mercoledì 29 giugno 2016

Riassunto di giugno (1. parte - Bulgheroni, Preolimpico e altro)

Arretrati, mamma mia quanti siete da smaltire. Per tutto giugno (e sarà così anche a luglio e agosto) uno sciame di giocatrici in maglia azzurra, con relativi staffs, s'è riversato in palestre d'Italia, d'Europa e financo Asia per un brulicare di competizioni che soltanto gli addetti ai lavori professionisti, o qualche appassionato in vacanza, può aver seguito in modo significativo, cioè guardando le partite in streaming o addirittura dal vivo anziché semplicemente informarsi dei risultati, cosa peraltro già complicata di suo. Alla notizia che ci sono pure le qualificazioni agli Europei di 3 contro 3, tra pochi giorni, ci siamo arresi. :wacko: Meglio non chiedersi quanto giovi tutto ciò e cercare di ricostruire il mosaico di quanto avvenuto.

- Mondiale 3 vs 3 Under 18 (2-4 giugno): abbiamo inviato in Kazakistan, nell'avveniristica Astana (o almeno così la spacciavano nel padiglione kazako all'Expo dell'anno scorso) un quartetto del '98 per metà lombardo (Parmesani e Polato) e per metà veneziano (Castello e A. Togliani). Non abbiamo avuto fortuna, giacché perdendo con la Polonia di 7 all'esordio, e vincendo di 1 con l'Olanda (oltre alla vittoria quasi scontata sul Kazà e la sconfitta altrettanto previdibile con gli Usa), siamo stati fregati dalla classifica avulsa: ha sparigliato le carte la vittoria olandese sulle americane. Quindi quarte nel girone e fuori dalla seconda fase. Ha vinto l'oro la Francia in finale sugli Usa.

- Negli stessi giorni c'era la Nazionale sperimentale in torneo a Pomezia. Qui, in controtendenza, con le qualificazioni europee spostate durante l'anno, l'estate si è svuotata d'impegni. Capobianco ha assemblato un gruppo eterogeneo, con qualche azzurra del gruppo fisso (Gorini, Formica, Fassina), altre sulla soglia tra l'essere dentro e l'essere fuori, e poi il plotone che sverna nei college Usa.
Buona figura con la possente Australia di Lizzona Cambage, un po' in ricambio generazionale dopo i 3 argenti olimpici di fila (perso 46-54), poi vittoria franca sul Camerùn e sconfitta di misura col Belgio. Secondo posto per classifica avulsa favorevole, ma è un dettaglio; l'importante è che Capobianco sia riuscito a cavarne qualche indicazione sugli elementi che possano tornare più utili per completare il roster dell'Europeo 2017. Il problema di fondo è che la nostra lunga carestia di giocatrici di primo piano non pare risolversi, come si sperava qualche anno fa, col raggiungimento della maturità cestistica da parte della generazione '92-93 che ci rimise sulla mappa delle potenze giovanili dopo oltre un decennio d'oblio. Una nazionale di sole gregarie o aggrappata all'eterna Macchi (38 anni nel 2017) non potrebbe, salvo miracoli, fare molto meglio delle spedizioni recenti, che l'alleni Ricchini, Capobianco o Capo Verde.

- Erano impegnate in qualcosa di più consistente le 12 nazionali che sono convenute a Nantes dal 13 al 19 giugno per il Preolimpico. Confessate, chi lo sapeva e chi l'ha seguito sul serio? :shifty: Probabilmente non il grande pubblico francese, dato che negli stessi giorni era iniziato l'Eurocalcio; tuttavia i match delle transalpine hanno fatto registrare buone affluenze.
C'erano 5 posti in palio per i Giuochi di Rio e l'Europa ha fatto man bassa, arraffandone 4, cioè tutti quelli possibili, dato che aveva in lizza Francia, Spagna, Turchia e Bielorussia (solo l'oro europeo, la Serbia, era qualificata di diritto). Le prime tre hanno passeggiato, l'unica che ha sudato è stata la Bielorussia, battuta dalla Cina nel primo spareggio per le Olimpiadi e quindi costretta a vincere il tabellone di ripescaggio. Pochi segnali, se non negativi, dagli altri continenti, tranne appunto la Cina: male Cuba, che un tempo era una potenza, alle aste l'Argentina (una delle migliori ci risulta sia stata Agostina Burani, non indimenticabile nella nostra A2 col Geas 2 anni fa), qualcosa meglio la Sud Corea che ha pagato la classifica avulsa nel gironcino iniziale finendo accoppiata con la Spagna, ma poi ha perso la finalina di ripescaggio con la Bielorù. Nuova Zelanda, Camerun, Nigeria e Venezuela fuori al primo turno, anche se le africane sono state dignitose.

- Torniamo nei patrii confini. Negli stessi giorni del Preolimpico, dal 14 al 18 giugno, si è giocato a Bormio il Trofeo Bulgheroni, ovvero l'equivalente del "Regioni" per la categoria U13. Primo affacciarsi dell'annata 2003 sulla scena del basket nazionale. Ha vinto con un certo agio la Lombardia, allenata dalla giovane Martina Gargantini (giocatrice di Biassono), in finale sull'Emilia-Romagna, completando così un "grande slam" di tornei per selezioni regionali dopo aver già vinto a gennaio il "Fabbri" di Rimini (annata 2002) e a marzo il "Regioni" (annata 2001). Si conferma insomma il ritorno in auge della regione suddita di Maroni dopo un periodo a prevalenza veneta. E' onesto dire che le vittorie della Lombardia, stante il vantaggio numerico della base da cui attingere, sono un po' come quelle degli Usa nelle competizioni per nazionali, cioè non imprese titaniche, ma nemmeno scontate. -_-

(fine prima parte)

Nella foto: la Lombardia U13 festeggia la vittoria al "Bulgheroni".

lunedì 20 giugno 2016

[U14] Resoconto della finale regionale Geas-Costa (2. parte)

Esaurite le brevi premesse, e passando finalmente alle vicende del campo, ci apprestavamo a godere della sfida tra le due possibili migliori squadre d'Italia nella categoria, tra talenti che potrebbero vestire l'azzurro nelle prossime estati europee giovanili, e tra due allenatori di vaglia come Marco Rota e il già menzionato Ranieri, spalleggiati rispettivamente da Big Renata Salvestrini e "Miss Tripla" Masha Maiorano. Lusso in tutto e per tutto.
Senonché l'equità delle forze in campo veniva azzoppata dalla decisione di Costa di non utilizzare Balossi e Celli, i due elementi più quotati (la seconda è stata quintetto ideale nelle finali U16 di poche settimane prima; l'altra lo fu alle finali U15 dello scorso anno e in questo è stata tra le migliori della squadra alle finali U18…), con la motivazione che le due avevano già avuto sufficienti palcoscenici per esprimerci, e ora toccava ad altre.
In casa propria ciascuno è padrone, non ci permetteremmo di giudicarla una scelta giusta o sbagliata; diciamo che sul piano agonistico Costa ha virtualmente consegnato il titolo al Geas, nonostante di titoli quest'anno le rivali sestesi ne avessero già incamerati cinque (U16 Elite più poker Join the Game coi 2 regionali + 2 nazionali) mentre il club masnaghese zero, anche se a livello nazionale, sarebbe assurdo tralasciarlo, ha goduto due volte, col 4° posto U18 e il terzo U16.
Forse la maggioranza delle società avrebbe fatto di tutto per arrivare a "uno titulo", evitando che la controparte salisse a sei; e quindi forse, in un'ottica idealistica, va apprezzata la scelta controcorrente di Bicio Ranieri-patron, che ha privato Bicio Ranieri-allenatore (quindi doppio coraggio) dei due elementi di punta.
Qualche settimana fa il medesimo Bicio, alla mia obiezioni sugli zeru tituli, rispose "Da noi la priorità non sono i titoli ma formare giocatrici". :o: Ahò, in quest'occasione è stato coerente all'estremo, in quanto ha ritenuto che l'assenza di Celli e Balossi giovasse alle altre per prendersi maggiori responsabilità e quindi giocare (finalmente, dopo mille vittorie dai 50 ai 100 punti di scarto) una partita ad alto tasso di pressione con ruoli da protagoniste, anziché affidarsi alle due compagne di spicco.
Personalmente - ma Bicio ha buon diritto di fregarsene - resto scettico quando l'idealismo prevale sulla concretezza, che indurrebbe a schierare il miglior organico possibile per vincere, e non sono sicuro che rinunciare all'uovo oggi (cioè il titoluccio regionale, che però per varie ragazze poteva essere uno dei più bei ricordi della carriera) significhi avere più possibilità di ottenere la gallina domani. :blink: Non ho però certezze al riguardo e riconosco la grande autorevolezza di Bicio in materia di gestione societaria, quindi che si può dire? Da spettatore spiace solo di non aver visto all'opera il meglio da entrambe le parti.

Peraltro Costa è andata vicina a vincere lo stesso. Arrembante inizio delle collinari, con energia, palle rubate, rimbalzi in attacco a raffica, tiri liberi guadagnati (già una decina mentre il Geas è ancora a zero), e dopo qualche normale difficoltà a concretizzare - stiamo parlando di Under 14, giocatrici in embrione - c'è il primo minibreak sul +6 per Costa (8-14 al 5'30"). In evidenza il trio Allevi-Colognesi-Discacciati, le più note del gruppo dopo le due assenti (un play-guardia la prima, due lunghe o diciamo ali fisicate le altre due). Nel frattempo Panzera, faro sestese, reduce da un infortunio alle finali U16, è costretta a una lunga sosta in panchina per falli precoci. A fine 1° quarto è 15-21 per Costa grazie a un 6/6 ai liberi di Discacciati.

Cambia il vento nel 2° quarto. Un bel lavoro di squadra da parte del Geas, che trova contributi da vari elementi, in particolare Pellegrini, Nespoli, Spinelli, Bellini, elementi abbastanza simili (chi più alta, chi meno), ovvero guardie-ali di buon atletismo e mani educate. Alla fine per le rossonere saranno in 9 a segno contro 7 di Costa, e potevano essere 11 se le forti 2003 Merisio e Toffali non fossero incappate in una siccità realizzativa. Il Geas inoltre ribalta la bilancia dei recuperi e dei tiri liberi: ora sono le sestesi ad andare a raffica in lunetta, e sebbene ne gettino 13 di fila sul ferro (!) alla lunga macinano punti, mentre Costa va in difficoltà sia nel possesso-palla sia in fase conclusiva. Il metro arbitrale non è decisamente permissivo: alla fine saranno 79 i liberi concessi (per la gioia di chi aveva impegni nel dopo-partita, già iniziata con 15' di ritardo...), di cui 18/48 per il Geas e 18/31 per Costa.
Poi ci pensa la rientrata Panzera, prendendo in mano la situazione con 8 punti in questo quarto, di cui un pregevolissimo 1 contro 1 con virata per il 37-29 all'intervallo (parziale di 22-8). L'impressione è che il Geas abbia appunto un po' più di profondità (ovvero qualità omogenea) ma che, d'altra parte, Costa abbia arrischiato qualche riposo in più per le migliori in modo da scommettere su una crescita alla distanza.

E tutto gira di nuovo nel 3° quarto. Non subito, perché inizialmente continua il volo del Geas, che allunga a +15 con Spinelli e Nespoli (46-31 al 24'), complice il 4° fallo precoce che toglie di mezzo per un bel po' Allevi, e un tecnico a Ranieri, che però, coincidenza o no, dà una scossa alle sue, che riprendono ad alzare l'aggressività sui due lati del campo. Caparbia Discacciati, che, più d'istinto che di raziocinio ma visto il -15 fa benissimo, si butta a canestro come un treno, cavando canestri e tiri liberi, o servendo assist per Colognesi. Dall'altra parte Panzera vive un momento difficile, sbagliando più volte, sia su conclusioni forzate sia su altre ben prese (anche dalla lunetta è imprecisa). Merisio, che pure è giocatrice assai matura per la sua età, mostra i suoi 13 anni regalando 4 liberi di fila con interventi fuori tempo: Rota imbufalito. Costa perviene così al clamoroso pareggio proprio alla fine del 3° quarto (51-51, parziale di 5-20 dopo il massimo svantaggio).

Ultimo periodo della stagione. Panzera lo comincia fuori e sembra che Costa stia mettendo le mani sulla partita. Discacciati segna da 3 di tabella, esaltazione del clan masnaghese sia in campo sia sugli spalti, classico "segno del destino" che ti sembra di scorgere. E invece una mazza. Bravissimo il Geas, con grande forza mentale, a riprendere le redini proprio nel momento più difficile. Un parziale di 10-0 per le sestesi gira definitivamente tutto; le artefici principali sono Bellini e Matteucci, che colpiscono in contropiede su palla rubata e pure da fuori (tripla di Matteucci di grande impatto). Mancano ormai 5 minuti; torna Panzera per sigillare il vantaggio ma a dire il vero sbaglia quasi tutto dalla lunetta e quindi anziché sigillare lascia aperto, mentre Discacciati è encomiabile per come non molla mai, anche se sul 64-60 a una ventina di secondi forza un tiraccio da 3 siglando la resa di Costa. Il Geas fa scadere il tempo con la palla in mano e finisce appunto 64-60 questa sfida fra titani in cui solo una poteva chiudere la stagione imbattuta; sesto titolo stagionale per le sestesi, le cui vacche sono perennemente grasse d'allori in questi anni, e rivincita per il recente scorno alle finali U16. Esulta Rota, forse al passo d'addio con il club rossonero.

Marcatrici: Panzera 14 (anche se con 4/15 dal campo e 6/18 ai liberi, se ho segnato bene), Spinelli 12, Pellegrini 10, Bellini 9, Nespoli 8; per Costa Discacciati 22, Allevi 17 (con gran rimpianto per i minuti persi a causa dei falli), Colognesi 9 ma solo 12 per il resto della compagine, nonostante lo spazio dato a tutte e 12 in buona misura. Su Panzera aggiungo che a quest’età, più delle percentuali del momento conta la qualità dei movimenti, il potenziale fatto intravedere; e senza dubbio la ragazza ha trattamento di palla, personalità, fisico e movenze da 16enne se non di più. "Ilaria non aver paura di sbagliare tiri liberi a raffica, non è da questi particolari che si giudica una giocatrice", le canterebbe il grande De Gregori. :blink:
Difficile però capire se si tratta di precocità o talento superiore in prospettiva; ma vale per lei come per le altre. Da quando seguendo il maschile vidi Andrea Padova, classe '89 di Varese, dominare fino all'Under 16 per precocità e poi non combinare una mazza nella sua carriera senior, sto cautissimo sulle previsioni. :unsure: Mi godo il presente e dunque dico che per questa finale U14, tra rivalità, talenti, partita punto a punto con svolte e controsvolte, di meglio per chiudere la stagione era difficile chiedere.

Nella foto: la festa del Geas. Ma sarebbe stata tale se Balossi e Celli avessero giocato? Forse che sì, forse che no.

[U14] Resoconto della finale regionale Geas-Costa (1. parte)

Dodici mesi or sono chiudemmo la stagione agonistica "dal vivo" con le finali U13 lombarde, questo giugno di nuovo con le 2002, nel frattempo divenute Under 14. Era la partita giovanile dell'anno su suolo lombardo, Geas-Costa per il titolo regionale; giacché Costa-Geas quarto di finale scudetto U16 era certo più importante ma si è disputata a 1000 km di distanza, in quel di Battipaglia. Non di poco conto anche Sanga-Carugate, finale Under 20 vinta dalle milanesi a febbraio, ma quella categoria è ormai più senior che giovanile mentre, agli antipodi delle fasce d'età, in U13 non c'erano stavolta finali ma solo una festicciola di chiusura. Per cui, insomma, la partita-clou era questa del 12 giugno al centro sportivo Savonarola di Milano, a poca distanza dagli "Champs Elysées" dei poveri, ovvero quel corso Sempione che termina (o inizia) con l'Arco della Pace napoleonico, fratello minore dell'Arco di Trionfo parigino. Pomeriggio assolato, una rarità in un giugno all'insegna del maltempo autunnale da queste parti; temperatura da sauna nel palazzetto, causa tribune bonsai, stipate oltre capienza, e traspirazioni d'acqua dall'adiacente piscina.

Tanto per prendere la rincorsa da lontano (ma inquadrare il contesto è necessario), dall'Arco della Pace mi sposto per un flashback nelle meno urbanizzate lande di Carugate, laddove a inizio 2014 il presidente regionale Mattioli fece una delle sue prime uscite pubbliche nel femminile per la presentazione della Coppa Italia della poi defunta A3. Disse che uno dei problemi più urgenti da risolvere era l'eccessivo squilibrio di valori tra le squadre più forti e la concorrenza.
In effetti nelle giovanili lombarde in rosa (e m'immagino che in altre regioni sia peggio), la maggior parte dei risultati non sono altro che lo scontato esercizio della supremazia della squadra più forte su quella più debole, specialmente laddove si formano cospicue aggregazioni di talenti, in grado di rifilare dai 30 ai 50 punti alle avversarie più forti e un centinaio (con una mano legata dietro la schiena) a quelle più deboli.
A scanso d'equivoci, ritengo positivo che le società migliori muovano il "mercato" giovanile cercando talenti, perché è segnale d'interesse da parte loro (non è poi falso che alcune ci vadano spontaneamente); solo che, a differenza del maschile dove i giocatori forti sono molti e quindi non bastano 2 o 3 squadre a monopolizzarli, tra le ragazze, in un'annata, quante giocatrici di talento vero ci sono? Pochine. Se un paio di società mietono, alle altre restano le briciole, dato che il campo ha poche pannocchie.
C'è da dire che nelle annate tra il '97 e il '99 c'è in Lombardia un fisiologico equilibrio di forze dovuto al fatto che nessuna società è riuscita a costruire una corazzata, forse anche perché talenti eccelsi non abbondano, sul nostro suolo, di quelle classi (vedi presenze esigue nelle nazionali giovanili e calo di risultati nel Trofeo delle Regioni).
In compenso il campionato Under 14 di quest'anno, e presumibilmente quelli futuri che riguarderanno l'annata 2002 (ma la 2003 pare uguale), è un esempio plastico del problema di cui parlava Mattioli. Geas e Costamasnaga hanno bistrattato tutte le avversarie stagionali con irrisoria facilità. Comprese le semifinaliste: Geas +27 su Usmate (ma era +23 già all'intervallo), Costa +60 su un Sanga rimaneggiato ma che comunque anche al completo non avrebbe retto l'urto.
Questa seconda semifinale ha innescato, come s'è visto anche su questi schermi, una polemica di Franz Pinotti nei confronti del collega Ranieri, nella convinzione che Costa abbia "spinto" oltremisura per umiliarlo, circostanza smentita da Bicio; bel pepe aggiuntivo ma sorvoliamo senza schierarci, auspicando una rapida riconciliazione fra le parti.

Le semifinali a senso unico totale sono state la logica conseguenza di una situazione per cui Geas e Costa si trovano a disporre (lo dico come dato di fatto, senza dare un giudizio se non sul suddetto squilibrio, che è giocoforza negativo) di una ventina abbondante di giocatrici del 2002 e top 2003, tutte valide, che probabilmente giocherebbero titolari nella maggioranza delle altre società: ho visto giocare anche Costa "B", formata dalle meno brave di costoro, e mi è parsa un'ottima squadra.
Salvo improbabili eventi, ci si prepara a un duopolio di queste due superpotenze tra le giovanili lombarde negli anni a venire; anche perché esse sono dotate di una certa forza d'attrazione, per cui se qualche loro attuale pezzo forte dovesse appannarsi, arriverà un sapiente ricambio.
Per esempio, tra le 11 del Geas entrate in campo in questa finale U14 con Costa, solo 4, se non ho contato male, erano dentro anche lo scorso anno nella finale U13 col Sanga. Poi magari vai a vedere i roster delle altre società e scopri che pure loro hanno cambiato tanto da 12 mesi a questa parte; ma la differenza sta nella qualità di chi arriva.
Con un'improvvisa sterzata umorale potremmo anche concludere che tutto sommato è meglio un duopolio di un monopolio, e che il resto del panorama regionale non è così piatto, per cui chi sa mai che non sorgano altre nuove potenze negli anni a venire. Certo però il "j'accuse" di Pinotti su questi schermi pone dei temi interessanti, non necessariamente tutti condivisibili ma quantomeno da discutere.

(fine prima parte)

Nella foto: i due squadroni schierati a pochi secondi dalla palla a due.


sabato 18 giugno 2016

Beffarda spedizione 3x3 + playoff Nba

Non avevamo ancora detto che al Mondiale 3 vs 3, disputato nei giorni scorsi in Cina, l'Italia ha avuto molta sfortuna, vincendo 3 partite su 4 nelle eliminatorie ma finendo eliminata per quoziente canestri da Usa e Spagna.

In Wnba invece si va alla quinta partita di finale tra Los Angeles e Minnesota.

sabato 11 giugno 2016

Finali regionali U14: Costa e Geas dominano le semi

Domani (domenica 12), a chi può, consiglio di recarsi in via Giovanni da Procida a Milano, centro sportivo Savonarola, per la finale regionale Under 14 tra le due probabili migliori squadre d'Italia nella categoria: Geas e Costamasnaga. Entrambe hanno fatto pizzette delle avversarie per tutta la stagione e, visto il livello dell'annata 2002 lombarda, potrebbero contendersi scudetti nei prossimi anni, anche se la loro supremazia regionale è un po' inquietante e non vedo come possa attenuarsi in futuro.
Un'ottima squadra come il Sanga, ad esempio, ha perso in stagione regolare di 35 e 48 col Geas e oggi in semifinale di 60 (se non ho ricevuto sbagliato il punteggio) con Costa. D'altra parte in Lombardia si viene da alcune annate di buon equilibrio ('97, 98, 99, 00, 01) e dunque ci sta un duopolio ciclico, così come, recentemente, il '91 Comense era ingiocabile per tutti e così il '95-96 Geas.

PS: mi dicono dalla regia che Costa in queste finali non utilizza né Celli né Balossi (rispettivamente quintetto ideale e, credo, miglior marcatrice della squadra alle recenti finali scudetto U16)... cioè, 60 di scarto al Sanga senza le due migliori o giù di lì?

mercoledì 8 giugno 2016

Finali nazionali U16 - Marghera regna

Marghera campione d'Italia Under 16. A Battipaglia, dal 29 maggio al 4 giugno, l'annata 2000 si conferma incerta, equilibrata, ricca di sorprese, a differenza delle due precedenti, '98 e '99, monopolizzate da Venezia. Lo scudetto resta peraltro in Veneto, anzi addirittura nell'area lagunare, anzi addiritturissima nello stesso comune, giacché Marghera, c'informa Wikipedia, è frazione di Venezia, situata sulla terraferma e popolata da 28.000 anime, le quali avranno tutte festeggiato fino a tarda notte questo storico scudetto. <_<
Si conferma fertilissima la produzione delle classi dal '97 al 2000 per il Triveneto: in finale perde Muggia, campione uscente U15 dello scorso anno; nei quarti è arrivata Treviso. Ma come indica il Trofeo delle Regioni di questa primavera, la bilancia del potere sta di nuovo spostandosi verso la Lombardia, che dopo gli splendori delle annate dal '94 al '96 sta attraversando una flessione ma si prepara a tornare in auge con le 2001 e ancor più le 2002, al punto che le migliori giocatrici di Costa e Geas in queste finali U16 sono esponenti di quell'annata.

Competizione incerta, dicevamo: le 8 qualificate ai quarti avevano, chi più chi meno, qualche speranza di portare a casa il bottone (= bottino grosso): :wacko: c'è riuscita Marghera, forse a sorpresa (anche se 4 elementi, se non abbiam contato male, erano appena stati semifinalisti U18) ma non per circostanze fortunose, perché ha fatto percorso netto dall'inizio alla fine, a partire dalle due vittorie che, all'atto pratico, non servivano a molto, ma sul piano morale sì, cioè le due iniziali su Geas e Muggia. E' lì probabilmente che la cazzuta compagine di Cazzin ha capito di non essere solo un'outsider.
Dopo l'interzona avevamo detto che proprio sestesi e semi-slovene erano le possibili favorite, avendo vinto i due gironi "top" della fase interregionale; ed ecco che, in due colpi filati, Marghera le stendeva: 60-58 sul Geas (da -9 all'intervallo; 17 di Baldi e Pastrello; per Baldi tripla doppia con 19 rimba e 11 falli subiti) e 51-46 su Muggia (altra tripla doppia di Baldi, 19+14 rimba + 11 falli sub.; troppo sola Ianezic con 23).
Certo, lì per lì poteva non significare granché, giacché la formula depotenziava le prime 2 giornate, suggerendo alle big di risparmiare fatica, anche perché la presunta molla a non speculare, cioè quella di ottenere un tabellone più favorevole, era annullata dalle varie sconfitte delle favorite, che quindi le spediva da una parte diversa da quella che uno potesse calcolare… L'intento di tenere tutti in giuoco fino alla terza giornata è lodevole ma la coperta è corta: qualche partita inutile la crei per forza, qualunque sia la formula, a meno di fare eliminazione diretta fin da subito.

Quindi, chi altro veniva fuori bene dalle prime due giornate? Pontedera, ma contro avversarie di minor peso (Civitanova e Ragusa), e soprattutto Costamasnaga, giunta carica in Campania, con vari elementi reduci dal 4° posto alle finali U18, che batteva Treviso (72-59, Buscema 15) e poi, ancor più significativamente, Venezia (44-39, la 2002 Balossi 11; Madera 15 + 15 rimba non bastava). Quindi Venezia con una sconfitta, Muggia con una sconfitta, Geas addirittura con due, visto che perdeva 59-48 il derby con Vittuone (G. Pianta 19), la quale il giorno prima aveva fatto solo 22 punti (a 38) contro Muggia: certo, mancava in questa partita la 2002 Panzera, miglior sestese in campo in queste finali, però il gruppo geassino era imbattuto in stagione, e questo k.o. segnalava una condizione in ribasso sul più bello.

Da questo gran magma si sperava finalmente di vederci chiaro dagli "ottavi" del 31 maggio; e in effetti le 8 che ne uscivano vittoriose erano le più pronosticabili. In ordine cronologico di qualificazione: di netto Vittuone su Ragusa, Marghera su Civitanova, Treviso su Mirabello; un po' più a fatica Muggia su Faenza; di nuovo netto Venezia su Latina (mostro Madera con 22 punti, 27 rimbalzi, 12 falli subiti, 46 di valutazione…); molto tirata per Costa su Battipaglia che fruiva del fattore-campo (48-42, Capellini 13, Balossi 0/11); netto per Ancona su Moncalieri; sofferto all'inizio ma poi liscio per il Geas su Pontedera (53-40, la rientrata Panzera 16).

Si arrivava quindi ai quarti del 2 giugno e, in un certo senso, le vere finali iniziavano solo ora. Il derby veneto era di Marghera su Treviso (57-46), con un break nel 3° quarto, sciorinando quel bilanciamento offensivo e quella compattezza difensiva che hanno fatto vincere poi lo scudo alle veneziane di periferia. Gini con 12 la top scorer per Marghera, 15 ma con 3/20 al tiro Berrad per Treviso.
Indi ancora Triveneto felice con Muggia che piegava Ancona 58-53, con un vantaggio dal 1° quarto anche se mai risolutivo; in ombra Ianezic, spiccavano Mervich (16) e Gregori (12) tenendo a bada i 20 con 6/11 da 3 per Nociaro.
Poi Venezia, abbassando la serranda nell'ultimo quarto (13-4), spallava fuori Vittuone (51-39) con Madera a quota 16 + 19 rimba e 38 di valutazione.
Infine la sfida più attesa, il derby lombardo, la superpotenza della zona milanese contro quella dell'area lariana; la pianura contro la collina; la rivincita dello scorso anno, con gli stessi ruoli di partenza (Geas campione regionale e Costa di rincorsa) e lo stesso esito, ossia Costa che esulta e Sesto che esce. Non sembrava così fino all'intervallo (29-22 Geas) ma il 14-32 dopo l'intervallo ribaltava tutto, per un 43-54 finale senza appello. Balossi con 14 (anche se 4/19) la top masnaghese, Panzera con 15 (anche se 6/18) la leader sestese, in un duello tra 2002 che potrebbe tener banco nei prossimi anni di giovanili, dopo aver già vissuto alcuni episodi interessanti in queste ultime due stagioni.
Per il Geas un risultato non disastroso ma insoddisfacente alla luce dei galloni da numero 1 lombarda e appunto dell'imbattibilità prima delle finali; sul sito societario, la coach Canali dice che l'obiettivo erano i quarti, e ovviamente è padrona di sostenerlo, ma a mio parere è un pizzico riduttivo, specie se esci contro chi avevi battuto nella tua regione. :unsure:

Eccoci alle semifinali, non prima di aver notato che ben 3 delle 4 erano le stesse società dell'U18: unica differenza Muggia al posto di Battipaglia. Derbissimo veneziano, rivincita della semifinale U18: ma qui si gioca ad armi pari. E infatti pari finirà, al quarantesimo. Vantaggio delle Giants per tutto il primo tempo, a punteggio basso (16-7, 30-24); ancor meno si segna dopo l'intervallo, con Venezia che, sgabbiandosi dalla ragnatela zonista delle avversarie, che imbriglia Madera, riesce a correre un po' di più e pareggia al 30'; poi non si segna quasi più nell'ultimo quarto (9-9) ed è overtime sul 46-46. Lì Marghera riesce a segnare 4 punti prima che ambo le squadre vadano in asfissia totale, in particolare Venezia che, imbragata Madera, può solo sparacchiare da fuori contro la zona, senza mai metterla (alla fine 6/31 da 3, e c’è da riflettere sul numero di tentativi); non tira meglio la compagine portuale, ma prende vari rimbalzi in attacco con Baldi e compagne.
E così finisce 51-46 per la piccola Marghera che abbatte il gigante Reyer: ovviamente parliamo dal punto di vista societario, perché questa Venezia 2000, come squadra, non è nulla di spaziale, con Madera troppo sola per non finire triplicata o quadruplicata dalle difese senza che le compagne punissero con la necessaria continuità gli spazi conseguentemente concessi. Baldi 14 punti (con 6/14) + 14 rimba, unica in doppia cifra; idem Madera, 19 (con 7/18) + 20 rimba, vincente quindi di misura nel super-duello ma Marghera era più completa.

Seconda semifinale: rivincita della finalissima U15 dell’anno passato. E appunto... rivince Muggia; meno nettamente di 12 mesi or sono ma conducendo pressoché sempre, col break importante nel 3° quarto (12-6 per il +10). Nell’ultima frazione, zona contro zona, sembra saldo sul 49-38 al 35’ il vantaggio muggesano, ma Costa ci mette quantomeno caparbietà, non sorretta però dalla precisione in quanto, dopo una tripla di Balossi, una serie di buone difese non viene capitalizzata in attacco, sicché il punteggio resta fisso sul 49-41 sino a 2’30” dalla fine, e prima o poi Muggia doveva sbloccarsi. Infatti una tripla dall’angolo di Mervich ricaccia Costa a 54-43 con 2’ da giocare. Ci prova ancora la compagine brianzolo-collinare (54-48) ma due liberi di Gregori e un lancio lungo di Balossi che si spegne sul fondo segnano la resa (60-51). Gregori emerge alla grande con 24 punti (5/9 da 2, 3/7 da 3), Ianezic 15; Balossi 15, Allevi 11 e Celli 10, tutte del 2002, che è una bella consolazione per Costa, pensando a cosa potrà essere il futuro.

Finale 3° posto: Costa bissa il successo delle eliminatorie in modo ancor più perentorio, 64-38 su Venezia che appare cotta dopo la battaglia all’overtime del giorno prima. Madera solo 12 in 25’ con 4/16; di là Celli 16 e Allevi 12. Un quarto e un terzo posto per le masnaghesi quindi tra finali U18 e finali U16, in ambo i casi miglior risultato lombardo della stagione, sorta di laurea regionale a distanza. :)

Finalissima: derby adriatico, sponde opposte del golfo di Venezia, entrambe con la M iniziale e la A finale, insomma tanti temi interessanti. :blink: Partita difensiva e a basso punteggio, questo sarebbe il canovaccio, e Muggia potrebbe mettere la sua firma già all’inizio, ma due fattori fanno saltare il banco: il predominio a rimbalzo di Marghera, che ci va forte anche con le esterne, e le triple di Toffolo, un’ala piccola fin lì non in grande evidenza, che sfodera la partita della vita: due serie di 3 siluri di fila, una nel 1° quarto per impedire a Muggia di scappare; la seconda nel terzo quarto, quello decisivo (20-10) dopo un secondo a retine quasi inviolate (8-5).
Ci si ritrova quindi al 30’ sul 45-32 per le portuali, con Toffolo a 25 (!), e Muggia non ne ha abbastanza per rimontare. Ci prova Gregori, caparbia, ma è sola; Ianezic appare esausta. Rimbalzi offensivi in serie per Marghera, un intercetto del play Fiorin trasfomato in contropiede (52-37 al 33’), ancora un rimbalzo trasformato da Baldi, un’entrata in virata di Pastrello, un “canestronzo” di Gini fuori equilibrio allo scadere dei 24”: tutte bare nei chiodi di Muggia, che riesce solo a lenire dal 58-42 al 58-48 finale. Primo storico scudetto giovanile per Marghera. Toffolo resta a 25 con 2/8 da 2 ma 7/10 da 3 e 12 rimba; Baldi 13 + 9; di là Gregori 18 (6/19), Ianezic 14. E 5/27 da 3 per Muggia: quindi Marghera vince semifinale e finale facendo spadellare le avversarie per un totale di 11/58 da dietro l’arco. :woot:

Nel quintetto ideale sono insignite Baldi, Ianezic, Gregori, Celli e Madera (quest’ultima chiude con 17 punti e 17 rimba di media ma sotto il 40% dal campo). Forse due di Muggia e una di Marghera è un po’ iniquo ma in effetti le campionesse hanno proposto omogeneità di valori e non picchi, a parte Baldi. In compenso però han premiato Fiorin come miglior play e Toffolo come mvp della finalissima.

In generale: punteggi bassini (anche se si è visto forse di peggio) e molta zona. Bisogna dire che la categoria U16 non esisteva dal 2007 (prima della precedente riforma) e quindi è difficile fare raffronti, perché U16 non è né l'acerba U15 né la più evoluta U17; la competizione, con 6 partite in 7 giorni per chi arrivava in fondo, era sfibrante (immagino poi che a Battipaglia facesse calduccio), il che non andava a favorire il bel gioco; e la zona, per quanto sia vero che devi abituarti sia a farla che ad attaccarla, non limitandoti a sparacchiare dall'arco ecc. ecc., a quell'età contiene inevitabilmente una componente speculativa che abbassa a sua volta la qualità delle partite: eloquente il dato di cui sopra, l’11/58 da 3 collezionato dalle avversarie di Marghera in semi e finale.
Tutto ciò è stato comunque meglio rispetto alle finali U18 in cui Venezia aveva già (quasi) vinto prima d'iniziare e in finale ha fatto segnare 29 punti a Battipaglia.
A livello individuale, c'è qualcosa di meno in confronto alla fertile annata '99, bronzo europeo l'estate scorsa, ma non c'è solo Madera.
Ancor più che per le Under 18, dobbiamo poi osservare che la Reyer, contrariamente a quel che paventava un nostro forumista a volte troppo cupo, non ha fatto terra bruciata nel suo territorio, al punto da venire eliminata in semifinale da una compagine del medesimo comune. -_- Roba che in Lombardia, tanto per dire una regione a caso, non appare possibile.
Da ultimo, un forte apprezzamento per la copertura di queste finali tramite le dirette streaming su Megabasket.it e il live score sul sito Fip, molto chiaro ed efficiente; era stato così anche per le finali U18, anzi meglio perché gli organizzatori avevano imbastito pure una possente pagina Facebook con saracche di foto e di interviste (non l'avevamo dovutamente sottolineato nel riassunto di 2 settimane or sono, lo facciamo adesso). Oggigiorno le finali si possono comodamente seguire dal proprio pc, e allora vanno doppiamente apprezzati i numerosi sostenitori che si sono recati a Battipaglia, non dietro l'angolo per le 4 semifinaliste del Nord, sommandosi ai suiveurs locali. :yes:

Nella foto: Marghera campione in un'immagine suggestivamente deformata.