sabato 25 febbraio 2012

Diario (77)

 EDIZIONE RIDOTTA


Settimana dal 18 al 24 febbraio

--> Dopo i due weekend flagellati dal maltempo, si è tornati al normale pienazzo di partite in questa fase di massima densità cestistica. Sembra anzi arrivata una semi-primavera, almeno qui a Milanopoli e dintorni, il che ci fa piacere per le giocatrici, le cui manucce non rischieranno più d'assiderarsi nei tragitti verso le palestre. Da queste parti, tra parentesi, è carnevale mentre nel resto d'Italia sono ormai alle prese coi digiuni della Quaresima. :ridi2:
Perché queste inutili notazioni? Perché il campionato di A1 è finito. Cioè, per fortuna non si sa ancora chi lo vince tra Schio e Taranto, che mai come quest'anno sembrano equivalersi. Ma per il resto, la distanza è abissale, non c'è speranza di inserimenti che possano impensierire in qualche modo le solite due. Lo si sapeva alla vigilia, ma i primi mesi di stagione avevano fatto intravedere qualche spiraglio d'incertezza, con le buone partenze di Umbertide, Lucca e Comense. Invece ora le prime due sono palesemente in calo (soprattutto Umbè, battuta anche da Priolo nel recupero infrasettimanale), mentre Como è stata bocciata in modo piuttosto chiaro nei due assalti ravvicinati a Schio (-27) e Taranto (-14). In quest'ultimo caso, domenica, c'è stata illusione per la Comense sul +8 a metà 3° quarto, ma poi è arrivato uno 0-21 di pura prepotenza per Taranto, come a dire: vabbè, mo' ci siamo rotte, vi scacciamo come mosche. :angry: Sugli scudi Vaughn (23 con 11/17 + 10 rimbalzi) e Mahoney (17 con 6/9). Curioso che Taranto non abbia segnato neanche una tripla ma abbia fatto il 63% da 2: un gioco stile anni '80, nella circostanza.

--> Va detto che la Comense era senza Donvito, Pasqualin e Spreafico, quindi ha ruotato solo 7 giocatrici, però le prime due non sembrano destinate a tornare presto, quindi alla fine chi poteva far la differenza per Como c'era e s'è visto che può portare la squadra a un certo livello ma non oltre. Il terzo posto resta comunque un obiettivo alla portata (anche per l'altrui calo), ma ci sono altre 4 partite decisive tra cui, ovviamente, il derby di domenica. Per il quale si può anche fare un pronostico tecnico favorevole a Como (fattore campo e superiorità delle lunghe, i due aspetti che potrebbero pesare di più), ma s'è già visto all'andata che in partite come quelle contano i fattori emotivi, la "garra" che riesci a mettere nel momento decisivo, e magari anche la buona sorte se si va a finire punto a punto. Per il Geas la chiave potrebbe essere Haynie, magari col supporto di Arturi, nel duello contro una Gatti rimasta orfana di cambi e che sta facendo meglio del previsto, ma che da sola come regista per una squadra di vertice è un po' tirata per i capelli. C’è da chiedersi, infine, come sarà l’ambiente visto che è la prima volta che il Geas torna sul “luogo del delitto”, ovvero del caso Wabara con tutte le polemiche che ne seguirono; tuttavia essendo ormai passati 10 mesi si suppone che nessuno abbia più voglia di scaldarsi oltre la normale animosità di un derby.

--> Per il resto, Parma dopo aver scontato a sua volta la "doppietta" Schio-Taranto fa un passo definitivo verso i playoff (+8 a 5 giornate dalla fine; ma conta anche non finire settimi-ottavi perché vuol dire uscire subito con Schio o Taranto) demolendo Faenza (la quale spera di mettere un puntello al recente calo, per non dire crollo, inserendo la '93 Turcinovic), Pozzuoli dimostra che quando le cose girano per il verso giusto, e non c'è da soffrire, può tranquillamente valere i playoff, travolgendo Priolo. La quale come detto s'è ossigenata in settimana fermando Umbertide. Per un conto sulle ipotesi di piazzamento aspettiamo il prossimo turno, quando sarà più chiara la situazione.

--> Domenica vista Sanga Milano-Virtus Cagliari di A2. Non è stata, a essere sinceri, una partita ricchissima di spunti né di emozioni. Il Sanga aveva bisogno e voglia di tornare a vincere dopo 4 perse sulle ultime 5, e ha iniziato meglio del solito, portandosi sul 12-2 dopo 6 minuti. Cagliari, senza Nicolini, non è parsa una squadra reduce da 4 vittorie di fila, anzi ha fatto una fatica mortale a segnare per tutta la partita: un po’ per la difesa volitiva delle avversarie, che hanno a lungo pressato ed erano come al solito muragliesche in area, un po’ per erroracci spesso al limite dell’imbarazzante, sia al tiro sia in fase di passaggio. Addirittura 34 recuperi per Milano alla fine, e questo già spiega la partita. Pinotti ha ruotato vorticosamente le sue 10 giocatrici, un lusso rispetto a Cagliari che in panchina aveva una Passon più che discreta ma per il resto solo giovincelle fragili.
Anziché 62-41, sarebbe potuta finire +40 per le padrone di casa, se non fosse che, tra queste ultime, l’unica attaccante in forma in questo periodo appare Frantini, che ha segnato 18 punti in 22 minuti (il tabellino dice 16 ma c’è stato un problema al computer delle statistiche). Fare la zona contro di lei, non è una novità, è un mezzo suicidio (anche se spesso è una scelta obbligata dall’inferiorità delle avversarie contro le lunghe), ma ha anche rispolverato qualche contropiede stile-vecchi tempi, davanti a una rappresentanza di ex compagne del Geas assise in tribuna. Le altre punte del Sanga, ora come ora, alternano cotte e crude facendo più fatica di quanto ti aspetteresti. Questo discorso è limitato, beninteso, all’attacco perché in difesa hanno tutte fatto la loro parte. Lidgren ogni volta fa vedere quanto sia difficile tirare con lei nei paraggi in area. Ho l’impressione che si tenda a sottovalutarla perché in attacco ogni tanto fa accapponare la pelle con errori da un metro o movimenti strambi, però l’ombrello che garantisce in difesa è notevole. Su Pastorino, dopo le ruggine agonistica accumulata col Geas, l’impressione è nel complesso positiva: ha alternato cose buone con ingenuità che fan disperare il buon Pinotti, ma è parsa muscolarmente più tonica e con un pizzico di decisione in più. Da rivedere nel prosieguo, comunque. Però in casa sarà raro vederla, visto che di domenica è impegnata con Sesto.

--> Domenica c’è il derby lombardo, pure qui in A2, e sarà interessante vedere quali scelte difensive farà Biassono, che di sicuro sarà meno rinunciataria che all’andata, quando capitò a Milano nell’intermezzo tra Signorini e Fassina e schierò una zonetta rinunciataria, scardinata da Frantini che iniziò proprio lì a venir fuori dopo un inizio di stagione in sordina. Il problema è che col Sanga devi fare delle scelte, e se chiudi troppo sul perimetro puoi venire piallato sotto, specie considerando che Biassono con le lunghe non è corazzatissima. Biassono, a proposito, ha vinto una partita importante a Collegno lasciando l’ultimo posto solitario; deve e può provare a fare il colpo. :)

--> In A2 Nord hanno vinto ancora Bologna e Vigarano, ora a +4 su S. Martino (caduta a Udine), Sanga e Muggia (che però ha una partita in più). Ma la notiziona grossa di A2, questa settimana, è l’addio improvviso di Marianna Balleggi. Dopo le prime 7-8 giornate a togliersi le ragnatele, stava dando un grosso contributo alla Virtus Spezia, con 8,5 punti e 7,4 rimbalzi di media. Non a caso la Virtus s’è qualificata alle Final Four di coppa. Però ora ha comunicato che lascia di nuovo; da approfondire i motivi. :wacko: Di certo, un rimpiazzo italiano alla sua altezza è pressoché introvabile; in sostanza, una tegola micidiale. La Virtus ha subito perso col Gymnasium Napoli. Nella classifica di A2 Sud sono troppi i recuperi in ballo per capirci qualcosa, però Ragusa battendo Chieti ha per ora preso il largo (16 vinte-3 perse) davanti alla Termo Spezia (14-3).

--> Per chiudere con l’A2, un pensiero che veniva da fare vedendo arrancare alcune giovani di Cagliari contro il Sanga: lo spazio per le ragazzine in A2 è bello, sacrosanto, auspicabile eccetera; però certo che nelle regioni dove l’attività giovanile langue, come la Sardegna o il centro-sud in generale, è un bel problema trovare il modo di farle crescere senza mandarle allo sbaraglio, ovverosia farle giocare anche a livello “under” e non solo e direttamente in A2, che è come mandare all’università gente che ha a malapena la licenza media: se fa scena muta agli esami non c’è da stupirsi... Dico questo dopo aver visto cross da sotto canestro e mattonazzi senza ritegno, e non parlo solo di Cagliari ma di giovani assortite che sono sfilate in via Cambini quest’anno. Il timore è che, pensate un po’ che gusti la gente, uno preferisca vedere la vecchia Balleggi piuttosto che una diciottenne impaurita che stenta a toccare il ferro da 3 metri... :woot:

--> Durante la settimana hanno tenuto banco i playoff di Eurolega. Si sapeva che Salamanca non era all’altezza dell’anno scorso quando sorprese tutti portandosi a casa la coppa. Resta però una grande impresa quella di Schio, che l’ha eliminata 2-0. :yes: Il capolavoro è stato soprattutto il 59-67 di gara-1 in casa spagnuola: decisivo il piglio iniziale, valso un 24-37 a metà partita; 19 punti di Macchi, 12+9 rimbalzi di McCarville. Buon impatto nel nuovo acquisto Jalcova; Ford rientrata, ha fatto la sua parte con 6+9 rimbauz. In gara-2, venerdì, Schio doveva completare l’opera fronteggiando la carica rabbiosa delle opponenti; e cel ‘ha fatta dopo un supplementare. Partita che immaginiamo splendida e che fa rimpiangere la scomparsa dell’Eurolega dagli schermi di RaiSport (già avvenuta da un paio d’anni, peraltro). Ancora grandi Macchi, 24 punti, e McCarville, 21+11 rimbalzi.
Da notare che, di fatto, Schio ha giocato con solo 2 italiane: Macchi e Masciadri. Più l’oriunda Nadalin e 5 straniere (la sesta, Brumermane, è rimasta in panca). Facile morale della storia? Al massimo livello internazionale le italiane proponibili si contano sulla punta delle dita: Taranto avrebbe Ballardini e Sottana, poi non so. :unsure: Al di là di questa considerazione, bel traguardo per il basket italiano, che ritrova le finali di Eurolega dopo 10 anni, anche se non so quanto sia corretto usare Parma del 2002 come termine di paragone, perché quelle erano Final Four. Schio ha approfittato dell’allargamento e ha saputo (questo è il merito maggiore) entrare in forma nel momento giusto, come si sta notando pure in campionato. Nel resto del lotto, sono già passate Fenerbahce, Valencia, Cracovia ed Ekaterinburg, mentre vanno a gara-3 Orenburg-Spartak e Madrid-Bourges (Galatasaray già qualificato come organizzatore).

sabato 18 febbraio 2012

Diario (76)

 EDIZIONE RIDOTTA


Settimana dall’11 al 17 febbraio

--> Un altro weekend infestato dal maltempo, quello scorso. Ne fa le spese soprattutto l’A2 Sud, che ha rinviato altre 5 partite dopo le 5 della settimana prima. Il provvidenziale weekend “buco” del 10-11 marzo era già stato riempito, ora sarà più complicato. In A2 Nord il totale è di 6 recuperi. In A1 soltanto (si fa per dire) 3. Il brutto, al di là dei disagi per le società, è che le classifiche sono falsate dal numero diverso di partite giocate. In A1 si sono sommati gli anticipi di Schio per motivi europei: così, a oggi, Schio ha 4 partite giocate più di Umbertide; e tra le 12 squadre, c’è chi ne ha giocate 14, chi 15, chi 16, chi 17 e chi 18. :woot: Sembra quasi una beffa a chi aveva imposto l’obbligo della contemporaneità: neve impertinente, che non rispetti i poteri forti. :ride:

--> C’è pertanto una situazione magmatica, di difficile lettura (sempre parlando di A1), dalla quale potrebbe scaturire, una volta rimesse le cose a posto, qualche situazione sorprendente rispetto a quella che sembra adesso. Vale a dire, qualcuno di botto che sale o qualcuno che di colpo lo scopri più in basso di quanto credevi. :blink: Lo scorso turno, di sorprese ne ha regalate, perché le due isolane di fondo classifica si sono scosse battendo Pozzuoli e Lucca. Alcamo sul suo campo aveva fatto soffrire Parma, non è così strano che abbia fermato Lucca, la quale, a mio parere, non ha un organico tale da garantire nulla se non se lo guadagna col consueto sudore. Se Bagnara fa 1/9 al tiro, come domenica, non ci sono molte alternative. Cagliari, in tv, ha dato una lezione di gioco di squadra a Pozzuoli, nel senso che da un lato si vedevano meccanismi collettivi e sana lotta operaia, dall’altro quasi solo sprazzi di talento. In 5 minuti decenti hanno rimesso in piedi la partita da -20, ma se tiri la corda in questo modo, bastano un paio di forzature sul più bello e la rimonta va in fumo.
Verrebbe da dire: da una parte una squadra mediocre ma allenata, dall’altra una di talento ma dove ognuno va per conto suo. D’altronde, è anche inevitabile che sia così, viste le caratteristiche delle rispettive giocatrici. Un Diamanti o un Coppa farebbero molto di diverso da Palumbo? Sì e no. Intanto, probabilmente non vorrebbero un tipo di squadra così; se l’avessero, darebbero un po’ più di disciplina, ma far difendere alcuni personaggi là dentro non pare impresa semplice. Il rischio è quello di considerare la forza di Pozzuoli in base solo alle caratteristiche d’attacco e non al valore totale delle giocatrici, dato che purtroppo per loro esistono anche qualità come l’applicazione difensiva e il saper giocare nei meccanismi di squadra. E magari anche il saper mantenere un fisico da atleta. La bilancia, a Pozzuoli, immagino che l’abbiano messa da parte per non soffrire troppo nel leggere i responsi ai test sul peso. <_< Con tutto ciò, Pozzuoli non è ancora fuori dai playoff ma poco ci manca. Deve vincere almeno 4 delle ultime 6 partite (cioè tutte tranne quelle con Schio e Taranto), di cui lo scontro diretto con Faenza, e sperare che una tra Faenza e Geas non ne vinca più di 2.

--> In alto, la situazione è appunto invischiata dai vari rinvii, per cui ci asteniamo da calcoli; di sicuro Schio ha fatto la voce grossissima demolendo la Comense e il Geas (vedi sotto) nell’arco di 6 giorni. Taranto resta favorita per il primato, anche perché non spenderà energie in Eurolega, ma se appena fa un passo falso (vediamo, ad esempio, domani a Como), rischia. In ogni caso, s’è già intuito, ma era già piuttosto chiaro dopo lo sgonfiarsi di Umbertide, che per lo scudetto ci sono sempre e solo loro due. Poteva esserci uno spiraglio per Como se mostrava cose grosse a Schio, ma la sentenza è stata chiara. Le squadre “normali” giocano per il terzo posto.

--> In A2 Nord c’è stato, sabato scorso, lo scontro diretto per il primato tra Vigarano e Bologna. Esito a metà, ovvero Vigarano vince 68-59, con 23 di Kozdron e 16 di Vian, ma non ribalta lo scarto dell’andata, per cui ora sono pari ma con Bologna davanti. Sembra limitarsi a loro la corsa per la “pole position” in questo girone, giacché Milano ha perso in volata a Udine, 59-57, ed è ora staccata di 4 lunghezze. Partita dall’andamento interessante: prima davanti Udine, Milano è rimessa in corsa da 14 punti di Frantini nei primi 13’, pareggia, scivola di nuovo a -7 in avvio di 3° quarto ma va avanti con un parzialone firmato Ntumba-Stabile-Pastorino (quest’ultima arruolata in extremis grazie al rinvio di Faenza-Geas): a 2’ dalla fine ancora +5 Sanga ma Udine fa un 7-0 e nell’ultima azione Milano sbaglia 3 volte il tiro del pari. S. Martino di Lupari è solo 2 punti sotto la coppia di testa, ma non ci sembra avere un organico di pari spessore per non fare passi falsi di qui alla fine.

--> A proposito di Milano, verso metà di questa settimana c’è stata un’interessante polemica nel topic sull’A2 Nord, di questo forum, in cui Franz Pinotti ha duellato con qualche utente che criticava la mancanza di gioco di squadra da parte del suo team, dove ognuno, secondo costoro, andrebbe per conto suo, e poi si fanno giocare troppo le stesse, anche se vanno male. Addirittura è stato scritto che durante i timeout parlano le giocatrici anziché l'allenatore. Tra i critici c’era anche il consueto “Turk182”, che Pinotti sembra aver identificato (ma senza fare il nome) in un noto allenatore la cui carriera sarebbe stata rovinata dal caratteraccio... :angry: Diciamo che con 4 sconfitte nelle ultime 5 partite ogni critica può trovare terreno fertile, ma penso che sia troppo facile parlare di “raccolta di figurine”, che è la prima cosa che veniva in mente nel momento in cui la squadra fu assemblata: il Sanga era atteso al varco su questo aspetto, per cui alla prima striscia negativa scatta in automatico questa spiegazione. A me sembra, piuttosto, un calo di condizione dopo la pausa natalizia, fenomeno già avvenuto nelle passate stagioni al Sanga: 2009/10, perse 4 delle prime 6 partite dopo la sosta; 2010/11, perse 7 delle prime 8; 2011/12, perse 4 delle prime 5 (e forse meno male che a Cervia è stata rinviata). Dire che con Gottardi, Ntumba e Frantini insieme non vedi una squadra operaia e che ama il passaggio più del tiro, è la scoperta dell'acqua calda. Ma se fossero solo una raccolta di figurine, non avresti la difesa migliore del girone o quasi.

--> Fino alla scorsa settimana si poteva dire che in A1, al capitolo infortuni, stava andando meglio del solito. Gli anni scorsi, ricordiamo, la stagione sembrava un bollettino di guerra. Finora, se non c’era sfuggito qualcosa, nessun infortunio da stagione chiusa, nessuna squadra con due o tre assenze contemporanee e prolungate che rovinassero l’annata. Purtroppo il fulmine prima o poi doveva cadere ed è toccato a Debora Carangelo, scassatasi l’altro ginocchio rispetto a quello infortunato agli Europei 2010. E’ giovane ma dover fare una carriera d’alto livello con entrambe le ginocchia ricostruite richiederà uno sforzo triplo rispetto a quanto fatto finora da una giocatrice che peraltro di carattere ne ha già dimostrato parecchio. Negli stessi giorni s'è saputo che l'infortunio di Pastore è più grave di quanto s'era capito (almeno io) all'inizio, cioè la sua stagione è chiusa. Si vede che la sfiga si sta concentrando sui play italiani visto che anche di Donvito non c'è notizia sul rientro. E a proposito di Comense, Pasqualin s'è operata e ha finito l'anno. Sì, forse sta andando come gli anni scorsi, purtroppo.

--> L’All Star Game di martedì è stata una partita abbastanza “vera”, il che ha portato a una certa carenza di spettacolo (68-54 non è un gran punteggio da All Star Game), il che è dipeso anche dal non eccezionale cartellone delle partecipanti (non che il nostro campionato, rispetto ad altri d’Europa, pulluli di superstar, ma una dozzina di giocatrici migliori di quelle scese in campo a Parma ci sarebbero). Non so quanto sia attendibile che dopo 3 quarti l’italica rappresentanza fosse avanti di 1 punto, ma al di là di questa che può essere una casualità, non sarei troppo pessimista sulle prospettive azzurre, a patto di non sognare nulla più di una qualificazione, che sia al primo o al secondo tentativo. Ma questo mi sembra assodato. Giocatrici in grado di tenere il campo ci sono, il problema (a parte la cronica carenza di lunghe) è che non sappiamo quando si definirà il gruppo perché siamo ancora nella fase degli esperimenti, e poi che, comunque sia, buona parte, o gran parte, degli elementi dovranno fare le protagoniste quando al massimo erano state gregarie. Ma è ancora troppo presto per parlarne. Va annotata però l’ottima prova di Masciadri, che se non fa il leader lei, chi altro potrebbe?

--> Ieri sera, venerdì, anticipo Geas-Schio. Per una volta a Sesto, nel palazzetto intitolato da poco a Natalino Carzaniga. Arrivando in zona alle 21.30, ovvero 45 minuti dopo l’inizio, con l’idea di vedere il secondo tempo, scoprivamo l’intasamento dei parcheggi nel raggio di un chilometro (il palazzetto non ha un parcheggio vero: si mette la macchina nei normali posti-macchina del quartiere), dal che sospettavamo un affollamento maggiore del previsto. Infatti, all’interno, trovavamo un pubblico straripante, con tribune tutte piene e varie decine di persone in piedi. Quindi almeno 500 persone, di cui tanti da Schio, forse un centinaro addirittura. Gran frastuono, intrattenimenti per il pubblico, palloncini. Insomma, un ambientone. :yes: Una scoperta davvero straordinaria: se una partita si gioca senza concomitanza con altre 30, è più facile che la gente venga, giacché, a parte Padre Pio e pochi altri, l’ubiquità non è concessa. Di conseguenza, se ogni società potesse scegliersi il giorno e l’ora più adatti alle proprie esigenze, il problema della carenza di pubblico rischierebbe di risolversi almeno in parte. :huh:
Peccato che la partita, quando siamo entrati dopo 4’ del terzo quarto, era già chiusa per Schio sul +15. Anzi, in pochi minuti si rincara la dose fino al 30-56, complice un tecnico a Zanon. Schio è in versione rullazzo e s’alterna ora con Cohen, ora con Masciadri, ora con McCarville a produrre sprazzi che ammazzano il Geas. Il quale ha discrete cose da Michailova, qualche spunto di Zanoni e Zanon, ma per il resto Haynie e Crippa non ne mettono una, Summerton né segna né tira. Insomma 3 quinti del quintetto fuori partita, un po’ troppo per competere contro questa super-Schio pur priva di Ford e Pastore (che funzioni meglio, l’organico assottigliato)? Nell’ultimo quarto il Geas prova con la zone-press ma non cambia nulla. Finisce 53-78: erano due anni almeno che non vedevo una squadra fare un'impressione del genere a Cinisello o Sesto che sia. Più di una volta il Geas ha perso in casa ma era sempre di misura: mai con la sensazione che l'avversaria fosse inarrivabile. Ieri sì.
Il dopo-partita sembra una convention di addetti ai lavori, tra giocatrici, coach, dirigenti e l’ormai onnipresente Roberto Galli in veste di procuratore. Per non fare torto a nessuno, nomineremo solo due giocatrici presenti: Michela Frantini e Masha Maiorano. Ma anche il futuro, ovvero le stelline del vivaio Geas, compresa quella principe, Cecilia Zandalasini. Non è elegante prendere le misure alle signorine, ma ovviamente l’abbiamo fatto: l’1,85 ufficiale che le è attribuito direi che è corretto (anzi, vedo ora sul sito Geas 1,82: ma secondo me è qualcosina di più); fisico robusto; spero che sviluppi una sufficiente mobilità per giocare da esterna (ad alto livello, s’intende), perché, in caso contrario, pagherebbe la mancanza di centimetri. A proposito di futuro, ne abbiamo visto una parte anche in campo: esordio di Francesca Gambarini, classe ’95, play di cui tutti parlano benissimo fin dai tempi del minibasket. Purtroppo non va oltre l’1,68 (ma diremmo 1,65), però potrebbe appartenere alla tipologia dei play tascabili alla Eric. Dipende da quanto diventerà brava. Intanto s’è presentata con un assist per Halvarsson alla prima azione.

--> Anche stavolta chiudiamo con le dolenti note su Superbasket. Grottesco balletto: dopo lo stop “causa maltempo” (questa la versione ufficiale) della scorsa settimana, in questa doveva uscire, ma verso giovedì il direttore Limardi ha spiegato che l’editore ha messo il blocco a un numero già pronto, che poi è uscito online in forma ridotta (o comunque, senza femminile). L’editoriale è sostanzialmente un saluto d’addio. Non si capisce molto, ma una cosa è chiara: per rivedere il femminile su una testata cartacea ci vorrà un miracolo. :cry:

sabato 11 febbraio 2012

Diario (75)

 EDIZIONE RIDOTTA


Settimana dal 4 al 10 febbraio

-->Maltempo malandrillo: lo scorso weekend ha quasi azzerato l’A2 Sud, dimezzato l’A2 Nord (comprese 3 delle prime 4 in classifica) e, su 6 partite di A1, è andato a sgambettare proprio il big match che doveva andare su RaiSport, Umbertide-Taranto. Così la stagione televisiva, già di magro e digiuno, assomiglia sempre più a una quaresima, nonostante l’annunciata diretta per l’All Star Game di martedì 14. In A2, se non altro, ora si è risolto il gran mistero di cosa ci facesse un weekend di pausa, il 10-11 marzo, senza un motivo apparente: servirà ai recuperi... Purtroppo, mentre scriviamo queste righe (venerdì sera), sembra annunciarsi una nuova ondata di rinvii.

--> A proposito di clima siberiano. C’erano meno 5 gradi, addirittura, a Cinisello nella zona intorno al palazzetto, domenica scorsa. Freddo pungente e lastroni di ghiaccio dalla scivolata facile. Forse anche per questo, il pubblico per Geas-Pozzuoli non era esattamente delle grandi occasioni, quando invece si trattava di una partita cruciale per la stagione, un mezzo spareggio-playoff (“mezzo” perché mancano 7 giornate e perché se Faenza è in sgonfiaggio verticale, potrebbero superarla tutte e due). Ma i circa 200 coraggiosi, forse un paio di decine in più, che sono giunti al PalAllende hanno visto cose che voi umani potete solo immaginare, come direbbe quel famoso androide. :o: Una partita di gioioso corri e tira, coi talenti liberi di esprimersi senza difese oppressive ad alitar sul collo e spintonarti senza che l’arbitro faccia una piega, e senza elaborati schemi che dopo 20 secondi di “pick and block” e “fuck and roll” (o come si chiamano) ti lasciano al punto di prima e devi forzare da 9 metri. :angry: La bellezza di 35 canestri dentro l’area sono stati realizzati in Geas-Pozzuoli, per dare l’idea di come si sia difeso allegramente. Proprio il tipo di gioco che qualsiasi allenatore detesta (tranne Palumbo) e qualsiasi spettatore comune ama. Giocato così, il basket femminile è divertente, a tratti spettacolare, e non trasmette, soprattutto, quel senso di oppressione e impotenza che si respira nelle partite che finiscono 50-45. Certo, non è che tutto questo divertimento sia indice di valore delle due squadre: “l’attacco vende i biglietti, la difesa vince le partite”, dice il proverbio, ma vorrà dire che da qui in poi tiferemo affinché questa pazza Pozzuoli vada almeno ai playoff.

--> Una squadra, la Pozzuoli delle mille oriunde (e anche Linguaglossa, se vogliamo, non è italianissima d'etnia), che già propendeva verso questo stile “cicaleggiante”, con gente come Mazzante, Zampella, Fazio, Micovic. Ma ora è arrivata una al cui confronto le altre sono dilettanti in materia. Parliamo ovviamente di Danielle Adams. Una sola partita per diventare già una delle più incredibili giocatrici apparse sugli italici parquet. Una 23enne col corpo da lottatrice di sumo, con braccia paragonabili a due grossi insaccati del reparto macelleria al supermarket, una panza prominente e un deretano che Vanessa Hayden (la colossa ex Venezia), in confronto, ce l’aveva sottile. :woot: Ma anche, Adams, le mani di una pianista. Formidabile: 19 punti con 5/9 da 2 e 3/5 da 3 in poco più di 20 minuti alla prima partita in Italia e nonostante l’opprimente zavorra che le ha fatto sbagliare un paio di contropiedi e tiri da sotto, giacché in uno contro uno non è esattamente sgusciante, e non ha tantissimi centimetri per giocare da lunga, anche se un canestro su rimbalzo d'attacco e uno in entrata (su svarione difensivo sestese, peraltro) li ha segnati.
Comunque un talento super: triple con spazio, con la donna addosso, dalla media con passo d’arretramento, eccetera. Con lei, Pozzuoli ha un arsenale offensivo spaventoso. I problemi sono due: chi difende e come si spartiscono i tiri, considerando che Mazzante ogni volta che ha la palla la scaglia a canestro (e se fa 1/8 da 3, come domenica, non è il massimo), che le varie Fazio, Micovic, Chesta sono fin troppo simili come caratteristiche (e volendo, anche Linguaglossa), che Zampella pensa spesso a concludere più che a costruire, e infine che in area ci sarebbe un bel totem come Vilipic, che domenica segnava o subiva fallo ogni volta che riceveva palla, ma non la vedeva spessissimo. Tutto ciò per dire che Pozzuoli da qui in avanti può vincere o perdere qualsiasi partita, segnando 100 punti e subendone altrettanti.

--> Domenica ha appunto perso di 1 col Geas. Il quale è partito lento, come spesso succede soprattutto in casa (perché? Capitava anche l’anno scorso, non è che il quintetto iniziale sia sbagliato, è che, forse, alcune giocatrici tendono a trovare il ritmo a partita in corso, in primis Haynie), facendosi bucherellare dalla vena balistica di Pozzuoli, 22 punti nei primi 7’ e 17-28 al 9’ con 5/6 dalla media e 2/4 da 3. Anche Linguaglossa, utilizzata solo nel 1° quarto, faceva un 2/2 da fuori. Però non poteva continuare così; anzi, alla lunga Pozzuoli ha pagato la serata-no di Mazzante nelle triple, come detto. Il Geas l’ha vinta sul terreno delle avversarie: ha accettato di giocare ad alto ritmo, anche a costo di affrettare qualche tiro di troppo; ma ha avuto il pregio di reggere il confronto dei guizzi offensivi con Haynie Halvarsson (quest’ultima assai valorizzata da una partita che lasciava libertà al talento), trovando da una Zanon in giornata strepitosa (20 punti, 8 rimbalzi, 6 recuperi, 4 assist, 33 di valutazione: se è così, coach Ricchini e Lucchesi, richiamatela subito in azzurro, perché gente con la sua personalità e completezza non è che pulluli, nelle nuove) :yes: il punto di riferimento fondamentale, e poi imponendo quel po’ di organizzazione collettiva e difensiva che sicuramente ha. Tant’è che alla fine sono stati decisivi i 29 recuperi contro 17 perse. A un certo punto Montini ha potuto aumentare la pressione su Zampella con Arturi e su Mazzante con Zanoni. Mentre Palumbo, come faceva? Doveva solo pregare che le sue continuassero a segnare, e che la sua difesa di contenimento (perlopiù una zona che diventava uomo ad azione in corso) facesse meno buchi possibili. Bisogna dire, però, che con questa filosofia poteva benissimo portare a casa una vittoria d’oro, e alla fine gli è andata male più per episodi che per superiorità del Geas: Micovic e Zampella avevano siglato il 77-80 a 2’ dalla fine, poi Chesta ha avuto la tripla, libera, per il +6 a -1’30” ma l’ha sbagliata; subito dopo, Halvarsson ha segnato da fuori, Crippa ha rubato palla e in contropiede Halvarsson ha fatto l’81-80 a -45”; poi errore di Zampella, errore di Zanoni da fuori ed errore di Micovic allo scadere ma era impossibile, dopo una deviazione di Haynie che aveva rallentato l’azione.

--> Conseguenze di questo singolo punto di differenza: anziché Pozzuoli pari all’ottavo posto col Geas e 2-0 negli scontri diretti, Sesto è a +4 sulle solforose e pari con Faenza al settimo. La quale Faenza è stata demolita da Como (62-26 dopo 3 quarti, poi ha rappezzato lo scarto con un 5-27 nell’ultimo) e sembra pagare i suoi mille guai. Domenica c’è proprio Faenza-Geas. Quanto valga Sesto è ancora difficile capirlo: ci sono indicazioni contraddittorie. Ha battuto Umbertide, battuto Taranto, però ha perso a Priolo e faticato con Pozzuoli (per quanto, magari, potremmo scoprire che non molte batteranno Pozzuoli di qui in avanti). In generale, in ogni partita ha dei momenti in cui sembra friabile, da playout, e altri in cui sembra da vertice come l’anno scorso. Tant’è che, se guardiamo tutte le partite che ha giocato finora, sono pochissime quelle in cui non era ancora in bilico nel punteggio a 5’ dalla fine o anche meno. Che vuol dire, forse? Che ha talento all’altezza delle prime, ma non una solidità che la metta al riparo anche dalle ultime. Attacca bene ma difende male in area, come abbiamo già rilevato. Quindi potrà arrivare in alto o non arrivarci affatto, a seconda di come se la giocherà nelle molte probabili partite punto a punto delle prossime 7 giornate. Il calendario è favorevole; si può ipotizzare che possa insidiare il 6° posto di Parma e, se le cose girano giuste, forse anche il quinto di Lucca. Ovviamente se perde domenica con Faenza si rimette tutto in discussione. Parma, a proposito, s'è salvata a fatica con una gagliarda Cagliari, chiudendo 86-81 dopo aver quasi sempre inseguito: c'è un infortunio a Kireta, non sappiamo con quale prognosi.

--> Mercoledì non di coppe, stavolta, vista la pausa di Eurolega prima dei playoff, bensì di scaglie di campionato. L’appena nominata Comense ha passeggiato su Priolo nel recupero del famoso match rinviato per i blocchi stradali in Sicilia. Primo quarto pari, poi 30 punti di scarto in 30 minuti. Questa Como impressiona bene, anche perché Ajanovic fa sul serio (17 + 9 rimbalzi mercoledì, 12 punti domenica), insomma non una quarta straniera qualunque. Delle polemiche che tennero banco non più tardi di 2 settimane fa, apparentemente nemmeno l’ombra. Però ora ha un ciclo di fuoco: Schio in trasferta, Taranto in casa, poi il derbissimo col Geas. Può uscirne con le ali ai piedi ma anche ridimensionata non tanto nella classifica (perdere con le due “superbig” ci sta, col Geas meno ma non è scandaloso), quanto nel morale, perché uno 0-2 nel derby sarebbe duro da digerire… In prospettiva, inutile dire che già sogniamo un playoff Comense-Geas, rivincita dell’anno scorso... :alienff:
Ha giocato mercoledì anche Schio, anticipando la partita con Parma che sarebbe caduta nel mezzo della sfida-playoff con Salamanca. Avendo vinto, è prima da sola ma ha 2 partite più di Taranto. Ma s'apprende di un infortunio a Ford, vedremo di quale gravità.

--> Doverosa chiusura su Superbasket. Questa settimana non è uscito, causando una crisi d’astinenza notevole, almeno nel qui scrivente. La pizza in pausa pranzo del martedì, senza l’accompagnamento della rivista sulla quale si depositavano macchiazze di sugo, non aveva sapore. Pare che settimana prossima esca, ma senza articoli sul femminile. Non è un gran momento per l’informazione sul basket donne. Sì, non che prima fosse splendida splendente. Ma, oltre a SB che vacilla, c’è Pick and Roll (la rivista online iniziata un anno e mezzo fa) che è diventata solo mensile e se non erro da dicembre non ha più fatto uscite; la “top 5” di Basketnet è defunta; il riassunto di A2 su Basketinside.com è sparito da un paio di mesi; la rubrica di Alice Pedrazzi sul sito di Lega è durata solo l’anno scorso. :cry: In attesa di tempi migliori, buonanotte, suonatori.

Sul ritorno di Pastorino al Sanga

 Se Pastorino pensava di avere minuti subito (va be', diciamo entro i due terzi di campionato) e il Geas pensava di avere una giocatrice utilizzabile in partita subito (= entro i due terzi di campionato), è chiaro che l'obiettivo non è stato raggiunto. Poi è logico che se intervengono voci societarie, ti danno una visione ufficiale ottimistica, diciamo così.

Se invece Pastorino è andata là per fare apprendistato, e al Geas era utile addestrarla per il futuro e intanto servirsene come sparring partner in allenamento, allora va bene così.
In ogni caso è necessario che la ragazza giochi in partita, e non c'è tempo da perdere, a mio parere, considerando il tipo di giocatrice che è, cioè acerba dal punto di vista agonistico. Ma probabilmente il discorso vale per qualunque ventenne.

sabato 4 febbraio 2012

Diario (74)

 EDIZIONE RIDOTTA


Settimana dal 28 gennaio al 3 febbraio

--> Il Geas perde a Priolo sotto l’occhiuto sguardo di RaiSport. Partita che Sesto poteva anche vincere, visto che a 5’ dalla fine era passata davanti con un arresto e tiro e poi un appoggio da sotto, entrambi di Zanon; ma è stata Priolo a fare l’andatura per gran parte. Primi due quarti con sorpassi a vicenda, poi un parzialone siculo a inizio ripresa: da +4 a +13. Il proverbiale alchimista Coppa ha trovato la quadra con una zona permanente, la quale ha reso poco praticabile l’area al Geas, sfidandolo al tiro da 3, dove però ha totalizzato 6/31, perdendo inoltre un sacco di palloni. In pochi minuti però il Geas ha rabberciato con uno sprazzo di Crippa (già a 17 dopo 3 quarti), poi sembrava che con la zone-press fosse riuscito a spegnere l’attacco di Priolo, che in precedenza era stato molto tonico. Invece, sul più bello, gli argini si sono stranamente aperti, e così dal 57-59 si è passati a un 66-59 irrecuperabile. In quel 9-0, a parte un giro e tiro di Seino dalla media, ci sono stati una penetrazione di Buccianti con fallo, un intercetto + contropiede di Cirov e un’altra entrata di Buccianti. La quale è stata davvero brava (16 punti), ma le è stato concesso troppo rispetto all’abituale ficcanza della giocatrice.
Dice: ma com’è che il Geas batte Taranto che non perde mai, e poi si fa battere dalla pericolante Priolo, già battuta 3 volte in stagione di cui una a metà dicembre con 18 punti di scarto? Be’, intanto Priolo adesso ha Ciappina e Gaither in più, le quali non hanno fatto cose strepitose domenica ma si sono rese utili e hanno allungato parecchio il roster, consentendo alle titolari di arrivare meno spompe alla fine. Poi c’è stato, probabilmente, lo stesso meccanismo che ha aiutato il Geas a battere Taranto: ovvero, la squadra più avanti in classifica, reduce da una serie di vittorie, non arriva col sangue agli occhi in casa di un’avversaria che reputa meno forte, e che però, invece, arriva a questa partita col massimo delle motivazioni e dell’intensità, e così fa lo sgambetto. Congetture a parte, sta di fatto che, invece di agganciare Faenza, Sesto deve guardarsi le spalle da Pozzuoli che è tornata a -2: e domenica 5 c’è lo scontro diretto.

--> Pozzuoli che è risorta improvvisamente, dopo un periodo tetro, battendo con 25 di Mazzante un’Umbertide che è a sua volta entrata in un tunnel, perdendo 3 partite che all’andata aveva vinto. Dicevamo tempo fa che Umbè aveva vinto fin troppe partite punto a punto per non rischiare, qualora fosse subentrato un calo e la sorte non avesse più girato a favore, di perdere colpi. Così sembra accadere ora. Con questo risultato, e la sconfitta di Lucca Taranto (apprezzabile il punteggio alto, 76-67, dopo tanti big match stitici), gode la Comense che è terza a pari punti con Lucca e Umbè ma ha una partita in meno. Se fa il bis casalingo tra Faenza (il 5) e Priolo (l’8) può davvero fare sogni di rock’n’roll. Intanto però stava rischiando a Cagliari: andamento pazzoide, +23 Como a metà, poi pareggio sardo a 5’ o 6’ dalla fine con una super Arioli (18), prima che Hicks togliesse il fuoco dalle castagne. Nel frattempo sembra sgonfiata la polemica con Priolo, o perlomeno non sono emersi elementi nuovi.

--> Quando Parma tagliò Tobin per prendere Kireta, vi fu chi storse il naso, in quanto l’americana tagliata sembrava in crescita dopo un inizio impacciato, e la perticona croata rischiava d’essere un po’ bollita vista l’età. Kireta invece stava già convincendo nelle scorse settimane, ma se c’era ancora qualche scettico, i 30 punti segnati ad Alcamo, in una partita non facile per Parma, dovrebbero averlo fatto ricredere. Parma sembra viaggiare verso la sua miglior stagione degli ultimi anni.

--> In A2Milano finora aveva perso solo 3 volte, di cui 2 con Vigarano e una con Muggia che è quinta. In sostanza, percorso netto con le piccole. Quella di domenica con Piemonte alias Collegno del lombardo purosangue Maurizio Frigerio è la prima vera scivolata della stagione. Il Piemonte non vinceva da 9 partite, qui ha trovato l’America perché Milano era ai minimi termini: fuori Frantini e Giunzioni, sfebbrate da poco Stabile e Gottardi. :woot: Il vecchio marpione “Friz” (Frigerio) deve aver fatto la danza dell’influenza e alla fine ha pescato proprio la sua ex alfiera Frantini, che sotto la sua gestione al Geas (2003-2007) esplose come giocatrice di primo piano in A2. Frantini, nelle ultime settimane, era offensivamente la più in forma per il Sanga, nonché il riferimento primario sul perimetro, dove a fronte di una difesa chiussima in area su Ntumba e Lidgren, sarebbe servito come il pane aprire la scatola con le triple. Ne ha messe 4 Stabile ma per il resto non è che il Sanga abbia grosse specialiste in materia.
Franz Pinotti, espulso per doppio tecnico, accusa un metro arbitrale permissivo, però 48 punti con 9/46 da 2 resta troppo sotto la sufficienza per poter essere spiegato solo con l’influenza e coi falli non fischiati. C’è un problema di percentuali in generale per la squadra, e in particolare per Ntumba, ultimamente: in realtà lei (che è giocatrice di grande quantità, rimbalzi compresi) non le ha mai avute altissime, negli anni passati; quest’anno all’inizio le aveva buone, ma nelle 4 partite di gennaio ha totalizzato un 9/43 dal campo. Un calo di forma, probabilmente, ma non solo. Il fatto è che le avversarie preparano come prima opzione difensiva il suo saccagnamento sistematico (tant’è che è prima per falli subiti in tutta l’A2), sicché la difficoltà dei suoi tiri aumenta, e se non diminuisce i tentativi le percentuali scemano. Lidgren è in crescita ma non domenica, in cui ha sprecato di tutto di più. Arbitri o non arbitri, la media-punti stagionale del Sanga è piuttosto bassa rispetto al potenziale delle giocatrici. Certo, a tal proposito c’è l’altro problema non da poco che Gottardi, per il noto ritardo di preparazione accumulato a settembre e per i suoi impegni di lavoro, non può essere la Gottardi “superlusso” di un tempo. Comunque inutile fasciarsi la testa quando si è 12-4 in stagione; tradizionalmente poi gennaio non è un mese favorevole al Sanga.

--> L’altra sorpresa in A2 Nord è stata la sconfitta di Vigarano in casa con Marghera. All’andata Marghera ha stentato ma aveva problemi di infortuni a Savelli e Gorla. Adesso ha recuperato quelle due, e in più ha aggiunto nientemeno che Erika Striulli, ferma da un anno e mezzo: play razzente, sembrava in trampolino di lancio fino a 2 anni fa. Alla terza partita dal rientro, appunto con Vigarano, ne ha messi 13. C’è mancato poco che cadesse pure Bologna ma ha vinto all’overtime a Muggia ed è un successo che pesa, perché ora le tortelline hanno +2 su Vigarano e +4 su Milano. Ma forse è iniziata una nuova fase del campionato, perché le ultime della classe hanno tutte vinto, salvo Alghero che però era in scontro diretto con Borgotaro. Biassono ha sciorinato una super-prestazione contro Bolzano: 27 punti di Galbiati e 25+11 rimbalzi di Contestabile. E come dice saggiamente il suo coach Stefano Fassina ai microfoni di “Pink Basket”, in questo periodo dell’anno è normale che chi ha più voglia vinca, anche se è sfavorito. Durante l’andata le “big” non hanno quasi mai perso contro le altre, ora è possibile che capiti qualche volta di più.

--> In A2 Sud tutto a bersaglio il poker di capoliste, anche se Chieti ha rischiato grosso a Napoli (sponda Women, cioè l’ex A1) con Gonzalez ferma a 2/15 al tiro, e vittoria solo al supplementare.

--> Si è giocato domenica 29 il turno provinciale del Join The Game, il 3 vs 3 per le U13 e U14, con due scudetti in palio a maggio (ahò, ufficialmente valgono come quelli “veri”). In Lombardia le solite grandi hanno più o meno saziato i loro appetiti, piazzando una o più squadre alla fase regionale. La Comense e il Geas 3 a testa, Biassono e Sanga una, tanto per limitarci ai club di A1 e A2.

--> Il dramma di Superbasket. Sul numero di questa settimana è uscito un appello/denuncia dei redattori, riassumibile così: l’editore non ci sta pagando da ottobre ed è svanito nel nulla, noi siamo andati avanti a fare la rivista per amore del basket, ma d’ora in poi non garantiamo più. :cry: :cry: In poche parole, sono campane a morto (salvo miracoli) per l’unico settimanale italico sul nostro sport. Considerando che il mensile Dream Team ha chiuso nel 2009 e che American Superbasket ha cessato a ottobre scorso, il desolato panorama lascerebbe viva, se non erriamo, solo la “Rivista Ufficiale Nba”. E non ci sembra un caso, perché il futuro dell’informazione, in mancanza di pubblico, appare legato solo a istituzioni o società che finanzino prodotti che di puro mercato non si reggerebbero mai. Anche se nel caso di Superbasket pare più una questione di cialtronaggine dell’editore che di mancanza di vendite. Nel frattempo, solidarietà alle penne del femminile, anche se fortunatamente (nella sfortuna), essendo collaboratori non campavano di quello. Sintesi di tutto, comunque: che depressione.

--> Finita la stagione regolare di EurolegaSchio batte Tarbes 68-66, si piazza quarta ed evita lo spauracchio Ekaterinburg negli ottavi (anzi, “settimi”, perché il Galatasaray è già qualificato alle Final 8 come organizzatore): avrà Salamanca, che è sì campione d’Europa ma sembra molto più giocabile. Finora Schio, anche gli anni scorsi, in Europa ha fatto il compitino senza mai la grande impresa; sarebbe il momento di farla. Taranto chiude con una vittoria di prestigio su Madrid ma era già fuori; 6 vinte-8 perse il bilancio; il girone era molto equilibrato, il Cras ha perso troppe occasioni.
Nell’ultima giornata spiccava il big match tra Valencia Galatasaray, per il primato nel girone A: dominio 98-80 (questi sì che sono punteggi) per le spagnuole, con 26 punti della sensazione nascente Maya Moore, 20 di Murphy, 13 di Lyttle (nel roster ci sono anche Wauters, Yacoubou e Lauren Jackson, così tanto per avere un discreto pacchetto-lunghe...), mentre per le istanbulliane non sono bastati 28 di Taurasi e 23 di Charles. L’altra turca Fenerbahce chiude 12-0 in testa al girone B, mentre il C l’ha vinto il sempiterno Spartak Regiondimosca.

--> In settimana è arrivata la neve: in Lombardia qualche piccolo danno alle giovanili in settimana ma niente di grave; sembra che nelle altre regioni la situazione sia più critica e infatti nella giornata di venerdì sono arrivati rinvii a raffica per il weekend. Vedremo il conto finale.