Oggi c'è aria di zizzania e malizia, e dunque ne semino ancora un po'. Intanto mi arriva una segnalazione secondo cui una giocatrice ufficialmente infortunata, e nemmeno troppo lieve, è stata vista ballare con notevole vigoria in uno dei locali milanesi di zona corso Como; ma come insegna il caso-bunga bunga, la privacy va rispettata
e dunque passiamo a un discorso tecnico. A costo di ricevere degna bastonatura dai veri sapienti del giuoco, quelli secondo cui il play ideale è ancora Aldo Ossola (che tirava un paio di volte all'anno), debbo far notare che le nuove leve nostrane nel ruolo di regista non sembrano avere grande stoffa realizzativa.
Al di là delle cifre contingenti, è un dato di fatto che i cosiddetti "punti nelle mani", normalmente, tra le sunnominate li hanno solo Sottana e Pastore. Intendiamo gente in grado di andare in doppia cifra non saltuariamente. Ma se quelle due non sono veri play, vien da concludere che tutte le nostre play giovani segnano poco. E qui, appunto, m'attrarrò le bastonate, ma sono sempre stato convinto (nella mia concezione primitiva del basket, secondo cui un canestro è meglio di un non canestro; sarà per questo che non riesco ad apprezzare una Franchini)
Ovviamente bisogna essere equilibrati nel giudizio: se un presunto play si butta come un ariete due azioni su tre, e non tiene in mano la squadra, è una zavorra tremenda; ma nel basket attuale, una che costruisce senza essere un'attaccante affidabile all'evenienza, cioè poco tiro da fuori, e/o poca ficcanza in entrata, rischia di essere una giocatrice incompleta.
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