Se il volley è un concorrente del basket, come è, uno che nel basket opera (cioè il coach che ha scritto quella frase) non dovrebbe, a mio avviso, augurarsi il suo bene. Chi è che si augura il bene del proprio avversario, se coincide col proprio male? Al massimo si può rimanere neutri, per onestà. Sentirsi rappresentati dalla nazionale di uno sport concorrente, poi, per me è impossibile. Ci riesco solo con gli atleti degli sport individuali. Obbligare uno al tifo patriottico è fascismo sportivo.
Non vedo cosa ci sia da vergognarsi. Ti augureresti il bene di chi ti umilia, o fa del male a un tuo caro? No, e nessuno ti rimprovererebbe. Per me è ciò che il volley femminile fa da anni al basket femminile, quindi permettimi di non auspicare alcun successo delle pallavoliste nostrane (per quanto non è che cambierebbe molto, vincano o non vincano), e di stupirmi se qualcuno che allena ragazzine nel basket, e che quindi sa bene quant'è difficile strapparle alla concorrenza del volley, auspica il bene del concorrente medesimo. Da qui era partito il discorso.
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