lunedì 20 giugno 2016

[U14] Resoconto della finale regionale Geas-Costa (1. parte)

Dodici mesi or sono chiudemmo la stagione agonistica "dal vivo" con le finali U13 lombarde, questo giugno di nuovo con le 2002, nel frattempo divenute Under 14. Era la partita giovanile dell'anno su suolo lombardo, Geas-Costa per il titolo regionale; giacché Costa-Geas quarto di finale scudetto U16 era certo più importante ma si è disputata a 1000 km di distanza, in quel di Battipaglia. Non di poco conto anche Sanga-Carugate, finale Under 20 vinta dalle milanesi a febbraio, ma quella categoria è ormai più senior che giovanile mentre, agli antipodi delle fasce d'età, in U13 non c'erano stavolta finali ma solo una festicciola di chiusura. Per cui, insomma, la partita-clou era questa del 12 giugno al centro sportivo Savonarola di Milano, a poca distanza dagli "Champs Elysées" dei poveri, ovvero quel corso Sempione che termina (o inizia) con l'Arco della Pace napoleonico, fratello minore dell'Arco di Trionfo parigino. Pomeriggio assolato, una rarità in un giugno all'insegna del maltempo autunnale da queste parti; temperatura da sauna nel palazzetto, causa tribune bonsai, stipate oltre capienza, e traspirazioni d'acqua dall'adiacente piscina.

Tanto per prendere la rincorsa da lontano (ma inquadrare il contesto è necessario), dall'Arco della Pace mi sposto per un flashback nelle meno urbanizzate lande di Carugate, laddove a inizio 2014 il presidente regionale Mattioli fece una delle sue prime uscite pubbliche nel femminile per la presentazione della Coppa Italia della poi defunta A3. Disse che uno dei problemi più urgenti da risolvere era l'eccessivo squilibrio di valori tra le squadre più forti e la concorrenza.
In effetti nelle giovanili lombarde in rosa (e m'immagino che in altre regioni sia peggio), la maggior parte dei risultati non sono altro che lo scontato esercizio della supremazia della squadra più forte su quella più debole, specialmente laddove si formano cospicue aggregazioni di talenti, in grado di rifilare dai 30 ai 50 punti alle avversarie più forti e un centinaio (con una mano legata dietro la schiena) a quelle più deboli.
A scanso d'equivoci, ritengo positivo che le società migliori muovano il "mercato" giovanile cercando talenti, perché è segnale d'interesse da parte loro (non è poi falso che alcune ci vadano spontaneamente); solo che, a differenza del maschile dove i giocatori forti sono molti e quindi non bastano 2 o 3 squadre a monopolizzarli, tra le ragazze, in un'annata, quante giocatrici di talento vero ci sono? Pochine. Se un paio di società mietono, alle altre restano le briciole, dato che il campo ha poche pannocchie.
C'è da dire che nelle annate tra il '97 e il '99 c'è in Lombardia un fisiologico equilibrio di forze dovuto al fatto che nessuna società è riuscita a costruire una corazzata, forse anche perché talenti eccelsi non abbondano, sul nostro suolo, di quelle classi (vedi presenze esigue nelle nazionali giovanili e calo di risultati nel Trofeo delle Regioni).
In compenso il campionato Under 14 di quest'anno, e presumibilmente quelli futuri che riguarderanno l'annata 2002 (ma la 2003 pare uguale), è un esempio plastico del problema di cui parlava Mattioli. Geas e Costamasnaga hanno bistrattato tutte le avversarie stagionali con irrisoria facilità. Comprese le semifinaliste: Geas +27 su Usmate (ma era +23 già all'intervallo), Costa +60 su un Sanga rimaneggiato ma che comunque anche al completo non avrebbe retto l'urto.
Questa seconda semifinale ha innescato, come s'è visto anche su questi schermi, una polemica di Franz Pinotti nei confronti del collega Ranieri, nella convinzione che Costa abbia "spinto" oltremisura per umiliarlo, circostanza smentita da Bicio; bel pepe aggiuntivo ma sorvoliamo senza schierarci, auspicando una rapida riconciliazione fra le parti.

Le semifinali a senso unico totale sono state la logica conseguenza di una situazione per cui Geas e Costa si trovano a disporre (lo dico come dato di fatto, senza dare un giudizio se non sul suddetto squilibrio, che è giocoforza negativo) di una ventina abbondante di giocatrici del 2002 e top 2003, tutte valide, che probabilmente giocherebbero titolari nella maggioranza delle altre società: ho visto giocare anche Costa "B", formata dalle meno brave di costoro, e mi è parsa un'ottima squadra.
Salvo improbabili eventi, ci si prepara a un duopolio di queste due superpotenze tra le giovanili lombarde negli anni a venire; anche perché esse sono dotate di una certa forza d'attrazione, per cui se qualche loro attuale pezzo forte dovesse appannarsi, arriverà un sapiente ricambio.
Per esempio, tra le 11 del Geas entrate in campo in questa finale U14 con Costa, solo 4, se non ho contato male, erano dentro anche lo scorso anno nella finale U13 col Sanga. Poi magari vai a vedere i roster delle altre società e scopri che pure loro hanno cambiato tanto da 12 mesi a questa parte; ma la differenza sta nella qualità di chi arriva.
Con un'improvvisa sterzata umorale potremmo anche concludere che tutto sommato è meglio un duopolio di un monopolio, e che il resto del panorama regionale non è così piatto, per cui chi sa mai che non sorgano altre nuove potenze negli anni a venire. Certo però il "j'accuse" di Pinotti su questi schermi pone dei temi interessanti, non necessariamente tutti condivisibili ma quantomeno da discutere.

(fine prima parte)

Nella foto: i due squadroni schierati a pochi secondi dalla palla a due.


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