sabato 18 febbraio 2012

Diario (76)

 EDIZIONE RIDOTTA


Settimana dall’11 al 17 febbraio

--> Un altro weekend infestato dal maltempo, quello scorso. Ne fa le spese soprattutto l’A2 Sud, che ha rinviato altre 5 partite dopo le 5 della settimana prima. Il provvidenziale weekend “buco” del 10-11 marzo era già stato riempito, ora sarà più complicato. In A2 Nord il totale è di 6 recuperi. In A1 soltanto (si fa per dire) 3. Il brutto, al di là dei disagi per le società, è che le classifiche sono falsate dal numero diverso di partite giocate. In A1 si sono sommati gli anticipi di Schio per motivi europei: così, a oggi, Schio ha 4 partite giocate più di Umbertide; e tra le 12 squadre, c’è chi ne ha giocate 14, chi 15, chi 16, chi 17 e chi 18. :woot: Sembra quasi una beffa a chi aveva imposto l’obbligo della contemporaneità: neve impertinente, che non rispetti i poteri forti. :ride:

--> C’è pertanto una situazione magmatica, di difficile lettura (sempre parlando di A1), dalla quale potrebbe scaturire, una volta rimesse le cose a posto, qualche situazione sorprendente rispetto a quella che sembra adesso. Vale a dire, qualcuno di botto che sale o qualcuno che di colpo lo scopri più in basso di quanto credevi. :blink: Lo scorso turno, di sorprese ne ha regalate, perché le due isolane di fondo classifica si sono scosse battendo Pozzuoli e Lucca. Alcamo sul suo campo aveva fatto soffrire Parma, non è così strano che abbia fermato Lucca, la quale, a mio parere, non ha un organico tale da garantire nulla se non se lo guadagna col consueto sudore. Se Bagnara fa 1/9 al tiro, come domenica, non ci sono molte alternative. Cagliari, in tv, ha dato una lezione di gioco di squadra a Pozzuoli, nel senso che da un lato si vedevano meccanismi collettivi e sana lotta operaia, dall’altro quasi solo sprazzi di talento. In 5 minuti decenti hanno rimesso in piedi la partita da -20, ma se tiri la corda in questo modo, bastano un paio di forzature sul più bello e la rimonta va in fumo.
Verrebbe da dire: da una parte una squadra mediocre ma allenata, dall’altra una di talento ma dove ognuno va per conto suo. D’altronde, è anche inevitabile che sia così, viste le caratteristiche delle rispettive giocatrici. Un Diamanti o un Coppa farebbero molto di diverso da Palumbo? Sì e no. Intanto, probabilmente non vorrebbero un tipo di squadra così; se l’avessero, darebbero un po’ più di disciplina, ma far difendere alcuni personaggi là dentro non pare impresa semplice. Il rischio è quello di considerare la forza di Pozzuoli in base solo alle caratteristiche d’attacco e non al valore totale delle giocatrici, dato che purtroppo per loro esistono anche qualità come l’applicazione difensiva e il saper giocare nei meccanismi di squadra. E magari anche il saper mantenere un fisico da atleta. La bilancia, a Pozzuoli, immagino che l’abbiano messa da parte per non soffrire troppo nel leggere i responsi ai test sul peso. <_< Con tutto ciò, Pozzuoli non è ancora fuori dai playoff ma poco ci manca. Deve vincere almeno 4 delle ultime 6 partite (cioè tutte tranne quelle con Schio e Taranto), di cui lo scontro diretto con Faenza, e sperare che una tra Faenza e Geas non ne vinca più di 2.

--> In alto, la situazione è appunto invischiata dai vari rinvii, per cui ci asteniamo da calcoli; di sicuro Schio ha fatto la voce grossissima demolendo la Comense e il Geas (vedi sotto) nell’arco di 6 giorni. Taranto resta favorita per il primato, anche perché non spenderà energie in Eurolega, ma se appena fa un passo falso (vediamo, ad esempio, domani a Como), rischia. In ogni caso, s’è già intuito, ma era già piuttosto chiaro dopo lo sgonfiarsi di Umbertide, che per lo scudetto ci sono sempre e solo loro due. Poteva esserci uno spiraglio per Como se mostrava cose grosse a Schio, ma la sentenza è stata chiara. Le squadre “normali” giocano per il terzo posto.

--> In A2 Nord c’è stato, sabato scorso, lo scontro diretto per il primato tra Vigarano e Bologna. Esito a metà, ovvero Vigarano vince 68-59, con 23 di Kozdron e 16 di Vian, ma non ribalta lo scarto dell’andata, per cui ora sono pari ma con Bologna davanti. Sembra limitarsi a loro la corsa per la “pole position” in questo girone, giacché Milano ha perso in volata a Udine, 59-57, ed è ora staccata di 4 lunghezze. Partita dall’andamento interessante: prima davanti Udine, Milano è rimessa in corsa da 14 punti di Frantini nei primi 13’, pareggia, scivola di nuovo a -7 in avvio di 3° quarto ma va avanti con un parzialone firmato Ntumba-Stabile-Pastorino (quest’ultima arruolata in extremis grazie al rinvio di Faenza-Geas): a 2’ dalla fine ancora +5 Sanga ma Udine fa un 7-0 e nell’ultima azione Milano sbaglia 3 volte il tiro del pari. S. Martino di Lupari è solo 2 punti sotto la coppia di testa, ma non ci sembra avere un organico di pari spessore per non fare passi falsi di qui alla fine.

--> A proposito di Milano, verso metà di questa settimana c’è stata un’interessante polemica nel topic sull’A2 Nord, di questo forum, in cui Franz Pinotti ha duellato con qualche utente che criticava la mancanza di gioco di squadra da parte del suo team, dove ognuno, secondo costoro, andrebbe per conto suo, e poi si fanno giocare troppo le stesse, anche se vanno male. Addirittura è stato scritto che durante i timeout parlano le giocatrici anziché l'allenatore. Tra i critici c’era anche il consueto “Turk182”, che Pinotti sembra aver identificato (ma senza fare il nome) in un noto allenatore la cui carriera sarebbe stata rovinata dal caratteraccio... :angry: Diciamo che con 4 sconfitte nelle ultime 5 partite ogni critica può trovare terreno fertile, ma penso che sia troppo facile parlare di “raccolta di figurine”, che è la prima cosa che veniva in mente nel momento in cui la squadra fu assemblata: il Sanga era atteso al varco su questo aspetto, per cui alla prima striscia negativa scatta in automatico questa spiegazione. A me sembra, piuttosto, un calo di condizione dopo la pausa natalizia, fenomeno già avvenuto nelle passate stagioni al Sanga: 2009/10, perse 4 delle prime 6 partite dopo la sosta; 2010/11, perse 7 delle prime 8; 2011/12, perse 4 delle prime 5 (e forse meno male che a Cervia è stata rinviata). Dire che con Gottardi, Ntumba e Frantini insieme non vedi una squadra operaia e che ama il passaggio più del tiro, è la scoperta dell'acqua calda. Ma se fossero solo una raccolta di figurine, non avresti la difesa migliore del girone o quasi.

--> Fino alla scorsa settimana si poteva dire che in A1, al capitolo infortuni, stava andando meglio del solito. Gli anni scorsi, ricordiamo, la stagione sembrava un bollettino di guerra. Finora, se non c’era sfuggito qualcosa, nessun infortunio da stagione chiusa, nessuna squadra con due o tre assenze contemporanee e prolungate che rovinassero l’annata. Purtroppo il fulmine prima o poi doveva cadere ed è toccato a Debora Carangelo, scassatasi l’altro ginocchio rispetto a quello infortunato agli Europei 2010. E’ giovane ma dover fare una carriera d’alto livello con entrambe le ginocchia ricostruite richiederà uno sforzo triplo rispetto a quanto fatto finora da una giocatrice che peraltro di carattere ne ha già dimostrato parecchio. Negli stessi giorni s'è saputo che l'infortunio di Pastore è più grave di quanto s'era capito (almeno io) all'inizio, cioè la sua stagione è chiusa. Si vede che la sfiga si sta concentrando sui play italiani visto che anche di Donvito non c'è notizia sul rientro. E a proposito di Comense, Pasqualin s'è operata e ha finito l'anno. Sì, forse sta andando come gli anni scorsi, purtroppo.

--> L’All Star Game di martedì è stata una partita abbastanza “vera”, il che ha portato a una certa carenza di spettacolo (68-54 non è un gran punteggio da All Star Game), il che è dipeso anche dal non eccezionale cartellone delle partecipanti (non che il nostro campionato, rispetto ad altri d’Europa, pulluli di superstar, ma una dozzina di giocatrici migliori di quelle scese in campo a Parma ci sarebbero). Non so quanto sia attendibile che dopo 3 quarti l’italica rappresentanza fosse avanti di 1 punto, ma al di là di questa che può essere una casualità, non sarei troppo pessimista sulle prospettive azzurre, a patto di non sognare nulla più di una qualificazione, che sia al primo o al secondo tentativo. Ma questo mi sembra assodato. Giocatrici in grado di tenere il campo ci sono, il problema (a parte la cronica carenza di lunghe) è che non sappiamo quando si definirà il gruppo perché siamo ancora nella fase degli esperimenti, e poi che, comunque sia, buona parte, o gran parte, degli elementi dovranno fare le protagoniste quando al massimo erano state gregarie. Ma è ancora troppo presto per parlarne. Va annotata però l’ottima prova di Masciadri, che se non fa il leader lei, chi altro potrebbe?

--> Ieri sera, venerdì, anticipo Geas-Schio. Per una volta a Sesto, nel palazzetto intitolato da poco a Natalino Carzaniga. Arrivando in zona alle 21.30, ovvero 45 minuti dopo l’inizio, con l’idea di vedere il secondo tempo, scoprivamo l’intasamento dei parcheggi nel raggio di un chilometro (il palazzetto non ha un parcheggio vero: si mette la macchina nei normali posti-macchina del quartiere), dal che sospettavamo un affollamento maggiore del previsto. Infatti, all’interno, trovavamo un pubblico straripante, con tribune tutte piene e varie decine di persone in piedi. Quindi almeno 500 persone, di cui tanti da Schio, forse un centinaro addirittura. Gran frastuono, intrattenimenti per il pubblico, palloncini. Insomma, un ambientone. :yes: Una scoperta davvero straordinaria: se una partita si gioca senza concomitanza con altre 30, è più facile che la gente venga, giacché, a parte Padre Pio e pochi altri, l’ubiquità non è concessa. Di conseguenza, se ogni società potesse scegliersi il giorno e l’ora più adatti alle proprie esigenze, il problema della carenza di pubblico rischierebbe di risolversi almeno in parte. :huh:
Peccato che la partita, quando siamo entrati dopo 4’ del terzo quarto, era già chiusa per Schio sul +15. Anzi, in pochi minuti si rincara la dose fino al 30-56, complice un tecnico a Zanon. Schio è in versione rullazzo e s’alterna ora con Cohen, ora con Masciadri, ora con McCarville a produrre sprazzi che ammazzano il Geas. Il quale ha discrete cose da Michailova, qualche spunto di Zanoni e Zanon, ma per il resto Haynie e Crippa non ne mettono una, Summerton né segna né tira. Insomma 3 quinti del quintetto fuori partita, un po’ troppo per competere contro questa super-Schio pur priva di Ford e Pastore (che funzioni meglio, l’organico assottigliato)? Nell’ultimo quarto il Geas prova con la zone-press ma non cambia nulla. Finisce 53-78: erano due anni almeno che non vedevo una squadra fare un'impressione del genere a Cinisello o Sesto che sia. Più di una volta il Geas ha perso in casa ma era sempre di misura: mai con la sensazione che l'avversaria fosse inarrivabile. Ieri sì.
Il dopo-partita sembra una convention di addetti ai lavori, tra giocatrici, coach, dirigenti e l’ormai onnipresente Roberto Galli in veste di procuratore. Per non fare torto a nessuno, nomineremo solo due giocatrici presenti: Michela Frantini e Masha Maiorano. Ma anche il futuro, ovvero le stelline del vivaio Geas, compresa quella principe, Cecilia Zandalasini. Non è elegante prendere le misure alle signorine, ma ovviamente l’abbiamo fatto: l’1,85 ufficiale che le è attribuito direi che è corretto (anzi, vedo ora sul sito Geas 1,82: ma secondo me è qualcosina di più); fisico robusto; spero che sviluppi una sufficiente mobilità per giocare da esterna (ad alto livello, s’intende), perché, in caso contrario, pagherebbe la mancanza di centimetri. A proposito di futuro, ne abbiamo visto una parte anche in campo: esordio di Francesca Gambarini, classe ’95, play di cui tutti parlano benissimo fin dai tempi del minibasket. Purtroppo non va oltre l’1,68 (ma diremmo 1,65), però potrebbe appartenere alla tipologia dei play tascabili alla Eric. Dipende da quanto diventerà brava. Intanto s’è presentata con un assist per Halvarsson alla prima azione.

--> Anche stavolta chiudiamo con le dolenti note su Superbasket. Grottesco balletto: dopo lo stop “causa maltempo” (questa la versione ufficiale) della scorsa settimana, in questa doveva uscire, ma verso giovedì il direttore Limardi ha spiegato che l’editore ha messo il blocco a un numero già pronto, che poi è uscito online in forma ridotta (o comunque, senza femminile). L’editoriale è sostanzialmente un saluto d’addio. Non si capisce molto, ma una cosa è chiara: per rivedere il femminile su una testata cartacea ci vorrà un miracolo. :cry:

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