lunedì 20 giugno 2016

[U14] Resoconto della finale regionale Geas-Costa (2. parte)

Esaurite le brevi premesse, e passando finalmente alle vicende del campo, ci apprestavamo a godere della sfida tra le due possibili migliori squadre d'Italia nella categoria, tra talenti che potrebbero vestire l'azzurro nelle prossime estati europee giovanili, e tra due allenatori di vaglia come Marco Rota e il già menzionato Ranieri, spalleggiati rispettivamente da Big Renata Salvestrini e "Miss Tripla" Masha Maiorano. Lusso in tutto e per tutto.
Senonché l'equità delle forze in campo veniva azzoppata dalla decisione di Costa di non utilizzare Balossi e Celli, i due elementi più quotati (la seconda è stata quintetto ideale nelle finali U16 di poche settimane prima; l'altra lo fu alle finali U15 dello scorso anno e in questo è stata tra le migliori della squadra alle finali U18…), con la motivazione che le due avevano già avuto sufficienti palcoscenici per esprimerci, e ora toccava ad altre.
In casa propria ciascuno è padrone, non ci permetteremmo di giudicarla una scelta giusta o sbagliata; diciamo che sul piano agonistico Costa ha virtualmente consegnato il titolo al Geas, nonostante di titoli quest'anno le rivali sestesi ne avessero già incamerati cinque (U16 Elite più poker Join the Game coi 2 regionali + 2 nazionali) mentre il club masnaghese zero, anche se a livello nazionale, sarebbe assurdo tralasciarlo, ha goduto due volte, col 4° posto U18 e il terzo U16.
Forse la maggioranza delle società avrebbe fatto di tutto per arrivare a "uno titulo", evitando che la controparte salisse a sei; e quindi forse, in un'ottica idealistica, va apprezzata la scelta controcorrente di Bicio Ranieri-patron, che ha privato Bicio Ranieri-allenatore (quindi doppio coraggio) dei due elementi di punta.
Qualche settimana fa il medesimo Bicio, alla mia obiezioni sugli zeru tituli, rispose "Da noi la priorità non sono i titoli ma formare giocatrici". :o: Ahò, in quest'occasione è stato coerente all'estremo, in quanto ha ritenuto che l'assenza di Celli e Balossi giovasse alle altre per prendersi maggiori responsabilità e quindi giocare (finalmente, dopo mille vittorie dai 50 ai 100 punti di scarto) una partita ad alto tasso di pressione con ruoli da protagoniste, anziché affidarsi alle due compagne di spicco.
Personalmente - ma Bicio ha buon diritto di fregarsene - resto scettico quando l'idealismo prevale sulla concretezza, che indurrebbe a schierare il miglior organico possibile per vincere, e non sono sicuro che rinunciare all'uovo oggi (cioè il titoluccio regionale, che però per varie ragazze poteva essere uno dei più bei ricordi della carriera) significhi avere più possibilità di ottenere la gallina domani. :blink: Non ho però certezze al riguardo e riconosco la grande autorevolezza di Bicio in materia di gestione societaria, quindi che si può dire? Da spettatore spiace solo di non aver visto all'opera il meglio da entrambe le parti.

Peraltro Costa è andata vicina a vincere lo stesso. Arrembante inizio delle collinari, con energia, palle rubate, rimbalzi in attacco a raffica, tiri liberi guadagnati (già una decina mentre il Geas è ancora a zero), e dopo qualche normale difficoltà a concretizzare - stiamo parlando di Under 14, giocatrici in embrione - c'è il primo minibreak sul +6 per Costa (8-14 al 5'30"). In evidenza il trio Allevi-Colognesi-Discacciati, le più note del gruppo dopo le due assenti (un play-guardia la prima, due lunghe o diciamo ali fisicate le altre due). Nel frattempo Panzera, faro sestese, reduce da un infortunio alle finali U16, è costretta a una lunga sosta in panchina per falli precoci. A fine 1° quarto è 15-21 per Costa grazie a un 6/6 ai liberi di Discacciati.

Cambia il vento nel 2° quarto. Un bel lavoro di squadra da parte del Geas, che trova contributi da vari elementi, in particolare Pellegrini, Nespoli, Spinelli, Bellini, elementi abbastanza simili (chi più alta, chi meno), ovvero guardie-ali di buon atletismo e mani educate. Alla fine per le rossonere saranno in 9 a segno contro 7 di Costa, e potevano essere 11 se le forti 2003 Merisio e Toffali non fossero incappate in una siccità realizzativa. Il Geas inoltre ribalta la bilancia dei recuperi e dei tiri liberi: ora sono le sestesi ad andare a raffica in lunetta, e sebbene ne gettino 13 di fila sul ferro (!) alla lunga macinano punti, mentre Costa va in difficoltà sia nel possesso-palla sia in fase conclusiva. Il metro arbitrale non è decisamente permissivo: alla fine saranno 79 i liberi concessi (per la gioia di chi aveva impegni nel dopo-partita, già iniziata con 15' di ritardo...), di cui 18/48 per il Geas e 18/31 per Costa.
Poi ci pensa la rientrata Panzera, prendendo in mano la situazione con 8 punti in questo quarto, di cui un pregevolissimo 1 contro 1 con virata per il 37-29 all'intervallo (parziale di 22-8). L'impressione è che il Geas abbia appunto un po' più di profondità (ovvero qualità omogenea) ma che, d'altra parte, Costa abbia arrischiato qualche riposo in più per le migliori in modo da scommettere su una crescita alla distanza.

E tutto gira di nuovo nel 3° quarto. Non subito, perché inizialmente continua il volo del Geas, che allunga a +15 con Spinelli e Nespoli (46-31 al 24'), complice il 4° fallo precoce che toglie di mezzo per un bel po' Allevi, e un tecnico a Ranieri, che però, coincidenza o no, dà una scossa alle sue, che riprendono ad alzare l'aggressività sui due lati del campo. Caparbia Discacciati, che, più d'istinto che di raziocinio ma visto il -15 fa benissimo, si butta a canestro come un treno, cavando canestri e tiri liberi, o servendo assist per Colognesi. Dall'altra parte Panzera vive un momento difficile, sbagliando più volte, sia su conclusioni forzate sia su altre ben prese (anche dalla lunetta è imprecisa). Merisio, che pure è giocatrice assai matura per la sua età, mostra i suoi 13 anni regalando 4 liberi di fila con interventi fuori tempo: Rota imbufalito. Costa perviene così al clamoroso pareggio proprio alla fine del 3° quarto (51-51, parziale di 5-20 dopo il massimo svantaggio).

Ultimo periodo della stagione. Panzera lo comincia fuori e sembra che Costa stia mettendo le mani sulla partita. Discacciati segna da 3 di tabella, esaltazione del clan masnaghese sia in campo sia sugli spalti, classico "segno del destino" che ti sembra di scorgere. E invece una mazza. Bravissimo il Geas, con grande forza mentale, a riprendere le redini proprio nel momento più difficile. Un parziale di 10-0 per le sestesi gira definitivamente tutto; le artefici principali sono Bellini e Matteucci, che colpiscono in contropiede su palla rubata e pure da fuori (tripla di Matteucci di grande impatto). Mancano ormai 5 minuti; torna Panzera per sigillare il vantaggio ma a dire il vero sbaglia quasi tutto dalla lunetta e quindi anziché sigillare lascia aperto, mentre Discacciati è encomiabile per come non molla mai, anche se sul 64-60 a una ventina di secondi forza un tiraccio da 3 siglando la resa di Costa. Il Geas fa scadere il tempo con la palla in mano e finisce appunto 64-60 questa sfida fra titani in cui solo una poteva chiudere la stagione imbattuta; sesto titolo stagionale per le sestesi, le cui vacche sono perennemente grasse d'allori in questi anni, e rivincita per il recente scorno alle finali U16. Esulta Rota, forse al passo d'addio con il club rossonero.

Marcatrici: Panzera 14 (anche se con 4/15 dal campo e 6/18 ai liberi, se ho segnato bene), Spinelli 12, Pellegrini 10, Bellini 9, Nespoli 8; per Costa Discacciati 22, Allevi 17 (con gran rimpianto per i minuti persi a causa dei falli), Colognesi 9 ma solo 12 per il resto della compagine, nonostante lo spazio dato a tutte e 12 in buona misura. Su Panzera aggiungo che a quest’età, più delle percentuali del momento conta la qualità dei movimenti, il potenziale fatto intravedere; e senza dubbio la ragazza ha trattamento di palla, personalità, fisico e movenze da 16enne se non di più. "Ilaria non aver paura di sbagliare tiri liberi a raffica, non è da questi particolari che si giudica una giocatrice", le canterebbe il grande De Gregori. :blink:
Difficile però capire se si tratta di precocità o talento superiore in prospettiva; ma vale per lei come per le altre. Da quando seguendo il maschile vidi Andrea Padova, classe '89 di Varese, dominare fino all'Under 16 per precocità e poi non combinare una mazza nella sua carriera senior, sto cautissimo sulle previsioni. :unsure: Mi godo il presente e dunque dico che per questa finale U14, tra rivalità, talenti, partita punto a punto con svolte e controsvolte, di meglio per chiudere la stagione era difficile chiedere.

Nella foto: la festa del Geas. Ma sarebbe stata tale se Balossi e Celli avessero giocato? Forse che sì, forse che no.

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