giovedì 30 aprile 2009

E se c'ero dormivo (29) - A2: Biassono-Crema (playout G2)

Pioggia e freddo a Biassono, domenica 26. Non è solo l’acqua che batte la Brianza e rende una palude l’accesso sterrato al PalaRovagnati; e non è solo il freddo semi-invernale che ristagna ancora nell’aria viziata del PalaRovagnati medesimo, costringendo i circa 200 presenti a serrare bene giacche e giacconi; ma è anche una metafora dei guai che piovono addosso alla squadra di Gualtieri e alla sensazione di gelo che rimane dopo gara-2 con Crema.

Ovviamente tutt’altra situazione in casa-Basket Team, su cui torna a splendere il sole, certo non un sole di quelli tropicali, abbaglianti, perché stiam pur sempre parlando di una salvezza ai playout per una squadra partita per fare i playoff (nonché finalista lo scorso anno), ma se sprofondi nel guano, già solo tirarsene fuori è pur sempre una festa, sebbene poi ti restino i vestiti sporchi, ovvero una stagione comunque negativa.
Ma finiamola con ‘ste metafore del cazzo :sick: e diciamo qualcosa della partita.

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Tiro libero per Scudiero

Dopo una gara-1 scintillante da entrambe le parti (83-82, ricordiamo), stavolta s’è visto del brutto basket. Vero è che al PalaRovagnati, pistone da hockey a rotelle riadattato al basket, è difficile vedere del bel gioco; vero è che sono pur sempre playout; però per larghi tratti è stato un frenetico corri e tira senza costrutto. Il dilagare del tiro da 3 nel femminile, approfittiamo per generalizzare, ci sembra sempre più preoccupante. Biassono era reduce da un brillante 10/23 da 3 in gara-1, per cui ha forse pensato: vediamo di tirarne 23 anche in gara-2. Detto fatto. Peccato che ne ha messe dentro solo 3, stavolta. Ironizziamo a buon mercato, però è vero che le ripetute “padelle” non hanno distolto le ragazze di Gualtieri dal continuare a provarci appena avevano un metro di spazio, a volte anche in contropiede anziché andare fino in fondo.

È un po’ tutto l’anno che Biassono tende ad abusare del tiro da 3 e quindi si mette in ostaggio alle sempre aleatorie percentuali dalla lunga; ma a onor del vero va detto che contro 40’ di zona (ufficialmente 1-3-1, ma direi con varianti, perché a volte sembrava una 2-3, a volte una 3-2…) è normale provarci molto da fuori; e che se Rios, come domenica, gioca poco perché non si è allenata (manca tuttora il tabellino sul sito della Lega ma dovrebbe aver avuto 12-15 minuti circa) e fa 1/7 da 2 per 5 punti, non è che la Pilot abbia molte altre giocatrici in grado di essere pericolose in area, tanto più che pure Scudiero ha giocato poco (fascite plantare), mentre Gorla e Zanon ci hanno provato, a penetrare, ma con risultati rivedibili (secondo i nostri tabellini, Gorla 1/6 da 2 e 0/3 da 3, Zanon 5/13 da 2 e 0/4 da 3). È ingeneroso dare colpe a loro due, perché sono quelle che, quantitativamente, ci hanno provato di più, però tra brutti tiri e palle perse anche banalmente, non hanno saputo tirar fuori la squadra dalle secche.

Abbiamo notato che sul sito di Biassono è nata una discussione sull’impegno delle giocatrici, con “Princess” Zanon che ha risposto piccata a un tifoso… Ma la questione dell’impegno è fuorviante. L’impegno (con qualche fondato dubbio su Rios), immaginiamo che non l’abbia risparmiato nessuna. Ma a livello di A2 dobbiamo giudicare soprattutto i risultati prodotti, ovvero quello che si vede di concreto. Che nell’occasione è stato tra il brutto e il pessimo. Poi, che ci siano mille motivi e attenuanti, è pur vero ma viene dopo.

Nella lista dei guai biassonesi va inserita una Barbieri di nuovo bloccatasi alla schiena in settimana: s’è visto perché dopo l’ottima prova in gara-1, domenica non ne ha azzeccata una al tiro (0/2 da 2 e 0/5 da 3); e si sa quanto lei sia l’ago della bilancia di Biassono. Viganò e Dell’Orto sono oneste e apprezzabili giocatrici, ogni tanto sfoderano prestazioni di buon livello, ma non sono loro che possono decidere una partita del genere, né una 17enne come Galbiati. Ci sarebbe tale Rios Yadiletsy, ex nazionale cubana, considerata la messia del basket femminile lombardo. Ma, come già detto, ha giocato poco e male, con l’aggiunta di comportamenti assurdi quali non rientrare negli spogliatoi all’intervallo, trascorrere un timeout nel bel mezzo del campo, sedersi in panchina a chilometri di distanza dalle compagne. :grr: :grr: Così, tanto per mettere tutti a disagio. Già sarebbe dura ingoiare tutto ciò se giocasse bene, figuriamoci se sbaglia tutto come domenica.

Anche l’altro teorico valore aggiunto, Gorla, non è stato tale. In gara-1 era andata bene, ma realisticamente s’è inserita troppo tardi, dopo una stagione in cui ha giocato poco e non bene; e poi si sovrappone a una Galbiati che ha visto ridotti i suoi spazi e i tiri, oltre a infortunarsi (per la serie: piove sul bagnato) all’inizio dell’ultimo quarto. Sul momento sembrava cosa grave, la ragazza si contorceva prima che il dirigente Beretta la portasse via come un pupazzo; invece a quanto pare è solo una distorsione non troppo seria. Meno male anche in prospettiva-giovanili, visto che c’è un interzona Under 17 alle porte.
S’apprende poi che Biassono per tutta la settimana – ma non è la prima volta – si è allenata in 7. Quindi abbiamo: problemi fisici, giocatrici fuori forma, una straniera che rema contro, più varie ed eventuali. Sommiamo a ciò la giornataccia al tiro (oltre al 3/23 da 3 abbiamo segnato un 11/36 da 2: buono solo il 18/23 dalla lunetta anche se 10 di quei 18 segnati sono arrivati nell’ultimo quarto, a partita compromessa) e non stupisce che a Crema sia bastato fare un break, tra fine 1° quarto e inizio 2°, per andarsene via definitivamente.

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Capannello intorno all’infortunata Galbiati

Crema all’inizio ha giocato a sua volta male. Monticelli in serataccia al tiro (abbiamo uno 0/7). Su qualche giornale cremonese abbiamo letto di una “super Zecchini”: francamente ci pare un po’ generoso per una prestazione da 2/9 da 2 con 4 erroracci da un metro. Certo, c’è anche la difesa, però… Censini ha segnato il primo canestro della squadra, poi è rimasta a lungo senza segnare. Si è rivista nel finale quando ha messo gli ultimi chiodi nella bara di Biassono. A fare la differenza per la Bertolli sono state Manera e Caccialanza con le loro accelerazioni e Fumagalli che ha messo 7 punti nel 2° quarto. Mentre Barbiero è stata importante all’inizio quando non segnava nessun’altra. Dal farraginoso 6-8 dopo 8’ di gioco, Crema ha cambiato passo e ha iniziato a fare recuperi e contropiedi; anche a difesa schierata è riuscita ad arrivare spesso al ferro. Insomma tanti canestri facili mentre Biassono continuava con il tiro al bersaglio e perdeva palloni. Risultato: parziale di 4-20 in poco più di 5 minuti, per un 10-28 al 13’30” che sapeva già di partita semi-ipotecata.

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Barbiero cerca di spezzare il raddoppio di Dell’Orto e Rios

Il problema di Biassono è che per recuperare 18 punti serve un controbreak, che a sua volta richiede la capacità di farne almeno 3 o 4 giuste di fila. Ecco, la Pilot purtroppo domenica era ben lontana da ciò: se metteva un canestro, sistematico che l’azione dopo era una palla persa o un errore al tiro. C’è stato, in effetti, un parziale di 8-0 dopo il –18, ma Crema ha frenato subito la rimonta e all’intervallo si è assestata sul 25-37. La ripresa è stata tutta una serie di tentativi di Biassono di riavvicinarsi, ma puntualmente respinta senza troppi problemi dalle ospiti. Non ci risulta che lo svantaggio sia sceso sotto i 14 punti. Il massimo scarto a 6’ dalla fine su una tripla di Caccialanza (mancata uscita di Rios sulle rotazioni difensive) per il 39-58, divario confermato dal 49-68 finale (clicca qui per un video dell’ultimo minuto). Qualche barlume di bel gioco, tipo le sempre maestose triple di Fumagalli (4/7 da 3 per la grande ex) e un palleggio, arresto e tiro di Censini in faccia a Gorla verso la fine, è stato offuscato da sequenze da brivido tipo, a inizio ripresa: erroraccio di Zanon da sotto – erroraccio in entrata di Monticelli – palla persa da Biassono – assist per Cerri che solissima, sotto canestro, sbaglia di un paio di metri.

Ma poco importano questi peli nell’uovo: a Crema perché la sua salvezza se l’è guadagnata, a Biassono perché più che della qualità del gioco deve preoccuparsi di avere le giocatrici a posto fisicamente e di fare in modo che Rios non diventi la zavorra che manda a picco tutta la squadra, altro che salvatrice della patria. Per fortuna delle brianzole, Broni non pare in migliori condizioni. Però, ad esempio, c’è una Fikiel che Crema non aveva, ovvero una lunga che se Rios latita può fare danni immensi. Inoltre c’è da vincerne almeno una nel fortino bronese, mica facile. Ma magari la pioggia smetterà improvvisamente di cadere su Biassono.

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