mercoledì 28 settembre 2022

Contro chi giudica l'etica lavorativa dalle foto social

Cosa vuoi giudicare dai social? Potresti vedere 10 foto di una che si fa il mazzo in palestra, e magari sono stati gli unici 10 minuti che ha passato a lavorare; o vedere 10 foto di una in bikini, e magari stava un attimo in spiaggia e poi si faceva il mazzo per 4 ore.

martedì 27 settembre 2022

Trio Reyer alla Mostra del Cinema

Questa mi era sfuggita sino a stasera: M.Villa, Fassina e Santucci alla Mostra del cinema di Venezia, un paio di settimane fa.


 

Mondiali: il sorteggio dei quarti

Sorteggiati gli accoppiamenti dei quarti al Mundobasket: effettivamente si sono invertite le posizioni, cioè le prime hanno beccato le terze. Fregatura parziale. Certo che ha poco senso dal punto di vista sportivo, anche se l'intento immagino fosse evitare calcoli e sconfitte tattiche: la Serbia oggi ha battuto la Francia, ma come premio si ritrova contro gli Usa mentre la Francia con la Cina.

Usa-Serbia
Canadà-Portorico
Cina-Francia
Australia-Belgio

Dando per scontato che la Serbia venga spazzolata dagli Usa, vediamo se le altre due europee riescono con l'esperienza e la tattica a far fuori le meglio piazzate Cina e Australia.

Mondiali: ultima giornata 1^fase in corso

Ultima giornata prima fase al Mundobasket: Po' po' po' Portorico, batte la Corea del Sud e va ai quarti. L'avevo sottovalutato; l'America latina da anni in ribasso batte un colpo.

Adesso c'è un interessante Serbia-Francia, ambo già qualificate ma in palio il piazzamento. Se vince la Serbia è un assist per l'Australia che battendo il Giappone sarebbe prima. Quanto alle nipponiche, le glorie di Tokyo sono repentinamente tramontate. L'unica asiatica ai quarti sarà la Cina.

Aggiornamento: zampata della Serbia che condanna la Francia a un quarto di finale duro (questo supponendo che l'Australia non sprechi col Giappone), anche se bisognerà vedere cosa sancisce il sorteggio. 

Aggiornamento-bis: l'Australia batte il Giappone e vince il girone (rima).
Rupert dietro la lavagna per la partitaccia di oggi: l'Equipe le dà 3 in pagella.

Sospensione (o chiusura) di "Pink Basket" di Gottardi

Essendo un prodotto gratuito per l'utenza, non era una questione di riscontro presso i tifosi/appassionati, posso assicurarlo. Chi intraprende un'iniziativa di comunicazione nel basket femminile sa già che troverà un riscontro di pubblico molto relativo.
Dal punto di vista commerciale nulla sta in piedi da solo, nel basket femminile. C'è bisogno di qualcuno che abbia la sensibilità e la generosità di finanziare.

Non voglio fare l'interprete di Silvia Gottardi, che non ne ha bisogno, ma nel suo comunicato si nota che ringrazia la Fip, quindi presumo che non abbia da recriminare sulla federazione. Voleva un appoggio maggiore dalle componenti del movimento prettamente femminile, questo mi pare chiaro.
Logico che se poi ci fosse stato un seguito di pubblico di 100.000 lettori a numero sarebbe stata un'altra storia, ma non era così folle da aspettarselo. 

ipeto che non voglio parlare a nome di Silvia Gottardi che sa parlare benissimo da sé, e poi io nel progetto in questione avevo un ruolo di collaboratore, non di... tesoriere; però se il prodotto era gratuito, non è che avere tot migliaia di followers in più o in meno (su cifre che inevitabilmente sono basse, perché è basket femminile) cambia qualcosa sulla sostenibilità.
Ma qualcuno crede che Superbasket e Basket Magazine (i due periodici di basket attualmente acquistabili in edicola) si reggano in piedi perché hanno un grosso pubblico? Ormai li comprano pochi intimi (tra i quali me). Hanno problemi di vendite i grandi quotidiani nazionali (quelli che parlano di cose serie), figurati una pubblicazione di basket e per di più femminile.

PS: comunque, anche ponendo di puntare solo sulla "diffusione commerciale" pura, è indispensabile (o perlomeno utile) un aiuto dai diretti interessati, cioè che diano una mano per la diffusione attraverso i propri canali. E' chiaro che se questo aiuto non arriva, o arriva poco, diventa tutto più complicato. Silvia Gottardi stessa ammette un'ingenuità nel pensare di ottenere di più da quel punto di vista.

venerdì 23 settembre 2022

LBF ritorna su MS Channel

A1 e A2 visibili su MS Channel e MS Sport, come due anni fa, dopo l'abbandono dell'esperimento con la "tv di Lega". Finalmente una bella notizia.
C'è il dubbio però che il canale sia scomparso dal digitale, recentemente. Va verificato. Nel comunicato di Lega si parla di pacchetto Sky e streaming sul sito dell'emittente.

Se una prima pagina portoricana stupisce

 Curiosità. Mondiale femminile in prima pagina anche su questo giornale portoricano, essendo la prima storica vittoria della loro nazionale in un Mondiale (al quale peraltro si sono qualificate per ripescaggio dopo la cacciata della Russia).

C'è da dire che siamo talmente abituati all'insignificanza mediatica del nostro basket femminile, che vederlo in prima pagina su giornali fa un effetto strano, come a dire "ma questi sono matti?". Invece è normale.

 


 

giovedì 22 settembre 2022

Mondiali in Australia, la vigilia: USA e poi? Europa di rincorsa

S'accinge a cominciare il Mundobasket femminile 2022, meglio noto come FIBA Women's Basketball World Cup. Tutti dall'altra parte del mondo, in Australia, a Sydney, dove una delle due arene utilizzate è addirittura da 21.000 posti; vedremo se riusciranno a riempirla.


Si fa tutto abbastanza in fretta, come d'abitudine negli ultimi anni per le competizioni femminili: 22 settembre-1 ottobre. Quello di pallavolo (Dio ce ne scampi), che inizia in contemporanea, va avanti fino al 15 ottobre, per fare un confronto. Del resto quello di basket è stipato tra le fine della stagione WNBA e l'inizio di quella europea di club, e nel nostro sport si sa che le nazionali (al di là della retorica) non sono il culmine e il fine massimo dell'attività.

Comunque sia, qualcosa d'interessante si vedrà (in streaming su Eleven per quanto riguarda l'Italia; su Sky per ora non si hanno notizie, nonostante risulti che i diritti li abbia) :unsure: . 12 squadre, 2 gironi, quindi 5 partite di prima fase, poi si va ai quarti, semifinali e finali in 3 giorni consecutivi (non il top per lo spettacolo, probabilmente, né per aiutare chi è forte ma è corto di panca, che potrebbe finire la benzina). C'è il piccolo problema del fuso orario, anche se le partite in serata da loro sono intorno al nostro mezzogiorno.

Prospettive. E' un'edizione che arriva un anno dopo le Olimpiadi, quindi per alcune squadre è l'inizio di un nuovo ciclo finalizzato a Parigi 2024. Sembra soprattutto l'Europa in una fase di transizione: la Francia bronzo a Tokyo è molto rinnovata (via Gruda e altre veterane), la Serbia campione d'Europa idem (ritirate Vasic e Brooks), la Spagna non si è qualificata, la Russia sì ma è stata cacciata per la guerra. Sembrano stabili il Belgio di Meesseman e la Bosnia di Jones, entrambe reduci dai playoffs WNBA. Ma, almeno secondo il super-esperto Paul Nilsen, non sono da medaglia.
Sembra quindi un affare per extra-europee, il podio. Ovviamente le solite super-favorite sono le eterne imbattibili USA, che hanno un roster non proprio con le 12 migliori come farebbero per le Olimpiadi, però è pur sempre un ben di dio allucinante: Stewart, Wilson, Plum, Copper, Gray, Ionescu, e anche il resto è tutta gente che sarebbe titolare fissa in qualsiasi altra squadra. Il problema è il solito: se giocano come sanno non ce n'è per nessuno, il che ammazza metà dell'interesse. Sì, sono quasi tutte appena arrivate dai playoff WNBA mentre le avversarie si stanno facendo il pajolo insieme dall'inizio dell'estate, però la supremazia teorica è tale che anche se si trovano in campo il giorno dell'inizio, senza mai vedersi prima, possono dominare lo stesso. L'ultima sconfitta americana, ricordiamo, è stata proprio ai Mondiali, ma nel 2006, una vita fa.

Le altre top annunziate sono:
- l'Australia, che a Tokyo era in calo ma qui gioca in casa; nuovamente non avrà Lizzona Cambage ma recupera, rullo di trombe, l'immensa Lauren Jackson, 41 anni, tornata dal ritiro, a far coppia con la nuova stella Magbegor;
- le due asiatiche, entrambe in grande ascesa alle Olimpiadi (purché non fosse solo l'effetto di essere là da loro): il Giappone, meraviglia d'argento a Tokyo col suo gioco tutta spuma ma anche arrosto (risulta però assente la funambola Machida); e la Cina delle torri, che l'anno scorso buttò nel cesso un quarto di finale già vinto ma è uno squadrone.

Per il resto, occhio anche al Canada, eternamente sul punto di esplodere, con Achonwa e Kia Nurse; la Corea non è malaccio ma è già molto se arriva ai quarti; da segnalare che al posto della Russia (spiace soprattutto per due grandi giocatrici come Vadeeva e Musina) c'è Porto Rico, che aveva fatto abbastanza pena al Preolimpico ma ha avuto fortuna a trovarsi nello stesso girone delle reprobe russe; e al posto della Nigeria (auto-esclusasi dalle manifestazioni Fiba per ordine del governo, pare) c'è il Mali, movimento in crescita come abbiamo visto nelle competizioni giovanili.

mercoledì 21 settembre 2022

WNBA: Las Vegas campione per la prima volta

Si è conclusa la stagione 2022 del campionato americano di pallacanestro femminile, meglio noto come WNBA. Ha vinto per la prima volta Las Vegas, franchigia storica (anche se prima stava a San Antonio e in Utah), allenata dalla grande Becky Hammon, che quindi ha debuttato alla grande come head coach professionista a tutti gli effetti (finora aveva avuto qualche esperienza in singole partite NBA e di summer league). La città dei casinò e del peccato ha dunque un successo cestistico da celebrare a oltre 30 anni di distanza dal trionfo della mitica UNLV (University of Nevada, Las Vegas) nell'NCAA maschile 1990.


Stella principe delle Aces è A'ja Wilson, già da qualche anno consolidata come la nuova lunga di riferimento del basket Usa; è stata lei l'MVP della stagione regolare. MVP della finale invece è stata Chelsea Gray; tra le protagoniste anche gli ori olimpici 3x3 Jackie Young e Kelsey Plum; in roster anche qualche volto ex o futuro-italico: Riquna Williams, Dearica Hamby e la neo-bolognese Iliana Rupert.

Già in stagione regolare Las Vegas ha primeggiato, alla pari con Chicago (entrambe 26-10). Stagione allungata, va notato, a 36 partite per compagine (sempre 12 le partecipanti). Con l'ottavo e ultimo posto si è qualificata Phoenix di Taurasi (tuttora capace di prodezze a 40 anni tondi) e in teoria ma purtroppo non in pratica, anche di Brittney Griner, la cui prigionia in Russia ha messo una patina di tristezza sull'intera stagione; è stata ricordata in vari momenti, segnatamente l'All Star Game.
Breanna Stewart, tanto per cambiare, è stata la miglior marcatrice della regular; quintetto ideale lei, Plum, Skylar Diggins, la veteranissima Candace Parker e ovviamente l'MVP Wilson.

playoff tornavano quest'anno ad ampliarsi, abbandonando il format delle partite secche nei primi turni, introdotto qualche anno fa: 1° turno al meglio delle 3, semifinali e finali "best-of-5".
Tutte avanti le prime quattro; colpo fallito per New York della nuova stella Sabrina Ionescu (e dell'ex veneziana Howard), che dopo aver vinto gara-1 aveva la "bella" in casa (il format prevedeva gara-3 sul campo della peggio classificata, dopo 2 gare in casa della meglio) ma la perdeva seccamente.
Seattle eliminava 2-0 Washington di Delle Donne; fuori subito anche Phoenix, 2-0 da Las Vegas.

La serie-top di questi playoff giungeva in semifinale, tra Las Vegas e Seattle. C'era un'aura mistica dovuta all'annunciato ritiro di Sue Bird, la donna dei 5 ori olimpici, in caso di sconfitta. Dopo un colpo delle Storm in gara-1 e la risposta delle Aces in G2, cruciale era una gara-3 da leggenda, finita 98-110 dopo un supplementare per Las Vegas, dopo che negli ultimi 30 secondi dei regolamentari si erano segnati qualcosa come 11 punti tra botte e risposte. Una tripla di Bird dall'angolo sembrava vincente (e sarebbe stato da cinema), ma una maldestra difesa su rimessa lasciava il pareggio a Las Vegas che poi dominava il prolungamento con 34 punti di Wilson. In G4 altro partitone ma altra vittoria delle Aces, 92-97 con 31 di Gray e nonostante 42 (!) di Stewart. Si è chiusa così, con una delusione ma anche molti tributi, la carriera di Bird, a 43 anni. Si è ritirata anche un'altra grande assoluta come Sylvia Fowles.
Bella anche l'altra serie di semifinale, vinta 3-2 da Connecticut (di Jonquel Jones, Courtney Williams, Alyssa Thomas) su Chicago campione uscente, la quale bruciava un 2-1 di vantaggio.

In finale Las Vegas ha ben sfruttato le due gare di apertura in casa, si è presa una pausa in G3 perdendo di 29, ma ha espugnato il campo avverso in G4 (71-78) conquistando il titolo.

Come sempre, parlando di WNBA è significativo valutare i passi avanti o indietro sul piano dell'interesse, giacché al di là di chi vince o chi perde, la vera battaglia della Lega da sempre è quella.
Ebbene, la media di spettatori nei palazzetti, nella prima stagione senza restrizioni dopo le due condizionate dal Covid, è risultata di 5.700, in calo rispetto al pre-pandemia. Va notato che c'è stata pochissima omogeneità tra una piazza e l'altra: Seattle ha avuto oltre 10.000 di media, Indiana meno di 2.000.
Notevole invece l'aumento di audience televisiva, anche se chiaramente parliamo di numeri molto relativi (per essere gli USA): circa 400.000 di media per la stagione, 530.000 per le finali su ESPN, quest'ultimo dato in realtà in leggero calo, ma l'annata complessiva ha registrato un +20%.
Si parla di possibili espansioni (cioè nuove squadre) per i prossimi anni, che sarebbe una novità dopo parecchio tempo.

venerdì 16 settembre 2022

Venerazione dura a morire per i canali generalisti

 Credo che siamo ancora troppo ancorati all'idea che "o sei in tv sui primi canali o non sei nulla", com'era fino a 10-15 anni fa. Se fosse così saremmo davvero spacciati.
Invece, per fortuna, gli adolescenti di oggi in larga parte non guardano neanche mezzo minuto alla settimana i canaloni tv Rai e Mediaset, e stanno incollati per ore ai social, dove qualunque sport può farsi vedere.
Il pubblico della tv generalista sta sempre più invecchiando. Certo, siccome per il momento è ancora massiccio, non farebbe schifo riuscire ad arrivarci. Però non è che se non siamo su Rai o simili non possiamo arrivare ai giovani.