martedì 12 luglio 2022

Discussione con E. Crotti sulla quarta straniera

 Curiosità. In questi giorni ho avuto una discussione, sulla pagina Facebook di Pink Basket, con il dirigente federale di lungo corso Eugenio Crotti a proposito delle 4 straniere in A1. Può essere interessante valutare le ragioni addotte dai fautori del cambiamento (Crotti è intervenuto dopo molti commenti negativi degli utenti).


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Eugenio Ennio Crotti
Molti commentano e nessuno fa vedere i numeri dei minuti giocati nel campionato italiano di A1 21/22.
Perché da li dovrebbe partire l’analisi della situazione.
Forse chi scrive dovrebbe intervistare Paolo Roberto De Zotti che per la Lega Femminile raccoglie e sintetizza in un quadro chiarissimo le presenze e , appunto, la quantità di minuti giocati.

Manuel Beck
L'argomento non è quanti minuti giocavano le italiane lo scorso anno, né se i risultati della Nazionale miglioreranno o peggioreranno. Il punto è: con 4 straniere ci sarà meno spazio per le italiane? Ovviamente sì. E' qualcosa di cui essere contenti? Libertà di pareri ma non si capisce perché dovrebbe essere contento chi ama vedere le italiane in campo, anche se non sono fenomeni da nazionale ma semplicemente buone giocatrici.

Eugenio Ennio Crotti
la questione posta in modo semplicistico si risolve come dice lei.
Se invece si valuta il fatto che si continua a spingere atlete giovanissime all’interno di organici di “anziane” allenandole non già nel completamento della loro formazione individuale tecnica e atletica, ma invece con le modalità con le quali si allena una squadra senior, questo alla lunga si paga e lo si fa pagare alle atlete giovani anche per risparmiare su contratti.
Per avere ben chiara la situazione bisogna avere sotto gli occhi i numeri dei minuti giocati

Manuel Beck
Prima di risponderle dovrei sapere come interpreta lei i dati sui minuti giocati, cioè quali conclusioni ne trae.

Eugenio Ennio Crotti
nella massima serie giocano con minuti adeguati mediamente 9 atlete, le altre tre sventolano l’asciugamano.
L’idea di chi ha chiesto la quarta straniera riguarda la necessità da un lato di diminuire le differenze tra le big e le altre (se trovano reclutamenti adeguati) e aumentare lo spettacolo, dall’altro cercare di impiegare le ragazze escluse in un campionato nel quale effettivamente possano giocare minuti adeguati.
La speranza che restino più a lungo in una squadra giovanile dove completare la formazione è ancora di la da venire

Manuel Beck
Ok, grazie. Mi spiace ma non sono affatto d'accordo su nessuno dei punti. 9 giocatrici per squadra con minutaggi adeguati erano già più che sufficienti. La distanza tra le big e le altre aumenterà anziché diminuire, perché la quarta straniera di Schio o Virtus Bologna sarà sempre meglio della quarta di una squadra di medio-bassa classifica (la quarta straniera di Schio nell'ultima finale era Diamond DeShields, giocatrice di valore assoluto). Lo spettacolo non aumenterà in maniera tangibile perché c'è la quarta straniera, così come non era migliore di adesso nei 6 anni in cui c'è stata (dal 2006 al 2012). E se una giocatrice voleva più minuti scendendo di categoria poteva già tranquillamente farlo per scelta anziché per obbligo perché non c'è più posto in A1 per lei.
Matematico invece che, essendo sempre 5 le giocatrici in campo, se prima c'erano 3 straniere e adesso 4, i posti per le italiane nel quintetto si dimezzeranno da 2 posti a 1, tranne ovviamente quando le straniere verranno messe in panchina, ma si tratterà di una minoranza di minuti. Mi sembrerebbe strano se un dirigente esperto come lei non sapesse benissimo tutto questo.
Intanto Costa Masnaga, la squadra dove le italiane erano più protagoniste (in particolare quelle prodotte in casa), di fronte ai nuovi scenari ha già lasciato l'A1, che sarà sempre più il campionato delle straniere. Si voleva questo, perché le società in un periodo difficile dopo la pandemia pensano di poter andare avanti meglio? Ok, ma lo si dica apertamente, invece di addolcire la pillola con argomentazioni che non possono nascondere la realtà, cioè che spariranno, nudi e crudi, molti minuti per le italiane in A1, destinati ad altre straniere. A meno di ripristinare la regola delle 2 italiane sempre in campo, ma al momento non mi risulta che sia prevista, e sarei contento di sbagliarmi.

Eugenio Ennio Crotti
Poi se ragioniamo della quantità di minuti che giocano le atlete della nazionale di Lardo, allora forse poi si andranno a cercare altrove le ragioni per le quali si vince con le giovani ma non si vince con le stesse quando passano nella nazionale maggiore

Eugenio Ennio Crotti
poi si chieda la ragione per la quale i risultati delle nazionali giovanili sono molto positivi mentre quelli della nazionale senior non lo sono altrettanto.
Provo a darne conto io:
- le nostre ragazze che giocano tutte in squadre senior sono molto più avanti nei fondamentali di squadra e grazie a questa duttilità ottengono risultati brillanti.
Lquando le atlete delle altre nazioni - che intanto curavano invece i fondamentali individuali - acquisiscono a loro volta le competenze tattiche di squadra, la differenza marcata diventa l’incompleta formazione individuale delle nostre

Manuel Beck
Premesso che la ringrazio per il dibattito approfondito, mi spiace essere nuovamente in disaccordo.
Per quanto riguarda la differenza di risultati tra nazionali giovanili e senior: possiamo andare solo per ipotesi, ma se la causa fosse l'impiego precoce di nostre giocatrici nelle prime squadre senior, non si spiegherebbe perché abbiamo ottenuto risultati eccellenti anche in Under 16, categoria in cui non abbiamo ragazze già impegnate con le grandi.
E' vero probabilmente che vinciamo per maggiore maturità tattica rispetto alle altre nazionali, e non per maggiore talento, ma questo è perché lavoriamo molto sul piano tattico a livello giovanile sia nei club sia nelle nazionali, non perché le giocatrici siano troppo impegnate con le prime squadre.
Trovo paradossale che mentre storicamente si attribuivano i risultati modesti della Nazionale italiana senior allo scarso impiego delle giovani in serie A (quante volte si sentiva dire "negli altri paesi sì che hanno il coraggio di lanciare le giovani, da noi no"), adesso sembra diventato un problema il fatto che si fossero aperte più opportunità nella massima serie per le ragazze di talento, al punto da preferire più straniere e meno giovani.
Meglio squadre piene di straniere che una Costa Masnaga dove si aveva il coraggio di lanciare titolari M.Villa, Spinelli, Allievi a 16-17 anni? Peccato.

Eugenio Ennio Crotti
io credo nei fatti e aspetto i numeri e le situazioni che si verificheranno.
Ma se guarda l’A maschile dove esistono differenze di budget importanti e organici ben differenti tra Milano e Bologna e le altre, quando si gioca non esistono le differenze enormi che si vedono nella A1 femminile.

Manuel Beck
In realtà quest'anno Milano e Bologna hanno perso 10 partite su 60 giocate in stagione regolare e vinto 3-0 sia quarti sia semifinali di playoff, quindi l'equilibrio è relativo. E' vero che in generale c'è più livellamento di valori che nel femminile, ma se questo è ottenuto al prezzo di una presenza italiana ai minimi termini in molte squadre (dove i primi 6-7 minutaggi sono tutti stranieri e agli italiani restano le briciole), non credo sia un modello da seguire.

Eugenio Ennio Crotti
aspettiamo e verifichiamo poi avremo modo e tempo di riparlarne.
Nel dialogare sulle proposte di riforma dei campionati senior proposta dalla LBF e poi rinviata eventualmente all’anno venturo, si chiedeva, a fronte dell’idea di accettare la straniera senza visto in più, quale fosse il progetto per le atlete in età giovanile che avrebbe garantito nel medio periodo di ritornare alle tre straniere sostituendo la quarta con un’italiana di qualità.
Stiamo ancora aspettandolo.
Poi il CF ha deciso comunque.


Considerazione mia: Ho apprezzato la disponibilità al dialogo da parte del Crotti, anche se è strano trovare più spiegazioni da un forum di Facebook che dai canali ufficiali; e poi mi è parso come quando i politici decidono, ad esempio, di abbattere un bosco per far passare un'autostrada, tu protesti ma ti spiegano che sarebbe superficiale soffermarsi sul fatto che gli alberi vengano rasi al suolo e venga cementificato tutto, perché nel progetto complessivo, nella "big picture", nell'analisi di fondo ecc.ecc., fa più bene all'ambiente l'autostrada che il bosco.

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