venerdì 30 novembre 2018

Linciaggio social contro Crespi

Visto il linciaggio che ha subìto Crespi per il non ingresso, credo che sarebbe stato ancor peggio se non l'avesse nemmeno convocata. "Insensibile" sarebbe stato l'aggettivo più gentile, "coglionazzo" quello più gettonato, come del resto è avvenuto in questi giorni. Allego un esempio fra i mille:



Più che un medico, qui ci vorrà un artigiano per rimettere insieme i cocci. Sul massimo quotidiano d'Italia, e per eco riflessa in tutti i social e piazze internettiane varie, il nostro basket femminile è stato associato a un covo di violenze sulle donne. Provate a sentire un campionario di non addetti ai lavori, che abbiano ricevuto tale eco, e vi accorgerete di ciò che è rimasto nelle menti del pubblico dopo la bufera.
Diventa persino secondario il fatto che ci ritroviamo un c.t. della Nazionale svillaneggiato (non so come farà a recuperare rispetto) e un gruppo che farà fatica a ritrovare serenità, il tutto a 6 mesi dagli Europei; che pure guai da poco non sono.

martedì 27 novembre 2018

Caso Crespi/Masciadri: intervenga Petrucci

Petrucci non deve dire di aver sbagliato, aumenterebbe la confusione. Ma uno esperto come lui avrebbe dovuto fiutare l’aria di magagna (che era fiutabilissima, per motivi già scritti qui), fare un tavolo a tre con Crespi e Masciadri e dire: “Patti chiari, tu Crespi hai l’obbligo di trovare almeno mezzo secondo in campo per Masciadri, e tu Masciadri non rompi se è mezzo secondo anziché venti minuti a partita aperta”, oppure: “Patti chiari, tu Masciadri ti accontenti della convocazione, che mi par di capire Crespi non ti avrebbe dato per motivi tecnici, e la celebrazione con gli applausi te la facciamo in una partita solo per te, ma adesso l’unica cosa è qualificarsi”.
In ogni caso era da prevenire, ormai il danno è fatto.

Oltretutto Petrucci conosce benissimo i suoi polli, e sa che non sono esattamente due caratteri flessibilissimi, perché si dice tanto di Crespi, però anche Masciadri è dotata di un certo amor proprio, al punto da battibeccare in diretta, anni or sono, con Max Mascolo perché voleva che le si attribuisse uno scudetto in più, vinto a 15 anni o giù di lì giocando forse mezzo minuto (non è che questo sia una colpa, lo dico io che rompevo i coglioni se sul referto di una partita mi avevano segnato un punto in meno dandolo al più scarso della squadra, po’raccio). Crespi doveva essere incazzato come un biscione perché quella si era autoconvocata, lei incazzata perché si capiva lontano un miglio che quello la considerava una pensionata. Quindi il rischio di frittata era altissimo.

La replica di Crespi sul "Corriere"

Crespi replica:

«Provo amarezza», spiega Crespi per telefono. «Penso di essere stato trasparente e leale con Raffaella Masciadri da subito, da quando mi ha chiamato a giugno per dirmi che era senza squadra e io le diedi massima disponibilità al fatto che per rispetto a un impegno preso verso le partite di qualificazione all’Europeo avrebbe sicuramente indossato una delle dodici maglie. Sempre allora, con la massima franchezza, aggiunsi che nel caso di qualificazione non sarebbe più rientrata nel programma». Mercoledì, però, le cose sono andate come neppure Crespi aveva in mente. «L’obiettivo chiaro era qualificarsi e qualificarsi come primi, questa era la cosa più importante al di là di Masciadri. Nella mia testa avevo immaginato di farla entrare all’inizio del quarto tempo, sperando che facesse canestro, per poi toglierla. Ma tutto il vantaggio conquistato all’inizio, dove avevamo dominato tatticamente e intellettualmente, lo abbiamo perso dopo e bisognava rimontare. A sedici secondi dalla fine, non a cinque, ho guardato i miei assistenti, Giovanni Lucchesi e Cinzia Zanotti. Lui mi ha detto: “Possiamo mettere Masciadri”. Lei ha fatto una faccia come a dire: “Ma no, cosa la fai entrare adesso?”. Ho pensato che fosse irrispettoso e ho sbagliato, perché invece ci teneva».


Ma, come succede in queste quando sei il bersaglio di turno degl’indignados da social (vedi anche Gramellini, il cui caso avevo citato l’altro giorno in abbinata a quello di Crespi), non c’è nulla che possa placarli: se stai zitto ti accusano di stare in silenzio, e intanto parlano le controparti rincarando la dose; se parli, il commento medio è del tipo “le scuse non bastano!” (probabilmente neanche il suicidio, sottinteso), “era meglio se stavi zitto, coglionazzo!”, eccetera.

PS: c’è poi il filone della “violenza sulle donne”, sulla scia della lettera di Passaro: i suocial pullulano di veterofemministe che vedono in Crespi il simbolo finale di tutte le angherie commesse dal genere maschile dall’antichità a oggi, e gliene vomitano addosso di ogni. Pazzesco, neanche il peggior nemico di Crespi poteva immaginare una cosa simile.

lunedì 26 novembre 2018

Il caso Crespi/Masciadri deflagra sul "Corriere"

Nuovo attacco del Corriere a Crespi, citando anche Petrucci. Ormai i mancati onori a Masciadri sono il terzo problema dell'umanità dopo il terrorismo islamico e la desertificazione del Sahel.

Certo sarebbe davvero geniale mandare via un c.t. che ha appena ottenuto una qualificazione importante, avviato progetti innovativi (utili o meno che siano, quello si vedrà), che è stato fortemente voluto da Petrucci stesso, ecc. ecc., per la colpa di non aver dato almeno 5 secondi a Masciadri. Certo, ormai già così è svillaneggiato e delegittimato, se è questo che si voleva ottenere.

Può darsi che si dimetta lui stesso, rendendosi conto che se ti sparano addosso in ‘sta maniera (perché "est modus in rebus"), nel giorno in cui hai raggiunto l’obiettivo per cui eri stato preso, e ti equiparano a chi fa violenza sulle donne sul massimo quotidiano nazionale, vuol dire che qualcuno stava aspettando il tuo primo passo falso per inchiavardarti. E così non si dura a lungo in ogni caso.

domenica 25 novembre 2018

Il dibattito su Crespi/Masciadri: sugli interventi di Passaro e Gottardi

Crespi, cosparso di pece e di piume, dovrà inginocchiarsi sui ceci (ma che dico ceci! Fango, sterco d'animale) davanti a Masciadri e chiederle umilmente perdono per l'oltraggio.

Comunque Passaro, già alla terza riga, definendo Masciadri "al culmine della sua forma fisica e mentale" (o meglio, paragonandola a Buffon che era tale nel giorno della sua ultima partita azzurra), dimostra che non segue il femminile da parecchio. O finge di non seguirlo. Le è stata regalata la convocazione senza presupposti tecnici attuali, questa è la verità. Onorificenza meritata per la carriera, ma data a discapito di qualcuno che avrebbe meritato più di lei al momento. Ci stavamo giocando gli Europei, facciamo finta di non saperlo o cosa?
Dopodiché, se Crespi le dava qualche secondo a fine partita, eravamo tutti più contenti, anche se ovviamente sarebbero saltati addosso comunque al c.t. reo di averle "dato il contentino" (mentre adesso gli saltano addosso per aver detto di non averle voluto dare il contentino). E se le avesse dato minuti veri a partita aperta? "Aah, Crespi, pazzo! Nella partita decisiva fai le passerelle d'onore!".

Io sono talmente fiducioso nella limpidezza dell'idealismo altrui che sospetto una guerra tra clans sotto quest'improvvisa fiammata.
D'altro canto, la frittata era talmente nell'aria (per i motivi che ho riassunto l'altra sera) che mi pare strano che uno accorto come Petrucci non ne abbia fiutato l'odore, cautelandosi d'anticipo.

Silvia Gottardi decisamente con più moderazione:

A proposito di Raffaella Masciadri (per altro ci sarà una sua intervista sul prossimo Pink Basket che sarà online mercoledì).
Prima di tutto mi rammarico molto che dopo la bella qualificazione agli Europei la notizia del giorno sia “Che stronzo Marco Crespi che non ha fatto giocare la capitana alla sua ultima uscita in maglia azzurra”. Bisognerebbe far festa, non polemica.
Ma visto che la polemica ormai c’è, io non ci vedo nessuno scandalo nel fatto che non sia entrata in campo. Lo sappiamo tutti, e lo sa anche Mascia che è una donna estremamente intelligente, che è stata portata nelle 12 di questo raduno per festeggiare la sua lunga e splendida carriera. Reputo che questo sia stato l’omaggio di Crespi. Cosa doveva fare di più? La partita era fondamentale per la nostra qualificazione, e comunque non mi permetto di entrare nello specifico delle scelte tecniche del coach. Parlare di “contentino” per una che è stata una grande protagonista in campo non ha senso. Una campionessa non ne ha bisogno!
Mascia in tutti questi anni ha dato tanto alla maglia azzurra, e lo ha fatto, anche se in modo diverso, anche in questa qualificazione. Giovedì era a La Spezia per farsi festeggiare e festeggiare la qualificazione azzurra. Così è stato!
#forzaazzurre

sabato 24 novembre 2018

Considerazioni sul caso Crespi/Masciadri (dopo Italia-Svezia)

Due uomini sulla graticola dei social in queste ore: Gramellini, l'editorialista del Corriere reo di aver definito "smania d'altruismo" l'atteggiamento di quella cooperante rapita; e Crespi, reo d'insensibilità nei confronti di Masciadri.

Naturalmente è inutile argomentare su quei canali, dove la modalità "indignazione", che partorisce insulti verso il bersaglio di turno, è considerata assai più divertente di un ragionamento obiettivo.

Chiaro che se la questione è vista solo come "era l'ultima partita di Masciadri e tu, bastardo, non le hai dato neanche un minuto", Crespi è colpevole d'insensibilità, irrispetto per un mito, eccetera, insomma tutto ciò che gli stanno sversando addosso.

Tuttavia mi sembra che vadano considerati più elementi nella vicenda. C'erano delle premesse negative, su cui probabilmente la Federazione doveva stare più attenta, in modo che non sfociassero in quello che è un danno d'immagine nel momento in cui ci sarebbe da festeggiare una qualificazione, giacché appunto ci sono i social che rigurgitano, e il quotidiano più importante d'Italia che s'è scomodato a parlarne. (A proposito, ma che gliene frega al Corriere della Sera di Masciadri, che non ne ha mai parlato una volta per la dozzina di scudetti abbondante che ha vinto; e mo' che finisce nell'unica controversia della sua carriera arriva l'editorialino con la bacchettata a Crespi?)

Le premesse negative erano:
- Masciadri, almeno così è apparso, ha deciso con mesi d'anticipo che avrebbe chiuso la carriera in nazionale con queste partite, cioè si è auto-assegnata una maglia, a prescindere da come avesse giocato nel periodo delle convocazioni. Almeno, io non ho letto cose tipo "Se Crespi riterrà opportuno", "Mi piacerebbe chiudere con quelle due partite di novembre"; no, sembrava un'auto-convocazione sicura. Crespi era d'accordo? Non si sa.
- una passerella individuale cozza contro la delicatezza di una partita decisiva per la squadra. Una passerella la fai, casomai, con una partita speciale organizzata ad hoc, come Masciadri in effetti meriterebbe. Ma quando c'è da giocarsi la qualificazione a un Europeo, cioè il lavoro di due anni, non puoi avere la distrazione di dover onorare il mito. Era un disturbo più che un vantaggio.
- il rendimento di Masciadri s'è flesso ulteriormente in questo scorcio di stagione; è palese che è stata assegnata una maglia a Masciadri a discapito di una delle giocatrici escluse, che tecnicamente la meritavano di più. Certo, come ha detto lo stesso Crespi, il discorso "meglio Tizia di Caia" è limitato, perché si costruisce la squadra migliore, non una sommatoria delle individualità migliori. Quindi Masciadri in un'economia di squadra ci poteva anche stare. Però in due partite tirate non ci stava tecnicamente dentro.

Di conseguenza, è possibile che Crespi si sia sentito costretto a convocarla, ma senza intenzione di darle minuti "reali", cioè a partita aperta. Presumo che se fossimo stati a +15 nel finale l'avrebbe fatta entrare. A meno che il suo "non volevo darle il contentino" (frase per la quale mo' è sulla graticola, ma che io ritengo logica) contemplasse qualsiasi tipo di situazione in cui il suo ingresso avvenisse solo per ragioni celebrative e non tecniche.

In sintesi?
1) Se Crespi metteva dentro Masciadri, si evitava sicuramente qualche rogna.
2) Ma il senso della carriera di Masciadri cambia di mezza virgola con questo n.e.? Perché sembra che sia tutto rovinato, a leggere i social.
3) Masciadri avrebbe probabilmente fatto meglio a ritirarsi a fine stagione scorsa. Poco senso ha questo moncone di fine 2018. C'è una strana linea di confine nella carriera dei miti: se si ritirano un attimo prima sono onorati da eroi, se aspettano un attimo di troppo diventano un peso e creano imbarazzo. Vedi Del Piero alla Juve o Totti alla Roma.
4) Ma Crespi e Masciadri non si sono parlati prima al riguardo? Masciadri è rimasta sorpresa di non essere stata impiegata? Non gettano acqua sul fuoco, adesso, in modo che non si scateni una tempesta in un bicchiere d'acqua?
5) Ci siamo fatti del male da soli.

venerdì 9 novembre 2018

Sulle critiche al fisico di Madera

Bollare l'obesità di per sé è limitante come bollare, che so, la bassa statura di un play uomo di 1.70 o donna da 1.55. Bisogna vedere se la deviazione dallo standard è fonte di handicap nel rendimento. Per me lo scetticismo su Madera, ai tempi delle giovanili, era non sul peso ma sui margini di miglioramento, perché a 15 anni sembrava in tutto e per tutto una 20enne, sia nel fisico (che non vuol dire solo le dimensioni, ma la capacità di controllo e uso del medesimo) sia nella maturità di gioco. Ricordo invece, ad esempio, un'Elisa Penna di cui a 15 anni vedevi l'evidente acerbità (si dice? Boh) sia fisica sia tecnica, ma intuivi grossi margini di miglioramento, un potenziale ancora molto inespresso. Chiaramente Madera può ancora essere una giocatrice importante, ma c'è un problema complessivo di quella generazione '98-99 (più lei che è '00 ma ha sempre giocato con quelle): tra chi è emigrata in America e chi è in sottoutilizzo, quanto stiamo rischiando di perdere, di quell'eccellente gruppo?

giovedì 1 novembre 2018

Caos a Napoli e infortunio a C. Dotto

La situazione precipita in A1: la miglior marcatrice italiana è k.o. e uno dei top-team rischia il collasso. Speriamo che, in questo secondo caso, sia uno di quegli allarmi-apocalisse finalizzati a fare in modo che qualche politico si metta in evidenza risolvendolo. Certo è strano che 'sta chiusura per le Universiadi sembri capitata tra capo e collo senza che si fosse pensato per tempo a un'alternativa.