Schio suonata in casa dal Fenerbahce nel big match di Eurolega: 54-75.
Due partite in una: fino all'intervallo c'è equilibrio a basso punteggio; Schio c'arriva avanti 30-27 con un siluro di Dotto sulla sirena.
A senso unico la ripresa, con l'emerge della stratocumulosferica coppia Iagupova-Zandalasini, che totalizzerà 29+22 punti, ovvero 51, quasi quanto l'intera Schio. Per l'azzurra, ex dal core 'ngrato, 18 punti dopo l'intertempo.
Non è stellare come in certe annate recenti, il Fenerbahce, però due stelle assolute le ha. Schio invece in questo momento solo una: Gruda, 24 punti con 11/15. Purtroppo, quando sale il livello le brave-ma-non-eccezionali (s'intende in rapporto al massimo livello europeo) incidono poco.
In ogni caso Schio va verso la qualificazione. L'arduo sarà andare oltre il solito sbarramento dei quarti.
Da notare che in campionato Schio ha perso contro una Ragusa che ha segnato solo con 4 giocatrici più 2 punti di Gatti. Ma sono bastate. Hamby in questo momento (ma un po' in tutta la stagione) è di un altro pianeta rispetto al resto del campionato. D'altronde, col suo fresco titolo di "sesto uomo" (o sesta donna, boh) della Wnba è l'elemento di maggior spessore che milita nel nostro paese.
martedì 28 gennaio 2020
lunedì 20 gennaio 2020
[A1] Resoconto di Costa-S. Martino
Sabato sera, dopo aver attraversato discontinui ma fitti banchi di nebbia, ho assistito alla piacevole disfida tra le compagini di Costa Masnaga e S. Martino di Lupari, valida per la seconda giornata di ritorno della massima serie.
L'andamento è assomigliato a quello di quasi tutte le partite interne di quest'anno di Costa (mi piacerebbe individuare il perché, ammesso che esista), ovvero break e controbreak nei primi due quarti, poi equilibrio stabile per arrivare al volatone decisivo. Il copione si è parzialmente modificato per la capacità di S. Martino di chiuderla con un attimo di anticipo, ma non tantissimo perché a una trentina di secondi dalla fine, Frost scoccava la potenziale tripla del -2, falliva, sull'altro fronte invece Bjorklund (molto sotto media: 10 punti contro 17 abituali) infilava dall'angolo, sempre da 3. La tenzone terminava dunque 62-70 per le luparensi.
Da tener conto che Costa era senza Rulli (influenza) e se è vero che S. Martino fa a meno di C. Dotto da inizio anno, la sua potenzialità d'assorbimento dell'assenza è superiore, diciamo così. Inoltre Costa veniva dal fatigante recupero infrasettimanale con Ragusa. Insomma può essere valutata positivamente la sua prova, anche se S. Martino dal 21' in avanti è sempre stata in testa, salvo un riaggancio sul 48-48 al 30', durato poco.
S. Martino è stata brava a leggere alcune situazioni di vantaggio, soprattutto dentro l'area (dove Costa già di solito non è a tenuta stagna, ancor meno senza Rulli), risalendo così dal -9 di inizio 2° quarto. Fietta, partita in sordina, ha trovato penetrazioni importanti fendendo la difesa. Non granché Bjorklund, come detto; bene Sulciute (che rivedevo dal vivo dopo parecchi anni, forse da quando si chiamava ancora Stakneviciene, un decennio fa); altalenante Ostarello (ma adesso diventa italiana e quindi per essere italiana è più che buona); un po' imprecisa Filippi ma puntuale collante fra i reparti; dalla panchina buona energia Toffolo.
Per Costa, tonica Pavel che è molto discontinua ma quando è in buona i numeri li ha; Davis che era reduce da un problema fisico ha iniziato bene ma finito un po' in calando; Frost ancora una volta hai l'impressione visiva che si sia sentita poco, invece guardi i numeri e ha prodotto sostanza notevole senza rubar palloni a nessuno (9 punti, 11 rimbalzi, 7 recuperi, 6 assist, se non ricordo male). Baldelli, come quasi sempre, inappuntabile per intraprendenza nei momenti caldi; se sbaglia è perché non si lesina responsabilità. Le giovani forse stavolta bisogna dire che non hanno trovato modo di incidere particolarmente, compresa Villa (0 punti).
Nei momenti in cui Costa sembrava potercela fare, stavo riflettendo sul fatto che, tolte le prime 3 squadre che fanno campionato a sé (Schio, Ragusa, Venezia ovviamente), i valori tra le altre si sono appiattiti parecchio da inizio stagione a ora, vuoi per infortuni che han colpito chi era partito meglio, vuoi per innesti e rappezzi di mercato.
Poi però la giornata ha proposto tutte vittorie delle meglio piazzate, salvo nella partita in cui sembrava impossibile, cioè Bologna su Ragusa. Ma forse la teoria rimane fondata.
In ogni caso, se si riuscisse a farlo sapere al di fuori della cerchia, è una stagione che ha sapore e pepe.
L'andamento è assomigliato a quello di quasi tutte le partite interne di quest'anno di Costa (mi piacerebbe individuare il perché, ammesso che esista), ovvero break e controbreak nei primi due quarti, poi equilibrio stabile per arrivare al volatone decisivo. Il copione si è parzialmente modificato per la capacità di S. Martino di chiuderla con un attimo di anticipo, ma non tantissimo perché a una trentina di secondi dalla fine, Frost scoccava la potenziale tripla del -2, falliva, sull'altro fronte invece Bjorklund (molto sotto media: 10 punti contro 17 abituali) infilava dall'angolo, sempre da 3. La tenzone terminava dunque 62-70 per le luparensi.
Da tener conto che Costa era senza Rulli (influenza) e se è vero che S. Martino fa a meno di C. Dotto da inizio anno, la sua potenzialità d'assorbimento dell'assenza è superiore, diciamo così. Inoltre Costa veniva dal fatigante recupero infrasettimanale con Ragusa. Insomma può essere valutata positivamente la sua prova, anche se S. Martino dal 21' in avanti è sempre stata in testa, salvo un riaggancio sul 48-48 al 30', durato poco.
S. Martino è stata brava a leggere alcune situazioni di vantaggio, soprattutto dentro l'area (dove Costa già di solito non è a tenuta stagna, ancor meno senza Rulli), risalendo così dal -9 di inizio 2° quarto. Fietta, partita in sordina, ha trovato penetrazioni importanti fendendo la difesa. Non granché Bjorklund, come detto; bene Sulciute (che rivedevo dal vivo dopo parecchi anni, forse da quando si chiamava ancora Stakneviciene, un decennio fa); altalenante Ostarello (ma adesso diventa italiana e quindi per essere italiana è più che buona); un po' imprecisa Filippi ma puntuale collante fra i reparti; dalla panchina buona energia Toffolo.
Per Costa, tonica Pavel che è molto discontinua ma quando è in buona i numeri li ha; Davis che era reduce da un problema fisico ha iniziato bene ma finito un po' in calando; Frost ancora una volta hai l'impressione visiva che si sia sentita poco, invece guardi i numeri e ha prodotto sostanza notevole senza rubar palloni a nessuno (9 punti, 11 rimbalzi, 7 recuperi, 6 assist, se non ricordo male). Baldelli, come quasi sempre, inappuntabile per intraprendenza nei momenti caldi; se sbaglia è perché non si lesina responsabilità. Le giovani forse stavolta bisogna dire che non hanno trovato modo di incidere particolarmente, compresa Villa (0 punti).
Nei momenti in cui Costa sembrava potercela fare, stavo riflettendo sul fatto che, tolte le prime 3 squadre che fanno campionato a sé (Schio, Ragusa, Venezia ovviamente), i valori tra le altre si sono appiattiti parecchio da inizio stagione a ora, vuoi per infortuni che han colpito chi era partito meglio, vuoi per innesti e rappezzi di mercato.
Poi però la giornata ha proposto tutte vittorie delle meglio piazzate, salvo nella partita in cui sembrava impossibile, cioè Bologna su Ragusa. Ma forse la teoria rimane fondata.
In ogni caso, se si riuscisse a farlo sapere al di fuori della cerchia, è una stagione che ha sapore e pepe.
domenica 12 gennaio 2020
[A1] Resoconto di Costa-Vigarano
Ieri sera ho assistito alla tenzone tra le compagini di Costa e Vigarano per la prima giornata di ritorno della massima serie.
Dinanzi a un pubblico di 250 unità secondo il dato del livescore (ma direi anche 300), tra due squadre dal giuoco garibaldino è stata una disfida divertente, terminate 78-76 per le padrone di casa dopo un pirotecnico batti-e-ribatti di canestri: negli ultimi 3 minuti il parziale è stato di 10-11 per le estensi.
Sembrava nel 1° quarto che Vigarano fosse nettamente superiore. Con le sue varie punte di diamante (ché tra Attura, Bocchetti e Kinard è un bel trio di realizzatrici) come un coltello nel burro; quando sbagliava c'era Kunaiyi ad arraffare rimbalzi e consentire secondi e terzi tiri. E Miccoli non mancava di dire la sua. Per contro Costa pareva impacciata in attacco, realizzando nei primi 8'30" solo con Baldelli (4 canestri dalla media).
Cangiava tutto nel 2° periodo: parziale di 27-10 per Costa. Si palesava la serata straordinaria di una Davis che due settimane avevamo legittimamente messo dietro la lavagna (sia per l'inopinato fallo allo scader del tempo costato la partita con Battipaglia, sia per il vistoso calo realizzativo dell'ultimo mese e mezzo), ma stavolta dobbiamo celebrare come matadòra assoluta: 29 punti, 13/16 dal campo, 6 rimbalzi, 3 assist, 30 di valutazione. E, in particolare, 15 punti nel 2° quarto e 10 nell'ultimo: cioè quando la partita è svoltata e quando si è decisa. Ai posteri l'ardua sentenza se sia lei che si è sbloccata da non so che, oppure se la squadra ha trovato il modo d'innescarla meglio. Ma questa è la giocatrice che può portare Costa alla terra promessa.
Non solo Davis, però: anche una difesa convincente, che non faceva più filtrare le vigaranensi dentro l'area e mordeva in pressione con recuperi che portavano, finalmente (nel senso che, come ha detto Seletti, è quello che volevano fare da inizio anno ma stava riuscendo poco), alla ripetuta esecuzione di contropiedi, in cui le giovani Villa, Spinelli e Allievi recitavano una bella parte.
Vigarano invece, pagando anche lo scotto delle rotazioni (49 punti dalla panchina per Costa, solo 13 per le emiliane, di cui 12 di Natali, unica convincente fra i cambi), s'incaponiva in padelle da 3 e rientrava lenta in difesa. Quindi 38-33 all'intervallo per le padrondicasa.
Dopo l'intervallo ambo le squadre tenevano in campo il loro assetto migliore, riducendo le rotazioni (per Costa dentro Frost e Davis tutto il tempo, Baldelli quasi, Rulli non più vista, Pavel poco), e iniziava una terza fase di partita: un lungo testa a testa, senza break consistenti. Anche con belle giocate, debbo dire. Qualcosa di più lo faceva Vigarano che tornava avanti limitando Davis e sfruttando qualche persa di troppo delle masnaghesi, oltre a continuare il dominio a rimbalzo in attacco con Kunaiyi.
Nell'ultima frazione ripartiva il ciclone Davis, che procacciava una fuga masnaghese sul 68-60 a 4' dalla fine. Un arbitraggio che aveva assegnato a Costa la bellezza di zero tiri liberi nei primi 30 minuti (!), ora gliene elargiva financo generosamente (12 nel solo ultimo periodo): c'avremmo scommesso. Ma era soprattutto colpa di Vigarano martellare a vuoto i ferri dalla lunga distanza: 8 triple sbagliate nel 4° periodo prima di mettere la prima.
L'abbondante potenziale offensivo delle ospiti però consentiva loro di rimettere rapidamente in piedi la partita, con Miccoli notevole nella bomba del 73-72 a -1'30".
Poi ancora un botta-e-risposta tra Frost (su assist di Villa) e Bocchetti: 75-74 a -1'. Indi il capolavoro di Davis che, allo scadere dei 24", trovandosi bloccata all'altezza della lunetta con Kinard addosso, e dovendo quindi forzare, realizzava un mirabile "jumper" per il 77-74 a -40".
Ultimo assalto di Vigarano con ben 4 tentativi per il pareggio, consentiti dalla solita messe di rimbalzi offensivi: ma Attura, Niccoli, Bocchetti, Kinard (di quest'ultima l'occasione più limpida) sparavano tutte fuori bersaglio. [Anzi, mi viene in mente ora: l'ultima tripla di Kinard è avvenuta dopo un passaggio mal eseguito da Davis in ripartenza dopo l'errore di Bocchetti].
Rimbalzo finalmente di Costa che subiva fallo con Villa. Alla bebè prodigio bastava realizzare il secondo libero per portare Costa fuori portata d'aggancio: inutile l'entrata di Attura sulla sirena per il 78-76 definitivo.
Giudizi. Rispetto allo scivolone con Battipaglia, la differenza per Costa è stata in uno-due episodi girati diversamente, ma in realtà la qualità della prestazione è stata ben superiore. La mazzata iniziale è stata assorbita bene e recuperata con personalità. Certo, poi una Davis così ti fa pentole e coperchi. Ma bene anche Baldelli e le giovani: 30 punti fra Villa, Spinelli, Allievi e Balossi. Su Villa, giusto per dire qualcosa che non sia stato già detto (o forse sì ma mi sono dimenticato), impressiona il fatto che sembri avere più continuità di tutte. Non ha più avuto il picco sublime col Geas, però è una garanzia. Tant'è che è sempre in campo quando si decide la partita. Frost poca roba in attacco ma è sempre utile come collante.
Una domanda alla quale mi piacerebbe aver risposta, ma non l'ho e forse non c'è, è come mai Costa, tranne quando gioca contro le "bigs", finisce sempre e comunque punto a punto. A volte vince, a volte perde, ma sempre in volata.
Per Vigarano può sembrare strano come non tornino i conti in una serata con 5 in doppia cifra, il 54% da 2, 21 rimbalzi in attacco contro 9 e quindi tanti possessi in più (perse e recuperi sono stati uguali fra le due squadre). Ma non ha trovato contromisure a Davis, in generale non ha difeso bene e ha bilanciato male le soluzioni dal 2° quarto in avanti, affidandosi troppo alle triple (8/33 alla fine). Delle 2002 già accennato: unica incisiva Natali, pregevole per linearità delle scelte e delle esecuzioni; Gilli ci ha provato varie volte ma nulla le è riuscito, al tiro; Gregori tre ferracci da 3 in rapida serie, poi rimasta in panca; Nativi ha segnato un libero, non s'è fatta notare per il resto.
Kunaiyi favolosa rimbalzista, ma solo 5 tiri: poteva essere innescata meglio contro avversarie prive di cristone in grado di contenere il suo strapotere atletico (come dimostrato dal dominio nelle palle arpionate). L'impressione è che con l'arrivo di Kinard si siano ridotti i palloni per lei.
Sta di fatto che per la seconda settimana di fila, Vigarano perde un'occasione contro una squadra più in basso in graduatoria e nuovamente subisce troppi punti: 86 a Torino la volta scorsa, 78 ieri. Forse è più giusto considerare sorprendente quanto fatto prima d'ora, piuttosto che deludente questo doppio passo falso, e in ogni caso la qualificazione alle F8 di Coppa non gliela toglie nessuno.
Dinanzi a un pubblico di 250 unità secondo il dato del livescore (ma direi anche 300), tra due squadre dal giuoco garibaldino è stata una disfida divertente, terminate 78-76 per le padrone di casa dopo un pirotecnico batti-e-ribatti di canestri: negli ultimi 3 minuti il parziale è stato di 10-11 per le estensi.
Sembrava nel 1° quarto che Vigarano fosse nettamente superiore. Con le sue varie punte di diamante (ché tra Attura, Bocchetti e Kinard è un bel trio di realizzatrici) come un coltello nel burro; quando sbagliava c'era Kunaiyi ad arraffare rimbalzi e consentire secondi e terzi tiri. E Miccoli non mancava di dire la sua. Per contro Costa pareva impacciata in attacco, realizzando nei primi 8'30" solo con Baldelli (4 canestri dalla media).
Cangiava tutto nel 2° periodo: parziale di 27-10 per Costa. Si palesava la serata straordinaria di una Davis che due settimane avevamo legittimamente messo dietro la lavagna (sia per l'inopinato fallo allo scader del tempo costato la partita con Battipaglia, sia per il vistoso calo realizzativo dell'ultimo mese e mezzo), ma stavolta dobbiamo celebrare come matadòra assoluta: 29 punti, 13/16 dal campo, 6 rimbalzi, 3 assist, 30 di valutazione. E, in particolare, 15 punti nel 2° quarto e 10 nell'ultimo: cioè quando la partita è svoltata e quando si è decisa. Ai posteri l'ardua sentenza se sia lei che si è sbloccata da non so che, oppure se la squadra ha trovato il modo d'innescarla meglio. Ma questa è la giocatrice che può portare Costa alla terra promessa.
Non solo Davis, però: anche una difesa convincente, che non faceva più filtrare le vigaranensi dentro l'area e mordeva in pressione con recuperi che portavano, finalmente (nel senso che, come ha detto Seletti, è quello che volevano fare da inizio anno ma stava riuscendo poco), alla ripetuta esecuzione di contropiedi, in cui le giovani Villa, Spinelli e Allievi recitavano una bella parte.
Vigarano invece, pagando anche lo scotto delle rotazioni (49 punti dalla panchina per Costa, solo 13 per le emiliane, di cui 12 di Natali, unica convincente fra i cambi), s'incaponiva in padelle da 3 e rientrava lenta in difesa. Quindi 38-33 all'intervallo per le padrondicasa.
Dopo l'intervallo ambo le squadre tenevano in campo il loro assetto migliore, riducendo le rotazioni (per Costa dentro Frost e Davis tutto il tempo, Baldelli quasi, Rulli non più vista, Pavel poco), e iniziava una terza fase di partita: un lungo testa a testa, senza break consistenti. Anche con belle giocate, debbo dire. Qualcosa di più lo faceva Vigarano che tornava avanti limitando Davis e sfruttando qualche persa di troppo delle masnaghesi, oltre a continuare il dominio a rimbalzo in attacco con Kunaiyi.
Nell'ultima frazione ripartiva il ciclone Davis, che procacciava una fuga masnaghese sul 68-60 a 4' dalla fine. Un arbitraggio che aveva assegnato a Costa la bellezza di zero tiri liberi nei primi 30 minuti (!), ora gliene elargiva financo generosamente (12 nel solo ultimo periodo): c'avremmo scommesso. Ma era soprattutto colpa di Vigarano martellare a vuoto i ferri dalla lunga distanza: 8 triple sbagliate nel 4° periodo prima di mettere la prima.
L'abbondante potenziale offensivo delle ospiti però consentiva loro di rimettere rapidamente in piedi la partita, con Miccoli notevole nella bomba del 73-72 a -1'30".
Poi ancora un botta-e-risposta tra Frost (su assist di Villa) e Bocchetti: 75-74 a -1'. Indi il capolavoro di Davis che, allo scadere dei 24", trovandosi bloccata all'altezza della lunetta con Kinard addosso, e dovendo quindi forzare, realizzava un mirabile "jumper" per il 77-74 a -40".
Ultimo assalto di Vigarano con ben 4 tentativi per il pareggio, consentiti dalla solita messe di rimbalzi offensivi: ma Attura, Niccoli, Bocchetti, Kinard (di quest'ultima l'occasione più limpida) sparavano tutte fuori bersaglio. [Anzi, mi viene in mente ora: l'ultima tripla di Kinard è avvenuta dopo un passaggio mal eseguito da Davis in ripartenza dopo l'errore di Bocchetti].
Rimbalzo finalmente di Costa che subiva fallo con Villa. Alla bebè prodigio bastava realizzare il secondo libero per portare Costa fuori portata d'aggancio: inutile l'entrata di Attura sulla sirena per il 78-76 definitivo.
Giudizi. Rispetto allo scivolone con Battipaglia, la differenza per Costa è stata in uno-due episodi girati diversamente, ma in realtà la qualità della prestazione è stata ben superiore. La mazzata iniziale è stata assorbita bene e recuperata con personalità. Certo, poi una Davis così ti fa pentole e coperchi. Ma bene anche Baldelli e le giovani: 30 punti fra Villa, Spinelli, Allievi e Balossi. Su Villa, giusto per dire qualcosa che non sia stato già detto (o forse sì ma mi sono dimenticato), impressiona il fatto che sembri avere più continuità di tutte. Non ha più avuto il picco sublime col Geas, però è una garanzia. Tant'è che è sempre in campo quando si decide la partita. Frost poca roba in attacco ma è sempre utile come collante.
Una domanda alla quale mi piacerebbe aver risposta, ma non l'ho e forse non c'è, è come mai Costa, tranne quando gioca contro le "bigs", finisce sempre e comunque punto a punto. A volte vince, a volte perde, ma sempre in volata.
Per Vigarano può sembrare strano come non tornino i conti in una serata con 5 in doppia cifra, il 54% da 2, 21 rimbalzi in attacco contro 9 e quindi tanti possessi in più (perse e recuperi sono stati uguali fra le due squadre). Ma non ha trovato contromisure a Davis, in generale non ha difeso bene e ha bilanciato male le soluzioni dal 2° quarto in avanti, affidandosi troppo alle triple (8/33 alla fine). Delle 2002 già accennato: unica incisiva Natali, pregevole per linearità delle scelte e delle esecuzioni; Gilli ci ha provato varie volte ma nulla le è riuscito, al tiro; Gregori tre ferracci da 3 in rapida serie, poi rimasta in panca; Nativi ha segnato un libero, non s'è fatta notare per il resto.
Kunaiyi favolosa rimbalzista, ma solo 5 tiri: poteva essere innescata meglio contro avversarie prive di cristone in grado di contenere il suo strapotere atletico (come dimostrato dal dominio nelle palle arpionate). L'impressione è che con l'arrivo di Kinard si siano ridotti i palloni per lei.
Sta di fatto che per la seconda settimana di fila, Vigarano perde un'occasione contro una squadra più in basso in graduatoria e nuovamente subisce troppi punti: 86 a Torino la volta scorsa, 78 ieri. Forse è più giusto considerare sorprendente quanto fatto prima d'ora, piuttosto che deludente questo doppio passo falso, e in ogni caso la qualificazione alle F8 di Coppa non gliela toglie nessuno.
mercoledì 8 gennaio 2020
Superbasket: nella top 100 niente donne
E' uscito un Superbasket con i "top 100 nomi del basket italiano"; presenza femminile ridotta praticamente a zero. Ho scritto questa lagnanza sulla pagina Facebook dell'autorevole testata:
Premesso che ho comprato la rivista e ho apprezzato l'imponente lavoro della vostra top 100, non si può fare a meno di notare:
- a) su 100 personaggi, uno solo legato al femminile, il c.t. Capobianco (a meno di considerare anche Brugnaro e Casarin perchè la Reyer ha pure la sezione-donne, ma presumo non sia per quella che li avete inseriti; altrimenti, più di loro meriterebbe Marcello Cestaro, patron di Schio che ha vinto 23 trofei nel decennio appena concluso...). Per carità, si sa che "il femminile conta poco", ma l'1% non è veramente troppo poco? E' pur sempre la parte del movimento che da anni porta più medaglie giovanili (due d'oro nella sola estate scorsa; magari un posticino tra i top 100 per Giovanni Lucchesi, responsabile di settore, ci poteva stare), ed è la speranza più concreta di riportare il basket alle Olimpiadi (nel 3x3, salvo miracoli dai maschi al Preolimpico contro la Serbia...). Sottolineo questo perché la vostra classifica dichiara di essere rivolta al 2020. A proposito, forse l'iniziativa conveniva chiamarla "top 100 del basket maschile", non "del basket italiano"; altrimenti è inevitabile constatare che per voi il femminile, nel basket italiano, praticamente non esiste.
- b) due sole donne su 100 personaggi (le presidentesse Bragaglio e Ferrarini). Vero, scarseggia la presenza femminile nelle posizioni di comando, federali o societarie che siano; non sono penne illustri del giornalismo né telecroniste di grido (in senso sia reale sia metaforico). Ok, no alle "quote rosa", cioè ai posti garantiti per il solo fatto di essere donne. Ma almeno una o due giocatrici, le migliori del momento, diciamo Zandalasini e Sottana, non meritano un posticino fra i top 100 del basket italiano, in cui rappresentano un'eccellenza nel loro ambito? O se parliamo di donne extra-campo, vi suggerisco un nome: Raffaella Masciadri. Che si è appena ritirata, dopo il 15° scudetto vinto, ma è ora presidentessa della Commissione Nazionale Atleti del Coni, che si sta occupando di temi importanti come il fondo maternità per le atlete e il professionismo femminile.
Cioè, più ci penso e più lo trovo grave, che su 100 nomi ce ne sia a malapena uno legato al femminile. Siamo ben sotto la soglia del minimo sindacale, giusto per accorgersi che la parte femminile del movimento esista, non dico conti.
Tutto questo nell'anno 2019 in cui persino il calcio, sommo esempio di maschilismo dittatoriale, ha sdoganato massicciamente la propria versione femminea, prima, durante e dopo il famigerato Mundialdonne che tanto ci ha scassato i maroni l'estate scorsa.
Ma anche fuori dall'ambito sportivo, nella società occidentale la donna vieppiù s'emancipa e occupa posizioni rilevanti, vedi l'Unione Europea.
Noi del basket invece si va a gambero verso un maschilismo da Medioevo, in cui gli uomini sgallettano protagonisti e le donne a casa a far la calza.
Almeno così si evince da quella top 100 priva di donne degne di nota, salvo quelle due presidentesse di società maschili.
Premesso che ho comprato la rivista e ho apprezzato l'imponente lavoro della vostra top 100, non si può fare a meno di notare:
- a) su 100 personaggi, uno solo legato al femminile, il c.t. Capobianco (a meno di considerare anche Brugnaro e Casarin perchè la Reyer ha pure la sezione-donne, ma presumo non sia per quella che li avete inseriti; altrimenti, più di loro meriterebbe Marcello Cestaro, patron di Schio che ha vinto 23 trofei nel decennio appena concluso...). Per carità, si sa che "il femminile conta poco", ma l'1% non è veramente troppo poco? E' pur sempre la parte del movimento che da anni porta più medaglie giovanili (due d'oro nella sola estate scorsa; magari un posticino tra i top 100 per Giovanni Lucchesi, responsabile di settore, ci poteva stare), ed è la speranza più concreta di riportare il basket alle Olimpiadi (nel 3x3, salvo miracoli dai maschi al Preolimpico contro la Serbia...). Sottolineo questo perché la vostra classifica dichiara di essere rivolta al 2020. A proposito, forse l'iniziativa conveniva chiamarla "top 100 del basket maschile", non "del basket italiano"; altrimenti è inevitabile constatare che per voi il femminile, nel basket italiano, praticamente non esiste.
- b) due sole donne su 100 personaggi (le presidentesse Bragaglio e Ferrarini). Vero, scarseggia la presenza femminile nelle posizioni di comando, federali o societarie che siano; non sono penne illustri del giornalismo né telecroniste di grido (in senso sia reale sia metaforico). Ok, no alle "quote rosa", cioè ai posti garantiti per il solo fatto di essere donne. Ma almeno una o due giocatrici, le migliori del momento, diciamo Zandalasini e Sottana, non meritano un posticino fra i top 100 del basket italiano, in cui rappresentano un'eccellenza nel loro ambito? O se parliamo di donne extra-campo, vi suggerisco un nome: Raffaella Masciadri. Che si è appena ritirata, dopo il 15° scudetto vinto, ma è ora presidentessa della Commissione Nazionale Atleti del Coni, che si sta occupando di temi importanti come il fondo maternità per le atlete e il professionismo femminile.
Cioè, più ci penso e più lo trovo grave, che su 100 nomi ce ne sia a malapena uno legato al femminile. Siamo ben sotto la soglia del minimo sindacale, giusto per accorgersi che la parte femminile del movimento esista, non dico conti.
Tutto questo nell'anno 2019 in cui persino il calcio, sommo esempio di maschilismo dittatoriale, ha sdoganato massicciamente la propria versione femminea, prima, durante e dopo il famigerato Mundialdonne che tanto ci ha scassato i maroni l'estate scorsa.
Ma anche fuori dall'ambito sportivo, nella società occidentale la donna vieppiù s'emancipa e occupa posizioni rilevanti, vedi l'Unione Europea.
Noi del basket invece si va a gambero verso un maschilismo da Medioevo, in cui gli uomini sgallettano protagonisti e le donne a casa a far la calza.
Almeno così si evince da quella top 100 priva di donne degne di nota, salvo quelle due presidentesse di società maschili.
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