Numeri che parlano da soli». Verissimo sulle statistiche super della portugheisa, ma il naso di Galli s'è (forse) allungato un attimino quando ha detto "tifiamo", ma forse siamo maliziosi, va' là; certo che se Penicheiro andasse fuori stanotte, c'è la possibilità che già la prossima settimana inizi a prendere in mano le chiavi del Geas. Vasannò si complica un po' la situazione: nella peggiore (per il Geas) ipotesi, che arrivi alla finale per il titolo, s'inizia il campionato senza di lei e non è il massimo. Perciò, se non lo dice Galli, lo disemo noi: forza San Antonio. Penicheiro vieni qui che t'aspettiamo.
- Sempre in Wnba, ieri Raffaella Masciadri ha perso in gara-2 con la sua Los Angeles contro Seattle. Tristissima prestazione per le Sparks, 50 punti e 16/52 dal campo. Uno dice: com'è possibile, che c'hanno tre nazionali come Leslie, Parker e Milton-Jones mentre di là manca la divina Lauren Jackson e, a parte Sue Bird, ci sono due cariatid... ehm, vecchie glorie come Swoopes e Yolanda Griffith? Il problema di L.A. è che le guardie non sono all'altezza del reparto avanzato, sicché il gioco va a corrente alternata. La Mascia nazionale comunque se l'è cavata, 6 punti con 2/2 da tre in 11 minuti. Ora si va alla decisiva gara-3. In questo caso a gufare c'è Schio, che si sta allenando senza di lei e senza le 3 americane, non l'ideale. Da notare che tutte e quattro le serie Wnba sono sull'1-1.
- Torniamo nelle lande lombarde. Nel weekend si è giocato (finalmente, non se ne poteva più) il primo evento ufficiale della stagione, la Coppa Italia di A2. Come i più sapranno, sono passate le Leonesse (Montichiari-Urago) con una sana dose di culaccio, visto che avevano perso di 9 con Crema all'esordio, poi battuto di 14 Biassono, e visto che Biass a suon di triple ha vinto di 18 con Crema l'ultima, è finita che per un solo punto sono prime le bresciane. Secondo una ricostruzione non so quanto attendibile (qui le fonti non si verificano mai, è una norma deontologgica), pare e ripeto pare, che Biassono abbia fatto un po' di confusione nell'ultima azione con Crema, credendo di dover segnare da 3 quando bastava un canestro da 2 per passare. Va be', può succedere. Tutte e tre le squadre hanno avuto grossi alti e bassi, da precampionato. Il tracollo del Cream Team contro la matricola Biass non se l'aspettava nessuno, anche se mancava Zecchini. Però parliamo di una giocatrice ferma da 5 anni, per quanto forte sia. Indicazioni individuali: Annalisa Censini già padrona della situazione, 36 punti in due partite, uno in più di Fumagalli; Yadi Rios (31 nella prima, 14 giocando poco nella seconda) promette decisamente... Bueno, Barbieri come prevedibile senza problemi nel salto di categoria, le altre da rivedere, segnalando però i 15 di "Nene" Viganò contro Crema. Per le Leonesse le più continue Zamelli e Cavenaghi, mentre la grande Laura Marcolini si è vista soprattutto contro Biassono.
- Secondo voci da verificare, Lalla Gorla, il grande mistero del mercato lombardo d'esportazione, si sarebbe accordata con Alcamo. Meritava di rimanere in A1, ma vabbè, può essere comunque una buona opportunità (dico così, senza cognizione di causa, è un incoraggiamento).
- Ilvana Zvizdic, qualcuno ricorderà questo nome. Una lunga di classe '71, nativa di Sarajevo, che ha militato qualche anno nella nostra A1 (Faenza e Ribera). Risiede a Como, è' vicino il suo ingaggio da parte di Cantù, serie B2 lombarda. Squadra molto interessante perché, come abbiamo accennato in una delle puntate precedenti, fa giocare in doppio tesseramento le '91 di maggior spicco della Comense, ovvero Bestagno, Spreafico, Pasqualin, Bossi, Mandonico. C'è anche Mariella Arnaboldi, il play di riserva del Geas dell'anno scorso. Purtroppo Pasqualin, come segnalato ieri, s'è procurata un infortunio che potrebbe essere serio.
- L'infortunio è avvenuto durante la finale del torneo di Vighizzolo (Cantù), in cui Vittuone (B1) ha battuto appunto Cantù in finale con una tripla allo scadere di Chiara Bonfanti, autrice pure di 24 punti: evidente che aver militato nella squadra del Comitato all'ultimo torneo di Binzago ha fatto bene alla Bonfa vittuonese. Ricordiamo che la sua omonimissima Chiara Bonfanti dell'87, prodotto del vivaio Geas, è andata a Carugate, dalla quale nell'ultima settimana si registra solo un silenzio sospetto. Nel senso che o stanno preparando qualcosa, o fanno il campionato con l'organico finora messo insieme, che è (eufemismo) un attimino raccogliticcio.
- Infine Federica Pellegrini. Che c'entra la nuotatrice? No, col basket nulla, salvo il fatto che durante le Olimpiadi, Kobe Bryant ha dichiarato di volerla conoscere. Ma la citazione è perché la celebrata campionessa dei 200 stile libero ha detto: "Sui giornali ho capito una cosa: i titoli non sono fatti dagli autori degli articoli". E questo, signori, vuol dire essere davvero avanti, perché lo sanno in pochissimi. Eppure è l'unica, logica spiegazione, altrimenti, in molti casi si dovrebbe dedurre che l'articolista è lievemente dissociato, visto che magari nel pezzo si dice che ha vinto una squadra e nel titolo che ha vinto un'altra. Chiedete anche a Pruzzo quante ne ha passate.
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