Per quanto mi concerne ho assistito a Geas-S. Martino. C'era il rischio di una mattanza per le sestesi, rimaste orbate di una straniera (Poston) alla vigilia per risoluzione contrattuale, il tutto oltre alle assenze consuete di Kacerik, Laterza e Gambarini. In sostanza 4 fuori su 10. Ha esordito Rossi ed è stata schierata anche Galli per quasi 10 minuti complice un'uscita momentanea di Mandache per infortunio. Insomma una sfiga dietro l'altra (non compensate dall'indisponibilità di Favento tra le ospiti), eppure a 2' dalla fine ci si ritrovava sul 54-56 e il Geas aveva anche il tiro del pareggio, prima di subire il riallungo finale delle luparensi.
Riavvolgendo all'indietro, anche se sono arrivato a inizio 2° quarto, il Geas giocava per nulla rassegnato e anzi ben più tonico di S. Martino che, forse, incappava nell'errore, non così insolito, di non riuscire ad affondare i colpi contro una squadra palesemente menomata. Forse ha contribuito anche coach Abignente, il quale, come Trapattoni contro la Moldavia, apparentemente s'adeguava all'avversario più debole, facendo partire in quintetto Sbrissa e Filippi come lunghe anziché imporre le torrione Pascalau e Fabbri su un reparto avversario che contava esclusivamente su Ercoli (brava peraltro).
Ma non voglio fare il commissario tecnico della domenica. Fatto sta che la teorica superiorità di S. Martino tardava assai a concretizzarsi (segnavano quasi solo Davis e Pascalau), anzi per tutto il 1° tempo era avanti il Geas, salvo proprio nel finale con il sorpasso a +1; peraltro bruttino il 2° quarto con un 6-9 di parziale.
Nel 3° quarto tornavano a scaldarsi le mani con un duello di triple (il Geas era comprensibilmente a zona), vinto ai punti da S. Martino con 4 missili a 3; in più S. Martino innescava Fabbri che, dopo un paio d'errori da mani nei capelli (una di quasi 2 metri che da sotto fa un cross al di là del ferro è brutto da vedersi), si riscattava con un coast-to-coast su palla rubata per il +11.
A inizio ultimo quarto, sembrava tutto finito sul +14 ospite (42-56 al 32'), ma sorprendentemente S. Martino staccava la spina e il Geas, caparbio, senza parziali clamorosi ma con tenacia da formichina, passando a uomo con un quintetto piccolo, rosicchiava punto su punto, aiutato da Pascalau che si produceva in due assurdi falli di frustrazione dopo intercetto della difesa di casa, il secondo dei quali antisportivo, regalando 2 liberi segnati da Brown la quale poi (e torniamo da dove eravamo partiti) aveva anche il tiro del pareggio ma lo falliva.
Da lì S. Martino si scuoteva, trovando una tripla dall'angolo di Filippi che cavava il fuoco dalle castagne. Poi un paio di rimpalli favorevoli alle ospiti che ne ricavavano un canestro di Fabbri (56-61). A quel punto i miracoli del Geas erano esauriti e si finiva 56-65.
Insomma il Geas da applaudire per l'orgoglio ma chiaramente si auspica che possa puntellare l'organico, in attesa che torni qualche assente; al completo potrebbe vedersi qualcosa d'interessante. Barberis ancora ottima, 15 punti e 10 rimbalzi per 25 di valutazione (ormai non mi sorprendo più); c'è bisogno che Brown ritrovi la vena realizzativa della prima giornata, perché è vero che ieri ha fatto 8 rimbalzi, 6 recuperi e 6 assist (mica poco), però tanti ferri presi al tiro (4/16) e se non segna lei la coperta sestese si fa davvero corta.
S. Martino vincente ma non promossa come giuoco, anche se, come sempre, contano i due punti e i due punti li ha fatti.
Bella cornice di pubblico grazie anche al folto settore ospiti.
lunedì 26 ottobre 2015
domenica 25 ottobre 2015
[A2] Resoconto Sanga Mi-Vicenza
Ho assistito alla partita di A2 Nord tra Sanga Milano e Vicenza: impresa per la compagine lombarda che ferma in volata (58-55) una delle maggiori favorite del girone.
Va premesso che è stato un piacere tornare al PalaIseo di Affori, restituito alla cittadinanza due settimane fa dopo 4 anni di chiusura per incendio doloso provocato dalla 'ndrangheta (secondo gli inquirenti; giammai vorrei infangare ingiustamente l'organizzazione). L'ultima volta che ero venuto là fu nel dicembre 2009, se non erro, in occasione di una "tavola rotonda" sul femminile organizzata da Franz Pinotti, alla quale partecipò pure Aldo Corno, il quale sedeva oggi sulla panchina di Vicenza. Subito dopo, il Sanga si trasferì a Pessano e poi al PalaGiordani dal 2010/11.
Altro motivo d'interesse nel contorno, l'eventuale incursione del gruppo ultras "scomunicato" (e pure denunciato) da Franz Pinotti dopo il fumogeno a Broni. Ma non si è visto nessuno, e un po' era strano l'effetto di una partita di Milano senza il rimbombare delle voci dell'agitato drappello, che non ne aveva saltata una dal dicembre 2012, quando s'appalesò per la prima volta.
Sul versante agonistico, molto onore al Sanga che ha fatto tutto quello che doveva fare per annullare il teorico divario a suo svantaggio: difesa intensa, attacco in controllo a parte qualche momento di scarsa lucidità, resistenza notevole pur con rotazioni ben più ristrette rispetto a Vicenza (0 punti dalla panca contro 28, 22 minuti contro 85). Un quintetto ben bilanciato, con la portoghese Da Silva stasera un po' sprecona in fase di conclusione, ma solidissima in difesa dove ha reso la vita difficile a Keys.
Il problema di Vicenza è stato che a parte Stoppa (18 punti con 7/10) nessuna ha giocato in modo convincente. Keys e Ramon a sprazzi, Zimerle solo due triple nel finale anche se non insufficiente, male soprattutto Pegoraro, la quale forse, avendo fatto piangere Milano 3 anni fa in finale con S. Martino di Lupari, ha deciso di restituirle qualcosa, finendo con 0 punti (anche se a me ne risultano 2), 0/8 dal campo e un'inspiegabile decisione sull'ultima palla, quando sul -3 a non ha tirato dall'arco, passandola invece in area a Keys che ha subìto fallo, ma a 1 secondo dalla fine. La figlia d'arte ha sbagliato il primo libero, poi il secondo apposta, ma in ogni caso in 1 secondo era impossibile prendere il rimbalzo, passarla fuori e tirare da 3.
In precedenza era stata Da Silva a segnare dal limite dall'area sul lato destro il 57-55, vanificando una tripla di Ramon che aveva fatto 55-55.
Vicenza avanti per la maggior parte del tempo, ma mai scappando a parte un +7 nel 2° quarto. Milano sempre tenace nel tornare a contatto e, per brevi momenti, sorpassare. Decisive l'ex Martelliano nel 2° quarto, unica a segnare nel momento di blackout meneghino (8 punti tutti suoi nella frazione), e Maffenini nella ripresa; Pozzecco (15 punti) la più continua, con 2 triple nell'ultimo quarto.
Corno ha provato la zone-press nel finale ma senza esito tranne un recupero però non concretizzato.
Vicenza avrebbe forse dovuto correre un po' di più, per sfruttare la profondità, ma con tre elementi non giovanissimi non ha, probabilmente, i mezzi per giocare alla garibaldina anziché a ritmi compassati. Ma il Sanga si è preparato bene e ha eseguito i piani, sopravvivendo a un 8/31 al tiro nella prima metà (Vicenza era vicina al 50% ma ha ricavato solo un +5) per poi accendersi con le fiammate del suo quintetto, compresa una Picotti che non abbiamo citato sin qui, meno appariscente, ma anche lei importante.
In generale due squadre che, dopo i tanti cambiamenti estivi, devono cercare ancora la messa a punto, ma il Sanga ha fatto una migliore impressione sul piano dello spirito, dell'agonismo.
Va premesso che è stato un piacere tornare al PalaIseo di Affori, restituito alla cittadinanza due settimane fa dopo 4 anni di chiusura per incendio doloso provocato dalla 'ndrangheta (secondo gli inquirenti; giammai vorrei infangare ingiustamente l'organizzazione). L'ultima volta che ero venuto là fu nel dicembre 2009, se non erro, in occasione di una "tavola rotonda" sul femminile organizzata da Franz Pinotti, alla quale partecipò pure Aldo Corno, il quale sedeva oggi sulla panchina di Vicenza. Subito dopo, il Sanga si trasferì a Pessano e poi al PalaGiordani dal 2010/11.
Altro motivo d'interesse nel contorno, l'eventuale incursione del gruppo ultras "scomunicato" (e pure denunciato) da Franz Pinotti dopo il fumogeno a Broni. Ma non si è visto nessuno, e un po' era strano l'effetto di una partita di Milano senza il rimbombare delle voci dell'agitato drappello, che non ne aveva saltata una dal dicembre 2012, quando s'appalesò per la prima volta.
Sul versante agonistico, molto onore al Sanga che ha fatto tutto quello che doveva fare per annullare il teorico divario a suo svantaggio: difesa intensa, attacco in controllo a parte qualche momento di scarsa lucidità, resistenza notevole pur con rotazioni ben più ristrette rispetto a Vicenza (0 punti dalla panca contro 28, 22 minuti contro 85). Un quintetto ben bilanciato, con la portoghese Da Silva stasera un po' sprecona in fase di conclusione, ma solidissima in difesa dove ha reso la vita difficile a Keys.
Il problema di Vicenza è stato che a parte Stoppa (18 punti con 7/10) nessuna ha giocato in modo convincente. Keys e Ramon a sprazzi, Zimerle solo due triple nel finale anche se non insufficiente, male soprattutto Pegoraro, la quale forse, avendo fatto piangere Milano 3 anni fa in finale con S. Martino di Lupari, ha deciso di restituirle qualcosa, finendo con 0 punti (anche se a me ne risultano 2), 0/8 dal campo e un'inspiegabile decisione sull'ultima palla, quando sul -3 a non ha tirato dall'arco, passandola invece in area a Keys che ha subìto fallo, ma a 1 secondo dalla fine. La figlia d'arte ha sbagliato il primo libero, poi il secondo apposta, ma in ogni caso in 1 secondo era impossibile prendere il rimbalzo, passarla fuori e tirare da 3.
In precedenza era stata Da Silva a segnare dal limite dall'area sul lato destro il 57-55, vanificando una tripla di Ramon che aveva fatto 55-55.
Vicenza avanti per la maggior parte del tempo, ma mai scappando a parte un +7 nel 2° quarto. Milano sempre tenace nel tornare a contatto e, per brevi momenti, sorpassare. Decisive l'ex Martelliano nel 2° quarto, unica a segnare nel momento di blackout meneghino (8 punti tutti suoi nella frazione), e Maffenini nella ripresa; Pozzecco (15 punti) la più continua, con 2 triple nell'ultimo quarto.
Corno ha provato la zone-press nel finale ma senza esito tranne un recupero però non concretizzato.
Vicenza avrebbe forse dovuto correre un po' di più, per sfruttare la profondità, ma con tre elementi non giovanissimi non ha, probabilmente, i mezzi per giocare alla garibaldina anziché a ritmi compassati. Ma il Sanga si è preparato bene e ha eseguito i piani, sopravvivendo a un 8/31 al tiro nella prima metà (Vicenza era vicina al 50% ma ha ricavato solo un +5) per poi accendersi con le fiammate del suo quintetto, compresa una Picotti che non abbiamo citato sin qui, meno appariscente, ma anche lei importante.
In generale due squadre che, dopo i tanti cambiamenti estivi, devono cercare ancora la messa a punto, ma il Sanga ha fatto una migliore impressione sul piano dello spirito, dell'agonismo.
lunedì 19 ottobre 2015
[A1] Resoconto di Geas-Torino
Ieri ho assistito a Geas-Torino, ritorno dell'A1 su suolo sestese dopo 20 anni salvo un occasionale Geas-Schio nel 2012. Pubblico non da tutto esaurito ma piuttosto numeroso; purtroppo non è realistico aspettarsi che l'A1 da queste parti moltiplichi le presenze. Strana sensazione rivedere due squadre che hanno battagliato spesso e volentieri in A2 e A3 negli ultimi 3 anni, con l'aggiunta ora delle straniere.
Partita a due volti: il primo durato 12 minuti di brillante supremazia Geas (massimo +13), il secondo di predominio torinese che ha portato dapprima a un riavvicinamento non rapidissimo ma costante (+2 Geas all'intervallo), poi a un allungo perentorio delle suddite degli Agnelli, che di fatto a fine 3° quarto avevano chiuso il discorso, magari non in termini numerici (erano a +12) ma come impressione di aver messo alle corde l'avversario. Infatti poco dopo si è giunti sino a +20, il Geas non ne aveva più ed è finita 58-75. Drastico il calo sestese sui due versanti: in attacco non entrava più nulla, in difesa venivano concessi tanti appoggi al ferro e secondi-terzi tiri.
Il Geas ha pagato, ovviamente, l'organico risicato in assenza di Kacerik, Laterza e Gambarini (nella seconda parte di stagione potrebbe diventare una squadra ben profonda), ma forse ancor di più, nella circostanza, la giornata opaca di Brown, che a parte uno sprazzo tardivo ha collezionato ferri su ferri (4/15), e quella anonima di Poston (pochi palloni e pochi tiri), in contrasto con le prestazioni devastanti delle due americane di Torino, la piccola Anderson e la lunga Smith, che hanno dominato in tutti i modi. Se giocano sempre così, Torino può essere da prime 8.
Mandache ha fatto meglio di Sotiriou nel confronto fra terze straniere, ma è calata dopo un grande inizio. Tra le italiane, nonostante qualche sprazzetto di Puliti, Ntumba e Quarta ha fatto meglio il Geas, con un'Ercoli quantomeno combattiva e soprattutto con una Barberis che non finisce mai di stupire, perché ogni volta che arriva in una categoria c'è scetticismo sulla sua possibilità di adattarsi, e invece lei come una spugna sembra assorbire quello che serve per emergere nel nuovo livello raggiunto. Ieri 19 punti, 10 falli subiti, 6 rimbalzi, certo avvantaggiata dal non dover duellare direttamente contro americane com'è capitato ad esempio ad Arturi, però mannaggia che agonista che è. Talenti inespressi, che fate 10 movimenti stilisticamente leggiadri ma stringi stringi cavate pochi ragni dal buco, prendete esempio da lei che invece distilla concretezza da ogni poro del suo metro e 75 che va a tirare nelle aree di A1 come se niente fosse.
Nota a margine per Madda Ntumba, autrice di una prova generosa come di consueto, ma macchiata da un 1/9 ai liberi inspiegabile per una che in quella palestra c'è cresciuta, anche se forse ai suoi tempi i ferri erano diversi...
Partita a due volti: il primo durato 12 minuti di brillante supremazia Geas (massimo +13), il secondo di predominio torinese che ha portato dapprima a un riavvicinamento non rapidissimo ma costante (+2 Geas all'intervallo), poi a un allungo perentorio delle suddite degli Agnelli, che di fatto a fine 3° quarto avevano chiuso il discorso, magari non in termini numerici (erano a +12) ma come impressione di aver messo alle corde l'avversario. Infatti poco dopo si è giunti sino a +20, il Geas non ne aveva più ed è finita 58-75. Drastico il calo sestese sui due versanti: in attacco non entrava più nulla, in difesa venivano concessi tanti appoggi al ferro e secondi-terzi tiri.
Il Geas ha pagato, ovviamente, l'organico risicato in assenza di Kacerik, Laterza e Gambarini (nella seconda parte di stagione potrebbe diventare una squadra ben profonda), ma forse ancor di più, nella circostanza, la giornata opaca di Brown, che a parte uno sprazzo tardivo ha collezionato ferri su ferri (4/15), e quella anonima di Poston (pochi palloni e pochi tiri), in contrasto con le prestazioni devastanti delle due americane di Torino, la piccola Anderson e la lunga Smith, che hanno dominato in tutti i modi. Se giocano sempre così, Torino può essere da prime 8.
Mandache ha fatto meglio di Sotiriou nel confronto fra terze straniere, ma è calata dopo un grande inizio. Tra le italiane, nonostante qualche sprazzetto di Puliti, Ntumba e Quarta ha fatto meglio il Geas, con un'Ercoli quantomeno combattiva e soprattutto con una Barberis che non finisce mai di stupire, perché ogni volta che arriva in una categoria c'è scetticismo sulla sua possibilità di adattarsi, e invece lei come una spugna sembra assorbire quello che serve per emergere nel nuovo livello raggiunto. Ieri 19 punti, 10 falli subiti, 6 rimbalzi, certo avvantaggiata dal non dover duellare direttamente contro americane com'è capitato ad esempio ad Arturi, però mannaggia che agonista che è. Talenti inespressi, che fate 10 movimenti stilisticamente leggiadri ma stringi stringi cavate pochi ragni dal buco, prendete esempio da lei che invece distilla concretezza da ogni poro del suo metro e 75 che va a tirare nelle aree di A1 come se niente fosse.
Nota a margine per Madda Ntumba, autrice di una prova generosa come di consueto, ma macchiata da un 1/9 ai liberi inspiegabile per una che in quella palestra c'è cresciuta, anche se forse ai suoi tempi i ferri erano diversi...
domenica 18 ottobre 2015
Il netball
Ho scoperto qualche giorno fa l'esistenza del netball. Non so quanti in Italia lo conoscano, ma pare che sia molto popolare nei paesi del Commonwealth, cioè Gran Bretagna e soprattutto Australia e Nuova Zelanda. Potremmo anche fregarcene se non fosse che il netball è una variante del basket ed è praticato soprattutto dalle donne. Le differenze non sono poche: il canestro è privo di tabellone; se ben capisco non si può palleggiare, quindi il movimento-palla avviene in modo simile alla pallamano; mi pare poi che ci sia un'area in cui solo alcune giocatrici possono entrare; i canestri valgono 1 punto.
Il contatto fisico è sicuramente inferiore al basket normale e infatti le giocatrici hanno un fisico più sottile, quasi da pallavoliste. La divisa da gioco è il body-gonnellino che s'era visto anche nel nostro basket in qualche esperimento anni or sono. Chissà, forse se importassimo il netball in Italia funzionerebbe meglio del basket presso le nostre femminucce poco amanti delle botte da orbi e dei fisici massicci.
Comunque più delle chiacchiere conviene mostrare un esempio di partita di netball: questa è la finale dei Mondiali 2011 tra Australia e Nuova Zelanda.
Il contatto fisico è sicuramente inferiore al basket normale e infatti le giocatrici hanno un fisico più sottile, quasi da pallavoliste. La divisa da gioco è il body-gonnellino che s'era visto anche nel nostro basket in qualche esperimento anni or sono. Chissà, forse se importassimo il netball in Italia funzionerebbe meglio del basket presso le nostre femminucce poco amanti delle botte da orbi e dei fisici massicci.
Comunque più delle chiacchiere conviene mostrare un esempio di partita di netball: questa è la finale dei Mondiali 2011 tra Australia e Nuova Zelanda.
lunedì 12 ottobre 2015
Resoconti Mariano-Giussano (B) e Costa-V. Cagliari (A2)
In questo assolato e caldo weeekend d'ottobre, anziché andare a raccoglier castagne sono andato a vedere due partite. Sabato, in B lombarda, che con la scomparsa dell'A3 è ulteriormente salita di livello, c'era un saporito derby brianzolo tra Mariano Comense e Giussano; varie giocatrici ex dei campionati nazionali su ambo i fronti, fra cui Bossi, Chiara Pozzi, Mandonico (Mariano), Capiaghi, Bussola, De Cristofaro, Cotti (Giussano). Davanti a una centocinquantina di persone vince Mariano che era sotto di 9 a metà 2° quarto, si porta avanti di 7 nel terzo, viene raggiunta un paio di volte ma riallunga con canestri decisivi di "Scricci" Zanotti nel finale, proprio lei che sbagliò il tiro decisivo nella finale dell'ultimo torneo di Binzago, fantasma che sicuramente la perseguita di notte.
Domenica, ovvero ieri, sono andato a Costamasnaga-Virtus Cagliari, debutto in A2 della compagine brianzola dopo quasi 20 anni. Causa una gara ciclistica tra i coglioni giungevo a partita iniziata da 3 minuti e purtroppo già finita, in quanto Costa si era già portata sull'11-0, arrotondato poi a 16-0, e buonanotte al secchio. Cagliari, senza Scibelli, era in versione "turismo lombardo" (purtroppo una sua costante negli ultimi anni), eccettuata un'onorevole Pacilio, e salvo un mini-riavvicinamento nel 2° quarto non era mai in grado di giocarsela, finendo schiantata 72-40. Maiorano brillante con 22 punti e una forma apparentemente perfetta; probabile che l'A2 le calzi ancor meglio della più ruvida A3. Ma bene tutta Costa, da Canova alle confermate. Da rivedere, chiaro, contro avversarie più solide, a partire da Crema domenica prossima.
Domenica, ovvero ieri, sono andato a Costamasnaga-Virtus Cagliari, debutto in A2 della compagine brianzola dopo quasi 20 anni. Causa una gara ciclistica tra i coglioni giungevo a partita iniziata da 3 minuti e purtroppo già finita, in quanto Costa si era già portata sull'11-0, arrotondato poi a 16-0, e buonanotte al secchio. Cagliari, senza Scibelli, era in versione "turismo lombardo" (purtroppo una sua costante negli ultimi anni), eccettuata un'onorevole Pacilio, e salvo un mini-riavvicinamento nel 2° quarto non era mai in grado di giocarsela, finendo schiantata 72-40. Maiorano brillante con 22 punti e una forma apparentemente perfetta; probabile che l'A2 le calzi ancor meglio della più ruvida A3. Ma bene tutta Costa, da Canova alle confermate. Da rivedere, chiaro, contro avversarie più solide, a partire da Crema domenica prossima.
sabato 10 ottobre 2015
A2 - prospettive delle 6 lombarde
Inizia oggi l'A2. In Lombardia il precampionato, che con una buona idea è stato messo in comune nella "Coppa Lombardia" che ha consentito di mettere a confronto tutte e 6 le squadre in un clima non proprio da campionato ma almeno da amichevole competitiva, ha proposto Broni come favorita del girone insieme probabilmente a Vicenza. Albino, seconda, nonostante il cambio di panchina sembra poter sfruttare le basi dello scorso anno da matricola, e in più ha due innesti azzeccati come Silva e Bedalov. Crema forse non ha brillato in quella coppa ma in compenso è arrivata in finale al "Pasquini" settimana scorsa; Veinberga e Iannucci sono due buone "pesche"; è partita una colonna come Capoferri però anche in questo caso il gruppo non è stravolto rispetto agli anni scorsi.
Milano invece ha cambiato quasi tutto (in pratica tranne Maffenini) ma è parsa già a buon livello, arrivando terza; certo in questo momento è un laboratorio sperimentale, con 16 giocatrici da cui poi lo staff dovrà estrarre la formula migliore, però Da Silva, la lunga portoghese, promette bene, poi Picotti, Pozzecco e Martelliano non si scoprono certo ora a livello di A2.
Costamasnaga è sì matricola, con i difetti del caso, però ha un roster fatto tutt'altro che di esordienti in A2, come Maiorano, Tagliabue, Canova, Schieppati, Pozzi, Meroni, pure Mistò che da giovanissima militò a Cremona.
Carugate ha perso 3 partite su 3 in coppa e anche la scorsa settimana con Milano nel trofeo casalingo, però anche nel suo caso i nomi non sono certo malaccio, da Stabile-Frantini (uniche rimaste tra le senior) alla "meglio gioventù" Beretta-Colli-Ruisi, più varie altre novità. Da valutare l'impatto della greca Koufogianni.
Sarà interessante vedere, fra due squadre rifatte da fondo a cima come Sanga e appunto Carugate, chi dimostrerà di aver pescato meglio e/o di saper cucinare la miglior pietanza nel corso dell'anno.
Insomma c'è di che divertirsi.
Milano invece ha cambiato quasi tutto (in pratica tranne Maffenini) ma è parsa già a buon livello, arrivando terza; certo in questo momento è un laboratorio sperimentale, con 16 giocatrici da cui poi lo staff dovrà estrarre la formula migliore, però Da Silva, la lunga portoghese, promette bene, poi Picotti, Pozzecco e Martelliano non si scoprono certo ora a livello di A2.
Costamasnaga è sì matricola, con i difetti del caso, però ha un roster fatto tutt'altro che di esordienti in A2, come Maiorano, Tagliabue, Canova, Schieppati, Pozzi, Meroni, pure Mistò che da giovanissima militò a Cremona.
Carugate ha perso 3 partite su 3 in coppa e anche la scorsa settimana con Milano nel trofeo casalingo, però anche nel suo caso i nomi non sono certo malaccio, da Stabile-Frantini (uniche rimaste tra le senior) alla "meglio gioventù" Beretta-Colli-Ruisi, più varie altre novità. Da valutare l'impatto della greca Koufogianni.
Sarà interessante vedere, fra due squadre rifatte da fondo a cima come Sanga e appunto Carugate, chi dimostrerà di aver pescato meglio e/o di saper cucinare la miglior pietanza nel corso dell'anno.
Insomma c'è di che divertirsi.
lunedì 5 ottobre 2015
Aggiornamento Wnba (finali)
Indiana ha espugnato il terreno di Minnesota e ora mena 1-0 nelle finali Wnba. Ricordiamo che nella compagine minnesotense c'è Brunson che è attesa da Ragusa quando avrà terminato, immagino non in tempo per debuttare già domenica.
aggiunta del 10/10:
In Associazione Nazionale Pallacanestro Donne (= Wnba) Minnesota espugna Indiana, 77-80, e conduce ora 2-1 nella serie finale. Se si allunga alla quinta, forse Rebekkona Brunson dovrà saltare un'altra partita di Ragusa oltre a quella di domani col Geas.
aggiunta del 13/10:
Finale Wnba, si va a gara5: Indiana pareggia 75-69 su Minnesota. Piange Ragusa che dovrà fare ancora a meno di Rerè Brunson.
Intanto gara-3, non l'avevamo precisato, si era risolta con una prodezza allo scadere di Maya Moore.
aggiunta del 10/10:
In Associazione Nazionale Pallacanestro Donne (= Wnba) Minnesota espugna Indiana, 77-80, e conduce ora 2-1 nella serie finale. Se si allunga alla quinta, forse Rebekkona Brunson dovrà saltare un'altra partita di Ragusa oltre a quella di domani col Geas.
aggiunta del 13/10:
Finale Wnba, si va a gara5: Indiana pareggia 75-69 su Minnesota. Piange Ragusa che dovrà fare ancora a meno di Rerè Brunson.
Intanto gara-3, non l'avevamo precisato, si era risolta con una prodezza allo scadere di Maya Moore.
sabato 3 ottobre 2015
Premi di Lega per la scorsa stagione
Intanto si apprendono i premi di Lega per il 2014/15: per l'A1 Macchi, Ugoka e Tagliamento, per l'A2 Arturi, Rulli e Vespignani (strano però il criterio di premiare in base ai gironi di prima fase, cioè fino a dicembre).
Allenatori Molino e Zanotti (in questo caso premio unico).
Brugnaro si porta a casa il premio di miglior dirigente. Non so se ha avuto tempo di passare a ritirarlo o era impegnato a continuare la polemica con Elton John, giacché adesso ha affari più importanti di cui occuparsi.
Allenatori Molino e Zanotti (in questo caso premio unico).
Brugnaro si porta a casa il premio di miglior dirigente. Non so se ha avuto tempo di passare a ritirarlo o era impegnato a continuare la polemica con Elton John, giacché adesso ha affari più importanti di cui occuparsi.
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