venerdì 1 maggio 2009

Il Bollettino Lombardo (33)

PLAYOFF & PLAYOUT EDITION


A1: le convocazioni azzurre premiano il Geas. L’anniversario di Natalino. Intanto un'altra laurea

Il bilancio della stagione Geas lo rimandiamo ancora: entro le calende greche ci arriviamo. Così come rimandiamo le prime indiscrezioni di mercato che ci sono giunte: la fonte è traversa, poi se no c’è troppa carne al fuoco. -_- <_< Parliamo d’altro. Gran festa, e ci pare anche logico, in casa Geas all’inizio della settimana, quando nell’elenco delle convocate di Giampiero Ticchi al raduno preliminare della Nazionale maggiore (7-16 maggio) sono comparsi i nomi di Martina Crippa e Giulia Arturi insieme a quello ben più prevedibile di Manuela Zanon. Sulla stagione delle due ragazze ci soffermeremo in altra sede. Certo un bel risultato, perché le particolari contingenze (infortuni, ritiri dall’azzurro, assenza delle giocatrici impegnate nelle semifinali) non rendevano affatto scontata questa convocazione. Più che in chiave-presente, è qualcosa che va letto in prospettiva futura, ovvero che le due, che saranno con ogni probabilità colonne del Geas negli anni a venire, sono state individuate da Ticchi come nuova linfa per la Nazionale, che dopo la generazione delle Macchi, Masciadri, Ballardini, Zanon ecc., ovvero le 27-30enni di oggi, deve garantirsi un ricambio. In poche parole i due prodotti del vivaio sestese sono “entrate nel giro”. Poi, se è quasi impossibile che ce la facciano per gli Europei di quest’anno, c’è sempre uno spiraglio per i Giochi del Mediterraneo (anche se per Crippa c’è l’Europeo Under 20 e mo’ non abbiamo voglia di controllare se le date sono compatibili), che è comunque una competizione internazionale. Not bad, not bad.

Intanto s’apprende che il Geas, per vincere il tedio dell’inattività che già ci ottunde un pochetto, disputerà due amichevoli, il 14 e il 24 maggio, con altrettanti college americani. Per quella del 14 ci vorrebbe una giornata di permesso da parte di Ticchi... altrimenti senza Penicheiro, Tillis e le tre nazionali, chi gioca?
Lunedì 27, poi, abbiamo letto sulla Gazzetta che le giocatrici del Geas avrebbero preso parte, quella sera, a un sfida tra vip, sportivi assortiti, vecchie glorie e personaggi vari (in lista c’era pure il grande Bibi Velluzzi, per dire) in programma al Palalido di Milano con raccolta fondi per i terremotati dell’Abruzzo. Non ne abbiamo più saputo niente, e ci pare strano che il puntuale sito Geas non riporti nulla al riguardo. Se qualcuno ne sa, parli, ammesso che ci sia qualcosa da dire. :unsure:
Oggi un’altra laurea dopo quella di Frantini della scorsa settimana: è toccato ad Alessandra Calastri. Complimenti alla neo-dottoressa (laurea triennale) in – ohibò, ohibò, andiamo a memoria – Terapia occupazionale. Brillante il voto di 106/110. D’altronde Facebook mi segnala che tra i miei “amici” è proprio la Cala nazionale ad aver totalizzato il punteggio più alto in un test per misurare il quoziente d’intelligenza. E se lo dice Facebook... :lol: :lol:

Infine, domenica 3 maggio è l’anniversario della scomparsa di Natalino Carzaniga. Immagino che ciascuno abbia il suo ricordo particolare, sia di lui che del funerale che di quanto è successo dopo. Riportiamo quanto ha scritto il sito del Geas, comprendente anche un contributo “esterno”:

CITAZIONE
È passato un anno. La mattina del 3 maggio 2008, un sabato mattina, sembrava una delle tante giornate di campionato, l’ultima della stagione regolare prima dell’avventura dei playoff. Ma Nat non rispondeva al telefono. Quel che successe poi è una delle pagini più tristi della lunga storia del Geas: Natalino Carzaniga, presidente e anima della società, fu trovato morto nella cucina di casa mentre si accingeva a partire con la squadra per la trasferta di Ivrea. Aveva solo 49 anni e ha lasciato dietro di sé un ricordo indelebile.
Dodici mesi dopo, i semi che Nat aveva gettato, con anni di sforzi ed entusiasmo, hanno dato frutti bellissimi: la promozione, il ritorno in A1 come squadra rivelazione e da ultimo la convocazione in azzurro di Arturi e Crippa, allevate nel suo vivaio, come Ilaria Zanoni, già da anni nel giro azzurro. E’ il coronamento di una vita dedicata al basket e al suo club, purtroppo durata troppo poco.
In ricordo di Natalino, sarà celebrata una messa in suffragio: la funzione si svolgerà sabato 2 maggio alle ore 20.30 nella chiesa di San Maurizio, a San Maurizio al Lambro.
Questo il ricordo del successore di Natalino, l’attuale presidente Mario Mazzoleni: “Siamo tutti legati a Nat: quello che ha fatto è stato straordinario, noi che abbiamo raccolto da lui il testimone cerchiamo di portare avanti il suo progetto, condividendo i suoi stessi valori e il suo spirito. Siamo consapevoli della fatica e dell’amore profusi per la causa del Geas, per questo e per molto altro merita tutto il nostro affetto”
Natalino avrebbe voluto essere ricordato soprattutto sul campo, in mezzo alle ragazze che con tanto slancio coinvolgeva nella vita del club. Tutti in società lo sanno ed anche per questo il Bracco Geas ha organizzato un torneo giovanile in sua memoria che si giocherà il 13 e 14 giugno.
Il torneo “Natalino Carzaniga: una vita per il Geas” vedrà in campo le selezioni Plusvalore Esordienti e Under 15, rispettivamente impegnate in due quadrangolari. Più avanti verranno comunicate le squadre partecipanti e gli orari delle partite.
Sul sito della Lega femminile, è apparso un commosso ricordo di Natalino che vi riproponiamo.
“Domenica sarà un anno senza Nat. Per noi e per tutti coloro che l'hanno conosciuto, apprezzato ed inevitabilmente amato, ''Nat'' è inconfondibilmente Natalino Carzaniga, il Geas, il basket femminile in Italia! Se n'è andato un anno fa, di primo mattino, vestito di tutto punto per affrontare una nuova giornata con gli amici del basket. Il destino lo attendeva all'ora della colazione, beffardo ma non quanto Nat che, infatti, lo ha accolto con un sorriso, lo stesso che aveva dipinto sul volto quando gli amici, increduli, per un intero week end gli hanno recato omaggio nella sua casa.
Ma noi no, non eravamo abbastanza pronti ad affrontare la realtà, e non lo siamo oggi.
Tra i tanti che hanno goduto del privilegio della sua amicizia ce n'è uno in particolare, il nostro Vice Presidente Massimo Protani, per il quale Nat era un fratello con il quale condividere tutto, vacanze comprese.
Massimo ci ha consegnato questo breve, commosso ricordo di Nat, al quale ci uniamo.
''L'amore per il suo sport, l'amore per la vita, un sorriso mai negato a nessuno, una spontaneità disarmante, una facilità unica nell'entrare in sintonia con chiunque, nel creare un rapporto speciale da un niente, la naturalezza e la dolcezza di una persona che ha sicuramente dato alla vita ed a noi tutti molto, molto di più di quello che ha ricevuto in cambio. Una simpatia genuina intelligente, una carica ed una positività rigenerante, e un modo di guardarti come di chi ha già pronte le battute per prenderti in giro, divertendo e divertendosi.
Domenica 3 Maggio sarà un anno senza Natalino. Dodici mesi trascorsi a cercarlo in quelli che erano i suoi e i nostri luoghi soliti: una palestra, un playground, un palazzetto dello sport… La convinzione non arriva mai subito, non in questi casi, e quasi ti fa rabbia che la vita vada avanti, anche senza di te... Andare avanti è una ''sfida'' con la vita, tu ce lo hai insegnato Nat. Ma per quanto consapevoli di questo la tua assenza è un assedio, per tutti e anche per me, che ero l’amico tuo. Sono sicuro che in qualunque posto tu ti trovi sei felice, amico mio...
Ciao Nat''.
Massimo

A2: una lombarda retrocederà: Biassono o Broni? Si salva Crema, in vacanza le Leonesse

Del derby di gara-2 che ha visto Crema dominare a Biassono e quindi guadagnarsi la salvezza, abbiamo già parlato. Poco da aggiungere se non l’auspicio che Crema, passata la paura, possa tornare ad allestire una squadra da primi posti per riprendere il filo con la scorsa stagione. Una nota a margine sulla partita di domenica, che ci siam dimenticati di inserire nella cronaca: a un certo punto, abbiamo sentito due tipi in tribuna commentare: «Certo che il basket è uno di quegli sport che con le donne proprio non funzionano... Forse la pallavolo è uno dei pochi che va bene per loro». Ok, la partita non è stata granché, ma andatevene affanculo lo stesso. :grr:
Duro il k.o. per Broni, 50-66 a S. Martino di Lupari. E quindi è derby senza appello, ovvero una lombarda di sicuro retrocederà. Decisamente sono due squadre in un momento poco brillante, con la grana-Rios (ma non solo) per Biassono, e un infeltrimento generale per le pavesi, ci pare, che in due partite con le pur meritevoli luparensi hanno segnato 45 punti di media. Biassono ha più margini di miglioramento, se le cose tornano a girare per il verso giusto, ma innanzitutto non è chiaro su quali presupposti dovrebbe girare per il verso giusto, e poi il fattore-campo ce l’ha Broni, per quanto possa incidere relativamente, visto anche che Biassono ha giocato alla grande a Crema e malissimo in casa. Si comincia sabato, poi c’è gara-2 mercoledì.
Il quadro di una stagione lombarda di A2 non esattamente da incorniciare si completa con la scontatissima uscita in due partite per le Leonesse di fronte alla corazzata-Cavezzo. 48-67 il punteggio ma anche stavolta è stata dignitosa la resa delle incompletissime bresciane. Sul futuro societario leggiamo le voci più disparate, vedremo.

B1: Milano, ci sei: finale metropolitana con Torino. Il giorno del giudizio per Rho

Tanto per rubare le parole al sommo Giesse e al suo editoriale sulla promozione di Varese dalla Prealpotta di lunedì scorso, era “prevedibile ma non scontata” la qualificazione di Milano alla finale-promozione. Certo, il Sanga è favorito da inizio anno, però s’è visto che non sempre le etichette sono sufficienti: chiedere ad Alpo. Con la vittoria in gara-2 a Vittuone, rimontando da -15 nel 2° quarto (la Sabiana sembrava indemoniata, 46 punti in circa 18’ con De Fiori già a 17, ma alla distanza è venuto fuori il maggior valore delle milanesi), la Sea Logistic si presenta all’atto conclusivo con un bilancio di 24 vittorie e 5 sconfitte. Venire a capo in due partite di un Vittuone in forma non era facile. Attenzione che Barzaghi è entrata in forma: domenica 4/4 da 3. In questi playoff sta incidendo poco Marulli, ma in compenso c’è una Giunzioni sempre più concreta (15 rimbalzi). E pure Pastorino è servita quando Gatti era fuori con falli a carico.
Torino era a sua volta tra le favorite d’inizio stagione, ma ha trovato la quadratura del cerchio solo nei playoff dopo aver chiuso al 6° posto. Però nei playoff ha 4 vinte e 0 perse, buttando fuori Alpo e Treviso. Quindi òcio, Sanga. Da notare che coach Fassina, già alla kermesse d’inizio stagione, a fine settembre, parlò soprattutto di Torino come spauracchio. Poi non sembrava tale ma si è ripresa. Ci sarà comunque modo di riparlarne la settimana prossima, visto che gara-1 si giuoca domenica 10 maggio a Pessano.
Intanto proprio oggi si sono svolti i funerali di Chiara De Ponti, la ragazza del '92 del settore giovanile Sanga, scomparsa la scorsa settimana.

Si va in campo invece sabato questo per gara-3 dei playout: per Rho nuova chiamata senza appello contro S. Maria di Sala, stavolta in trasferta. Sabato scorso c’è stato un “epico” 47-28 al Molinello di Rho. La squadra di Petitti ha rispolverato la sua vecchia difesa da mastine e ha ridotto le veneziane all’impotenza pressoché totale. Il 16-11 all’intervallo dà l’idea del tipo di partita giocatosi, ovvero non esattamente all’insegna dello spettacolo come l’All Star Game del torneo internazionale maschile U17 che s’è giocato su quel parquet subito dopo, ma chi se ne frega, c’era da vincere per restare vive e le ragazze, pur ancora rimaneggiatissime (anche se è rientrata, con profitto, Bassani), ce l’hanno fatta con autorità. Migliore in campo Frantini con 17 punti. Per la “bella” è possibile l’assenza di coach Petitti per impegni alle final four di Eurolega maschile.
Nel girone B, agguanta gara-3 di semifinale Valmadrera, che piega Vigarano Mainarda.

B2: brividi Cantù, sabato ultimo pericolo. Tutto deciso per i playoff

Ancora una vittoria al fotofinish per Cantù, capolista della B2 lombarda. Con 30 punti della ’91 Spreafico s’è salvata all’overtime con la tignosa Trescore Balneario. Per il penultimo turno, sabato, ore 21, Cantù ospita Cerro Maggiore e sarà probabilmente la partita che garantirà o meno la promozione alla squadra di Piccinelli. Infatti all’ultima giornata Cantù gioca con la già retrocessa Vertemate che solo per un’improvvisa metamorfosi potrebbe darle fastidio. Quindi una vittoria con Cerro vale tre quarti di promozione, tenendo 2 punti dietro quell’Usmate che meriterebbe altrettanto (e tra l’altro ha vinto i due scontri diretti). La lotta per essere nel quartetto che farà i playoff si è conclusa con la sconfitta di Villasanta con la Pro Patria Busto: crollo verticale per le brianzole che dopo aver sconfitto sia Cantù che Usmate hanno perso le ultime 4 partite e ormai non possono più raggiungere Varese al 5° posto.
La classifica (prime pos.): Cantù 50; Usmate 48; Canneto 42; Canegrate 40; Varese 38; Villasanta 32.

U17: via agli interzona (scaglionati). U15: Geas campione regionale

Archiviati gli interzona U19, s’inizia settimana prossima con quelli U17, non per tutti però perché 2 concentramenti su 8 sono rinviati di 7 giorni per impegni di un paio di squadre. Tra le lombarde tocca al Cavallino Bianco giocare in “posticipo”, e potrebbe essere una fortuna perché Francesca Melchiori s’è infortunata nell’ultima partita di stagione regolare (a Bergamo, in cui ha segnato la miseria di 47 punti in una vittoria all’overtime) e quindi con una settimana in più potrebbe rimettersi a posto. Cavallino comunque da outsider visto che è in girone con Venezia, Torino e S. Giovanni Valdarno. Le altre lombarde giocano da lunedì a mercoledì prossimi: Biassono e Costa dovrebbero passare (anche se per Biassono c’è l’incognita non da poco su Galbiati, infortunata in gara-2 di playout di A2), le Leonesse paiono essere in un concentramento equilibrato (con Priolo, Marghera e Pescara) e quindi uno dei due posti in palio potrebbe anche essere loro.
Tra le Under 15 il Geas legittima il suo titolo regionale stravincendo a Bergamo con la Lussana (45-66) la sfida al vertice di ritorno. La squadra di Monica Lanzi ha tritato la carne in questo campionato, vincendo 18 partite su 18 (ne mancano ancora due). Ambizioni legittime di titolo nazionale per Sesto. Dietro Bergamo, Malnate s’è assicurata il terzo posto. Occhio a questa squadra negli anni venire perché le più forti sono del ’95 (infatti a livello U14 dominano).

giovedì 30 aprile 2009

Sul "maniavantismo" per gli obiettivi falliti

Meurfreud, consultato in materia, risponde che da sempre la discussione sui fallimenti intriga più di quella sui successi; che inoltre i tifosi mettono le mani avanti un po' per scaramanzia, un po' per cercare di togliersi dalle spalle la paura di perdere a un passo dal paradiso (nonché la paura di vedere gli acerrimi rivali trionfare, come nel caso di Venezia e Taranto); e da parte delle società c'è sempre il solito atteggiamento da imbonitori, in cui bisogna vendere una merce sempre scintillante e mai fallimentare, tant'è che salvezze stentate sono spacciate per eroiche, uscite al primo turno sono presentate come capolavori "perchè col budget che avevamo era impossibile fare di più", e anche corazzate da 10-giocatrici-10 che non vincono, si scopre che in fondo "le altre hanno speso molto di più", ovviamente detto come verità inconfutabile ma senza la minima prova... O anche a livello giovanile, società blasonate che non riescono a qualificarsi per l'interzona gabellano la stagione come "positiva" nei loro comunicati stampa. :wacko:


Qualcuno c'è, che ha il coraggio di ammettere di aver fallito. Ma sono pochi. Del resto capisco che quando ci sono soldi di mezzo, sponsor da convincere ecc., si debba cercare di indorare il più possibile la propria pillola, e lo stesso fanno gli allenatori, che a sentir loro sembra sempre che abbiano cavato sangue dalle rape e trasformato la merda in oro. Ci vorrebbe meno atteggiamento da venditori di pesce da parte di chi fa questi bilanci, e al tempo stesso meno ansia da processo da parte altrui, nel senso che è nell'ordine delle cose fallire, anzi è più normale che riuscire, considerando che uno solo vince e gli altri si piazzano. Se pure per un secondo posto o un terzo scattano processi da apocalisse, per forza che poi presidenti, allenatori & C. s'arrabattano a pararsi il deretano, quando invece bisognerebbe rendersi conto che è molto meglio fallire arrivando secondi che "riuscire" arrivando sesti, decimi o tredicesimi: si rinfacciano sempre le quantità di soldi spesi, ma visto che sono soldi di privati che preferiscono destinarli al basket femminile anziché al volley o altre puttanate, ci sarebbe casomai da complimentarsi con chi investe 2 milioni di euro rispetto a chi ne mette insieme solo 500.000. -_-

Mi rendo conto che il rilievo che chiedevi a Meurfreud riguardava più i tifosi/forumisti che non le società, però Meurfreud, allergico a certi politici che vendono se stessi come infallibili santididdio, lo è altrettanto a certi comunicati stampa intrisi d'incenso, anche se, ripete egli, siamo pur sempre nel gioco delle parti, perciò pace a tutti e buon 1° maggio cestistico.

E se c'ero dormivo (29) - A2: Biassono-Crema (playout G2)

Pioggia e freddo a Biassono, domenica 26. Non è solo l’acqua che batte la Brianza e rende una palude l’accesso sterrato al PalaRovagnati; e non è solo il freddo semi-invernale che ristagna ancora nell’aria viziata del PalaRovagnati medesimo, costringendo i circa 200 presenti a serrare bene giacche e giacconi; ma è anche una metafora dei guai che piovono addosso alla squadra di Gualtieri e alla sensazione di gelo che rimane dopo gara-2 con Crema.

Ovviamente tutt’altra situazione in casa-Basket Team, su cui torna a splendere il sole, certo non un sole di quelli tropicali, abbaglianti, perché stiam pur sempre parlando di una salvezza ai playout per una squadra partita per fare i playoff (nonché finalista lo scorso anno), ma se sprofondi nel guano, già solo tirarsene fuori è pur sempre una festa, sebbene poi ti restino i vestiti sporchi, ovvero una stagione comunque negativa.
Ma finiamola con ‘ste metafore del cazzo :sick: e diciamo qualcosa della partita.

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Tiro libero per Scudiero

Dopo una gara-1 scintillante da entrambe le parti (83-82, ricordiamo), stavolta s’è visto del brutto basket. Vero è che al PalaRovagnati, pistone da hockey a rotelle riadattato al basket, è difficile vedere del bel gioco; vero è che sono pur sempre playout; però per larghi tratti è stato un frenetico corri e tira senza costrutto. Il dilagare del tiro da 3 nel femminile, approfittiamo per generalizzare, ci sembra sempre più preoccupante. Biassono era reduce da un brillante 10/23 da 3 in gara-1, per cui ha forse pensato: vediamo di tirarne 23 anche in gara-2. Detto fatto. Peccato che ne ha messe dentro solo 3, stavolta. Ironizziamo a buon mercato, però è vero che le ripetute “padelle” non hanno distolto le ragazze di Gualtieri dal continuare a provarci appena avevano un metro di spazio, a volte anche in contropiede anziché andare fino in fondo.

È un po’ tutto l’anno che Biassono tende ad abusare del tiro da 3 e quindi si mette in ostaggio alle sempre aleatorie percentuali dalla lunga; ma a onor del vero va detto che contro 40’ di zona (ufficialmente 1-3-1, ma direi con varianti, perché a volte sembrava una 2-3, a volte una 3-2…) è normale provarci molto da fuori; e che se Rios, come domenica, gioca poco perché non si è allenata (manca tuttora il tabellino sul sito della Lega ma dovrebbe aver avuto 12-15 minuti circa) e fa 1/7 da 2 per 5 punti, non è che la Pilot abbia molte altre giocatrici in grado di essere pericolose in area, tanto più che pure Scudiero ha giocato poco (fascite plantare), mentre Gorla e Zanon ci hanno provato, a penetrare, ma con risultati rivedibili (secondo i nostri tabellini, Gorla 1/6 da 2 e 0/3 da 3, Zanon 5/13 da 2 e 0/4 da 3). È ingeneroso dare colpe a loro due, perché sono quelle che, quantitativamente, ci hanno provato di più, però tra brutti tiri e palle perse anche banalmente, non hanno saputo tirar fuori la squadra dalle secche.

Abbiamo notato che sul sito di Biassono è nata una discussione sull’impegno delle giocatrici, con “Princess” Zanon che ha risposto piccata a un tifoso… Ma la questione dell’impegno è fuorviante. L’impegno (con qualche fondato dubbio su Rios), immaginiamo che non l’abbia risparmiato nessuna. Ma a livello di A2 dobbiamo giudicare soprattutto i risultati prodotti, ovvero quello che si vede di concreto. Che nell’occasione è stato tra il brutto e il pessimo. Poi, che ci siano mille motivi e attenuanti, è pur vero ma viene dopo.

Nella lista dei guai biassonesi va inserita una Barbieri di nuovo bloccatasi alla schiena in settimana: s’è visto perché dopo l’ottima prova in gara-1, domenica non ne ha azzeccata una al tiro (0/2 da 2 e 0/5 da 3); e si sa quanto lei sia l’ago della bilancia di Biassono. Viganò e Dell’Orto sono oneste e apprezzabili giocatrici, ogni tanto sfoderano prestazioni di buon livello, ma non sono loro che possono decidere una partita del genere, né una 17enne come Galbiati. Ci sarebbe tale Rios Yadiletsy, ex nazionale cubana, considerata la messia del basket femminile lombardo. Ma, come già detto, ha giocato poco e male, con l’aggiunta di comportamenti assurdi quali non rientrare negli spogliatoi all’intervallo, trascorrere un timeout nel bel mezzo del campo, sedersi in panchina a chilometri di distanza dalle compagne. :grr: :grr: Così, tanto per mettere tutti a disagio. Già sarebbe dura ingoiare tutto ciò se giocasse bene, figuriamoci se sbaglia tutto come domenica.

Anche l’altro teorico valore aggiunto, Gorla, non è stato tale. In gara-1 era andata bene, ma realisticamente s’è inserita troppo tardi, dopo una stagione in cui ha giocato poco e non bene; e poi si sovrappone a una Galbiati che ha visto ridotti i suoi spazi e i tiri, oltre a infortunarsi (per la serie: piove sul bagnato) all’inizio dell’ultimo quarto. Sul momento sembrava cosa grave, la ragazza si contorceva prima che il dirigente Beretta la portasse via come un pupazzo; invece a quanto pare è solo una distorsione non troppo seria. Meno male anche in prospettiva-giovanili, visto che c’è un interzona Under 17 alle porte.
S’apprende poi che Biassono per tutta la settimana – ma non è la prima volta – si è allenata in 7. Quindi abbiamo: problemi fisici, giocatrici fuori forma, una straniera che rema contro, più varie ed eventuali. Sommiamo a ciò la giornataccia al tiro (oltre al 3/23 da 3 abbiamo segnato un 11/36 da 2: buono solo il 18/23 dalla lunetta anche se 10 di quei 18 segnati sono arrivati nell’ultimo quarto, a partita compromessa) e non stupisce che a Crema sia bastato fare un break, tra fine 1° quarto e inizio 2°, per andarsene via definitivamente.

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Capannello intorno all’infortunata Galbiati

Crema all’inizio ha giocato a sua volta male. Monticelli in serataccia al tiro (abbiamo uno 0/7). Su qualche giornale cremonese abbiamo letto di una “super Zecchini”: francamente ci pare un po’ generoso per una prestazione da 2/9 da 2 con 4 erroracci da un metro. Certo, c’è anche la difesa, però… Censini ha segnato il primo canestro della squadra, poi è rimasta a lungo senza segnare. Si è rivista nel finale quando ha messo gli ultimi chiodi nella bara di Biassono. A fare la differenza per la Bertolli sono state Manera e Caccialanza con le loro accelerazioni e Fumagalli che ha messo 7 punti nel 2° quarto. Mentre Barbiero è stata importante all’inizio quando non segnava nessun’altra. Dal farraginoso 6-8 dopo 8’ di gioco, Crema ha cambiato passo e ha iniziato a fare recuperi e contropiedi; anche a difesa schierata è riuscita ad arrivare spesso al ferro. Insomma tanti canestri facili mentre Biassono continuava con il tiro al bersaglio e perdeva palloni. Risultato: parziale di 4-20 in poco più di 5 minuti, per un 10-28 al 13’30” che sapeva già di partita semi-ipotecata.

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Barbiero cerca di spezzare il raddoppio di Dell’Orto e Rios

Il problema di Biassono è che per recuperare 18 punti serve un controbreak, che a sua volta richiede la capacità di farne almeno 3 o 4 giuste di fila. Ecco, la Pilot purtroppo domenica era ben lontana da ciò: se metteva un canestro, sistematico che l’azione dopo era una palla persa o un errore al tiro. C’è stato, in effetti, un parziale di 8-0 dopo il –18, ma Crema ha frenato subito la rimonta e all’intervallo si è assestata sul 25-37. La ripresa è stata tutta una serie di tentativi di Biassono di riavvicinarsi, ma puntualmente respinta senza troppi problemi dalle ospiti. Non ci risulta che lo svantaggio sia sceso sotto i 14 punti. Il massimo scarto a 6’ dalla fine su una tripla di Caccialanza (mancata uscita di Rios sulle rotazioni difensive) per il 39-58, divario confermato dal 49-68 finale (clicca qui per un video dell’ultimo minuto). Qualche barlume di bel gioco, tipo le sempre maestose triple di Fumagalli (4/7 da 3 per la grande ex) e un palleggio, arresto e tiro di Censini in faccia a Gorla verso la fine, è stato offuscato da sequenze da brivido tipo, a inizio ripresa: erroraccio di Zanon da sotto – erroraccio in entrata di Monticelli – palla persa da Biassono – assist per Cerri che solissima, sotto canestro, sbaglia di un paio di metri.

Ma poco importano questi peli nell’uovo: a Crema perché la sua salvezza se l’è guadagnata, a Biassono perché più che della qualità del gioco deve preoccuparsi di avere le giocatrici a posto fisicamente e di fare in modo che Rios non diventi la zavorra che manda a picco tutta la squadra, altro che salvatrice della patria. Per fortuna delle brianzole, Broni non pare in migliori condizioni. Però, ad esempio, c’è una Fikiel che Crema non aveva, ovvero una lunga che se Rios latita può fare danni immensi. Inoltre c’è da vincerne almeno una nel fortino bronese, mica facile. Ma magari la pioggia smetterà improvvisamente di cadere su Biassono.

mercoledì 29 aprile 2009

A caldo sulla vittoria di Venezia a Schio in semifinale

Complimenti a Venezia per aver vinto 2 volte a Schio. Risultato che rivaluta anche l'uscita di scena del Geas, in fondo. Inoltre i signori di Schio apprendono sulla loro pelle che scaricare Masha Maiorano non porta buono. :shifty:

A costo di essere politicamente scorretto, e ben sapendo che la linea giusta è quella di Stefano Valenti che su Superbasket stigmatizza il fattaccio di gara-2, dico che lo spintone di Brugnaro a Cestaro ha suonato la sveglia per Venezia, simboleggiando la voglia di non arrendersi alla superiorità, psicologica prima che tecnica, di Schio. Al Cestaro che festeggiava platealmente in casa d'altri, il Brugnaro ha fatto capire in maniera vigorosa che non ci stava, né lui né i tifosi né la squadra, imprimendo così una svolta mentale decisiva alla serie.

sabato 25 aprile 2009

Il Bollettino Lombardo (32)

PLAYOFF & PLAYOUT EDITION


A1: il Geas in vacanza si dà alla moda e alle lauree

Rimandando ancora il bilancio stagionale del Geas, perché vorremmo prima vedere chi vince il campionato o perlomeno chi arriva in finale, è comparsa su geasbasket.it una notizia a metà tra basket e glamour: alcune giuocatrici sestesi (Arturi, Twehues, Crippa, Schieppati e Zanon) hanno posato giovedì per Donna Moderna, rivista patinata della Mondadori. Il tema era la “moda anni ‘80”. Non iniziamo con la retorica che ciò dimostra che anche le cestiste possono essere femminili come le pallavoliste, ecc. ecc., perché ci s’impantana. :wacko:
Intanto ci giunge voce che oggi (anzi, ormai ieri, 24 aprile) parte della squadra si sia ritrovata per la laurea specialistica di capitan Michela Frantini in Psicologia, evento atteso dall'Italia intera visto che i quotidiani nazionali ci avevano marciato parecchio (chissà perché, lo psicologo è una professione che attrae: mistero) :unsure: ai tempi in cui parlarono delle protagoniste della promozione. Se non erriamo, il giorno 30 toccherà ad Alessandra Calastri pigliare la laurea triennale in qualcosa che dovrebbe essere Terapia occupazionale, una sorta di fisioterapia più teorica.
Sinceramente c’esaltammo di più l’anno scorso, di questi tempi, per i playoff di A2 che non per ‘ste notizie di varia amenità, per quanto sia giusto fare i complimenti sia alle modelle per un giorno che alle neo-laureate che abbinano lo sport ad alto livello all’applicazione negli studi (anche perché campa cavallo che campino di basket, detto tra noi), però questo passa il convento di A1 già chiuso per ferie da 10 giorni, sebbene ci risulti che la settimana prossima riprenderanno gli allenamenti, ovviamente a ranghi incompleti. Per fortuna ci sono le serie inferiori, se no che du’ palle sarebbe tirare avanti fino a Binzago, ovvero a luglio. :woot:

A2: il derby playout parte col botto. Broni spalle al muro, Leonesse si sapeva


Gran partita, sia tecnicamente che agonisticamente, nell’apertura della serie di playout tra Crema e Biassono. Del resto sono due squadre che puntano più a segnare che a non prenderle. Nella fattispecie l’hanno entrambe messa quasi sempre. Rimpianti per Biassono che va anche a +9 a inizio 3° quarto ma viene ripresa da super-Manera (24 punti, vedi "About a girl" numero 39), poi si va a finire in volata e dopo una tripla di tabella di Monticelli per il primo sorpasso cremasco, c’è un altro siluro di Manera per il +3, infine due liberi di Censini per il +5 decisivo. Finisce poi 83-82 ma solo perché Barbieri sulla sirena indovina la sua quinta tripla di serata per ridurre al minimo lo scarto. Da un certo punto di vista Biassono può trarre fiducia dalla sua prova, però se non vinci quando mandi 6 giocatrici in doppia cifra, tiri 10/23 da 3 e conduci 35 minuti, è dura da digerire. Domenica gara-2 a Biassono con Crema a un passo dalla salvezza.
Si fa dura anche per Broni, impallinata 40-52 da S. Martino di Lupari in gara-1. Si rischia seriamente un derby lombardo nell’ultimo turno di playout.
Nei playoff si sapeva che le Leonesse andavano incontro a una mattanza a Cavezzo: clamoroso il bollettino dei forfait per le bresciane, con Contestabile, Tarantino, Colico e Mazza assenti: in pratica sono andate in 5 senior. Ciò nonostante sono riuscite a tener botta per 2 quarti e mezzo. Il -24 finale è quasi un successo.

B1: Milano 1-0 sudato. Valmadrera 0-1. Rho in emergenza

Abbiam già detto e ridetto di come Milano abbia piegato di misura Vittuone in gara-1 di playoff girone A. Domenica a Vittuone la rivincita.
Nei playoff girone B Valmadrera inizia con una sconfitta a Vigarano.
Nei playout A, per Rho a S. Maria di Sala una situazione simile a quella delle Leonesse, ovvero una tragedia a livello d’organico: Poli già fuori da tempo, Ceppi già andatasene da un paio di mesi, s’aggiungono Bassani k.o. per infortunio alla mano e le sorelle Bonetti fuori per imprecisati “motivi disciplinari” (avranno sputato, risposto male, aggredito compagne stile Rios a Biassono, fatto gestacci stile Carpreaux a Ribera? No, pare c'entrino i risaputi problemi economici del club). Chi viene richiamata alle armi? Nientemeno che Alessandra Bosio, il play del ’76 ex Carugate e poi già a Rho come giocatrice, ma di fatto ritirata da 2 anni. Eppure segna 7 punti. Ma a conferma che quando c'è il bagnato per terra ci piove sopra, dopo 5 minuti si fa male Selmi, ovvero la lunga principale. :woot: Il bello è che Rho all’intervallo è pure avanti: si conferma che S. Maria, strapazzata da Carugate, non è in un grandissimo momento. Ma poi il 3° quarto è fatale a Rho che non recupera più, nonostante gli 11 punti di Frantinsusanna e di Colombera. Domani (sabato), nel bel mezzo del celebre torneo giovanile internazionale maschile, gara-2.

B2: Cantù, una in meno. Varese vicina ai playoff

A 3 turni dalla fine, una in meno da vincere per Cantù, che ritrova Arnaboldi e passa ad Albino, campo insidioso sia per definizione, sia perché le bergamotte cercavano punti per allontanarsi dalla zona retrocessione. Usmate sfrutta il turno favorevole e resta in scia, ma pur avendo gli scontri diretti a favore avrà bisogno di uno scivolone della capolista che ha un calendario facile. Ma la notizia della settimana è il terzo k.o. consecutivo di Villasanta, a Trescore: rischio di addio ai playoff anche se all’ultimo turno c’è Varese-Villasanta e quindi, se le brianzole riuscissero a recuperare 2 punti nelle prossime 2 giornate, potrebbero sfruttare lo scontro diretto per ribaltare tutto. Canneto è dentro sicura, Canegrate quasi. In coda Cucciago riduce a –2 lo scarto da Albino (cioè la zona salvezza) battendo la Pro Patria.
CLASSIFICA (prime pos.): Cantù 48; Usmate 46; Canneto 40; Canegrate 38; Varese 36; Villasanta 32.

U19: interzona, solo la Comense passa. U17: Biassono campione regionale; lutto al San Gabriele

Negli interzona Under 19, come s’è visto nella gazzarra che ha piacevolmente animato in questi giorni il forum, solo una lombarda s’è qualificata alle National finals di Udine: la Comense, da pronostico. Secondo posto per Costamasnaga (battuta dal Città Futura) e Broni (k.o. con S. Martino, bis dell’A2), terzo per Crema.
Biassono è campione regionale Under 17. Nella supersfida con Costamasnaga ha difeso il +13 dell’andata perdendo di 7. Decisiva, a salvar baracca e burattini per coach Beretta, una Galbiati da 43 punti. Ma è lutto per il campionato dopo la notizia, arrivata oggi, della scomparsa della ’92 Chiara De Ponti del San Gabriele.

venerdì 24 aprile 2009

E se c'ero dormivo (28) - B1: Sanga-Vittuone (semif. G1)

Giusto qualche spunto dal pimpante Milano-Vittuone gara-1 di playoff B1, sabato scorso al PalaBCC di Pessano, tanto per ingannare l'attesa di gara-2. Della prova dell'mvp Gatti, ricordo, abbiamo già parlato qualche pagina or sono.


- Arrivato all’intervallo dopo fuga da una cena di matrimonio. :blink: S’apprende di una fuga di Milano con Gatti e Barzaghi nel 1° quarto (26-15) rintuzzata da Vittuone con la zona e una sorprendente difesa di Restelli su Gatti nel 2° (39-36 al riposo).

- Terzo quarto che inizia benissimo per Vittuone che pareggia subito con un canestro e fallo di Rovida (taglio in area ben servita da Canova), poi ancora pari con una bomba di Canova dall’angolo e anche vantaggio Vittuone (44-46) con Bonfanti dalla media. Milano pare in difficoltà. Ma subito dopo, azione chiave: taglio in area di Rovida, passaggio di Canova fotocopia di poco prima, ma Nadia sbaglia da sotto e commette il classico fallo di frustrazione a rimbalzo. È il quarto fallo già al 24’ e deve uscire per un bel po’.

- Da quel momento Vittuone non ha più dimensione interna in attacco, e contro la zona le resta quasi solo da provarci dalla media o da 3. Ma le percentuali prima alte calano. Milano torna avanti ma a sua volta sbaglia tanto, compresa Gatti che è servita sistematicamente contro Zambetti (Vittuone ora è a uomo) ma si mangia 3 canestri di fila in area. Gli ultimi minuti del 3° quarto sono caratterizzati da frenesia totale: si corre e si tira quasi sempre entro i primi 10” dell’azione, ma ci sono anche tanti contropiedi buttati. Milano non sfrutta neanche un antisportivo di Ravelli su Giunzioni. Chiude comunque sul 52-50 il 3° quarto.

- Spumeggiante l’inizio dell’ultimo quarto. Entrambe le squadre ritrovano smalto ed è un batti e ribatti con un parziale di 7-8 in poco più di 2’. Bonfanti 2 volte, Gottardi, Barzaghi, Reali, Gatti: tutte a segno. :clap: Ma poi arriva il break decisivo del Sanga: parziale di 10-1 per il 68-59 a 3'15" dalla fine. Sono soprattutto Gottardi, una tripla di Brioschi e due canestri dalla media di Gatti a fare la differenza (Vittuone a zona ma stavolta è bucata), mentre Vittuone s'incarta tra palle perse e tiri da fuori sbagliati. Ora il Sanga usa una zona adattata, cioè segue i tagli e non lascia più metri alle tiratrici. Rovida rientra ma paga la lunga panchina: Gatti le rifila uno stoppone. Negli ultimi 3' tocca a Milano bloccarsi in attacco, perché Vittuone ripassa a uomo e morde bene, ma la rimonta è partita troppo tardi. La '93 Ravelli, di carattere, segna 7 punti in questo quarto compresa la tripla del -2 (68-66) che potrebbe riaprire la partita a -30".

- Ma subito dopo viene fischiato un antisportivo su Brioschi che mette un libero, poi Vittuone non ha ancora raggiunto il bonus (evidentemente è un vizio, visti i playoff di A1 dove nell'ultimo quarto nessuno fa fallo... strano) e deve spendere 2 falli ma intanto il tempo passa. Giunzioni arrotonda con due liberi e finisce 71-66. Primo ok per Milano ma Vittuone è lì alla pari. Marcatrici: Gatti 22, Gottardi 15, Barzaghi 14 per Milano; Bonfanti 17 (8/12 dal campo e 9 rimbalzi), De Fiori e Reali 11, Ravelli 10 per Vittuone.

- Chiavi della partita: il quarto fallo di Rovida; l’eccessiva dipendenza di Vittuone dalle percentuali da fuori in una serata imprecisa per De Fiori e Canova, mentre con Gatti Milano ha la garanzia di una produzione interna; una superiorità nel talento per Milano che alla fine ha fatto la differenza, pur in una serata relativamente “normale” per Gottardi; a livello statistico 22 perse di Vittuone e 15 rimbalzi in attacco per Milano. Però Vittuone ha dimostrato di potersela giocare alla pari e potrebbe far pesare una rotazione più profonda (Milano ha giocato praticamente in 6) se riesce a sfiancare le avversarie sulla lunga durata, anche se metterla sul corri e tira, anziché sullo "sporcare" la partita con l'agonismo e la ruvidità, può essere controproducente perché Milano, se si accende con le sue migliori, fa male il doppio.

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La giovane Zambetti cerca di penetrare contro la giovane Giunzioni. Gli altri duelli: Bonfanti contro Marulli, Rovida contro Gatti (in area), De Fiori contro Gottardi (sfondo, a sinistra), Brioschi contro Ravelli (sfondo a destra). Dietro c'è coach Fassina che si sbraccia.

mercoledì 22 aprile 2009

About a Girl (40)

PUNTATA SPECIALE – FINE STAGIONE DI LORO DUE



L'eroismo di Maiorano (e le sue due stagioni in una)


Masha Maiorano come Lazzaro. Lo so, il paragone è blasfemo perché il morto risuscitato da Cristo non sapeva nemmeno giocare a basket. Ma in qualche modo bisogna rendere omaggio alla caparbietà della quasi 27enne nativa di Monza, che dopo essersi scavigliata in gara-1 di playout contro Ribera, come avevamo riferito nella puntata n° 38, non c’ha pensato manco p’u cazz di saltare gara-2.
Non sappiamo quanto fosse effettivamente grave l’infortunio, ma il suo fedele supporter Paperinik aveva dato per finita la sua stagione. Lei però ha subito fatto sapere: «Giocherò, fosse l’ultima cosa che faccio». Altro che certe “professioniste” che stanno fuori per un doloretto alla schiena o fanno lo sciopero bianco se la società non gli ha fornito una nuova chiavetta internet alle 3 di notte. :angry:
Maiorano invece, con la caviglia malconcia, è andata dentro, partendo dalla panchina, ha resistito 24 minuti mettendo un paio di bombette (su tre) e ha quindi portato il suo mattone alla salvezza di Umbertide, obiettivo stagionale perfettamente centrato, visto che nessuno là credo s’illudesse di andare ai playoff. Anche se stringi stringi, per come sono crollate alla distanza le varie Como, Pozzuoli e Napoli, bastava evitare i due stop barbini a Viterbo e Ribera e ci si poteva anche arrivare. Sarà per l’anno prossimo.

Individualmente parlando, la stagione di Maiorano va divisa in due parti che hanno poco a vedere l’una con l’altra, come fossero due annate distinte. Nella prima c’è stata un’esperienza a Schio poco brillante dal punto di vista del rendimento, anche se certamente utile per l’aria d’altissimo livello che Masha ha potuto respirare, dagli allenamenti con Macchi, Masciadri e compagnia alle sfide di Eurolega, tra cui due con le iper-campionesse dello Spartak Mosca. Di sicuro ha pagato l’instabilità che la squadra aveva in quel periodo (infortuni, straniere che andavano e venivano, sconfitte inopinate), ma ammettiamolo pure, non ha sfruttato benissimo le occasioni che all’inizio dell’anno le si sono presentate quando per via delle assenze ha avuto dai 10 ai 20 minuti di spazio.
Le statistiche racimolate a Schio le avevamo già commentate a suo tempo, comunque parlavano di 2,3 punti in 12,5 minuti con un complessivo 10/37 dal campo e nemmeno un libero guadagnato, per una valutazione media di -0,4 (in Eurolega 1,4 punti in 9,8 minuti).
Tutt'altra musica nella seconda metà di stagione: in 15 partite con Umbertide 11 partenze in quintetto, 7,3 punti in 25,9 minuti col 38% da 2 e il 32% da 3, 2,6 rimbalzi per un 2,2 di valutazione media che poteva essere meglio se non fosse per le palle perse (27 contro 7 recuperi) e i falli (45 fatti contro 24 subiti).
totali stagionali dicono 5,0 punti in 20’ esatti, col 35% da 2, il 32% da 3 e 1,0 di valutazione, ma è appunto come far la media tra mele e pere.

Soprattutto, Maiorano ha raccolto, nella seconda metà, soddisfazioni come quella di essere decisiva nelle imprese in casa della “sua” Sesto e con Faenza, fino alla salvezza in due gare secche. :yes: Il suo merito principale, a nostro avviso, è di aver dimostrato di sapersi riadattare in fretta, dopo 4 anni e mezzo di gregariato in un squadre di medio-alto livello (anche se, a dire il vero, già sul finire del primo anno a Rovereto aveva giocato molto, visti infortuni e fughe), a un ruolo più importante in una squadra “operaia”. Il che ci fa venire voglia di sapere se preferisce ancora la prima situazione alla seconda, perché giocare per le campionesse d’Italia è un onore, ma tornare a sentirsi decisiva per i risultati della propria squadra non dev’essere così male…
Intanto buone vacanze a lei, in attesa di sapere dove giocherà la prossima stagione. See you a luglio in Binzagh Town, ovviamente. Dove ci auguriamo un duello in finale con la prossima di cui parliamo, rivincita del confronto in campionato vinto dalla trifolaretìne dell’82.

L’intelligenza di Frantini (e la sua chiusura in bellezza)

Seconda parte di questa puntata sulla fine stagione delle iper-favorite del Comitato: vado un po’ lungo che tanto dovrebbe essere l’ultima volta (prima di Binzago, s’intende). Dopo Maiorano sotto dunque con Michela Frantini.
Ma non inizio da come ha giocato mercoledì scorso con Venezia, bensì dalla sua intelligenza. :huh: Quanto è intelligente Frantini? Io posso giudicare solo dall’esterno, perché sinceramente non abbiamo mai avuto occasione, in questi anni, di andare oltre un “Ciao, come va?”. Ma mi è sempre sembrata una che gioca con la testa, e poi, come l’Italia intera sa, sta per prendere la laurea specialistica in Psicologia, e di cervello ce ne vuole per fare la strizzacervelli. -_-
Poi dicono che lei sia una tipa ironica: e l’ironia richiede intelligenza, è noto. Ad esempio, alla conferenza stampa d’inizio stagione del Geas, disse, a un certo punto, che come le straniere potevano insegnare molto, sul campo, a loro esordienti, così loro potevano insegnare alle straniere molte cose di vita vissuta, visto che quelle, nella loro esistenza, non avevano fatto altro che giocare a basket (chi vuole risentire il discorso, clicchi qui. Una frase che a prima vista sembra innocua e invece, se ci pensi, contiene un’ironia finissima, cioè praticamente gli stava dando delle mezze disadattate. :lol:
Ma chi più autorevole di un’Iciss Tillis per certificare l’intelligenza di Frantini? Su Superbasket della scorsa settimana, l’americana è protagonista di uno dei celebri ritratti di Francesco Velluzzi (il quale, bisogna ammettere, è un astuto: col pretesto dell’intervista, colleziona pranzi e cene con le giocatrici: ci racconta che a Tillis piacciono le lasagne, ha scoperto le patate ma non la convince il pollo), e a una domanda su chi sia la compagna più simpatica, risponde: «Michela Frantini, proprio una ragazza intelligente, ti domanda sempre di tutto. È positiva, mi diverte più di tutte, perché io non parlo italiano, lei non parla inglese, eppure a volte ci capiamo con uno sguardo». Grande Ice, dopo questa ti ricorderemo con affetto; però c’è qualcosa che non quadra: come fai a sapere che le domande di Frantini sono intelligenti se le fa in una lingua di cui non capisci ‘na mazza? :unsure:

Misteri che resteranno tali. Per fortuna la lingua del basket giocato è universale. E il giorno stesso che è uscito questo SB c’era gara-2 con Venezia. Forse perché la citazione da parte di Tillis era di buon auspicio; o perché in riscaldamento la metteva sempre; o perché avevo l’idea che non avrebbe lasciato finire la stagione in modo anonimo, fatto sta che prima della partita ho scommesso con Pruzzo: «Garantito che stasera fa almeno 12 punti e gioca almeno 25 minuti». :woot:
Ho perso, perché di minuti ne ha avuti solo 19. Ma moralmente è una vittoria, perché i 13 punti segnati sono il suo massimo in A1 eguagliato: prevederlo non era da tutti. E ha fatto anche 10 di valutazione che è il suo top stagionale. In una partita di quell’importanza, non è roba da poco.
Ma d’altronde Frantini in questo periodo era in forma. Lo si vedeva dalla rapidità con cui si muoveva in difesa, una delle sue variabili più evidenti tra quando sta bene e quando no, insieme all’1 contro 1 (se non è in vena non ci prova mai, invece mercoledì ci andava, e in un caso ha preso fallo da Ballardini) e ai “tiri ignoranti” degni del Basile dei bei tempi. :blink2: Infatti la sua impronta sulla partita l’ha messa con un recupero più coast-to-coast, come negli anni ruggenti di Piccola Barkley in A2, e con tre triple tutte prese in una frazione di secondo (due appena entrata nel 2° quarto: su taglio verticale uscendo alla sommità dell’arco, poi in transizione dal lato sinistro; e una all’inizio dell’ultimo, da 7 metri in uscita da un blocco), di quelli che un tiratore in trance segna, ma se non è in trance sbaglia e l’allenatore s’incazza.
Ma mercoledì era la sua serata e l’ha notato anche Dan Peterson«le giovani mi hanno sorpreso, Frantini è entrata e subito ha piazzato due triple, poi nel terzo quarto altra tripla e recupero con contropiede». Il coach allude alla fiammata di Michela avvenuta, per la precisione, all’inizio dell’ultimo quarto, quando con 5 punti in fila ha riportato il Geas da –6 a –1. In quel momento stava venendo giù il PalaAllende, di cui è stata idolo assoluto per tutto l’anno (d’altronde è la capitana e quindi si prende, oltre alla sua parte d’affetto, pure quello che fino all’anno scorso era riservata a Censini). :wub:
Poi però ha sbagliato due o tre cosette e Galli l’ha richiamata in panchina per Crippa. È rientrata nel finale ma non ha più segnato. Anche perché spesso si sbracciava per ricevere palla ma le veterane non la degnavano. Amen. A fine partita era triste perché tutto era finito (certo, gran festa al PalaAllende per l’annata, ma vuoi mettere l’anno scorso con la sbornia-promozione pur nel lutto per Natalino Carzaniga?), ma crediamo sia andata a casa soddisfatta di sé come giocatrice. Dopo la laurea, tra qualche giorno, lo sarà anche come studentessa.

Come valutare la stagione di Frantini? Potrei scriverne un libro, se non fosse un’idea balorda, -_- perciò mi limito all’essenziale. Se per Maiorano abbiamo parlato di annata divisa in due, qui abbiamo tre spezzoni ben distinti, dovuti in parti uguali (e in fondo reciprocamente conseguenti) alla variabilità dello stato di forma della giocatrice (notoriamente sensibile alle stagioni) e ai minutaggi concessi dall’allenatore.

1) Dall’esordio all’8. giornata: 6,9 punti in 19,1’ col 45% da 2 e il 42% da 3. Cifre già ottime per un’esordiente, cui bisognerebbe aggiungere i 14 punti con 6/9 al tiro della prima giornata con Parma, statistiche annullate dallo 0-20. Acuto principale, i 13 punti contro Napoli, con una fiammata decisiva nella ripresa. Le due prove migliori in partite trasmesse dalla Rai, cosa che le ha fatto molto bene a livello d’immagine. In questo periodo si alternava in quintetto con Crippa.

2) Dalla 9. giornata (andata con Schio) al recupero del ritorno con Venezia. Qui siamo nel periodo da inizio dicembre a metà febbraio ed è inverno per Michela, che vede calare temperature polari sulle sue percentuali e sulle sue medie in generale. In queste 10 partite ha fatto 1,4 punti in 12,8’ con 1/11 da 2 e 4/28 da 3 (terribile). Non le funzionava più il tiro (il picco negativo con lo 0/8 da 3 a Como) e ne hanno risentito anche altri aspetti del suo gioco. In questo arco di tempo è diventata titolare fissa Crippa, con Frantini per 5 volte utilizzata da 10 minuti in giù: è capitato che alcune volte entrasse, smistasse un paio di palloni alle straniere, si prendesse un tiro magari forzato, si riaccomodasse in panchina e ciao ciao.

3) Dalla 6. di ritorno (con Priolo) a fine campionato: il disgelo. A Priolo, pur giocando solo 8’, ha mostrato quei segnali di ritrovata condizione (leggi soprattutto reattività difensiva e intraprendenza al tiro) che le hanno consentito di avere più spazio (anche 4 partenze in quintetto), più tiri e più tutto. Curiosamente, le cifre di questo terzo troncone stagionale sono quasi identiche al primo: 6,5 punti in 18,6’, 53% da 2 e 32% da 3. O meglio, un po’ meno bene nel tiro da 3 ma in compenso ha aggiunto una dimensione offensiva in avvicinamento a canestro, che prima non aveva: prova ne sono i 9 tiri liberi guadagnati nelle ultime 7 partite, certo pochini in assoluto ma nelle prime 20 ne aveva avuto uno in tutto… In difesa, dopo un periodo in cui mordeva poco, sia per la scarsa forma sia perché Galli, spiegava lei, le aveva chiesto di non rischiare troppo sugli anticipi onde evitare di lasciare buchi in caso di intervento fallito, è tornata la rompiscatole aggressiva e compatta che ti può piombare addosso e strappare palla con violenza, come ha imparato ad esempio Brooke Smith, spedita al tappeto; o, mercoledì scorso, Corradini, stesa a suon di panzate, con recupero della Miky nazionale, mentre la playmakerina di Venezia faceva scorrere il tempo in palleggio. :P

Totale? Le cifre dicono 4,7 punti in 16,6’, 40% da 2, 29% da 3, 1,7 di valutazione media. Per un cambio italiano, sono numeri dignitosi (ad esempio, siamo lì con Maiorano, che gioca da 5 anni in A1), che sarebbero stati più che buoni senza appunto il letargo invernale. Si dice però che, della stagione di un giocatore, ci si ricorda quasi solo la prima partita e l’ultima… E allora per Frantini siamo a posto: partitona all’esordio a Roma con Parma, partitona alla chiusura con Venezia. Seriamente, diciamo che ci sono stati notevoli alti e bassi, ma nel contesto di una squadra vincente ha interpretato in modo più che accettabile il ruolo da giocatrice di complemento (“supporting cast”, per dirla in inglese che fa più figo) che le veniva chiesto. In poche parole, le partite dovevano vincerle altre, l’80% dei palloni e dei tiri passava per altre mani; lei doveva dare una mano e l’ha fatto: a volte bene, a volte no, ma l’ha fatto. Direi lo stesso di Arturi, Crippa e Twehues, beninteso. Così come direi che il rapporto qualità/prezzo è stato migliore rispetto a molte mestieranti italiane che da anni vivacchiano in A1.
Secondo me il suo pregio principale è stato di affrontare l’A1 senza paure e complessi: ovviamente ha dovuto adattarsi a giocare meno, avere meno palloni, ecc., però ha mantenuto l’istinto che ha sempre coltivato negli anni precedenti: tirare appena possibile. Per questo s’è presa i debiti cazziatoni da Galli, ma apprezzo di più questo spirito rispetto a quelle che si rassegnano a fare 15-20 minuti di puro smistamento palla ai fenomeni della squadra.
Il vero rimpianto della stagione sta nel fatto di essere partita da una situazione di parità, se non di vantaggio, nei confronti di Crippa, e di esserle finita indiscutibilmente dietro nelle gerarchie. Crippa, pur 19enne, ha avuto 25,6 minuti di media (ovvero circa 10’ in più) e 17 partenze in quintetto contro 11. Cos’ha dimostrato Crippa più di Frantini, al di là della maggior futuribilità? :unsure: Potrebbe rispondere meglio coach Galli, ma io direi una maggior incisività in penetrazione, e al tempo stesso una miglior difesa sull’uno contro uno. Perché Frantini è ottima nei recuperi, ma non ha gambe velocissime e fatica a contenere certe americane dai garretti al caucciù. A ciò Michela poteva controbattere con la sua maggior ficcanza nel tiro pesante, ma stringi stringi ha avuto solo il 3% in più rispetto alla compagna (29% contro 26%). Questi mi paiono fatti; certe dietrologie su preferenze dettate non da motivi tecnici non le ho mai accettate. Al massimo posso tirar fuori una statistica curiosa: il Geas ha fatto 9 vinte-2 perse quando Frantini ha avuto dai 20 minuti in su (sarebbe 10-2 contando l’andata contro Parma), 7-9 invece quando ne ha avuti meno di 20... :o: Nel finale di stagione, guardando alla forma rispettiva, avrebbe probabilmente meritato qualcosa di più lei e qualcosa di meno Crippa, ma ormai gli assetti erano stabilizzati e non c’era necessità di alterarli.

Futuro? Fa effetto pensare che quella di mercoledì scorso potrebbe essere stata per lei l’ultima partita in maglia Geas, dopo 7 stagioni. :woot: Eh sì, perché i conti sono presto fatti: se arriva una guardia straniera di spessore, potrebbe significare partenza per Frantini, considerando che Crippa e Arturi paiono pietre angolari del futuro. Lei e Calastri meno. Fare la decima non credo che la esalterebbe. Nulla è definito al momento, ma mentre l’anno scorso si era capito abbastanza presto che sarebbe rimasta dopo la promozione, ora l’ipotesi-partenza non è così remota. Mi piacerebbe cantarle, come i tifosi del Panathinaikos: “Opou ki an pezis panda tha s’akolouthò” (“Dovunque giocherai ti seguirò”), provocandole uno sguardo a metà tra disprezzo e compatimento, :D ma non so neanche cosa farò domani, non è il caso di lanciarsi in proclami. Per ora accontentiamoci del sorriso sulle labbra che ha lasciato la sua ultima prestazione.
Fine.

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L’importante è non aver paura, nemmeno di Ballardini (foto da geasbasket.it)