Ho assistito alla partita di A2 Nord tra Sanga Milano e Vicenza: impresa per la compagine lombarda che ferma in volata (58-55) una delle maggiori favorite del girone.
Va premesso che è stato un piacere tornare al PalaIseo di Affori, restituito alla cittadinanza due settimane fa dopo 4 anni di chiusura per incendio doloso provocato dalla 'ndrangheta (secondo gli inquirenti; giammai vorrei infangare ingiustamente l'organizzazione). L'ultima volta che ero venuto là fu nel dicembre 2009, se non erro, in occasione di una "tavola rotonda" sul femminile organizzata da Franz Pinotti, alla quale partecipò pure Aldo Corno, il quale sedeva oggi sulla panchina di Vicenza. Subito dopo, il Sanga si trasferì a Pessano e poi al PalaGiordani dal 2010/11.
Altro motivo d'interesse nel contorno, l'eventuale incursione del gruppo ultras "scomunicato" (e pure denunciato) da Franz Pinotti dopo il fumogeno a Broni. Ma non si è visto nessuno, e un po' era strano l'effetto di una partita di Milano senza il rimbombare delle voci dell'agitato drappello, che non ne aveva saltata una dal dicembre 2012, quando s'appalesò per la prima volta.
Sul versante agonistico, molto onore al Sanga che ha fatto tutto quello che doveva fare per annullare il teorico divario a suo svantaggio: difesa intensa, attacco in controllo a parte qualche momento di scarsa lucidità, resistenza notevole pur con rotazioni ben più ristrette rispetto a Vicenza (0 punti dalla panca contro 28, 22 minuti contro 85). Un quintetto ben bilanciato, con la portoghese Da Silva stasera un po' sprecona in fase di conclusione, ma solidissima in difesa dove ha reso la vita difficile a Keys.
Il problema di Vicenza è stato che a parte Stoppa (18 punti con 7/10) nessuna ha giocato in modo convincente. Keys e Ramon a sprazzi, Zimerle solo due triple nel finale anche se non insufficiente, male soprattutto Pegoraro, la quale forse, avendo fatto piangere Milano 3 anni fa in finale con S. Martino di Lupari, ha deciso di restituirle qualcosa, finendo con 0 punti (anche se a me ne risultano 2), 0/8 dal campo e un'inspiegabile decisione sull'ultima palla, quando sul -3 a non ha tirato dall'arco, passandola invece in area a Keys che ha subìto fallo, ma a 1 secondo dalla fine. La figlia d'arte ha sbagliato il primo libero, poi il secondo apposta, ma in ogni caso in 1 secondo era impossibile prendere il rimbalzo, passarla fuori e tirare da 3.
In precedenza era stata Da Silva a segnare dal limite dall'area sul lato destro il 57-55, vanificando una tripla di Ramon che aveva fatto 55-55.
Vicenza avanti per la maggior parte del tempo, ma mai scappando a parte un +7 nel 2° quarto. Milano sempre tenace nel tornare a contatto e, per brevi momenti, sorpassare. Decisive l'ex Martelliano nel 2° quarto, unica a segnare nel momento di blackout meneghino (8 punti tutti suoi nella frazione), e Maffenini nella ripresa; Pozzecco (15 punti) la più continua, con 2 triple nell'ultimo quarto.
Corno ha provato la zone-press nel finale ma senza esito tranne un recupero però non concretizzato.
Vicenza avrebbe forse dovuto correre un po' di più, per sfruttare la profondità, ma con tre elementi non giovanissimi non ha, probabilmente, i mezzi per giocare alla garibaldina anziché a ritmi compassati. Ma il Sanga si è preparato bene e ha eseguito i piani, sopravvivendo a un 8/31 al tiro nella prima metà (Vicenza era vicina al 50% ma ha ricavato solo un +5) per poi accendersi con le fiammate del suo quintetto, compresa una Picotti che non abbiamo citato sin qui, meno appariscente, ma anche lei importante.
In generale due squadre che, dopo i tanti cambiamenti estivi, devono cercare ancora la messa a punto, ma il Sanga ha fatto una migliore impressione sul piano dello spirito, dell'agonismo.
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