Ieri ho assistito a Geas-Torino, ritorno dell'A1 su suolo sestese dopo 20 anni salvo un occasionale Geas-Schio nel 2012. Pubblico non da tutto esaurito ma piuttosto numeroso; purtroppo non è realistico aspettarsi che l'A1 da queste parti moltiplichi le presenze. Strana sensazione rivedere due squadre che hanno battagliato spesso e volentieri in A2 e A3 negli ultimi 3 anni, con l'aggiunta ora delle straniere.
Partita a due volti: il primo durato 12 minuti di brillante supremazia Geas (massimo +13), il secondo di predominio torinese che ha portato dapprima a un riavvicinamento non rapidissimo ma costante (+2 Geas all'intervallo), poi a un allungo perentorio delle suddite degli Agnelli, che di fatto a fine 3° quarto avevano chiuso il discorso, magari non in termini numerici (erano a +12) ma come impressione di aver messo alle corde l'avversario. Infatti poco dopo si è giunti sino a +20, il Geas non ne aveva più ed è finita 58-75. Drastico il calo sestese sui due versanti: in attacco non entrava più nulla, in difesa venivano concessi tanti appoggi al ferro e secondi-terzi tiri.
Il Geas ha pagato, ovviamente, l'organico risicato in assenza di Kacerik, Laterza e Gambarini (nella seconda parte di stagione potrebbe diventare una squadra ben profonda), ma forse ancor di più, nella circostanza, la giornata opaca di Brown, che a parte uno sprazzo tardivo ha collezionato ferri su ferri (4/15), e quella anonima di Poston (pochi palloni e pochi tiri), in contrasto con le prestazioni devastanti delle due americane di Torino, la piccola Anderson e la lunga Smith, che hanno dominato in tutti i modi. Se giocano sempre così, Torino può essere da prime 8.
Mandache ha fatto meglio di Sotiriou nel confronto fra terze straniere, ma è calata dopo un grande inizio. Tra le italiane, nonostante qualche sprazzetto di Puliti, Ntumba e Quarta ha fatto meglio il Geas, con un'Ercoli quantomeno combattiva e soprattutto con una Barberis che non finisce mai di stupire, perché ogni volta che arriva in una categoria c'è scetticismo sulla sua possibilità di adattarsi, e invece lei come una spugna sembra assorbire quello che serve per emergere nel nuovo livello raggiunto. Ieri 19 punti, 10 falli subiti, 6 rimbalzi, certo avvantaggiata dal non dover duellare direttamente contro americane com'è capitato ad esempio ad Arturi, però mannaggia che agonista che è. Talenti inespressi, che fate 10 movimenti stilisticamente leggiadri ma stringi stringi cavate pochi ragni dal buco, prendete esempio da lei che invece distilla concretezza da ogni poro del suo metro e 75 che va a tirare nelle aree di A1 come se niente fosse.
Nota a margine per Madda Ntumba, autrice di una prova generosa come di consueto, ma macchiata da un 1/9 ai liberi inspiegabile per una che in quella palestra c'è cresciuta, anche se forse ai suoi tempi i ferri erano diversi...
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